— Io ho visto. Ti faro uno schizzo di Venz, dopo — comunico Janice.

Bill torno a pensare al loro compito. — Se non possiamo procedere e continuare con i rilevamenti, che ne sara della missione?

— Parecchia energia — fece notare Hugh. — Sommergibile caldo?

— Secondo me, questo renderebbe inattendibile qualsiasi rilevamento — rispose lentamente l’Habra.

— Non piu della nostra presenza. Anche i nostri corpi disperdevano calore nell’oceano — osservo Venzeer. — Soprattutto il mio. Dobbiamo usare solo il calore necessario per impedire la formazione di ghiaccio.

— Ma in questo modo lasceremo dietro di noi una scia di acqua riscaldata. Basta un cambiamento di temperatura minimo per provocare instabilita convettiva. Ecco perche e tanto difficile calcolare la situazione meteorologica anche nell’aria.

— Nell’aria — sottolineo Hugh. — vp di scarsa entita nei liquidi. Espansione molto minore. Cambiamento di densita…

— Forse sara cosi, pero negli abissi abbiamo tempeste piu violente che non nell’atmosfera — replico Bill. — E la causa potrebbe essere proprio questa. Comunque, io sono disposto a provare se lo siete anche voi. Ma non manchiamo di controllare la quantita di energia immessa nei riscaldatori. Calcolare l’andamento di una perturbazione e gia abbastanza arduo anche con tutti i dati.

— Calcolo impossibile — dichiaro Janice. — Situazione caotica.

— Non c’e nulla di fondamentalmente impossibile — ribatte l’indigeno. — Ma ammetto che e una cosa ben oltre le nostre capacita attuali.

— Impossibile — ripete la donna. — La meteorologia avrebbe dovuto portarvi alla teoria del caos… Forse necessarie anche piste di bowling… Comunque, andiamo. L’Oceano Solido dovrebbe essere vicino.

— Perche? — chiese Rekchellet. — Non abbiamo nessun dato di superficie. Il ghiacciaio superiore si estende nell’emisfero diurno molto piu in la dell’Oceano Solido, che dopo tutto e solo una teoria che stiamo verificando, pero nessuno sa quale sia la differenza di estensione… e anche se la conoscessimo, non sappiamo che tratto abbiamo percorso sotto la banchisa. Certo, c’e un riflesso acustico che proviene a quanto pare da una superficie piu o meno verticale davanti a noi, ma e impossibile stabilire se sia a dieci o a cinquanta chilometri, o anche se sia solida. Su cosa basi la tua ipotesi?

— La purezza dell’acqua. L’ha detto Bill. Dovrebbe essere acqua di disgelo formatasi di recente.

— Un’ipotesi valida — convenne l’indigeno. — Noi alati faremmo meglio a restare vicino al sommergibile o a bordo. Voialtri non ghiacciate cosi facilmente, e potete volare davanti a noi, compiendo i rilevamenti mentre procedete. Non allontanatevi troppo, pero. E sempre possibile prevedere i fenomeni d’instabilita, qualunque cosa dica la vostra teoria del caos, ma non posso sempre calcolarli mentalmente, e non sono affatto sicuro di riuscire a percepirli. Tenete presente che qualche minuto fa sono stato colto di sorpresa.

— Perche non stavi pensando a quello! — obietto Rekchellet.

— Avrei dovuto pensarci. Il fatto e che questa e una ricerca e, se sapessimo quello che probabilmente accadra, la nostra presenza qui sarebbe superflua. Vi raccomando la massima prudenza, Erthumoi. So che siete capaci di volare, pero stento a credere che i vostri arti siano davvero efficienti. Vi consiglio di usare dei cavi di sicurezza; ne abbiamo a bordo.

— Di che lunghezza? — chiese Hugh.

— Circa duecento metri. Non dovreste spingervi neppure a una distanza del genere, comunque, dato che la luce del sommergibile non vi consentira di vedere in modo chiaro cosi lontano… la vista e il vostro unico senso utile, qui.

— Abbiamo delle luci — fece notare Hugh.

— Certo. Usatele. Io pero userei ugualmente i cavi di sicurezza ed eviterei di allontanarmi troppo. Ecco… attaccatevi.

Hugh e Janice obbedirono, essendo creature assennate. Il Compromesso riprese il viaggio a velocita bassissima, preceduto dagli Erthumoi. Bill era ancora nella gabbia di pilotaggio, guidando il mezzo subacqueo. Rekchellet schizzo i due esploratori che svanirono a poco a poco in lontananza, ognuno spostato leggermente di lato… se non si fossero spostati lateralmente, sarebbero stati nascosti dai serbatoi del fango di prora posti davanti all’abitacolo sferico, e forse solo i sensi elettrici dell’Habra sarebbero riusciti a individuarli. A un certo punto, il Crotonita non vide altro che un tratto dei due cavi di sicurezza, che erano stati attaccati a elementi del telaio vicino alle sfere, non alla prua.

