— Davvero? — replico lei con sarcasmo, per poi chiedere con insolita curiosita: — Ma come ha fatto ad arrivare qui e a trovarmi?
— Be’, tutto e cominciato con un po’ di movimento a casa di tua zia la scorsa notte. Due persone hanno cercato di entrare, e io mi sono lanciato al loro inseguimento giu per il canyon.
Questo attrasse immediatamente l’attenzione di Cathy. — Chi erano?
— Non sono riuscito a capirlo. Correvano come dei dannati e non li ho visti da vicino.
Lei si rilasso un poco. — Meglio per lei — commento.
Tornati alla tenda con il pentolino pieno d’acqua, Cathy lo sistemo per bene sul fuoco e frugo nello zaino in cerca di una busta di cibo liofilizzato. — Le e andata bene, sa? — ribadi.
— Perche?
Lei rispose con un’alzata di spalle.
Per la mezz’ora successiva parlarono soprattutto di campeggio, spinti da necessita pratiche quali attizzare il fuoco e preparare la colazione. Alla fine ne usci una sorta di minestra buona quanto ci si poteva aspettare.
Una volta finito di mangiare, Bill disse casualmente: — Ora sto davvero meglio. Allora, cosa facciamo? Smontiamo tutto e andiamo a casa?
Cathy getto un altro legno nel fuoco e scosse la testa. — No, io resto. Non ho alcuna fretta di tornare a casa. Voglio stare ancora un po’ da sola e pensare bene a certe faccende.
— I tuoi sono davvero preoccupati, sai? Manchi da un intero mese, dopotutto.
:- Oh Dio mio! — fece lei, portandosi una mano alla bocca e guardandolo con grandi occhi. — Un mese? Ma certo… come ho fatto a non pensarci?
La sua sorpresa pareva tanto autentica che Bill la guardo a sua volta incuriosito. — Perche, quanto tempo credevi fosse passato?
Intenta a ripulire il pentolino con acqua e sabbia, Cathy si limito a scuotere la testa.
Bill insistette. — Non sarebbe male se tornassi indietro con me, sai? Okay, mi pare di capire che non consideri piu quella casa un posto piacevole dove stare, e mi dispiace. Tuttavia, perche non mi fai questo favore? Fatti vedere solo oggi giusto per dimostrare che il caso e chiuso e che io mi sono guadagnato la mia paga. Poi potrai tornare a campeggiare dove vuoi senza lasciare nessuno in pena.
— I miei… — disse lei. E improvvisamente ando in collera. Si guardo nervosamente attorno come se cercasse qualcosa da tirargli.
— Almeno dimmi perche non vuoi tornare. Ti ripeto che tuo padre e davvero preoccupato.
Lei lo guardo sbattendo le palpebre. — Davvero? — fece, suonando totalmente scettica e genuinamente arrabbiata. — Che ne sa lei di mio padre? Crede forse che quel… quel… — Cio che la faceva arrabbiare la lasciava ora senza parole.
— Lo conosco appena — si giustifico Bill. — Posso solo dirti l’impressione che mi ha fatto. Ti garantisco pero che tua zia Sarah e davvero preoccupata.
Sotto sotto credette di vedere Cathy addolcirsi un poco al pensiero di sua zia. Tuttavia non diede il minimo segno di voler cambiare idea.
— E va bene. Non ho certamente alcuna intenzione di portarti via di forza.
— Lo spero bene!
— E ora di andare, allora. Diro loro che sei sana e salva e che sei qui per tua libera scelta.
— Si. Dica loro che sto bene. Ma… Bill, e sicuro di trovare la via del ritorno? — chiese Cathy. L’ombra fugace di un maligno sorriso le accese per un istante lo sguardo. — Se vuole l’accompagno per un pezzo di strada. Con me riuscira a uscire dal canyon.
— Ma certamente. Anzi, grazie infinite — fece Bill, pensando che cosi avrebbe avuto piu tempo per cercare di convincerla a tornare a casa. — Oh, dimenticavo: posso farti qualche foto? Solo per provare agli altri che sei davvero qui e in buona salute.
Lei ci penso sopra. — Va bene. Faccia pure.
Bill impugno la macchina fotografica. — Un’ultima domanda…
— Sentiamo.
— Chi pensi potessero mai essere quei due che hanno cercato di penetrare ieri notte a casa di tua zia?
— Meglio non chiederselo.
