— Touche - preciso il Professore.

— Chi gli ha suggerito Sidney? — Si rispose da solo: — Aaron.

— Cosa ci fa Aaron quassu, a ogni modo? L’hanno convocato apposta per darci la caccia?

Il Mago scosse la testa in silenzio. — Lo sa il cielo. Ma cosa potrebbe fare Sidney? Portarsi dietro una tastiera, collegarla a qualche spaziomobile, direttamente ai computer di bordo. Lui saprebbe come programmare musica. E come suonarla…

— Be’ — disse bruscamente il Professore — andra a finire cosi. — Il Mago avverti la paura nella sua voce, senti tutt’attorno la tensione come un cieco animale da guardia eccitato dalla propria insicurezza. — Lui scoprira le nostre parole d’ordine, Magico Capo. Lo porteranno su; gli spiegheranno che il complesso inviato in tournee dietro sua raccomandazione ha provocato un’evasione, ha paralizzato Averno, e adesso e inseguito per tutto il cosmo dal direttore del satellite. Parlerai anche a lui degli alieni?

Il Mago lo fisso senza vederlo, mentre il terrore e il mistero si equilibravano nella sua mente. L’attimo di panico scivolo via, lasciandolo con un’espressione assente, perplessa. Si giro verso lo schermo esterno e la tensione, non piu alimentata, si dissolse.

— Andra tutto bene — disse, e ne era convinto: il filo diretto che portava dal caos al loro futuro.

— Magnifico, Magico Capo — esplose il Professore. — Mi piacerebbe sapere cosa vedi. Noi tutti possiamo accampare la scusa dell’ignoranza. Stavamo solo caricando il Pianto volante quando ci hai rapiti, e non c’e prova di delitto, sul Pianto volante, nemmeno un’arma, figuriamoci una detenuta. Tranne te. Averno ti ingoiera tutt’intero, senza neanche prendersi il disturbo di sputar fuori le ossa. Tu lo sai. Ma non scappi abbastanza in fretta, e non sei nemmeno spaventato. Stai per calare l’asso che hai nella manica, il trucco finale della tua provvista di trucchi magici. Almeno mi auguro che sia cosi, perche una cosa e sicura: non abbiamo jolly di riserva.

— E il bisogno — disse il Mago. Lo senti di nuovo, mentre si sforzava di spiegare. — Come la sete. Come il respiro. L’inestinguibile imperativo del cambiamento. L’Anello Scuro e insignificante, un granello di sabbia fluttuante nell’ombra di un’eclisse. Nient’altro. L’Anello Scuro non e nella visione.

Accanto a lui il viso immobile fisso sull’analizzatore si giro allora, quasi mostrando emozione. — Terra l’ha ripetuto — mormoro Michelle — tante di quelle volte. Tu sai cosa significa.

— Lo so.

— Cosa significa? — chiese improvvisamente Quasar, come se una visione che non comprendeva l’ombra di Averno avesse finalmente catturato la sua attenzione. Alzo lo sguardo dal vasetto di polvere luminosa che si stava applicando alle palpebre. — Cosa vedi? Tu sogni a occhi aperti. Puoi farci vedere? Mostraci un alieno, Magico Capo.

— Ho bisogno di un goccio — disse debolmente Nebraska. — Sto cominciando a crederci.

— Voglio vedere l’alieno — si impunto Quasar. — Portaci li, Magico Capo.

— Non so “li” dove sia — disse il Mago. — Conosco solo uno stato della mente.

— E allora portaci anche noi — disse Quasar.

— Non e…

— Tu ci sei andato. In questo luogo.

— Si, ma…

— Si ma non e una risposta — disse lei con calma. — Stiamo volando verso il nulla. Sono gia stata su questa strada per il nulla. O Aaron ci cattura o gli altri ci polverizzano. Anche l’oblio e senza dubbio uno stato della mente. Oppure, forse, solo forse, c’e qualcosa che tu vedi e nessun altro puo vedere. Mostralo anche a noi, Magico Capo.

— Quasar, non posso. Mi spiace.

Lei gli lancio un’occhiata torva; le sue labbra assunsero una piega sarcastica ma non amara. — Forse ci farai morire tutti, Magico Capo. Eppure non puoi darci quest’unica piccola cosa.

— Vorrei — disse lui disperatamente, intensamente. — Per te, vorrei farlo. Ma… — Si interruppe, fissandola dalla parte opposta della cabina, come se fosse un’equazione matematica di dubbia costruzione. — Aspetta… — mormoro. — Aspetta…

Lei lo fisso, sorpresa, lasciandosi dietro una scia di polvere luminosa. Il Mago si giro di nuovo verso l’intercom. Ma prima che potesse dire una sola parola sulla FA giunse la voce di Sidney Halleck.

