profondita diverse e in quantita diverse quando gli iceberg si scioglievano, si sgretolavano o esplodevano. Ci sarebbero state correnti calde discendenti perche cariche di limo, correnti fredde ascendenti per il loro contenuto di ammoniaca e, nei punti d’incontro, bufere con trasformazione di colloidi in gel. William era stato laggiu e aveva visto tutto quanto, e Hugh avrebbe voluto sentire le ipotesi della moglie e verificarle…
In qualche archivio informatico dovevano esserci dei dati sul liquido d’immersione. Spostarsi su un iceberg galleggiante seguendo l’andamento caotico dei venti e delle bufere di neve era diventato di colpo un compito noioso. Janice si sarebbe data da fare col raggio neutrinico, senza badare a quante biblioteche planetarie avrebbe dovuto consultare. Non sarebbe stato difficile interessare Venzeer e Rekchellet a quella nuova ricerca…
Hugh condivideva gran parte dei sentimenti della moglie, ma non dava per scontato il comportamento dei Crotoniti. Forse le parole di Bill avrebbero persuaso Venz o Rek o entrambi ad avventurarsi nelle profondita marine, a provare qualcosa che assomigliava solo lontanamente al volo, anche se era difficile immaginare in che modo l’artista — Hugh non era sicuro che fosse davvero qualcosa di piu di un illustratore registratore — avrebbe impiegato il proprio talento. Forse sarebbe stata un’esperienza positiva; forse il caro Rek si sarebbe reso conto che quello che si vedeva non era tutto, e che chi non era in grado di volare e di dominare l’intero panorama non era necessariamente una nullita. Che gli Habra si dedicassero o meno al volo spaziale non era poi tanto importante, anche se Hugh sperava che lo facessero; non aveva intenzione di schierarsi con nessuno dei due Crotoniti, e non gli importava granche che si scoprisse che gli Habra erano la Settima Razza o che quel popolo fantomatico rimanesse per sempre un mistero. Probabilmente la Settima Razza si era estinta, comunque. Gli indigeni potevano badare al proprio futuro, nello spazio o nell’oceano. Pero, sarebbe stato divertente se Venzeer e Rekchellet fossero scesi a un paio di centinaia di chilometri di profondita e avessero imparato a volare nell’acqua… il verbo usato dal traduttore non aveva importanza, quale che fosse. E poi sarebbe stato possibile farli discutere con l’unico Cephalloniano presente a Pwanpwan sulle gioie del nuoto, e sentirli deridere l’incapacita dell’acquatico di «nuotare» nell’aria. Sarebbe stato un sollievo offrire loro qualcuno da sminuire oltre ai soliti «terricoli».
E sarebbe stato divertente vedere gli abissi di Habranha. Janice senza dubbio aveva gia pronta una serie di ipotesi, Hugh lo sapeva; era uno degli aspetti meravigliosi di sua moglie. Confrontare le previsioni con la realta era sempre divertente. Certo, l’operazione poteva rivelarsi fatale, ma questo la rendeva piu interessante. Da qualche parte dovevano esserci delle informazioni su quel vecchio liquido d’immersione. Alcuni minuti — o qualche ora, al massimo — di contatto con la banca dati di qualsiasi mondo erthumiano, e il problema sarebbe stato risolto. Un uso degno e adeguato del comunicatore e del periodo d’utilizzo del programma di ricerca. E non ci sarebbe voluto molto tempo per tradurre in pratica le informazioni ottenute in un laboratorio. Forse sarebbero bastate addirittura le apparecchiature della slitta… no, sarebbe stato necessario tornare a Pwanpwan o alla stazione orbitale. Comunque, la cosa era realizzabile. E chissa… forse il caos atmosferico di quello che avrebbe dovuto essere un pianeta tranquillo aveva davvero le sue origini negli oceani.
Bill, il meno cinico dei cinque, eccettuata Janice, stava riconsiderando la sorpresa iniziale provata nello scoprire che i viaggiatori astrali non erano stati negli abissi. Aveva dato per scontato che il suo pianeta, per quanto unico e complesso nei particolari, fosse solo un mondo come un altro per loro, e che loro dovessero avere dei metodi standard abituali per studiare i pianeti. L’idea che Habranha fosse abbastanza insolito da rendere inadatti quei metodi era in qualche modo piacevole. Dunque lui e i suoi colleghi potevano insegnare delle cose a quegli strani esseri cosi progrediti e intelligenti, nonostante l’aria di superiorita che gli alieni alati sembravano mostrare con tanta prontezza. Bill sapeva ben poco delle creature senz’ali apparse piu recentemente, ma anche loro erano viaggiatori astrali, e senza dubbio si sentivano superiori per questo.
Bill era uno dei pochi della sua specie a conoscere, non solo per sentito dire, stelle che non fossero Fafnir, il sole compagno di Grendel. La maggior parte della gente stava su, sopra, o sotto il continente anulare dell’emisfero diurno di Habranha, che continuava a crescere a circa cinquanta gradi dal sole e si scioglieva a circa venti gradi, ed era costantemente illuminato. Fafnir naturalmente era visibile; i suoi movimenti avevano fornito il primo sistema ad attrito zero osservabile, portando allo sviluppo della fisica, secondo la storia. Si erano scoperte le altre stelle solo quando i ricercatori avevano trovato il modo di spingersi brevemente nell’emisfero buio; la natura delle stelle, fino all’arrivo dei Crotoniti, era stata del tutto ipotetica, e molti Habra nutrivano tuttora dei dubbi sulla loro esistenza.
