aveva attratto la sua attenzione e si chiedeva come poteva essere stato tanto lento a notarla.

— Cosa c’e? — fece Camilla muovendosi qua e la dietro Jake, prosaicamente presa dalla preparazione della cena.

— Si direbbe che qualcuno abbia fatto compere.

Soltanto la notte prima Jake aveva notato, senza pero pensare piu di tanto alla faccenda, che le provviste nel frigorifero cominciavano a scarseggiare. Gli scaffali della credenza erano ancora pieni di cibo secco o inscatolato e non si correva certo il rischio di soffrire la fame; quindi lui non si era chiesto neppure per un attimo da dove venissero le uova, il prosciutto e il formaggio. Ma quella mattina aveva trovato del cibo fresco nel frigo, il cibo che adesso si ritrovava a contemplare.

In qualche modo, il frigo era stato riempito nella notte. — Da dove diavolo viene questa roba? Ehi, ma questa sembra birra!

— La porta Edgar. Ieri notte, mentre tu dormivi, ha riempito il frigo. Ogni settimana parte per quello che chiama il ritorno alla realta. Va sull’altopiano, quello vero, quello dove vive la gente. Qualcosa la prende al centro commerciale dell’El Tovar (proprio cosi ha detto) e il resto in altri posti.

Pensosamente, Jake prese e guardo una scatola di formaggini Kraft. Nonostante la strana confezione, provo un tuffo al cuore osservando il nome tanto familiare sulla scatola. Dimostrava che il vero mondo non era completamente fuori portata. — In qualche modo credevo che restasse qui tutto il tempo.

— Lui dice che gli piacerebbe. Restare qui e lavorare, ecco tutto cio che vuole. Brontola sempre prima di questi suoi viaggi. Ma ha bisogno di attrezzi e di altre cose. E di comprare cibo per noi che respiriamo.

— Scusa?

— E questo cio che siamo: quelli che respirano. Edgar no. Non lo hai ancora notato? Edgar non respira.

Jake la guardo sgranando gli occhi. Ma ormai aveva capito che nel Canyon Profondo piu una cosa sembrava assurda e piu probabilita aveva di essere vera.

Camilla stava annuendo. — Non sto scherzando. Osservalo bene la prossima volta e vedrai che non respira, tranne quando ha bisogno di aria per formare le parole — disse, per poi ridurre la voce a un sussurro. — Perche cosi sono i vampiri.

— Vampiri? Vuoi dire come nei film?

— Be’, non esattamente — fece Camilla, guardando il frigo pieno e ridacchiando stranamente. — A giudicare da tutta questa roba, si direbbe che voglia mantenerci entrambi in forma.

Dopo qualche attimo di silenzio, Jake disse: — Un po’ sara per lui.

— Lui non mangia come me o come te. Non e come quelli che respirano.

— Spiegati meglio.

— Lui ha bisogno solo di sangue fresco. Puo essere il tuo o il mio, oppure quello di un cane. Qualche volta cattura un animale selvatico e ne beve il sangue.

Jake non trovo risposta.

Troppe cose, cose impossibili, erano entrate a forza nella sua vita divenendo parte della sua visione del mondo in soli tre giorni. Perche per quanto poteva dire dal sorgere e calare del sole, mancava dall’accampamento da tre miserabili giorni. Si chiese pero se era davvero cosi. Ora credeva a Camilla quando diceva che il tempo, come del resto il grande fiume, scorreva in modo diverso nel Canyon Profondo.

— Mi chiedo cosa stanno facendo al campo adesso — fece.

— Ah, potrebbero averti gia dimenticato ormai. Sul loro calendario sara passato forse un mese.

Il giorno prima Camilla aveva proposto casualmente di prendere la doppietta, caricarla con proiettili piu leggeri di quelli necessari con un orso e andare a caccia di conigli. E sembrava che non vi fossero particolari problemi a pescare del pesce. Dietro la casa lei aveva anche fatto un orto, in cui Jake pote identificare pomodori e carote tra un fiorire di gramigna che minacciava di soffocare tutto. Una linea secondaria della condotta che portava l’acqua alla casa era sistemata in modo da innaffiare il giardino girando semplicemente un rubinetto.

In ogni caso, quello che veramente lo interessava erano le spedizioni del vecchio scultore nel mondo esterno. — E cosi Edgar porta qui tutta questa roba, le birre, il cibo in scatola e le uova?

— Esatto. Vuole nutrirci bene — replico lei di nuovo ridacchiando. — Ti puo portare dei vestiti nuovi, se vuoi. A me li ha portati diverse volte. Gli ho chiesto delle sigarette, ma lui dice che fanno male.