— …l’ho rintracciato io stesso. Un rigo della Quinta suite inglese: il preludio. Adesso potete spiegarmi…

— Dio sia lodato — disse Nilson. — Grazie, signor Halleck. Avvertiro il Settore Costadoro. Qualcuno verra a prendervi immediatamente.

— I Nova sono nei guai? — chiese Sidney, preoccupato. — Signor Nilson, e cosi?

— Non posso parlare di quest’argomento. Mi spiace davvero, signor Halleck.

— Signor Halleck — intervenne Jase. — Parla Jase Klyos.

— Direttore, cosa…

— Sono spiacente di infastidirvi. Il signor Nilson esegue i miei ordini. A causa di circostanze imprevedibili, fra la stazione e la Terra manteniamo un assoluto riserbo su informazioni riservate.

— Bach — preciso Sidney stupito — e di dominio pubblico.

— Sfortunatamente lo e anche l’ignoranza. Ecco tutto quello che posso dirvi: mi serve il vostro aiuto. A proposito di una poesiola infantile.

— Dio santo!

— Quella cui accennammo la prima volta che ci siamo parlati. Forse non ve ne ricordate; e successo settimane fa, ma credo…

— La Regina di Cuori. — La sua voce era cambiata.

— Si. E sareste cosi gentile da portare con voi uno strumento con cui suonare quei brani?

Ci fu una pausa. — Direttore Klyos — disse Sidney in tono cupo. — Sto aspettando quell’elicar.

Il Mago si sedette lentamente, dimenticandosi che voleva parlare con Jase. Fisso la Regina di Cuori con intenso stupore, vide la maschera d’oro, udi la filastrocca, cerco di collegare le due cose in modo da ottenere una ragione plausibile che spiegasse quella discussione fra Sidney Halleck e il direttore di Averno, finche sotto i suoi occhi il viso di Michelle comincio a ondeggiare e lei esclamo: — Magico Capo!

— Scusami. — La tocco con le dita gelide. — Stavo solo cercando di… Sidney sapeva… sapeva chi eri? Chi sei?

— Non l’ho mai detto a nessuno.

— E strano… Quello di cui parlavano era una filastrocca? O eri tu?

— Non lo so, non lo so! — Lui la tenne per le spalle, ma sapeva che lei non lo vedeva, che guardava di nuovo indietro, pericolosamente lontano, all’incubo confuso al quale pensava di essere sfuggita. — Hanno ragione, pero — disse Michelle. — E stata colpa mia. Ecco da dove e cominciato tutto: dalla notte in cui mi dipinsi il viso e suonai con te. Avrei dovuto… avrei dovuto sapere che non si possono nascondere le cose. Pensavo di essere al sicuro. Lo facevo solo per questo. Per trovare sicurezza. Per sottrarmi alle ferite. Sembra una cosa talmente semplice, talmente umana. Che non puo danneggiare nessun altro. Invece, guardaci! Siamo tutti qui, in mezzo al nulla, tu intrappolato in una visione, mia sorella alle nostre spalle con un fucile laser, spaziomobili sul punto di farci saltare in aria, Sidney a mezza strada verso Averno per suonare Bach, e Aaron… — Si interruppe. L’angoscia le sboccio nuovamente negli occhi. — Aaron — mormoro. E poi il Mago la senti scivolare via, ritirarsi dentro di se cosi profondamente che stavolta non era rimasta nemmeno la Regina di Cuori.

Il Mago senti un groppo alla gola. Degluti, mormoro: — Signora dei Cuori. — Le tocco i capelli, le guance bagnate. — Michelle. — Nessuna delle due rispose. Il Mago si alzo, incontro gli occhi scuri e sconvolti del Professore, scorse il momento di esitazione che ebbe Nebraska prima di balzare in piedi e azionare il distributore d’acqua. Non ne usci niente. Nebraska spari nella cucina, imprecando.

— Michelle. — Il Mago le sorresse le mani gelide, la scosse lievemente. — Ti prego. — Non la trovava piu da nessuna parte; non sapeva dove andare per riportarla indietro. Poi Quasar si alzo, e il suo viso si era trasformato, mostrava una gentilezza insolita.

— Signora dei Cuori — disse, circondandole con le braccia le spalle. — Non angosciarti. Sono cose che accadono ogni momento. Il mondo ne e pieno. Ma continua a girare, quella vecchia palla di terra, ricca e povera, che un giorno ti sorride e il giorno dopo ti prende a calci. Perche questo e il suo segreto: continua a farti andare avanti, perche non sai mai, nemmeno tu adesso, se ti dara cocci di vetro oppure oro.

Вы читаете Voci dal nulla
Добавить отзыв
ВСЕ ОТЗЫВЫ О КНИГЕ В ИЗБРАННОЕ

0

Вы можете отметить интересные вам фрагменты текста, которые будут доступны по уникальной ссылке в адресной строке браузера.

Отметить Добавить цитату