trovasse il cadavere di una giovanetta. E sempre si trattava di adolescenti che avevano appena cominciato a farsi donne, e sempre delle piu belle e per lo piu di quel tipo scuro e vischioso. Per quanto l’assassino ben presto non disdegnasse piu neppure il tipo femminile predominante nella popolazione locale, molle, di pelle bianca e lievemente corpulenta. Da ultimo erano diventate sue vittime persino le castane, adolescenti dai capelli biondo- scuro… sempreche non fossero troppo magre. Le braccava ovunque, non piu soltanto nei dintorni di Grasse, ma nel cuore della citta, addirittura nelle case. La figlia di un falegname fu trovata morta nella sua stanza al quinto piano, e nessuno in casa aveva sentito il minimo rumore, e non uno dei cani, che in genere fiutavano qualsiasi sconosciuto e lo segnalavano con latrati, aveva abbaiato. Sembrava che l’assassino fosse inafferrabile, immateriale, come uno spirito.

La gente s’indigno e se la prese con l’autorita. La minima diceria provocava assembramenti. Un mercante girovago, che vendeva polverine d’amore e ciarlatanerie varie, fu quasi massacrato, perche si disse che i suoi rimedi contenevano capelli triturati di giovanette. Al palazzo di Cabris e all’ospizio della Charite tentarono di appiccare incendi. Il mercante di tessuti Alexandre Misnard sparo al proprio domestico uccidendolo mentre costui tornava a casa di notte, poiche l’aveva scambiato per il famigerato assassino delle fanciulle.

Chi poteva permetterselo, mando le figlie adolescenti da parenti lontani o in pensionati a Nizza, Aix o Marsiglia. Il tenente di polizia fu destituito dalla sua carica in seguito alle pressioni del consiglio municipale. Il suo successore fece esaminare i cadaveri di quelle bellezze private dei capelli da un collegio di medici, per accertare la loro condizione verginale. Risulto che erano tutte intatte.

Stranamente questo annuncio aumento l’orrore, anziche diminuirlo, perche in cuor suo ognuno aveva pensato che le fanciulle fossero state violentate. In tal modo potevano almeno conoscere il movente dell’assassino. Ora non sapevano piu nulla, erano totalmente confusi. E chi credeva in Dio si rifugiava nella preghiera, perche almeno la sua casa fosse risparmiata dalla visita del demonio.

Il consiglio municipale — un organo composto da trenta fra i cittadini e i nobili piu ricchi e piu stimati di Grasse, per lo piu gente illuminata e anticlericale, che finora non aveva tenuto in gran conto il vescovo e per lo piu aveva trasformato conventi e abbazie in magazzini e fabbriche — i fieri, potenti signori del consiglio municipale, nel momento del bisogno, acconsentirono a pregare monsignore il vescovo, con una petizione redatta in tono sottomesso, affinche maledicesse e colpisse con la scomunica il mostro che assassinava le fanciulle e su cui le forze terrene non riuscivano a prevalere, cosi come aveva fatto il suo illustre predecessore nel 1708 con le terribili cavallette che a quel tempo minacciavano il paese. E in effetti l’assassino delle fanciulle di Grasse, che fino allora aveva strappato a tutti i ceti della popolazione non meno di ventiquattro tra le vergini piu belle, fu scomunicato e maledetto solennemente dal vescovo in persona, sia per iscritto con un affisso sia a voce da tutti i pulpiti della citta, tra i quali anche il pulpito di Notre-Dame-du-Puy.

Il successo fu travolgente. I delitti cessarono da un giorno all’altro. Ottobre e novembre trascorsero senza cadaveri. All’inizio di dicembre da Grenoble giunsero rapporti su un assassino di fanciulle che di recente circolava nel luogo, strangolava le sue vittime e strappava loro gli abiti a brandelli dal corpo e i capelli a mazzi dalla testa. E sebbene questi rozzi crimini non avessero niente a che vedere con i delitti di Grasse, eseguiti in modo ineccepibile, tutti erano convinti che si trattasse di un solo e unico autore. Gli abitanti di Grasse si fecero tre volte il segno della croce dal sollievo che la bestia imperversasse non piu tra di loro, bensi a Grenoble, distante sette giorni di viaggio. Organizzarono una fiaccolata in onore del vescovo e il 24 dicembre celebrarono una grande messa di ringraziamento. Il 1° gennaio 1766 le accresciute misure di sicurezza furono ridotte, e il divieto di uscite notturne per le donne fu abolito. La normalita torno nella vita pubblica e privata con una sveltezza incredibile. La paura era sparita come per incanto, nessuno parlava piu del terrore che soli pochi mesi prima aveva dominato la citta e i dintorni. Non se ne parlava neppure nelle famiglie colpite. Era come se la maledizione del vescovo avesse bandito non soltanto l’assassino, ma anche qualsiasi ricordo di lui. E alla gente andava bene cosi.

Soltanto chi aveva una figlia che si stava giusto avvicinando a quell’eta particolare non era del tutto tranquillo a lasciarla incustodita, veniva colto dall’ansia all’ora del tramonto ed era felice la mattina quando la ritrovava viva e vegeta… naturalmente senza volersene confessare il motivo.

