Aveva una vivacita straordinaria e un’energia inesauribile. I suoi contatti nel mondo scientifico erano innumerevoli, e gli bastava sentire che i risultati di un promettente studio erano stati accantonati, per andare in bestia e sforzarsi di svelare, smascherate e strappare i veli.

Non c’era niente da fare con lui. Non ammetteva compromessi, percio mettersi d’accordo con lui era impossibile, non ammetteva sconfitte, percio era impossibile batterlo. Era inarrestabile, come un cataclisma cosmico.

Ma, evidentemente, persino l’idea piu astratta ha bisogno di un punto di applicazione sufficientemente concreto. E questo punto, personificazione concreta delle forze del male, contro cui battersi, era diventato per lui il COMCON2 in generale e Sua Eccellenza in particolare. «COMCON-2!», sibilo velenoso, balzando verso Sua Eccellenza e subito ritraendosi. «Oh, santo Iddio!… Prendere l’abbreviazione nota a tutti — Commissione per i Contatti con altre civilta! Nobile, elevata! Gloriosa! — e nascondervi dietro la sua puzzolente Confraternita! Commissione di Controllo, piuttosto! Un Complotto di Conservatori anzi, e non una Commissione di Controllo! Un Commando di Controrivoluzionari!…

In questo mezzo secolo aveva infastidito Sua Eccellenza oltre misura. Per quanto avevo potuto capire, gli aveva proprio dato fastidio, come danno fastidio le mosche o le zanzare. Ovviamente, non era in condizione di recare alcun danno sostanziale alla nostra causa. Semplicemente non era nelle sue forze. Pero era nelle sue forze borbottare, schiamazzare e blaterare, distrarre dall’azione, non dare pace, scagliare frecce velenose, esigere il rigoroso adempimento di tutte le formalita, infiammare l’opinione pubblica contro il predominio delle formalita, in una parola: estenuare. Non mi sarei meravigliato se fosse venuto fuori che venti anni prima Sua Eccellenza si era tuffato nel sanguinoso disordine del pianeta Sarald soprattutto per riposarsi un po’ da Bromberg. Mi dispiaceva particolarmente per Sua Eccellenza, anche perche Sua Eccellenza e una persona non solo di principi, ma soprattutto molto giusta, che si rendeva pienamente conto che l’attivita di Bromberg, a prescindere dalle forme che assumeva, aveva anche una funzione positiva: si trattava di una forma di controllo sociale, un controllo sul controllo.

Ma per quanto riguarda il vecchio e velenoso Brornberg, lui era evidentemente privo del piu elementare senso di giustizia, e il nostro lavoro lo rifiutava per principio, lo riteneva nocivo e lo odiava di tutto cuore. Ma la forma in cui si esprimeva quest’odio era talmente sgradevole, le maniere di quel vecchio ostinato erano a tal punto insopportabili che Sua Eccellenza, nonostante il suo sangue freddo e il suo incredibile autocontrollo, perdeva totalmente la testa. Cominciava ad urlare e ad attaccar briga, diventava sciocco e malevolo ogni volta che si imbatteva cosi, faccia a faccia con Bromberg. «Scorfano ignorante! — gridava arrabbiato. — Lei fa il parassita sugli insuccessi dei luminari! Lei non e in grado di inventare la salsa per gli spaghetti, e si permette di dar giudizi sul futuro della scienza! Lei solo discredita la causa che pretende di difendere, non e che un diffusore di aneddoti a buon mercato!…»

Evidentemente era un po’ che i due vecchi non si trovavano faccia a faccia e ora si sfogavano con particolare accanimento e si sputavano addosso il fiele e il veleno che avevano accumulato. Era uno spettacolo istruttivo Sotto molti aspetti, sebbene contraddicesse apertamente la tesi universalmente sostenuta che l’uomo e buono per natura e ha il senso della dignita. Sembravano non degli uomini, ma dei vecchi galli da combattimento. Mi accorsi per la prima volta che Sua Eccellenza era molto vecchio.

Tuttavia, nonostante fosse privo del benche minimo senso estetico, questo spettacolo riverso sudi me una valanga di informazioni veramente preziose. Molte allusioni non le capii nemmeno: si parlava, evidentemente, di cose ormai morte e sepolte. Alcune storie menzionate le conoscevo bene. Ma qualcosa anche sentii e capii per la prima volta.

Seppi, per esempio, che cos’e l’operazione “Specchio”. A quanto pare si chiamavano cosi le manovre generali, assolutamente segrete, per riflettere una possibile aggressione dall’esterno (presumibilmente, l’invasione da parte dei Nomadi dello Spazio), effettuate circa quattro decenni prima. Erano pochissimi quelli che sapevano di quest’operazione, mentre milioni di uomini, che pure vi avevano preso parte, non ne sospettavano nemmeno l’esistenza. Nonostante tutte le misure di sicurezza, come quasi sempre succede in casi di portata globale, perirono alcune persone. Uno dei capi dell’operazione e responsabile della segretezza era Sua Eccellenza.

