Fu tanto rapido da riuscire a intercettarli appena fuori dalla porta. Si avvento su Edgar col coltello puntato, ma di nuovo questi gli afferro il polso gettandolo di lato con la massima facilita.

Incespicando, Jake torno dentro e afferro la doppietta appoggiata alla parete in un angolo della stanza. Girando su se stesso, punto l’arma contro l’uomo ancora visibile attraverso la porta e premette il grilletto. Due secchi, inutili scatti risuonarono nel buio insieme al suo respiro affannato.

Jake urlo a Camilla di svegliarsi subito.

A quel punto il vampiro si volto verso di lui. — Si svegliera solo quando io lo vorro — gli disse con massima calma. Poi sorrise, come se trovasse divertenti i suoi inutili sforzi, e torno con l’attenzione alla sua preda addormentata. La fermo, mosse qualche passo indietro e con un ultima occhiata a Jake chiuse la porta.

Per qualche istante il giovane non pote far altro che guardare impotente la parete. Poi apri rabbiosamente la doppietta, vide che era scarica e la getto di lato con un moto di stizza. Due secondi dopo apri pian piano la porta e prese a seguire Camilla e il vampiro, gia lontani dalla casa.

Con Camilla un metro avanti alla sua scorta ed Edgar che la seguiva quasi con deferenza, la coppia si incammino verso l’ingresso della grotta.

Jake continuo a seguirli tenendosi a una distanza di dieci, quindici metri. Se Edgar si era accorto della sua presenza aveva deciso di ignorarla.

Le figure scomparvero dentro la grotta, che rimase buia. Avanzando ora con grande cautela, Jake si fermo dapprima sull’ingresso per poi muovere un passo dentro e scrutare nelle tenebre. Un vago, tetro bagliore, malsano in qualche modo e quasi purulento, veniva dalla cavita chiusa che ricordava una camera segreta.

Attraverso l’oscurita, Jake si rese conto che la grande e pesantissima lastra che chiudeva l’ingresso della camera era stata rimossa. Adesso lo spazio bastava appena per consentire a Camilla di passare sfiorando la roccia col corpo nudo. Subito Edgar la segui, scivolando con facilita attraverso l’apertura nonostante fosse molto piu robusto della ragazza.

Quasi affascinato, terrorizzato ma incapace di trattenersi, Jake si avvicino passo dopo passo.

Fino a vedere il modo in cui i corpi di Edgar e Camilla si unirono. Camilla gemette quando il vecchio la spinse contro un angolo della parete. Jake intravide solo la testa e le spalle dei due, ma dal modo in cui erano disposti non potevano essere in contatto anche sotto la vita. E finalmente Jake vide con i suoi occhi cio che Camilla aveva inteso accennando all’insolito modo di fare l’amore di Edgar. Tra gemiti lascivi i denti del vampiro, all’improvviso lunghi e acuminati come i denti di un ratto, si avvicinarono alla candida gola di Camilla.

Nauseato, Jake osservo la scena ancora per qualche secondo per poi ritrarsi verso l’ingresso della grotta, dove sedette sulla soglia di pietra con gli occhi persi nel vuoto cercando di non sentire gli occasionali gemiti, forse di piacere, che venivano da dentro.

Passo un’ora, ma poteva anche trattarsi di molte ore. Il cielo a oriente cominciava ormai a schiarire quando Camilla usci incespicando dalla camera segreta. Jake rialzo la testa per vederla lentamente emergere, spettrale e in qualche modo pietosa nella livida luce dell’alba. Nello stesso momento Jake udi la grande lastra stridere, e comprese che Edgar stava muovendola da solo per richiudere l’apertura come prima.

Quando Camilla fu accanto a Jake, lui si alzo e la cinse protettivamente con un braccio.

— Camilla! Stai bene?

Lei gemette di nuovo e mormoro qualcosa. In quel momento Edgar comparve brevemente, fermandosi per un attimo all’entrata della grotta senza prestar loro la minima attenzione. Un battito di palpebre e il vampiro scomparve.

Jake si guardo attorno, confuso, nella luce del nuovo giorno. Con lui c’era solo Camilla, ora disperata e in lacrime.

Guardandola bene, Jake trovo senza difficolta i due forellini insanguinati sul collo.

