— E materia finissima, in gran parte… e in un oceano profondo cinquecento chilometri le correnti possono distribuirla molto uniformemente — rispose Bill. — Io spero sia solo ghiaccio, comunque.
— Ghiaccio cosi polverizzato sott’acqua? Com’e possibile?
— Basta discussioni teoriche! — sbotto Venzeer. — State salendo, e presto non sarete piu in vista. Devo seguirvi o devo rimanere con gli Erthumoi?
— Rimani con noi. — Il messaggio in codice fu cosi immediato da sembrare perentorio. Venzeer provo un impeto d’indignazione nel ricevere un ordine da una persona senz’ali; adesso pero il concetto di «persona» in se significava qualcosa per lui.
— Perche? Avete delle luci. Possiamo tornare a prendervi, sempre che il sommergibile riesca a tornare indietro. Puo darsi che abbiano bisogno di me, perche li aiuti a sbloccare le eliche.
— Bisogna trovare la zavorra, innanzitutto. Non la troveremo piu se non la localizziamo subito. Resta nel punto in cui il sommergibile ha iniziato a salire. Tieni accesa la luce. — Era stata la donna a comunicare. Poi fu la volta del marito.
— Bill, aziona tutte le eliche. Non importa dove sono orientate. Scalda l’ambiente circostante.
— Capisco — rispose l’indigeno. — Pensi che sia ghiaccio.
— Speranza ragionevole — confermo Janice.
— Perche?
— Non sul fondo. Probabilmente piattaforma di ghiaccio medio. Rilievo in area minor pressione, lenta trasformazione in ghiaccio alto. Microcristalli, liberi, li raccogliete e crescono. Non vero sedimento. Formazione locale.
— Puo darsi — convenne l’Habra. — Ma spero non si stiano formando cristalli nei tubi delle eliche.
— Attiva le eliche bloccate alla velocita minima — suggeri Hugh. — I motori si scalderanno. Puo servire.
— Se i motori non bruciano. Dovro stare attento. Ma vale la pena di tentare.
— La schermatura e un buon conduttore. Il ghiaccio dovrebbe mantenere l’ambiente circostante al punto di fusione locale.
— Janice — chiamo Venzeer.
— Sono circa nel punto in cui il sommergibile ha cominciato a salire. Le mie luci non rivelano nessun lingotto di zavorra.
— Forse si e depositata della polvere sui lingotti. Potrebbe essere ancora ghiaccio medio in parte. Resta li. Non rischiare di farti spostare dalle correnti, a meno che tu non riesca a vedere un punto di riferimento fisso.
— D’accordo. Vedete la mia luce?
— Si. Presto ti raggiungeremo — rispose Hugh. — Il sommergibile ha lasciato una scia. Luce superflua, forse.
— Pero non spegnerla — aggiunse sua moglie.
— Se c’e una traccia, la zavorra dovrebbe essere lungo la traccia, in qualche punto — fece notare Venzeer.
— Lo speriamo anche noi. Segui un periodo di silenzio, rotto infine da Rekchellet. — Bill! Stando al mio quadro strumenti, sembra che un’elica principale sia bruciata.
— Temo che tu abbia ragione. Era bloccata, e probabilmente era troppo grande perche il calore si disperdesse abbastanza in fretta, nonostante il ghiaccio. L’altra principale e in funzione, e staro piu attento con quelle direzionali. Sto cercando di tenere bassa la prua, in modo che il propulsore in funzione ci impedisca di salire troppo rapidamente, pero temo che il ghiaccio stia ancora guadagnando terreno. Ci sentite ancora? Venzeer? Erthumoi?
— Si. Non potete essere molto in alto. Non vedo piu le vostre luci, pero. E voi, Hugh e Janice? — L’idea che la capacita visiva erthumiana potesse essere in qualche modo superiore a quella di un Crotonita non avrebbe neppure sfiorato Venzeer qualche settimana addietro.
— No. Non le vediamo da un po’ — rispose Janice. — Stavamo guardando in basso, comunque… Hugh, delle masse bianche della dimensione giusta! -
Gli altri tre attesero, tesi.
— Abbiamo due lingotti — annuncio infine Hugh. — Coperti di polvere bianca. Li abbiamo puliti… potremmo trasportarli, ma aspetteremo finche non avremo trovato gli altri. Jan, lascia qui la tua luce.
— D’accordo.