La squadra esplorativa si tenne in contatto via codice; il suono, perfino il codice, si propagava bene nell’acqua, e tutti gli scafandri tranne quello di Bill avevano rivestimenti speciali come adattatori d’impedenza per risolvere il problema dell’interfaccia. L’indigeno aveva il proprio convertitore suono-radio, e aveva imparato il codice nelle settimane in cui era stato allestito il Compromesso. Per qualche tempo, l’unico messaggio che giunse dagli esploratori fu: «Niente di nuovo». Bill comunico con pari regolarita che l’acqua era ancora purissima.

Poi, all’improvviso, un avvertimento da parte di Janice. — Turbolenza! Attenzione, Hugh e Bill. Mi ha quasi spezzato il cavo!

— Nulla qui — trasmise suo marito. — Hai… no… Solo locale… se… — La comunicazione cesso.

— Perche locale? — chiese Janice.

— Non so. Forse… — I Crotoniti erano irritati dai simboli confusi, pur intuendone la causa. Bill non consenti loro di protestare, ammesso che intendessero farlo.

— Non e il momento di teorizzare! — intervenne l’indigeno. — Tornate verso il sommergibile. Rimanete ad appena una decina di metri di distanza, cosi potrete avvertirmi ma riuscirete anche a rientrare in fretta e a tenervi saldi se dovessimo incontrare una forte perturbazione.

— Non percepisci nulla? — chiese Hugh.

— No. L’acqua e troppo limpida e informe… ho notato che qualcosa distorceva le onde di calore dei vostri scafandri quando siete stati colpiti dai vortici, ma non prima. Restate qui vicino. Adesso sento della turbolenza, con lo scafo.

— Anch’io — asseri Rekchellet. — E bello. Sono mesi che non volo in un cumulo.

— Non sara affatto bello se lo scafo verra sottoposto a sollecitazioni troppo intense — ribatte arcigno l’indigeno. — Sento che sta aumentando, adesso. Venite a bordo, Erthumoi, presto] Ho affrontato tempeste peggiori di questa, almeno stando a quanto sembra finora… ma non con dei membri dell’equipaggio all’esterno, e di solito sapevo cosa dovevo affrontare, ero in grado di valutare l’entita della perturbazione. — Janice e Hugh obbedirono senza discutere. L’Habra continuo. — Si prosegue, immagino… Rek, registra tutti i dati che riesci a ricavare dai tuoi strumenti. Lascia perdere il disegno, puoi scrivere. Prendi degli appunti, e salvali. Stiamo…

— Jan! Il cavo! — Hugh interruppe gli ordini del pilota. — Bill! A destra!

Hugh e la moglie avevano obbedito al comando iniziale di tornare verso il sommergibile, ed erano davanti alla prua, a una ventina di metri; la donna a destra, Hugh a sinistra. All’improvviso era apparsa una cosa in lontananza: un imbuto bianco e sottile simile a un tornado che turbinava nell’oscurita di fronte. Prima che il vortice li raggiungesse, qualcosa aveva spinto Janice in avanti, a destra, e un po’ verso il basso. Hugh cerco di afferrare la moglie, ma la donna passo a una dozzina di metri da lui. Entrambi avevano avvolto i cavi rientrando, ma Janice era stata piu lenta, ed era stata spaventata dall’assalto improvviso della corrente. Alcuni giri di corda le sfuggirono di mano.

Mentre entrava nel vortice e veniva trascinato via con Janice, Hugh senti che il proprio cavo di sicurezza si tendeva, e lo lascio scivolare piano nella mano guantata per evitare uno strappo troppo brusco. Muovendo le pinne, avanzo di due metri… quattro… sei, svolgendo di nuovo la fune dietro di se; poi riusci a raggiungere il cavo della moglie. Lo afferro e comincio ad avvolgerlo attorno a un braccio quante piu volte possibile. Janice stava ancora arrotolandolo all’altro capo.

Lo strappo piu violento si avverti nel tratto di fune tra loro, ma entrambi reagirono nel modo giusto, stendendo lentamente il braccio con cui tenevano il cavo per attutire il colpo. Per il momento sembrava che non ci fosse alcun pericolo; erano attaccati l’un l’altro, e uniti al Compromesso.

Cominciarono ad avanzare insieme lungo il cavo di sicurezza di Janice. Questo impedi a Hugh di badare al proprio, e il cavo si tese all’improvviso, prima che lui raggiungesse la moglie. Hugh allento subito la stretta, ma in quegli attimi di disattenzione il cavo gli si era attorcigliato attorno alla caviglia sinistra. Il bordo sporgente di polimero dello snodo — lo scafandro non aveva parti metalliche, per via dei problemi sensori degli Habra — non era proprio affilato, ma purtroppo era abbastanza tagliente. Ora, solo la fune di Janice li univa al

Вы читаете Le Fasi del Caos
Добавить отзыв
ВСЕ ОТЗЫВЫ О КНИГЕ В ИЗБРАННОЕ

0

Вы можете отметить интересные вам фрагменты текста, которые будут доступны по уникальной ссылке в адресной строке браузера.

Отметить Добавить цитату