Alcuni scienziati erano stati tentati dall’idea di viaggiare oltre l’atmosfera, ma quelli che avevano provato erano tornati molto in fretta e mestamente. Si vedeva abbastanza bene la fuori; era affascinante poter dimostrare con tanta facilita le teorie sulla forma del mondo e del continente. Pero non si sentiva nulla. Forse perche non c’era nulla di abbastanza vicino da sentire, forse perche lo strano materiale del veicolo volante bloccava con estrema efficacia i campi elettrici… quale che fosse la causa, si trattava di un’esperienza che provocava un forte senso di claustrofobia. Gli alieni — era noto — erano privi di sensi elettrici… dovevano perfino trasformare il linguaggio normale in qualcos’altro; forse era per questo che i viaggi spaziali non creavano loro alcun problema. Nessuno era riuscito a sapere nulla in merito dai Crotoniti; Bill non sapeva di preciso se fossero state interpellate altre specie aliene. Ce n’era una nuova che addirittura volava solo nell’acqua, aveva sentito dire…
Sarebbe stato interessante accompagnare un gruppo di alieni negli abissi, sempre che si lasciassero convincere ad andare e avessero la tecnologia necessaria; il liquido d’immersione probabilmente non sarebbe stato loro di alcuna utilita, forse pero il materiale che usavano per costruire le astronavi era in grado di resistere alla pressione abissale…
Bill doveva tornare all’anello e fare qualche domanda. Era improbabile, statisticamente, che li ci fossero abbastanza alieni da fornire le risposte. Nessuno sapeva tutto…
Quei pensieri, per quanto espressi con riluttanza, non potevano concretarsi che in un modo.
2. Sotto
Non si era sbagliato, penso Venzeer. C’era buio, e la mancanza di stelle era spaventosa. La mancanza di orientamento era peggiore. Normalmente si poteva volare nelle nubi con la debita attenzione, questo pero quando le nubi erano sospese nell’aria e il proprio peso e il senso della velocita significavano qualcosa. Li, l’effetto dei battiti delle ali era diverso, e non si poteva muoverle molto rapidamente comunque, ne avere la percezione della velocita attraverso lo scafandro.
Venzeer non poteva biasimare Rekchellet, che trascorreva la maggior parte del tempo nell’abitacolo sferico del Compromesso. Se anche lui avesse avuto una scusa valida quale il mancato funzionamento del blocco da disegno sott’acqua, l’avrebbe usata. Il fatto che ci fosse poco da disegnare era secondario; Rek era tuttora impegnato a registrare quel che poteva, pur se si trattava perlopiu di parole e cifre degli strumenti.
Da dove si trovava, Venzeer vedeva il nuovo mezzo di trasporto, naturalmente; il solo pensiero di allontanarsi e perderlo di vista suscitava… non il panico… no, semplice paura, una paura ragionevole, legittima. Sarebbe stato impossibile ritrovarlo in quell’oscurita senza stelle. Non si riusciva a individuare alcuna direzione — neppure il su e il giu — con un minimo di sicurezza.
Venzeer non capiva perche gli Erthumoi avessero voluto dare un nome al mezzo subacqueo, visto che non lo avevano fatto con la slitta, pero era d’accordo sul nome scelto. Si trattava di un sottomarino minerario habra modificato, aperto alla pressione oceanica. Lo scafo era una semplice intelaiatura di polimero — il metallo era una rarita da laboratorio per gli Habra — che conteneva i serbatoi del fango e i motori. Gli indigeni avevano un tipo interessante di propulsione elettronucleare, coi conduttori perfettamente schermati per non abbacinare i sensi dell’equipaggio. La schermatura era un polimero conduttore; i sensi elettrici naturali degli indigeni avevano portato all’aggiramento di un problema a cui avrebbe potuto trovarsi di fronte una civilta in via di sviluppo su un continente di ghiaccio.
Gli elementi del telaio erano tubolari, pieni di fluido per lo scambio termico che poteva essere pompato dove necessario. Il ghiaccio nelle profondita oceaniche di Habranha a volte aveva un punto di fusione fastidiosamente alto e si poteva trovare a distanze sorprendenti da Latoscuro.
Bill, Hugh e Janice erano disposti a trascorrere un mese o piu nel liquido d’immersione e all’interno dello scafandro riciclante, ma i Crotoniti avevano dovuto improvvisare una protezione da forze brutali e non potevano rimanere continuamente dentro le loro tute. Cosi adesso il sommergibile, nella parte centrale, aveva due sfere trasparenti comunicanti, al posto di un paio di serbatoi originali. Una sfera serviva da camera d’equilibrio, l’altra da abitacolo… un ambiente abitabile molto angusto per un alato, nonostante gli otto metri di diametro. Perfino