41

Ma c’era un uomo a Grasse che non credeva a quell’atmosfera di pace. Si chiamava Antoine Richis, rivestiva la carica di secondo console della citta e abitava in un edificio imponente all’inizio della Rue Droite.

Richis era vedovo e aveva una figlia di nome Laure. Sebbene non avesse ancora quarant’anni e possedesse un’indomita vitalita, pensava di rimandare un secondo matrimonio ancora per quanche tempo. Prima voleva far sposare sua figlia. E non certo col primo arrivato, bensi con un uomo di rango. C’era un tal barone di Bouyon, con un figlio e un feudo a Vence, con una buona reputazione e una cattiva situazione finanziaria, con il quale Richis aveva gia preso accordi per un futuro matrimonio dei rispettivi figli. Quando poi Laure fosse stata maritata, lui stesso avrebbe allungato le sue antenne di uomo libero in direzione di tre casati molto ragguardevoli, i Dree, i Maubert o i Fontmichel — non perche fosse vanesio e dovesse a ogni costo dividere il letto con una consorte nobile, ma perche voleva fondare una dinastia e indirizzare i suoi discendenti verso una via che portasse alla massima considerazione sociale e alla massima influenza politica. Per questo gli occorrevano ancora almeno due figli, uno dei quali si sarebbe occupato dei suoi affari, mentre l’altro, con una carriera giuridica e tramite il Parlamento di Aix, si sarebbe introdotto nella nobilta. Tuttavia, come uomo del suo ceto, poteva nutrire simili ambizioni con prospettive di successo soltanto legando intimamente la sua persona e la sua famiglia alla nobilta provenzale.

Cio che comunque giustificava in lui progetti cosi ambiziosi era la sua favolosa ricchezza. Antoine Richis era di gran lunga il cittadino piu facoltoso e aveva proprieta un po’ ovunque. Possedeva latifondi non soltanto nella zona di Grasse, dove faceva coltivare aranci, ulivi, frumento e canapa, ma anche nei pressi di Vence e verso Antibes, dove li aveva appaltati. Possedeva case ad Aix, case in campagna, partecipazioni in flottiglie che facevano rotta per l’India, un ufficio stabile a Genova e la piu grossa ditta di Francia di sostanze odorose, spezie, olii e pelli.

Ma la cosa piu preziosa che Richis possedeva era sua figlia. Era la sua unica figlia, di sedici anni giusti, con capelli rosso-scuro e occhi verdi. Aveva un viso cosi incantevole che i visitatori di qualsiasi eta e sesso restavano a guardarla impietriti e non riuscivano piu a staccare gli occhi da lei, pareva che addirittura leccassero il suo viso con gli occhi come se stessero leccando il gelato con la lingua, e, cosi facendo, assumevano l’espressione tipica della stupida devozione che tale attivita leccatoria comporta. Persino Richis, quando guardava la propria figlia, si sorprendeva al punto che per qualche tempo, per un quarto d’ora, anche per una mezz’ora, dimenticava il mondo e con esso i suoi affari — cosa che altrimenti non gli succedeva neppure nel sonno — si scioglieva tutto nella contemplazione della splendida fanciulla e in seguito non sapeva piu dire che cosa avesse fatto. E di recente — lo avvertiva con malessere — la sera quando l’accompagnava a letto o talvolta la mattina, quando andava a svegliarla, e lei stava ancora dormendo, come adagiata la da mani divine, e attraverso la sua sottile camicia da notte si manifestavano le forme dei suoi fianchi e del suo seno, e il suo respiro si levava calmo e tranquillo dal quadrato del petto, della curva dell’ascella, del gomito e dell’avambraccio liscio, su cui aveva appoggiato il viso… in quel momento, gli si torceva sgradevolmente lo stomaco, si sentiva stringere la gola e inghiottiva, e Dio sa se si malediceva per essere il padre di questa donna e non uno sconosciuto, dinanzi al quale lei giacesse come ora dinanzi a lui, che senza scrupoli avrebbe potuto stendersi accanto a lei, su di lei, entrare in lei con tutto il suo desiderio. E il sudore gli usciva a fiotti, e le sue membra tremavano, mentre soffocava in se quel desiderio mostruoso e si chinava su di lei per svegliarla con un casto bacio paterno.

L’anno precedente, al tempo dei delitti, non aveva ancora subito simili tentazioni funeste. Il fascino che a quell’epoca sua figlia aveva esercitato su di lui era stato — cosi almeno gli sembrava — un fascino ancora infantile. E anche per questo non aveva mai seriamente temuto che Laure potesse diventare vittima di quell’assassino che, com’era noto, non aggrediva ne donne ne bambine, ma esclusivamente adolescenti in eta virginale. In verita aveva intensificato la sorveglianza della sua casa, aveva fatto mettere nuove inferriate alle finestre del piano terreno e incaricato la cameriera di dividere la stanza da letto con Laure. Ma era restio a mandarla via, come facevano i suoi parigrado con le loro figlie, anzi persino con tutta la loro famiglia. Trovava questo comportamento spregevole e indegno di un membro del Consiglio e secondo console che, pensava, per i suoi concittadini avrebbe dovuto essere un modello di pacatezza, di coraggio e d’inflessibilita. Inoltre era un uomo che non si lasciava dettare decisioni da

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