miagolando nel bel mezzo del sentiero, come se volesse qualcosa. Ma quando le due donne si avvicinarono fuggi velocemente tra i cespugli.

— Quello e Beagle — spiego Cathy con voce intimorita.

— Beagle?

— Si. E proprio lui, il mio gattino. Se e un altro gatto gli assomiglia da pazzi. Me lo ha portato mio padre. Ricordo che volevo tanto un gattino, e allora lui… Un gatto puo vivere dodici anni, vero?

— Credo proprio di si.

Le due visitatrici giunsero finalmente alla porta della casa. Cathy tiro il chiavistello che si apri. Nessun’altra serratura la chiudeva. La ragazza fece per entrare.

Maria esito sulla soglia. — Sei sicura che non ci metteremo nei guai?

— Non preoccuparti. Ti dico che una volta vivevo qui!

— Una volta, ma adesso non piu — replico la giovane investigatrice tirandosi indietro i capelli, sfregandosi gli occhi ed esclamando: — Cosa ci faccio qui? E dove siamo con precisione?

Ma Cathy era gia scomparsa nel buio dentro la casa.

Stranamente c’era elettricita, e Cathy sapeva dove trovare l’interruttore.

— Esattamente come la ricordavo — mormoro poi, guardandosi attorno nella stanza comune. — Solo, tutto mi sembra cosi piccolo! Ma i mobili sono rimasti identici. Per esempio, questa sedia… — poi sposto una sedia da sotto il tavolo prendendola dalla vecchia spalliera.

Maria guardava fuori dalla finestra nella luce opaca del tramonto. — Arriva qualcuno! — esclamo spaventata.

Cathy si volto. Un vecchio uomo vestito con una polverosa tuta da lavoro le guardava con fredda rabbia immobile sulla soglia. Il suo aspetto tradiva la giusta indignazione di qualcuno che sorprende due ladruncoli sul fatto.

— Papa! — esclamo Cathy d’impulso. — Sei tu! Sei ancora vivo!

Il volto di suo padre sembrava cambiato: era piu scuro, e mostrava cicatrici che non ricordava. Tuttavia, lei fu subito certa di chi aveva davanti.

L’uomo sulla soglia resto immobile per un lungo istante. Guardo brevemente Maria prima di fissare nuovamente Cathy con una penetrante occhiata. Nulla in volto tradiva le sue emozioni.

Poi chiese, con voce roca e profonda: — Chi siete?

Fu come se Cathy non avesse neppure udito la domanda. Guardandolo a sua volta immobile con le mani sullo schienale della sedia, ripete: — Papa!

— Dio mio! E mai possibile? — fece l’uomo continuando a guardare Cathy e cercando, con una qualche agitazione, la sedia piu vicina. Quando finalmente riusci ad afferrarla l’avvicino a se e sedette con un improvviso movimento, come se le ginocchia rifiutassero di sostenerlo oltre.

Poi, lentamente chiese: — Come mi hai chiamato, ragazza?

— Tu sei mio padre. Devi esserlo. Mi ricordo di te e di questa casa — disse Cathy guardandosi attorno, per aggiungere: — Una volta anch’io vivevo qui.

— Come ti chiami? — Era una voce stanca quella che parlo, molto, molto stanca.

— Sono Cathy! Non ti ricordi di me? Io ti ricordo come se fosse ieri. Non sei cambiato. Non molto.

— Cathy! Per un attimo ti ho scambiata per Sarah… ho creduto che fosse riuscita a trovare la strada per tornare da me giovane come allora. Assomigli a tua madre in modo sorprendente, addirittura miracoloso!

D’impulso, come se quella domanda non potesse venire soffocata oltre, Cathy domando: — Perche hai abbandonato me e la mamma?

— Abbandonato? Io?

— Lei ha dovuto lasciarmi in collegio quando avevo cinque anni. Di questo sono certa. Non avrebbe dovuto farlo se tu non ci avessi abbandonate. Ho torto forse? — inquisi Cathy, sembrando ansiosa di sentirsi dire che si, aveva torto.

Edgar Tyrrel s’irrigidi sulla sedia. — Io l’avrei abbandonata? E tu con lei? Chi ti ha detto questo?

— Nessuno, ma sembra la cosa piu logica. Ho torto? Ricordo benissimo che litigavate lassu sull’altopiano, il giorno della sepoltura di qualcuno.

L’uomo seduto sulla sedia sembro invecchiare ogni minuto di piu. Con uno strano, rantolante sospiro disse: — Quel giorno seppellimmo tua sorella. Sono… sono sorpreso che tu possa ricordarlo. — E poi, scuotendo lentamente la testa: — Dopo, tua madre mi lascio. In qualche modo incolpo me della tragedia. E cosi, senza neppure avvisarmi, un giorno se ne ando portandoti con se. Da allora non l’ho piu rivista.

