— Cosa? Ehi, aspetti un attimo! Non vorra mica partire cosi? — scatto Joe, per tacere subito dopo. In nessun modo poteva proibire qualcosa a Strangeway, ed era meglio non dargli neppure l’impressione che ci stesse provando. — Che… che cosa crede che succedera qui stanotte? — domando infine, un po’ affannato.
Strangeway rispose con un’alzata di spalle, come se non considerasse affatto la risposta di capitale importanza. — Nulla che non potrete risolvere da voi — disse, per poi aggiungere con un gesto annoiato: — Comunque posso garantirle che nessuno dei due presenti nella casa e un
Joe annui. — Gia, ma si direbbe che il vecchio Tyrrel lo sia, e anche pieno d’odio — affermo, e fischiando silenziosamente tra i denti cerco di valutare le implicazioni di quell’odio. Ma non fu affatto sicuro di riuscire a valutarle tutte.
Il suo compagno annui. — Tuttavia non credo che abbia intenzione di visitare la casa stanotte. Finora ha deliberatamente evitato il contatto con la moglie. In ogni caso, quando tornero dall’Inghilterra vedro di parlarle.
Ma Joe sembrava restio a lasciarlo andare. — Lei crede che la giovane Cathy sia diventata vittima del suo prozio? Un prozio per adozione: una parentela piuttosto vaga.
L’altro emise un sottile sibilo vagamente da rettile. — Temo in effetti che la ragazza sia una vittima. Ma non ho idea per quali circostanze.
— E lui l’avra… diventera un vampiro anche lei?
Strangeway scosse la testa. — Quando la troveremo sapremo cosa e com’e diventata. E… Joseph?
— Cosa?
— Sento che, da qualche parte, non lontano da dove ci troviamo, vi e una presenza ancora piu interessante dello stesso Edgar Tyrrel, una strana entita che aspetta solo di venire scoperta. In ogni caso i miei istinti mi dicono che questo caso va preso con molta cautela, molta prudenza. La nostra azione dev’essere sottile, Joseph!
E con queste parole Strangeway si volto per andarsene. Si allontano meditabondo per qualche metro e poi si fermo, come colpito da un improvviso pensiero. — Joseph — chiamo. — Ricordi: il mio non e un abbandono.
Joe corrugo le sopracciglia. — Non ho mai pensato che lo fosse — replico pensieroso. — Comunque, lei mi lascia in una dannata ignoranza riguardo a questa storia.
Strangeway sospiro con aria rassegnata. — Purtroppo non posso farci nulla, dato che mi trovo a mia volta in questa condizione. Ma vedra che non succedera niente qui stanotte, voglio dire niente che sfugga alla normale comprensione umana. Le consiglio di esercitare la massima prudenza e di limitare le sue azioni fino al mio ritorno: se tutto va bene, saro qui tra un paio di giorni. Nel frattempo non agisca in modo avventato: in particolare le raccomando di non cercare in alcun modo di trovare l’accesso al territorio di quel particolare vampiro. Non che la ritenga tanto imprudente, Joseph, e d’altro canto l’accesso non e certo facile da trovare, tuttavia…
Joe annui. Poi sbatte piu volte gli occhi. Il sentiero davanti a lui era improvvisamente sgombro da qualsiasi presenza, e nulla aveva a che fare quella sparizione con i fluttuanti banchi di nebbia e la nera tenebra del canyon. Ormai aveva visto un
Intanto nella casa, Maria raccontava con sincerita alla signora Tyrrel quanto le piacesse quel luogo, quella casa tanto vecchia, e quanto doveva ritenersi fortunata per avere la possibilita di viverci a piacere.
La vecchia Sarah sorrise con comprensione e ringrazio Maria, ma era evidente che non concordava completamente con lei, anche se ammise che la casa era molto bella. Edgar aveva lavorato molto duramente per costruirla li.
— Ogni stanza ha il suo camino. Sono l’unico mezzo per scaldarsi. La direzione del parco ha cambiato poche cose. Sono stati loro a costruire il bagno e le tubazioni, qualche decennio fa.
