sommergibile.

La donna raggiunse il marito alcuni secondi dopo, e riavvolse la corda con la massima cautela. Hugh si tenne aggrappato al suo scafandro e cerco di non intralciarla; avrebbe voluto legarsi a lei col pezzo di cavo rimastogli, ma non osava staccare neppure una mano dalla tuta della moglie. Il vortice si calmo momentaneamente, e Janice si avvicino al mezzo subacqueo trainando Hugh. Bill percepiva in modo vago la loro posizione e li aiuto, abbassando la prua del Compromesso e spostandola verso destra. Erano ormai a breve distanza da un appiglio sicuro quando un altro vortice sballotto il sommergibile.

La prua si allontano con uno scarto improvviso. Janice reagi con la prontezza necessaria, salvando il cavo, e ricomincio a riavvolgerlo. Poi si accorse che Hugh era stato sbalzato via — in realta, aveva lasciato la presa per afferrare lo scafo — e allora lascio che la fune si srotolasse e comincio a nuotare verso di lui agitando freneticamente le gambe. La turbolenza sballotto Hugh ora in una direzione ora in quella opposta… su, giu, a destra, a sinistra. Anche lui stava nuotando con quanta forza aveva in corpo, ma sembrava che i mulinelli stessero cercando deliberatamente di tenerli separati.

Anche Bill era impegnato; stava sfruttando al massimo la sua abilita di pilota per controllare il Compromesso e farlo avvicinare a poco a poco agli esploratori in difficolta. A un certo punto, emise una raffica di suoni radio incomprensibili quando il caso porto lo scafo vicinissimo a Hugh e l’Habra penso che il pericolo fosse cessato, ma vide poi che l’uomo ignorava l’occasione favorevole e continuava a cercare di raggiungere la moglie. Seguirono delle parole intelligibili attraverso il traduttore crotonita.

— Idiota! Lei e ancora legata allo scafo! Lei non ha bisogno di aiuto!

Ma Hugh non era uscito completamente di senno. Alcuni istanti dopo, riusci ad afferrare il cavo di sicurezza di Janice, e invece di andare verso di lei si sposto lungo la fune fino allo scafo. Li, scivolo all’interno tra un paio di correnti orizzontali, si aggancio con le gambe ad altri tratti di tubatura, e solo allora comincio a tendere piano la corda, quindi ad avvolgerla con cautela per recuperare la moglie, evitando strappi bruschi. Bill collaboro, guidando il Compromesso in direzione della donna, finche lei non si trovo che a qualche metro di distanza. Allora, temendo di avanzare troppo e provocare una collisione, l’indigeno arresto il mezzo subacqueo. Gli Erthumoi andarono l’uno incontro all’altro lungo gli ultimi metri di cavo e si presero per mano. Un attimo dopo erano al sicuro a bordo, o almeno al sicuro nei limiti consentiti dalla struttura aperta dello scafo. Hugh non si rilasso finche non furono all’interno del serbatoio del fango che consideravano il loro abitacolo.

La voce di William era sempre calma. — Si prosegue, suppongo.

— Certo, ma niente esploratori all’esterno — rispose Janice.

Hugh si chiese se dovesse aggiungere qualche osservazione a proposito della velocita, ma decise di lasciare che fosse Bill a valutare la situazione e a regolarsi di conseguenza. Il Compromesso riprese il viaggio, tremando e sussultando mentre passava da una zona di turbolenza all’altra. Forse era una tempesta di scarsa intensita per l’indigeno, ma Janice stava domandandosi quali potessero essere gli effetti della chinetosi su un corpo erthumiano impregnato di liquido d’immersione. Lei e il marito, i caschi appena al di sopra dell’orlo del loro serbatoio, guardavano avanti come meglio potevano. C’era poco da vedere, se non qualche sporadico turbine di polvere bianca quando si formava brevemente del ghiaccio nei punti dei vortici dove la pressione era maggiore o minore. A volte il biancore svaniva quasi subito; a volte nubi candide sempre piu gonfie salivano o scendevano a seconda della densita del ghiaccio formatosi. Janice si chiese se l’amico habra pensasse davvero che fosse possibile calcolare e prevedere fenomeni del genere. Si chiese inoltre quando avrebbero raggiunto l’Oceano Solido… e come sarebbe stato l’impatto.

Fu Rekchellet, guardando all’esterno speranzoso, a vedere per primo il fondo circa un’ora dopo… e forse lo avrebbe disegnato prima di avvertire il pilota, se non fosse stato cosi informe.

— Rallenta la discesa, William — comunico. — La chiglia tocchera tra pochi secondi.

— A me sembra che stiamo volando orizzontali — ribatte l’Habra. — Non vedo… oh… Hai ragione. Non l’avevo percepito. Troppe scariche statiche nella turbolenza. Non stiamo andando cosi veloci da danneggiare qualcosa se…

Teoricamente l’indigeno aveva ragione; la velocita media del Compromesso non era elevata, pur essendo molto piu alta di quando Hugh e Janice si trovavano all’esterno. La turbolenza, pero, aveva componenti orizzontali oltre che verticali e laterali, e mentre William parlava il sommergibile ricevette una forte spinta in avanti. L’impatto con il fondo in pendenza non fu particolarmente violento, soprattutto dal momento che il fondo si rivelo friabile; il danno fu indiretto.