— Se sono tutti nel tratto tra noi e te, Venz, dovrebbero formare un mucchio di notevoli dimensioni. Probabilmente possiamo trovarli. Vuoi ancora aiutare il sommergibile?
— E come farei a trovarlo? Adesso devo far parte della squadra recupero zavorra, mi pare.
— Vero. Errore mio. Vieni verso le nostre luci e cerca.
— Va bene. — Questa volta il risentimento suscitato dall’ordine fu di brevissima durata. Dopo tutto, il codice era scomodo, e per le richieste erano necessarie piu parole… e in ogni caso quella era la cosa piu logica da fare. Venzeer comincio ben presto a trovare lingotti di rame.
A una distanza indefinita sopra di loro, l’Habra si rivolse al compagno rimastogli. — Rek, pilota tu. Tieni la prua verso il basso… riesci a distinguere in che direzione e il basso anche col globo ghiacciato, vero?
— Si, facile. C’e dell’aria qua dentro. Il basso e dove mi poso.
— D’accordo. Io esco con un ugello. Usero una fune di sicurezza, naturalmente, ma assicurati che le luci rimangano accese.
— Bene. Continua a parlare, cosi sapro che non ti e successo nulla. Ho anche portato il calore al massimo nei tubi.
— Lo so. Lo scafo non sta gelando. Peccato che non possiamo scaldare la tua sfera pressurizzata.
— Ho abbastanza caldo.
— Intendo esternamente, cosi potresti vedere.
— Oh. Non importa adesso, basta che riesca a distinguere in che direzione e il basso.
— Ma vorrai disegnare, immagino.
— Descrivimi le cose, e faro del mio meglio.
Le descrizioni vennero udite con interesse, anche se debolmente, da Venzeer, ma non dai suoi compagni piu sotto; il suono si propagava bene nell’acqua, e i Crotoniti potevano sfruttare le membrane alari per una ricezione migliore.
Le notizie, comunque, non erano incoraggianti. Il Compromesso stava ancora salendo, pur se lentamente. A ogni chilometro di salita, la pressione si abbassava di circa diciotto atmosfere, e il punto di fusione del ghiaccio alto aumentava di quasi un quinto di grado Kelvin. I cristalli di ghiaccio si formavano di preferenza su altri cristalli di ghiaccio, e il calore sprigionato dalla cristallizzazione veniva disperso troppo rapidamente per contrastare il processo di formazione in maniera efficace. Il ghiaccio alto era meno denso dell’acqua liquida, e il Compromesso di minuto in minuto stava acquistando una galleggiabilita sempre maggiore. Se fosse giunto a un livello critico, i suoi riscaldatori non sarebbero piu stati in grado di impedire che lo scafo gelasse, e un’enorme palla di neve avrebbe colpito la parte inferiore della piattaforma glaciale entro un paio di giorni.
Naturalmente, il sommergibile avrebbe potuto incontrare un’area ricca di soluti, dove il ghiaccio avrebbe cominciato a sciogliersi. Purtroppo, gli Habra non avevano carte delle correnti di una regione cosi vicina a Latoscuro, ed era impossibile valutare quali fossero le probabilita che tale ipotesi si verificasse. Ne Bill ne Rekchellet contavano minimamente su una simile eventualita; essendo esploratori, erano disposti a rischiare, pero non erano ne giocatori d’azzardo amanti del rischio ne ottimisti patologici.
Rekchellet aveva avuto modo di impratichirsi coi comandi, anche se non quanto Bill, e fece di tutto per sfruttare al meglio i propulsori funzionanti. Di tanto in tanto, l’indigeno riusciva a riattivare un altro modulo direzionale, ma non c’era nulla da fare per il propulsore principale fuori uso. Gli era bastato uno sguardo per rendersene conto; non solo il motore era bruciato, ma quando l’Habra aveva tolto energia il modulo si era anche raffreddato piuttosto in fretta scendendo al di sotto della temperatura di congelamento locale. L’acqua all’interno era ghiacciata, e il ghiaccio alto si espandeva quando gelava…
Se solo avessero avuto qualche lingotto di zavorra, anche pochi… Non ne avevano; William aveva controllato nei serbatoi sfondati, pur sapendo gia che sarebbe stata una perdita di tempo.
Aveva rimesso in funzione tre moduli direzionali e stava lavorando al quarto, quando la sua luce gli mostro quel che temeva e si aspettava. Uno dei tubi piu sottili dell’intelaiatura del mezzo subacqueo stava diventando