La signora Tyrrel disse poi che la maggior parte dei mobili risaliva agli anni Trenta. Le sedie, il tavolo e le panche avevano un valore notevole, perche Edgar Tyrrel li aveva costruiti con le sue mani.
Uno o due minuti dopo la sparizione del suo straordinario collega, con tutta probabilita gia sulla strada per l’Inghilterra con un mezzo di trasporto o l’altro, Joe si sposto con cautela verso il luogo dov’era appostato Bill Burdon per vedere come andava.
— Tutto sotto controllo, capo. L’ho sentita parlare a qualcuno proprio adesso.
— Strangeway. Ma se n’e andato.
Bill scosse la testa, impressionato. — Certo che sa come muoversi in silenzio.
Joe non fece commenti. — Ora torno nella casa. Tra un’ora mandero qualcuno a darle il cambio.
— Okay.
Muovendosi il piu possibile in silenzio, Joe risali il sentiero che conduceva alla casa. Aveva bisogno di altre informazioni, e Bill aveva dato prova fino a quel momento di essere un uomo posato e affidabile.
Quando fu sotto la casa mormoro qualcosa alla radio. Un attimo piu tardi raggiunse la scala e guardo in alto, per vedere Maria che apriva la botola. Al piano sopra di lei, una porta socchiusa lasciava filtrare uno spiraglio di luce appena sufficiente a consentirgli di salire in sicurezza.
— Ci sono novita? — le chiese non appena lei ebbe abbassato la botola e tirato il chiavistello.
— Solo che questa casa contiene un migliaio di fossili e un milione di punte di freccia indiane e altre cose. Se uno la guarda da vicino si accorge che e proprio un museo, anche se non credo che qualcuna delle cose lasciate qui abbia qualche valore.
— E tutta roba qui da decenni.
— Joe?
— Che c’e?
Maria si guardo attorno, come per accertarsi che fossero soli. — Riguarda suo cognato.
— Mio cognato? Be’, sentiamo.
— Ho notato che gli mancano entrambi i mignoli.
— Lei e molto osservatrice.
— Be’, naturalmente non sono affari miei, ma mi chiedevo come sia successo.
Joe lancio alla giovane donna un’occhiata pensierosa quanto aperta. — Un vampiro glieli ha strappati — le disse infine — quando aveva sedici anni.
Le labbra di Maria si curvarono leggermente. — Okay, capo, stavo solo chiedendo. L’avevo detto che non erano affari miei.
— Chieda a John, se non mi crede.
Seguendo una silenziosa Maria al piano di sopra, Joe noto alcuni trofei. Si trattava di teste impagliate di grossa selvaggina, soprattutto cervi e puma, come quelle che adornavano la hall dell’El Tovar.
In una piccola stanza al piano intermedio i due trovarono un’altra profusione di oggetti indiani, ceramiche, punte di freccia e piccole figure intessute in lembi di pelle di daino.
Sarah si uni a loro poco dopo. — Tutto bene, signor Keogh?
— La casa e sorvegliata in tutti i punti, signora Tyrrel.
— Bene. Mio nipote ne sara sollevato. Ora credo che possiamo parlare un po’ meglio del rapimento della mia piccola Cathy.
— Si, credo faremmo meglio — replico Joe appoggiandosi alla parete di tronchi e guardando attentamente l’anziana donna. — Signora Tyrrel, e stata lei a lasciare suo marito o lui ha lasciato lei?
— Sono io che l’ho lasciato — replico Sarah dopo qualche istante.
— Perche?
— Dovrebbe chiedermi invece perche sono rimasta tanto a lungo con lui.
— E va bene. Perche?
— Perche lo amavo, o almeno credo. Signor Keogh, ha idea di quanto antiche siano le rocce in fondo al canyon?
— No. Nessuna idea.
Maria, che ovviamente non capiva la piega presa dalla conversazione, si limito ad ascoltare attentamente.
Sarah Tyrrel disse: — Il fondo del canyon offre alcune delle rocce piu antiche del mondo, in particolare lo