Appoggiandosi uno all’altro per aiutarsi, i due giovani tornarono lentamente alla casa, nella camera da letto dove i loro vestiti erano ancora sparsi dappertutto e dove il loro padrone, come Jake ora comprendeva appieno, poteva trovarli quando voleva.

Non c’era speranza, neppure una, di riuscire a dormire di nuovo. Inutile tentare. Mezz’ora dopo essere tornati a casa, seduti al tavolo della stanza comune fingendo di bere caffe, Camilla disse a Jake: — Lui vuole che tu mi metta incinta, sai?

Jake la guardo esausto. — Cosa? Ma perche?

— Non lo so, non lo so — replico lei, per poi afferrarlo nervosamente per un braccio e dire: — Quando eravamo li nella camera segreta…

— Si?

— Non eravamo soli. C’era qualcos’altro.

— Cosa?

— Una cosa non umana, una presenza…

Jake ricordo la vaga forma intravista con la torcia nel corso della sua precedente esplorazione della grotta. Senti rizzarsi i peli sulla nuca. — Cos’era, Camilla? Cos’era?

— Non lo so! Non voglio saperlo! Jake, portami via di qui! PORTAMI VIA DI QUI!

Ma Jake non poteva esaudire in alcun modo quella richiesta.

Un paio d’ore dopo lascio Camilla sveglia e completamente vestita sul letto e torno trascinando i piedi alla caverna, dove comincio a lavorare estraendo i dannati noduli bianchi composti da quella roccia senza nome. Non c’era altro da fare, e comunque il lavoro lo aiutava a occupare il tempo.

E per Jake la parte veramente folle, quella che doveva spingerlo a pensare di stare impazzendo a sua volta, doveva ancora venire.

Arrivo quella sera, un’ora dopo il tramonto, quando si ritrovo di nuovo nella grotta in compagnia del vampiro scultore. Arrivo quando si trovava la in piedi con il vecchio Edgar e si sorprese a parlare tranquillamente con lui di sculture e attrezzi, di pesi e di misure come se tutto l’orrore della notte precedente, quell’orrore seducente e sensuale, riguardasse un’altra parte della sua vita.

Osservando il vecchio uomo maneggiare le rocce, vedendolo frantumare grossi blocchi di scisto Visnu con un solo colpo di mazza, Jake non pote far altro che meravigliarsi per la forza e l’abilita del suo padrone. E nonostante l’odio e la paura che provava, cominciava a sentirsi quasi entusiasta di quel lavoro.

E di nuovo la notte successiva Edgar penetro senza preavviso nella camera da letto. Stavolta Jake continuo a dormire come se fosse stato drogato. Non si accorse di nulla fino a quando Edgar e Camilla non uscirono dalla porta. Poi, svegliatosi di soprassalto, s’infilo i vestiti e si avvio dietro di loro verso l’ingresso della grotta.

La scena della notte prima si ripete con minime variazioni nei dettagli. Di nuovo il vampiro chiuse la giovane donna nell’angolo piu lontano della camera, dove Jake pote vedere solo in minima parte cio che accadeva. E di nuovo Jake ebbe l’impressione, stavolta supportata da una seconda osservazione, che Camilla fosse perlomeno in procinto di diventare una partner consapevole in quell’atto, qualunque cosa le facesse Edgar.

Ma, soprattutto, stavolta Jake riusci a seguire bene ogni cosa che accadeva la dentro e cosi vide, o meglio percepi nettamente la terza presenza di cui parlava Camilla. Era una presenza insostanziale, ma vera come la luce.

Pote vedere quella forma biancastra e trasparente muoversi in modo tale da avviluppare per intero il corpo di Camilla, bevendo come il vecchio il sangue delle sue vene. Quando questo accadde, Edgar si ritrasse appoggiandosi a una parete della piccola cavita.

Poi fu lui a muoversi in avanti…

A quel punto Jake se ne ando con la netta impressione di aver visto tre forme legate in un orgiastico abbraccio.

Tornando di nuovo a casa con lui qualche minuto dopo il sorgere del sole, Camilla disse: — Oh, Jake, se continua a farmi questo tutte le notti… — e la frase resto in sospeso.

Jake pote immaginare una mezza dozzina di esiti se le cose continuavano in quel modo. Nessuna delle squallide immagini evocate nella sua mente aveva una logica, ma ognuna sembrava peggiore della precedente.

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