di me non funziona. — Indirizzo la carrozzella verso ovest, diretta alle montagne che s’intravedevano a distanza, verso Fallaway Point. — Non che abbiano smesso di provarci. Ogni sei mesi circa arriva qualcuno con una nuova teoria. Per un po’ di giorni faccio da cavia, poi se ne vanno a correggere la loro teoria.

— Che la loro pelle possa cadere marcita e che siano scorticati a morte dai loro stessi colleghi — disse Wyss’huk.

Harriet rise. — C’e stato un tempo in cui gliel’auguravo anch’io, specie quando mi cavavano tutti quei campioni di sangue. Ma chi puo dire? Forse, un giorno o l’altro, una di quelle teorie si dimostrera giusta.

— Che i loro primogeniti vengano assoggettati agli stessi esperimenti e a quelli dei loro colleghi.

Per un attimo, Harriet distolse lo sguardo dalla strada. Il suo passeggero non mostrava segni di stanchezza. Nei suoi occhi arancione riluceva solo la rabbia che andava esprimendo. La sua pelliccia grigio-argentea aveva l’aspetto morbido di quella di Sua Altezza, ma i moncherini delle ali erano di un rabbioso rosa malsano. Amputate chirurgicamente, si ricordo. Aveva meno ragioni lui di amare i dottori che non lei.

— Che possano trascorrere un’esistenza da vermi, e poi un’altra come chiocciole.

Per un po’ rimasero in silenzio mentre attraversavano la foresta di Hellup. Si fermo solo un momento per tagliare una galla per lui, ma non pronunciarono una parola. Se lui mostrava un interesse cosi minimo per il rosepasse, si disse Harriet, allora le loro essenze minerali non erano il motivo della sua presenza li.

Uscirono dalla foresta per trovarsi sulla compatta distesa di sabbia nera d’origine vulcanica della spiaggia sottostante Fallaway Point. Harriet s’arresto sulla cima di una minuscola duna per gonfiare le gomme perche avessero una trazione migliore, e anche per scandagliare la spiaggia alla ricerca degli Unici Uccelli. Si volto per dire qualcosa a Wyss’huk, e lo scopri a fissare il cielo.

Le manco la voce quando vide l’espressione della sua faccia. Rabbiosa, certo, ma piu famelica che irata.

Senza una parola comincio la lieve discesa fino all’altro capo della spiaggia, dove aveva individuato il gruppetto che andava cercando. Wyss’huk non distoglieva lo sguardo dal cielo.

Bene, si disse lei, tra poco avra qualcosa su cui fissare davvero lo sguardo. I frammenti di colore sull’orlo del dirupo avvamparono, mutarono colore.

Harriet fermo la carrozzella, alzo di scatto un braccio e disse: — Lassu! — Non sapeva nemmeno se lui guardava dove gli indicava lei, era troppo assorbita da quanto vedeva per distogliere lo sguardo. Gli Unici Uccelli s’involarono dalla cima del dirupo: gialli, rossi, blu, cremisi. Tutti i colori dell’arcobaleno, ma il suo era l’arancione.

Si scopri di nuovo a sorridere, solo per il piacere di guardare. Che sciocca era stata a negarsi per cosi tanto tempo quel piacere.

Calavano e s’innalzavano: il vento, il vento era con loro, oggi! Gli unici uccelli di RosePasse. Cosi belli…

Dovevano averla vista perche girarono, quasi in formazione, e s’abbassarono sulla spiaggia per mostrare i loro colori in tuffi aggraziati proprio sopra di loro. Harriet si scopri a gridare e a battere le mani e ad agitare le braccia per trasmettere loro tutta la sua ammirazione.

Le correnti ascensionali sulla spiaggia nera quel giorno erano eccezionali. Isobel si esibi in un otto, e gli «occhi» neri del suo delta sfavillarono contro il verde dello sfondo, contro il blu ancora piu puro del cielo. Daffyd — blumarino a strisce bianche — artiglio un’altra corrente ascensionale e sali cosi tanto che sarebbe potuto essere confuso con un refolo di nube. Majnoun, con le sue ali color porpora reale, si lascio cadere lungo un’area discendente per duplicare la figura di Isobel con un’angolatura ancora piu ampia.

E continuo a scendere. A pochi metri dalla carrozzella di Harriet abbandono la corrente e tocco terra, fermandosi. Non dovette far altro che avanzare di un passo per riprendere il giusto equilibrio.

Scrollando la testa per l’ammirazione, Harriet avanzo fino a lui. — Atterraggio perfetto! — gli disse.

Lui alzo velocemente lo sguardo dalla sua positura di volo per sorridere di rimando a lei. — Grazie, Harriet. Hai scelto una giornata eccellente. Erano mesi che non si volava cosi bene. — Termino i controlli all’apparecchiatura, ripiego le ali.

Harriet fischio un ordine e le pinze di riserva avanzarono per aiutare Majnoun a tenere ferme le ali. Lui indietreggio protettivamente, le sorrise di nuovo, lascio che le pinze afferrassero la bardatura. — Sali? — gli chiese lei mentre faceva uscire un secondo seggiolino.

