le sue guardie del corpo.
— I Daglawani sono vigliacchi, come il loro dio — disse Globo Nero.
— Devi odiare veramente tanto Jind, signore del mondo sotterraneo dei Daglawani — disse Daocan con una punta di malizia nella voce. — Eppure mi hai detto che ci sono sei diverse razze di dei, ma non avete mai fatto guerra tra di voi. Perche no?
Il Naxiano si stava sistemando nel modo piu confortevole nel padiglione che i di lui-di lei preti-schiavi avevano eretto. Lui-lei stava cominciando a seccarsi per le continue domande di Daocan.
— Abbiamo trovato altri e diversi modi per sistemare le nostre dispute che vanno oltre la violenza fisica. Siamo superiori anche in questo alle razze mortali che ci adorano.
— Ah, capisco, Possente Yersoth. Ma perche allora non ci insegni questi metodi? Perche la mia gente deve morire in questa guerra?
Globo Nero rivolse i di lui-di lei occhi gialli distogliendoli dall’avanzante Xinseus, e fisso per un attimo Daocan. — Perche la tua gente non puo capirli.
Daocan annui. — Quel che dici e vero. Eppure, mi chiedo come mai tu hai una terribile vendetta da compiere contro Jind e poi mi dici che gli dei non si fanno guerra fra loro, perche hanno altri metodi per comporre le loro questioni. E questi metodi comprendono il fatto che il mio popolo e quello daglawano debbano macellarsi l’un l’altro? Come si concilia tutto questo con quanto ti ha fatto Jind? Come si potra restaurare il tuo onore e punire il colpevole?
Per un lungo istante, Globo Nero si senti sul punto di uccidere Daocan, ma poi lui-lei si rese conto che il disgustoso antropoide era probabilmente il piu intelligente fra tutti i suoi sudditi. Cio lo rendeva una minaccia possibile per il Naxiano, ma per il momento lui-lei lascio sbollire la propria ira. — Il mio onore deve essere ripristinato — disse lui-lei — e Jind verra punito secondo metodi che tu non puoi comprendere.
Daocan riflette per un poco su queste parole. — Questo e quello che tu intendi per avere fede, vero?
Globo Nero annui. — La religione e, a volte, persino piu difficile della guerra — rispose lui-lei.
Le due forze opposte s’erano intanto approssimate, e adesso Xinseus stava trafiggendo il cielo con la sua lancia mentre spingeva il suo nahl alla massima velocita. Dietro di lui, i ranghi della cavalleria Yempenita, un poco allungati, s’affrettavano verso la linea frontale dei Daglawani. L’aria era lacerata dalle urla di guerra e da grida di rabbia e paura. Il secondo cuneo yempenita eseguiva la stessa manovra sulla sinistra, e un attimo dopo le due unita si trovarono a contatto della fanteria Daglawana, le cui file composte da terrorizzati soldati attraversarono senza troppa resistenza. Almeno un quarto dei Daglawani cadde a questo primo contatto.
La piccola cavalleria daglawana aveva avuto un addestramento frettoloso, e nessuno padroneggiava ancora bene l’arte di impugnare armi mentre attaccavano alla massima velocita. Globo Nero non diceva nulla, ma i di lui- di lei occhi gialli rilucevano per il piacere mentre lui-lei guardava i cavalieri nemici che roteavano debolmente le mazze, a volte persino cadendo dai loro nahl sul terreno, dove venivano impietosamente calpestati e uccisi dalla cavalleria yempenita.
Mentre Xinseus riformava l’ala destra dopo il suo passaggio attraverso la fanteria daglawana, il fianco sinistro stava decimando la cavalleria nemica. Nello stesso tempo, le falangi della fanteria yempenita cominciarono a correre per avvantaggiarsi dello scompiglio che i loro compagni avevano portato nelle file nemiche.
— Ah — disse Globo Nero, soddisfatto.
— Come ci avevi promesso, Possente Yersoth — disse Daocan. — Anch’io avevo previsto la nostra vittoria.
— Se oggi Xinseus non completa la distruzione dei Daglawani, allora domani ci sara ancora qualche scaramuccia. Domani sera ceneremo nella capitale di Daglawa.
— E tu allora potrai dare libero sfogo alla tua vendetta. Cosa farai di preciso?
Globo Nero emise un lungo, lungo sibilo. — Faro cio che piu mi piace. Non ho ancora fatto piani. Vedro cosa mi stimola la fantasia.
Un lampo maligno passo nello sguardo di Daocan. — A Daglawa staranno tremando in questo momento. O dea, posso chiederti un favore?
— Prova a chiedere, creatura — rispose lui-lei. — Non ti garantisco niente.
Daocan fece una lunga pausa pensierosa. — Quando entreremo a Daglawa — disse infine — potro avere una casa per me? Solo una casa. A Yempena non ne ho. Mi sembra giusto che il cucciolo della potente dea Yempena abbia una casa tutta per lui.