Bill decise di lasciare perdere. Scatto un paio di polaroid e annuncio di voler partire.
Come promesso, Cathy lo accompagno per mostrargli la strada. Evidentemente si sentiva sicura per lasciare la sua tenda cosi. D’altro canto il tipo di terreno e le condizioni atmosferiche consentivano di lasciare per un po’ il fuoco incustodito.
Marciarono per piu di mezz’ora su e giu per le balze del canyon in una direzione del tutto ignota a Bill. Ma nonostante nutrisse qualche dubbio, doveva ammettere che era lui a essersi perso, non Cathy. A un certo punto la ragazza si fermo e gli indico la strada da seguire.
Dopo essersi salutati, Cathy lo guardo allontanarsi immobile e con le braccia conserte.
Bill avanzo per una cinquantina di passi, poi si volto per salutarla agitando una mano. Ma la ragazza che era andato a salvare stava gia tornando indietro e quindi non vide, e tantomeno restitui, il suo gesto di saluto.
Pazienza. La direzione giusta ormai la conosceva e quindi doveva solo affrettarsi a tornare. La storia di Cathy lo lasciava alquanto perplesso. Anzitutto, come poteva portarsi un mese di provviste in quello zaino? Certamente quella roba liofilizzata era leggera e teneva poco spazio, ma…
Non fece neppure in tempo ad approfondire la cosa o a muovere dieci passi in piu che il corso dei suoi pensieri venne distratto dalla netta impressione che qualcosa fosse cambiato nell’aria e nella luce, come se una nuvola avesse momentaneamente oscurato il sole. Eppure il cielo era completamente sereno.
Guardandosi attorno per qualche istante, giunse alla conclusione che nulla sembrava sbagliato nel sole o nel cielo. Tuttavia entrambi apparivano fastidiosamente diversi.
Ancora seguendo la direzione indicatagli da Cathy, distratto da quelle che sembravano strane alterazioni nel tempo e nell’ora di quell’assurda giornata, Bill giunse in vista dell’albergo El Tovar in meno di mezz’ora. Tanto repentina e inaspettata gli si paro davanti la sagoma dell’albergo che soffri un attimo di serio disorientamento. Salendo quella che sembrava solo una cresta secondaria si era ritrovato senza alcun preavviso sull’altopiano e, nello stesso istante, l’inconfondibile punto di riferimento costituito dal grande albergo interamente in legno si delineo all’orizzonte a meno di un chilometro di distanza.
Con un senso di sollievo misto a frustrazione per essersi perso come un novellino, Bill si avvio a grandi passi verso Canyon Village.
Ma stranamente quel giorno l’edificio centrale dell’albergo pareva strano, diverso, piu piccolo del giorno prima.
Pensieroso, si diede una grattatina al mento… solo per fermarsi totalmente perplesso. Ricordava bene di essersi rasato il giorno prima, la mattina stessa che era partito da Phoenix. E adesso si ritrovava, si ritrovava davvero, una barba di tre, quattro giorni.
Preoccupato e incredulo, Bill si affretto verso l’hotel. Ma poco dopo si fermo di nuovo, sfregandosi gli occhi e guardando ancora. Aveva un’ottima vista, soprattutto alla distanza, ma quel giorno i suoi sensi sembravano intenzionati a tradirlo in tutti i modi perche davanti a lui, in un parcheggio incredibilmente ridotto, gli sembrava di vedere una mezza dozzina di auto stile anni Trenta tranquillamente parcheggiate. In giro nessun turista e nessun’altra macchina.
Il giovane detective si sfrego nuovamente gli occhi. Forse era quel caldo torrido a far sembrare tutto diverso. Ma… un momento: caldo torrido a Capodanno? Adesso che ci pensava, il sole picchiava come ad agosto!
Naturalmente non poteva fare altro che continuare a salire, fino a penetrare in un tratto alberato con pini e cedri che nascose alla vista l’assurda immagine di quell’hotel troppo ridotto. In quell’intervallo riusci in qualche modo a convincersi, nonostante il sole e il gran caldo, di essere davvero tornato nel prosaico mondo lasciato la sera prima, nel tardo dicembre del 1991.
Ma qualche attimo piu tardi il sentiero lo porto fuori dal bosco. E di nuovo, senza possibile errore, vide l’El Tovar, o meglio la desolata versione dell’affollato albergo che ricordava di aver lasciato il giorno prima.
Tutto cio che riusci a fare fu lasciarselo dietro alla svelta.