— Certo — disse Majnoun sistemandosi dalla parte opposta dell’ambasciatore.

— Wyss’huk — disse Harriet — questo e Majnoun. Majnoun, questo e il tizio di cui ti ho parlato.

Wyss’huk distolse lo sguardo dal cielo per il tempo sufficiente a dargli una rapida occhiata, poi continuo a ignorarlo. — Un altro lumacone — disse, ma nella sua lingua, non in una che Majnoun avrebbe potuto capire.

Harriet penso che questo fosse cio che passava per tatto presso i Crotoniti. — No — disse. — Io sono un lumacone, lei e un lumacone, ma Majnoun no: lui vola.

Diresse la carrozzella verso il gruppo di mezzi parcheggiati. — Che ne dici, Majnoun? Puoi sistemare l’attrezzatura per la sua statura?

— No — rispose lui.

Ne rimase cosi sorpresa che freno di colpo. — Non puoi? E perche no?

— Non prendertela cosi, Harriet. Non volevo dire quello che hai capito. Puo usare l’attrezzatura in piu che ha Isobel; lei e felicissima di aggiungere un altro uccello al nostro stormo. — Poso una mano sull’involto che conteneva le ali di Harriet. — Dico anche che mi rifiuto di tagliare il tuo Falcodifuoco per un’altra persona. Un giorno lo vorrai usare di nuovo. E per questo che non posso distruggerlo.

Ne riusciva a guardarla negli occhi mentre lo diceva. Lei non sapeva cosa rispondere. Isobel li distolse dai loro pensieri con uno dei suoi atterraggi sgraziati per cui era diventata cosi famosa.

Arrivo sulla spiaggia un po’ di traverso, colpi con forza la spiaggia correndo come una furia — il che era meglio che lasciarsi trascinare, penso Harriet — e termino a testa in giu nella risacca, schizzandoli tutti e tre.

Majnoun bestemmio, si libero dall’imbracatura e corse per darle aiuto, che ne avesse bisogno o meno.

Harriet, ridendo, guardo Wyss’huk. — Noi siamo gli unici uccelli di RosePasse, e Isobel e la piu goffa fra noi. E meravigliosa quando vola, ma i suoi atterraggi sono penosi. L’unica che ha fatto un atterraggio peggiore del suo sono stata io. Fortunatamente, Isobel non sembra essersi fatta male.

Majnoun aveva ripescato Isobel, ridente e sgocciolante, dal mare, e i due stavano riprendendo le rispettive ali.

Subito sopra loro un delta dipinto con ciuffi di lavanda, gli stessi da cui Lilla diceva di avere preso il nome, grido: — Isobel! — mentre passava sui due ancora immersi nell’acqua. — Guarda come si fa!

Harriet s’aspettava di vedere un altro atterraggio perfetto, come quello di Majnoun, ma Lilla non era il tipo che faceva quanto ci si aspettava da lei.

Fece una virata stretta e scivolo lontano dalla spiaggia, fino a trovarsi molto al largo. Viro di nuovo, e prese una direzione che l’avrebbe certamente portata a fermarsi in grembo ad Harriet. Ma non avvenne.

Sempre al largo, si tuffo, perse aria e, davanti agli occhi attoniti di Harriet, abbandono l’imbracatura tuffandosi a piedi in avanti nel mare. Le ali fiorite continuarono senza di lei, mancarono la carrozzella di Harriet di pochi centimetri e si fermarono gentilmente sulla spiaggia dietro di lei.

Harriet non riusci a chiudere la bocca fino a quando i tre non furono usciti dall’acqua e l’ebbero spruzzata abbondantemente.

Majnoun stava ancora rimproverando Lilla per i suoi errori capitali: — Troppa faciloneria, corri stupidi rischi…

Lilla lo ignoro per sorridere a Harriet. — Dovevo fare qualcosa per darti il bentornata fra noi. — Guardo Wyss’huk e gli sorrise. — Ecco qui qualcosa di speciale per il tuo ospite d’eccezione… oops! — Venne trascinata in avanti dalle ali, che avevano cominciato a prendere vento, le strinse di nuovo, le controllo con infinita cura.

Wyss’huk disse: — Che il Suscitatore di Venti faccia volare le sue ali a qualcuno che le merita.

Harriet lo guardo, sorpresa. La scelta dell’imprecazione era tanto sorprendente quanto lo era stato l’atterraggio di Lilla. L’unica volta in cui aveva sentito una cosa del genere era rivolta a un Crotonita che, secondo gli standard dei suoi concittadini, non aveva messo la giusta cura nel lisciarsi le ali.

— Cos’ha detto? — chiese Majnoun.

— Anche lui pensa che sia troppo facilona. E convinto che abbia rischiato di rovinare le ali, facendo come ha fatto.

— Oh. — Majnoun guardo verso Lilla che, coi pollici alzati, gli faceva segno che le sue ali non erano danneggiate. Poi disse: — Sono piu robuste di quanto appaiano. Lei le tiene in ottimo stato, e poi, di solito, non fa

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