Globo Nero sibilo. — Si, puoi avere una casa tutta tua — rispose lui-lei. — Ma cosa sta succedendo?
I due cunei della cavalleria yempenita si erano riformati alle spalle della prima linea dei Daglawani, e stavano attaccando le riserve, dove lentamente, a colpi di mazza e di lancia, si stavano aprendo la strada verso il centro, dove si trovava il generale daglawano circondato dalle sue guardie del corpo. Nello stesso istante, la fanteria e gli arcieri yempeniti stavano completando la distruzione di quanti erano rimasti in piedi della prima linea.
II combattimento prosegui per tutta la mattina, senza che il risultato finale venisse mai messo in dubbio. Quando Ksul raggiunse lo zenit, la battaglia era terminata. L’arida pianura era cosparsa dei cadaveri dei Daglawani oltre che degli Yempenesi che celebravano la vittoria mutilando e spogliando i nemici uccisi. Globo Nero stava pensando che quella era la visione piu terribilmente affascinante che lui-lei avesse mai contemplato. — Guarda gli antropoidi — disse piano il Naxiano — e comprenderai il comportamento degli Erthumoi.
Molto piu tardi, mentre la congestionata massa di Ksul, ora color rosso cupo, cominciava ad affondare all’orizzonte, il generale Xinseus guido una folla di guerrieri yempeniti fino al padiglione di Globo Nero. Lui-lei si era ritirato nella sua navicella, e solo Daocan e due preti-schiavi erano rimasti nella tenda ad aspettare la folla. Il cucciolo di Globo Nero era accoccolato vicino a uno dei pioli che reggevano il padiglione, al quale era incatenato. Xinseus, ritto davanti ai suoi soldati, li guido in una solenne preghiera di ringraziamento.
— Graziosa dea della Vittoria — grido il generale — noi ti ringraziamo per averci mostrato la via della guerra. Ti ringraziamo inoltre per averci dato i mezzi per schiacciare i nostri nemici, per proteggere il tuo onore e le nostre case, adesso e nel futuro. Ora che abbiamo appreso quest’arte sanguinosa, non temeremo alcuna nazione fintantoche tu manterrai il tuo sguardo favorevole sui nostri figli in armi. Possente Yersoth, accetta i nostri ringraziamenti, il nostro amore e la nostra adorazione.
Segui un momento di silenzio, poi i guerrieri assemblati cominciarono a cantare: — Yersoth! Yersoth! — Globo Nero poteva sentirli anche da dentro la navetta. Lui-lei era un po’ seccato che gli Yempeniti avessero fatto un lavoro cosi veloce contro i Daglawani. Forse sarebbe riuscito a indurli a un’altra guerra contro uno dei confinanti.
— Yersoth! Yersoth! Yersoth!
— Il canto sembrava non voler mai cessare; anzi, diventava sempre piu forte ed entusiasta. Dopo alcuni minuti, Globo Nero penso che sarebbe potuto essere divertente uscire e farsi adorare pubblicamente da quegli antropoidi.
Il Naxiano indosso di nuovo l’apparato respiratore e comincio il ciclo di passaggio attraverso i vari sportelli stagni. Quando lui-lei apparve, l’entusiasmo sali ancora di tono. Dopo una vita da fuorilegge, scacciato da una colonia naxiana all’altra, Globo Nero si concedeva il piacere di impersonare il ruolo di un’adorata dea, anche se i suoi adoratori erano dei piccoli primati pelosi che avevano da poco ricevuto il dono della parola. Lui-lei non si faceva illusioni su quelle creature, perche c’erano decine di migliaia d’anni di sviluppo civile fra loro e il piu primitivo degli Erthumoi. Eppure, questi Yempeniti erano il di lui-di lei popolo, e lui-lei si sentiva generoso nei loro confronti. Lui-lei avanzo lentamente dalla nave fino al padiglione d’onore.
— Yersoth! Yersoth! Yersoth! — cantavano gli antropoidi. Persino il corpulento Xinseus si univa al canto con entusiasmo. Tuttavia Globo Nero non pote fare a meno di notare che l’unico antropoide che non partecipava al tripudio generale era Daocan, il suo cucciolo.
— Popolo mio! — Lui-lei urlava al massimo consentito dal simultrad erthumiano. — Ti ringrazio per l’onore che mi fai!
— Noi ti ringraziamo per il favore che ci hai donato, Possente Yersoth — disse il generale Xinseus.
— Graziosa dea — disse un soldato che era stato ferito durante la battaglia.
Globo Nero allungo il mozzicone di una delle sue pinne sfrangiate verso la creatura sanguinante.
— Figlio mio — disse lui-lei.
— Figlio mio — mormoro Daocan sottovoce. Globo Nero lo guardo ma non disse nulla.
— Molti dei miei compagni sono caduti nella lotta contro gli idolatri daglawani — disse il ferito. — Io stesso