— E come fa a uscire di qui quando va a procurarsi quella roba? Che sentiero segue?

Lei rispose con un’alzata di spalle. — Ci va e basta. I vampiri possono farlo. Forse non tutti, ma lui puo.

— Ma dai — commento Jake, cercando in qualche modo di strapparla a quello stato di vaga follia. — Come fai a sapere che e un vampiro?

— Lo so e basta.

— Che idea.

Camilla scosse la testa come se avesse potuto leggere i pensieri di Jake. — Penseresti davvero che sono pazza, amore mio, se ti raccontassi tutto cio che Edgar puo fare. Aspetta e vedrai. Adesso che sei qui ne vedrai delle belle. E ti consiglio di far bene il lavoro che ti ha affidato, te lo consiglio davvero!

Ricordando la morsa che gli aveva stretto e torto il braccio rendendolo innocuo come un bambino, Jake dovette perlomeno darle ragione su questo.

Quando si reco al lavoro la mattina successiva, Jake scopri che durante la notte Edgar aveva trovato un grosso blocco di scisto Visnu da qualche parte nel fiume (era ancora bagnato, e appariva incrostato di piccole conchiglie su un lato) per poi portarlo in qualche modo su per il Canyon Profondo fino al laboratorio. Rapidamente ne stimo il peso sui cinquecento chili.

L’aveva portato su tutto da solo? Non poteva crederci.

Sul banco di lavoro trovo una piccola nota dalla scrittura chiara e ordinata che cambiava i suoi ordini di lavoro ed era firmata TYRREL.

Jake comincio a fare quanto ordinato, concentrandosi sul blocco ed estraendo i piccoli noduli bianchi.

Tyrrel ricomparve puntuale al tramonto, proprio quando Jake stava per smettere il lavoro e tornare a casa. Esamino il raccolto di candidi noduli disposto sul tavolo e si dichiaro ragionevolmente soddisfatto.

Qualche attimo piu tardi, solo in casa con Camilla, Jake disse: — Accidenti, il modo in cui maneggia gli attrezzi, la forza che ha: avrebbe potuto fare in mezz’ora cio che io ho fatto in un giorno. Perche ha bisogno di me? Perche ha bisogno di noi due?

— Ti ho gia detto una volta cio che penso realmente.

— Mi ricordo. Hai detto che voleva le nostre vite. Ma non riesco a capire.

— Neppure io riesco a capirlo, amore. E una sensazione, ecco tutto, solo una sensazione.

Una o due ore prima dell’alba, Jake si sveglio di soprassalto. Una forza o una presenza estranea aveva scosso il letto in cui dormiva. Si sveglio appieno e vide che Edgar si trovava nella stanza con lui e Camilla.

Solo la tenue luce di una notte senza luna, che entrava dalla finestra priva di tende, illuminava la stanza. Tuttavia basto a Jake per vedere Edgar, vestito come sempre, fermo in piedi accanto al letto con un braccio attorno al corpo nudo di Camilla. Lei era gia scesa dal letto a meta, ed Edgar stava aiutandola a guadagnare un incerto equilibrio sulle gambe.

Con il braccio che ancora doleva per la baruffa di due giorni prima, Jake poggio un piede a terra e si lancio senza pensarci e pieno di rabbia contro Edgar.

Senza il minimo sforzo questi lo respinse indietro. Jake attraverso barcollando tutta la stanza, battendo il capo contro la parete opposta e scivolando lentamente a terra, stordito.

Lentamente il giovane si riprese e si rialzo. Camilla adesso era in piedi accanto al letto, le braccia lungo i fianchi. Con un brivido di orrore che lo attraverso da capo a piedi la vide ancora addormentata, mentre il suo corpo ondeggiava un poco. E con nuova sorpresa noto, un attimo piu tardi, che i suoi occhi erano chiusi e il suo volto sereno e rilassato.

Edgar era vicino e con le dita della mano destra sfiorava a malapena la spalla di Camilla. Con strani gesti e qualche parola sussurrata istrui Camilla su cio che voleva. Dopo un attimo di esitazione lei obbedi al comando, qualunque questo fosse. Completamente nuda, mosse verso la porta e usci. Edgar usci dietro di lei.

— Camilla, svegliati! Camilla! — urlo Jake vedendola sparire. Ma ne Camilla ne Edgar gli prestarono la minima attenzione.

Jake si infilo i pantaloni e si precipito dietro di loro, passando dalla cucina per prendere il coltello del pane.

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