Tyrrel in persona vi viveva con la sua famiglia.

— Aspetti un attimo: ha parlato con Tyrrel?

— No.

— Con chi, allora?

— Con… con la signora Tyrrel.

Joe resto in silenzio per un attimo. — Vuol dire la signora Tyrrel per cui lavoriamo?

Bill annui lentamente. — Credo che sia la stessa persona, capo, solo sessant’anni piu giovane. E poi…

— Cosa?

— Poi c’era una ragazzina con la giovane signora Tyrrel. Sua figlia, immagino. Una bambina di tre, quattro anni.

— Continui.

— Quella ragazzina assomigliava in modo prodigioso a Cathy Brainard…

A quel punto Bill lancio un’ansiosa occhiata a Joe Keogh, che sorrise e disse: — Okay. Andiamo a parlare con la nostra cliente.

Lasciando l’albergo e muovendo ancora una volta verso ovest lungo il viale pedonale che costeggiava il canyon, Bill cammino pian piano accanto a Joe che avanzava appoggiandosi al bastone. Trovarono la vecchia Sarah intenta a scaldarsi tranquillamente le mani al caminetto del salotto.

— Signora Tyrrel, ho una domanda molto importante da porle: ha mai incontrato Bill prima della scorsa notte?

L’anziana donna guardo prima uno poi l’altro dei due uomini che aveva di fronte. — Lo sapevo che vi sarebbe stata qualche complicazione — disse. — C’e forse qualche guaio con il tempo, signori?

— Non lo so — replico Joe. Con la bocca leggermente aperta, Bill guardo con una qualche apprensione il suo capo e poi la signora Tyrrel.

— Giovanotto — disse Sarah guardando Bill. — Quando l’ho vista l’altra sera ho subito pensato di averla gia incontrata. Tuttavia tante di quelle stranezze mi sono accadute nel periodo relativamente breve in cui ho vissuto con Edgar da non ricordare esattamente quando e stato.

In modo conciso ma completo, pressato da Joe, Bill racconto la storia del suo recente girovagare.

Sarah lo ascolto con attenzione. — Credo che il suo racconto non sia affatto inverosimile. La descrizione della casa sembra corretta. E in quegli anni mi pare di ricordare la visita di un giovane uomo che sembrava del tutto fuori posto. Credo di avergli indicato la strada da seguire per tornare a casa prima che calasse il sole.

— E la bambina? — chiese Joe.

— Anche questo corrisponde. A quei tempi avevo una figlia. Ma adesso ditemi di mia nipote: e per questo che vi pago.

La reazione della vecchia Sarah a quanto Bill le disse su Cathy fu nettamente positiva. I suoi occhi divorarono avidamente le due fotografie.

— Si, si, e lei! — esclamo. — Ed era da sola a campeggiare? Ma allora puo esserci speranza, signor Keogh!

Pochi minuti piu tardi Joe e Bill tornarono nella loro stanza all’albergo El Tovar, dove avevano lasciato John a fare da guardia del corpo a Brainard.

Fu John ad aprire loro la porta. — E arrivata un’intercontinentale mentre voi eravate fuori, da Strangeway in Inghilterra.

Joe si fermo nell’atto di togliersi la giacca. — Cos’ha detto?

— Ha suggerito di chiamare Angie a Chicago e di farle iniziare una ricerca su tutte le persone scomparse in quest’area. Secondo lui debbono essere numerose, almeno nel corso degli anni.

— Okay. — Joe parve enormemente sollevato nel sedere finalmente su una sedia. — Allora chiamala.

Un attimo piu tardi Joe parlo a sua sorella, la giovane moglie di John. Angie venne incaricata di cercare in tutti gli archivi e di vedere quante persone scomparse nel canyon negli ultimi decenni erano legate alla famiglia Tyrrel in qualche modo.

Poi, prima di agganciare, aggiunse: — Nulla toglie pero che anche quelli che non avevano nulla a che fare con i Tyrrel possano essere scomparsi per colpa del vecchio Edgar.

