— Chi?
Nessuna risposta.
— Per esempio il tizio che gli ha tirato una fucilata?
Un cenno di assenso.
— Un uomo, quindi.
— Si.
— Insomma, queste persone sono riuscite ad andarsene? Hai idea di come abbiano fatto?
— Nessuno se ne va, Jake — rispose lei d’istinto. E poi: — L’uomo che gli ha sparato e morto.
Per quanto provasse, Jake non riusci a cavarle altri dettagli su quell’episodio.
— Va bene, mi arrendo allora. Comunque, Edgar dorme nella caverna al di la della collina, giusto? E al tramonto ne uscira cambiando forma e passando attraverso quella stretta fessura.
Camilla annui.
Al tramonto Jake attraverso il torrente e valico la piccola collina, fermandosi davanti alla caverna a non piu di dieci metri di distanza. Quando il sole calo del tutto accadde cio che doveva accadere: un battito di palpebre e Tyrrel era li davanti a lui. Jake non riusci neppure a capire come accadde.
— Ah, vedo che Camilla ti ha parlato di me — disse il vecchio senza tradire la minima rabbia o sorpresa.
Stupefatto, Jake non riusci a spiccicare parola.
Il vecchio annui lentamente. — E va bene, forse e meglio cosi. Che parli pure. Forse adesso comincerai a crederle. Spero tu sia pronto per apprendere il lavoro.
Jake ignoro ogni cosa. — Voglio andarmene.
— Quello che tu vuoi non conta nulla. Ti ho chiesto se sei pronto per apprendere il lavoro.
— Al diavolo il suo lavoro. Le ho detto che…
Lo schiaffo a mano aperta arrivo con tale velocita da impedirgli di scansarlo o di pararlo, e lo colpi sulla testa cosi violentemente da fargli ronzare entrambe le orecchie. Jake barcollo e mosse qualche passo indietro.
Ma un attimo piu tardi, non appena torno a sentire le gambe, il giovane uomo si lancio all’attacco con un potente gancio diretto proprio alla mascella di Tyrrel…
…che alzo senza sforzo una mano bloccando in volo quel pugno tremendo. Camilla strillo in sottofondo. Jake cerco di liberarsi da quella stretta micidiale, ma senza alcun successo. Il suo braccio destro sembrava bloccato dalla presa di un lottatore, un enorme ammasso di muscoli che stringeva e torceva il suo polso con tutta la sua forza. Ma quando alzo lo sguardo disperato e abbattuto vide che c’era solo il piccolo Tyrrel che lo teneva con una sola mano senza mostrare il minimo sforzo.
— Non voglio farti davvero male — gli disse pazientemente il vecchio quando smise di divincolarsi. — Perche tu devi lavorare, e io spero che tu sia tanto intelligente da imparare cio che devi senza troppa sofferenza.
Sempre con una mano, Tyrrel strinse le dita ancora un poco, molto poco, e Jake lancio un urlo di dolore e di impotenza cadendo in ginocchio.
— Ti basta?
— Si, la prego…
— Lavorerai per me? Accetterai i miei ordini?
— Si, tutto cio che vuole.
Tyrrel lo lascio andare. Poi si volto e si allontano, fermandosi a mezza strada per fargli cenno di seguirlo. — Vieni con me. Ti mostrero i tuoi compiti. Per domani a quest’ora ti converra avere gia fatto qualcosa.
Jake si rialzo faticosamente in piedi, massaggiandosi un polso slogato ma non lussato. La forza di quel vecchio era semplicemente disumana.
Il vecchio aspetto, pronto a rintuzzare un’eventuale seconda reazione di Jake. Ma il giovane aveva abbandonato ogni velleita, almeno in quel momento. Quando fu abbastanza vicino, Tyrrel gli disse: — Se vuoi continuare a vivere, devi lavorare. Hai avuto un giorno intero per abituarti all’idea. Adesso vieni con me.