Dopo un intenso attimo di silenzio, Cathy chiese: — Mia madre… com’era?

— Da giovane, vuoi dire? Perche parli di lei al passato?

Cathy lo guardo sgranando gli occhi: — Perche e morta!

Il vecchio Tyrrel le ritorno l’occhiata, per poi guardarsi intorno. E come se si fosse ricordato qualcosa, balzo in piedi con un’agilita inaspettata visto il suo aspetto derelitto.

— Dov’e la tua amica? — chiese bruscamente.

A Cathy fu necessario un istante per capire. — Maria? Non lo so. Era qui un attimo fa.

Fermo in piedi, Tyrrel ascolto i rumori della notte con grande attenzione. — Non importa — disse infine. — Non andra lontano. Lei non importa. Tu si — concluse, tornando con lo sguardo a Cathy.

— Papa — disse piano Cathy, lasciando finalmente andare la spalliera della sedia e muovendo verso di lui dapprima indecisa, poi con rapidi passi che terminarono in un impacciato abbraccio. Le braccia di Tyrrel, dapprima alzate come per tenerla lontano, si chiusero dolcemente su di lei.

— Tu sei mio padre — ripete lei piangendo sulla sua spalla.

Lentamente l’abbraccio termino, ma Tyrrel tenne sua figlia per le spalle dicendole: — Io ero il tuo padre adottivo, mia adorata Cathy. Quando ti vidi per la prima volta, avevi forse due anni. Tua sorella era appena nata. Tua madre era, oppure e, la sola donna che abbia mai amato in vita mia. Tu e tua sorella eravate i soli figli che mai potevo avere. Ecco perche ti voglio bene, Cathy. E te ne vorro per sempre.

Segui un lungo, commosso silenzio. Poi, gentilmente, Tyrrel aggiunse: — Dici che tua madre e morta?

— La mia vera madre? Cosi mi hanno detto quando avevo sei anni — spiego Cathy con l’ombra di un sospetto nella mente. — Perche, non e vero?

Tyrrel ignoro la domanda sul momento. — Quando sei scesa dall’altopiano, in che anno? E come sei arrivata qui nel Canyon Profondo? La strada e chiusa.

— La strada e aperta invece, almeno per me — replico Cathy con semplicita. — Un tempo ho vissuto qui e ricordo benissimo dove trovare il sentiero e come seguirlo. Sono venuta qui per cercare mio padre… e me stessa con lui.

— Ma in che anno sei partita? Dimmelo!

— Non capisco cosa vuoi dire. In che anno? Siamo nel Novantuno, quasi nel Novantadue.

— Ah — fu la breve replica di suo padre.

Muovendo verso la porta aperta e guardando fuori nella notte incombente, la ragazza gusto l’aria e l’insolita atmosfera di quel luogo con un profondo respiro. Odori strani e familiari allo stesso momento, sconosciuti dall’infanzia in poi, si fissarono nella sua memoria.

Poi disse: — Non ho mai dimenticato questo posto. E tutto come allora, solo che adesso la casa e tutto il resto sembrano molto piu piccoli. Ma ogni volta che ricordavo, temevo che la mia mente stesse giocandomi brutti scherzi. Perche ci sono altre cose che non quadrano. Automobili, radio e persone vestite da anni Trenta, vecchie macchine e giocattoli. Ogni volta che simili immagini mi si affacciavano alla mente pensavo di essere semplicemente pazza.

Cathy guardo suo padre da vicino. — E c’erano altre cose persino piu strane. Cose che ti ho visto fare, o almeno che ricordo di averti visto fare, e che sono impossibili per un normale essere umano.

— Mia cara bambina…

Cathy gli fece capire con un gesto che non aveva finito. — E non e solo una questione di memoria — aggiunse. — La gente mi ha mentito per tutta la vita. Io non ero certa che questo posto esistesse davvero, ma ogni volta che cercavo di parlarne, nessuno mi prestava attenzione. Mia madre mi ha abbandonata in un collegio e tu, mio padre, non mi hai mai cercato. Non e forse vero?

— Si, e vero. Non ti ho mai cercata perche ho capito che tua madre aveva ragione a portarti via da qui.

Вы читаете Le ali nere del tempo
Добавить отзыв
ВСЕ ОТЗЫВЫ О КНИГЕ В ИЗБРАННОЕ

0

Вы можете отметить интересные вам фрагменты текста, которые будут доступны по уникальной ссылке в адресной строке браузера.

Отметить Добавить цитату