Quando Joe appese il telefono, Brainard, che aveva cautamente guardato fuori dalla finestra tutto il tempo, si volto e disse a bassa voce: — Signor Keogh?

— Cosa c’e?

— C’e uno di loro la fuori proprio adesso, uno degli uomini che mi cercano. E la fermo sul viale, come per accertarsi che lo veda.

Joe prese il bastone e si alzo in piedi. Guardo fuori anche lui con cautela, oltre la tenda che Brainard teneva un po’ spostata. — Il tipo grosso con il bavero di pelliccia? — chiese.

— Si.

— Ne e certo?

— Come potrei sbagliarmi? Dopo cio che mi hanno detto, le garantisco che non li scordero tanto facilmente.

— Questo qui si e presentato con un nome?

— Si fa chiamare Preston. Il signor Smith e il signor Preston, cosi si sono presentati. Naturalmente non ho idea di quali siano i loro veri nomi — rispose l’avvocato Brainard con una fatalistica scrollata di spalle, lasciando lentamente morire le parole.

— Va bene. Vado a dirgli ciao — fece Joe, allungando la mano per prendere la giacca. Infilandosela, lancio un’occhiata a Bill e John, per poi tornare con gli occhi sul primo. — Bill, lei sembra piu grosso e cattivo. Esca con me e mi guardi le spalle. Non dica e non faccia nulla a meno che la situazione non precipiti. John, sta’ qui e tieni gli occhi aperti.

Il sedicente signor Preston, carnagione olivastra, sopracciglia scure e folti baffi neri perfettamente in tono, li guardo immobile come una statua. Un altro uomo, lineamenti bruschi, piu piccolo, ma tarchiato e muscoloso, sbuco da qualche parte per unirsi a lui mentre Joe e Bill, quest’ultimo un paio di metri indietro, si avvicinarono lentamente a loro dall’hotel. Tutti e quattro tennero le mani in tasca mentre Preston e Smith guardavano gli altri due avvicinarsi senza abbozzare la sia pur minima reazione.

Joe si fermo a un paio di passi di distanza. — State guardando le mie finestre. Posso fare qualcosa per aiutarvi, signori?

— Non credo proprio — ribatte Smith, dando evidentemente una grande importanza alla domanda. I bruschi lineamenti si allargarono in una smorfia. — Se avro bisogno di un lustrascarpe te lo faro sapere.

Il tipo grosso con il bavero di pelliccia decise per un approccio piu diretto. — Sei uno sbirro? — domando.

Joe scosse la testa. — Non piu — replico soavemente — ma gli sbirri non sono lontani. Smith e Preston, eh?

Smith volse la testa verso Preston. — Di’, hai sentito anche tu? Lo scarafaggio dice che chiama le giubbe rosse. Ci faccio telefonare dall’avvocato?

Preston diede l’impressione, probabilmente a lungo praticata, di uno che stava rapidamente perdendo la pazienza. Uno sputo parti nella generica direzione delle scarpe di Joe, che vide Bill partire in avanti con la coda dell’occhio per poi fermarsi.

Due ranger del parco nelle loro belle uniformi e con il loro cappello grigio fumo si avvicinavano lungo la passeggiata tra il consueto schiamazzare dei turisti. I ranger parlavano tra loro e, per il momento, non prestavano la minima attenzione a quei quattro uomini isolati dalle facce infelici. Bilanciandosi sul suo bastone, Joe si allungo in avanti e rubo la sigaretta dalle dita di Preston spegnendola sul bavero della costosa giacca del mafioso. Un bianco filo di fumo si levo nell’aria tersa del pomeriggio invernale. Il gesto fu veloce e discreto, come se avesse semplicemente spazzolato un po’ di polvere.

Preston sobbalzo e si contorse, neanche il cappotto fosse stato la sua pelle. Dicendo tre parolacce a bassa voce, mosse un passo avanti.

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