Jake si rese perfettamente conto dello sguardo pieno di paura di Camilla, che osservava la scena da una certa distanza. Ma adesso non poteva fermarsi a parlarle. Doveva seguire il suo nuovo padrone.
9
Sorpresa per quelle parole, la ragazza seduta presso il fuoco volse la testa. Lentamente si alzo in piedi, guardando Bill con diffidenza. Appena oltre la modesta terrazza dove aveva piantato la tenda si apriva un profondo baratro: forse aveva paura di lui, ma non poteva fuggire da nessuna parte.
In ogni caso sembrava piu sorpresa che spaventata. Dopo un attimo di stupore, replico a Bill: — E lei chi e? Cosa fa qui?
Facendo del suo meglio per non sembrare minaccioso, Bill le parlo con gentilezza. — Mi hanno mandato tua zia Sarah e tuo padre. Entrambi mi hanno chiesto… ci hanno chiesto di ritrovarti.
— Vi hanno chiesto?
— Si. Sono un investigatore privato. I miei colleghi sono a casa di tua zia.
— Mio padre… — disse Cathy. Pronuncio quelle due parole caricandole con un velo di tristezza che Bill non provo neppure a decifrare.
Di conseguenza disse, piu confidenzialmente: — Be’, se non ci vai d’accordo ti capisco in pieno, ma ti posso garantire che sembrava davvero preoccupato per te.
Cathy tacque per qualche secondo, forse per rimuginare bene su quell’affermazione. Poi chiese:
— Come faccio a sapere che lei dice la verita?
Bill arretro di un passo, continuando a fare di tutto per sembrare affidabile, ma restando pronto a scattare se il riluttante oggetto della sua ricerca, tanto fortunosamente ritrovato, avesse cercato di scappare girandogli attorno. — E vero, non mi conosci — replico.
— Sono solo un detective privato, ma sto dalla tua parte. Il mio nome e Bill Burdon. Posso mostrarti il tesserino, se non mi credi.
Cathy ci penso sopra, per poi rompere in una nervosa risatina.
— Non sono molto certa che quel pezzo di plastica possa dirmi granche.
— E va bene. Sai, e la prassi. Ma dimmi un po’, hai intenzione di cucinare qualcosa su quel fuoco?
Di nuovo lei ci penso sopra per poi ridere ancora, stavolta divertita. — Non lo so. Perche, ha fame?
— Direi proprio di si, accidenti. Sono rimasto in giro tutta la notte, e avevo solo qualche cioccolatino da mangiare.
— In giro tutta la notte a cercarmi?
— Lo so che sembra stupido, ma ti confesso che l’intenzione originale non era quella — replico Bill contemplando nel frattempo lo spettacolare panorama.
Un attimo piu tardi vide che Cathy stava quasi sorridendogli. Sempre piu divertita, lei chiese: — Non mi dira che si e perso?
— Perso io? Impossibile. Un detective non si perde mai. Tuttavia, che io sia dannato se ho mai visto l’intero altopiano sparire cosi con tutto quello che c’era sopra! — esclamo Bill indicando le lontane pareti del canyon.
Con sua sorpresa, Cathy non rise. E neppure rispose direttamente. — Okay, sta venendo fame anche a me — affermo invece. — Le va bene qualche intruglio liofilizzato per colazione? C’e una sorgente molto comoda a cinque minuti da qui.
Accompagnandola alla sorgente per prendere l’acqua con un pentolino di alluminio dai manici ricurvi, Bill esamino rapidamente l’accampamento e le immediate vicinanze. Non sembrava affatto che si trovasse li da un mese: forse si era spostata in quel periodo. In ogni caso, decise di non menzionare la cosa in quel momento. — Sei sistemata bene. Vedo che ci sai fare con queste cose.
— Grazie.
— E quanto hai intenzione di restare qui?
— Non ho ancora deciso fino a quando. Lo riferisca pure a chiunque sia interessato.
— Cathy, tuo padre e molto preoccupato per te. E ancora di piu lo e tua zia Sarah.