Una grande nube di sostanza bianca si levo attorno a loro, impedendo la vista e bloccando perfino i sensi di Bill con disturbi statici. Rekchellet, l’unico a essere isolato dall’ambiente circostante, senti che l’abitacolo si inclinava, mentre il Compromesso si arrestava e cominciava poi a rotolare adagio all’ingiu, a sinistra rispetto alla direzione in cui stavano procedendo. Solo le dimensioni limitate della sfera pressurizzata — otto metri di diametro interno — gli consentirono di raggiungere i comandi quando il sommergibile si rovescio. Il primo capovolgimento proietto Hugh e Janice fuori dal loro serbatoio. Il secondo strappo Venzeer dal proprio appiglio; il Crotonita riusci ad aggrapparsi momentaneamente a un corrente orizzontale esterno, ma lascio la presa rendendosi conto che avrebbe rischiato di venire travolto dallo scafo che continuava a ruzzolare lento e maestoso. Gli elementi dell’intelaiatura, penetrando nella superficie in pendenza, sollevarono altri turbini di sostanza bianca. L’alato, scegliendo un momento in cui i suoi sensi di volo gli dissero che il movimento verso l’alto stava mutando in senso contrario e quindi lui presumibilmente si trovava sopra, scivolo fuori e sali di alcuni metri per sottrarsi al pericolo. La nube attorno a lui si oscuro mentre il sommergibile e le sue luci rotolavano lontano.

Venzeer stava per seguire la chiazza luminosa che svaniva lentamente; poi si rese conto che spostandosi di lato forse sarebbe uscito da quella zona torbida e avrebbe potuto vedere meglio. L’idea funziono, piu o meno; adesso riusciva a vedere la nube stessa, e una specie di testa di cometa piu chiara… il Compromesso, presumibilmente, ora molto piu in basso. Alzando lo sguardo e scrutando il pendio, scorse una cavita che avrebbe potuto essere il punto d’impatto. Accanto alla cavita, noto due macchie di luce molto piu piccole, visibili probabilmente grazie all’opera delle correnti che avevano spazzato via i sedimenti. Venzeer era un esploratore esperto; contatto i compagni, prima di fare qualcosa.

— Rek? Bill? Hugh? Jan? Sono fuori. Vedo qualcosa che dovrebbe essere il sommergibile, se sta ancora rotolando verso il basso, e altre due luci. Ho ragione riguardo il sommergibile? E devo tornare al sommergibile adesso o indagare sulla natura delle altre luci?

— Occupati delle luci, per favore. — Il codice umano giunse chiaro. — Il sommergibile sta rotolando. Siamo caduti fuori. Siamo noi le luci. — Venzeer sapeva che la sommita dei serbatoi adibiti ad abitacolo era aperta; la notizia lo sorprese solo in minima parte.

— Va bene. Vi terro d’occhio. Venite giu se potete muovervi. Forse e meglio che io rimanga in questo punto, da qui posso vedere sia voi che il sommergibile. Bill? Rek? Avete perso il controllo del mezzo, o potete fermarvi e tornare indietro?

— Non so se abbiamo perso il controllo — rispose l’Habra. — Non rotoliamo piu, mi sembra… Ora provo a manovrare.

Nello stesso istante, Janice comunico. — Direzione incerta. Scafandro neutro. Sommergibile visibile finora. Voliamo verso il sommergibile. — Nessuno sforzo era stato fatto dal gruppo per operare una distinzione tra le parole «nuotare» e «volare»; perfino gli Erthumoi ormai consideravano la differenza un semplice cavillo.

Adesso Venzeer vedeva in modo chiaro il Compromesso, a duecento o trecento metri di distanza. Il sedimento fine aveva cessato di sollevarsi; presumibilmente, il rotolamento dello scafo era cessato…

Poi, d’un tratto, il Crotonita si accorse che il sommergibile non era piu sul fondo. Intui quasi subito il perche, e si affretto a comunicare. — Bill! Rek! State salendo! Dovete aver perso la zavorra quando il mezzo si e rovesciato!

— Serbatoi chiusi — osservo Hugh.

— Chi ha progettato i coperchi non ha tenuto conto della densita del rame, immagino, o qualcuno ha lesinato sul materiale. I lingotti probabilmente hanno sfondato i serbatoi dopo qualche ribaltamento. Bill o Rek! Avete il controllo dei mezzo?

— No — rispose calmo l’indigeno. — Pare che la maggior parte dei tubi delle eliche siano ostruiti. Sto alzando al massimo il riscaldamento; forse funzionera. Se e fango, pero, dovremo uscire a liberarli con dei getti d’acqua.

— Fango qui? Com’e possibile? — chiese Rekchellet. — Avevi detto che la materia fine si deposita vicino al lato esposto al sole del continente, a oltre duemila chilometri da qui.

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