Seppi anche come era nato il caso “Il Mostro”. Come e noto, Jonathan Pereira, di sua iniziativa, interruppe il suo lavoro nel campo dell’eugenetica teorica. Congelando questo campo, il Consiglio Mondiale segui appunto le sue indicazioni. Accadde che il nostro caro Bromberg subodorasse qualcosa, e spifferasse in giro particolari della teoria di Pereira. Il risultato fu che un quintetto di scatenati di grande talento, del laboratorio Schweitzer di Bamako, si rimise all’opera e per poco non porto a compimento l’esperimento, con una nuova variante dell’Homo superior.

La storia degli androidi la conoscevo a grandi linee anche prima, soprattutto perche viene sempre citata come esempio classico di un problema etico irresolubile. Tuttavia era curioso sentire come il dottor Bromberg non ritenesse affatto chiuso il problema degli androidi. Il problema “soggetto od oggetto” in questo caso per lui non esisteva affatto. Del segreto professionale degli scienziati che si occupano di androidi se ne fregava, e quanto al diritto degli androidi al segreto della personalita, lo considerava una sciocchezza. Tutti i particolari di questa storia dovrebbero essere pubblicati a beneficio delle generazioni future, e il lavoro con gli androidi dovrebbe continuare…

E cosi via.

Fra le storie di cui non avevo mai sentito parlare prima, una attrasse la mia attenzione in particolar modo. Si parlava di un oggetto che chiamavano ora sarcofago ora incubatrice. A questo sarcofago-incubatrice nella loro discussione collegavano, non si sa perche, “i detonatori”, chiaramente quegli stessi per cui Bromberg era venuto e che stavano ora sul tavolo davanti a me coperti dalla sciarpa colorata. Ai detonatori, del resto, era stato accennato di sfuggita, e l’intrigo principalmente verteva intorno alla “cortina fumogena dell’odiosa segretezza”, posta da Sua Eccellenza intorno al sarcofago-incubatrice. Proprio come effetto di questa segretezza, un certo dottore, che aveva ottenuto risultati unici nel campo della antropometria e della fisiologia dell’uomo di Cro-Magnon[21] (che c’entrava l’uomo di Cro-Magnon?), era stato costretto a tenerli nascosti, frenando in tal modo lo sviluppo della paleoantropologia. Ed un altro scienziato, che aveva indovinato il principio di funzionamento del sarcofago-incubatrice, si era trovato nella situazione ambigua e sgradevole dell’uomo a cui il mondo scientifico ascrive la scoperta di quel principio, per cui abbandono del tutto la scienza e ora dipinge mediocri paesaggi…

Mi feci attento. I detonatori erano legati al misterioso sarcofago. Per i detonatori si era fatto vivo Bromberg. I detonatori Sua Eccellenza li aveva adoperati come esca per Lev Abalkin. Mi misi ad ascoltare con raddoppiata attenzione, sperando che, nel polverone della lite, i due vecchi spifferassero qualche dato importante su Lev Abalkin. Ma questo dato importante lo sentii solo quando si quietarono.

4 giugno dell’anno 78. Lev Abalkin dal dottor Bromberg

Si zittirono d’improvviso, contemporaneamente, come se, contemporaneamente, avessero esaurito le ultime riserve di energia. Smisero di lanciarsi sguardi infuocati. Bromberg, ansando, tiro fuori un antiquato fazzoletto da naso e comincio ad asciugarsi il viso e il collo. Sua Eccellenza, senza guardarlo, infilo la mano sotto la giacca (mi spaventai: non cercava mica la pistola?), tiro fuori un portacapsule, fece rotolare sul palmo della mano una pallina bianca, se la mise sotto la lingua, e tese il portacapsule a Bromberg.

— Non ci penso nemmeno! — annuncio Bromberg, voltandogli le spalle con ostentazione.

Sua Eccellenza continuo a porgergli il portacapsule. Bromberg, di sottecchi, come un gallo, lo fissava. Poi disse con enfasi:

— Il veleno, se e un saggio che te lo offre, prendilo; dalle mani di uno sciocco non accettare il balsamo..

Prese il portacapsule, e anche lui fece rotolare sul palmo della mano la pallina bianca. — Non ne ho bisogno! — annuncio, ficcandosela in bocca. — Non ne ho ancora bisogno…

— Isaak, — disse Sua Eccellenza, e schiocco le labbra. — Che cosa fara, quando moriro?

— Ballero la kacuka, — disse Bromberg cupo. — Non dica sciocchezze.

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