decise che era tempo di agire in maniera diretta invece di sperare di ricevere altre informazioni da consiglieri poco discreti.
Quella stessa settimana scelse parecchi rocchetti del suo migliore filo azzurro da ricamo e li fece pervenire come dono alla moglie di Ogretoryc, Camlada. Quel suo filo azzurro era sempre molto richiesto, perche soltanto un maestro tintore poteva garantire che l’intero rocchetto avesse tutto la stessa tonalita, una cosa di estrema importanza per gli abiti di corte. Quel dono le frutto un’udienza presso la dama in questione, fissato per il primo pomeriggio in cui si sarebbe recata a corte.
Un paggio l’accompagno fino ad una camera sorprendentemente piccola al terzo piano di una delle torri laterali; anche se era lussuosamente arredata con tappeti e sedie coperte da cuscini, la stanza aveva una sola finestra e un misero panorama. Camlada, una graziosa ragazza bionda di sedici anni, ricevette Primilla da sola invece che in presenza delle cameriere che avrebbero dovuto contrassegnare la sua elevata condizione; la sua sola compagnia era un piccolo terrier che le sedeva in grembo e che ringhio a intervalli per tutto il colloquio.
— Ti ringrazio per il tuo splendido filo, buona dama. Sara adeguatamente utilizzato per una delle camicie di mio marito.
— Allora, mia signora, sono estremamente onorata.
Con un sorriso, Camlada indico uno sgabello imbottito posto accanto alla sua sedia; obbediente, Primilla si sedette e lascio che la dama la scrutasse con attenzione.
— Ho trascorso tutta la mia vita a corte — osservo infine Camlada, — e quindi dubito che questo dono sia stato soltanto un gentile pensiero da parte tua. Quale genere di favore hai bisogno di ottenere da mio marito?
— Uno molto piccolo. Vorrei soltanto che lui fosse consapevole della mia esistenza. Vedi, sul nostro confine occidentale crescono piante per tintura di estrema rarita, e vorrei che alla nostra corporazione venisse dato il diritto di raccoglierle, anche se esso spetta primariamente alla corporazione di Aberwyn. Dopo tutto, il principe controlla tanto Aberwyn quanto Cannobaen.
— Il principe? Per ora non e ancora un principe.
— Ecco, lo e piu di suo padre, considerando le circostanze.
Camlada si alzo in piedi di scatto e si avvicino alla finestra, con il terrier che le si teneva sempre vicino.
— Ti ho irritata, mia signora? — chiese Primilla. — Te ne domando umilmente scusa.
— E solo che mi hai fatto ricordare la verita, e cioe che nessuno sa cosa sia mio marito o quale futuro ci si apra davanti. Immagino che tu non abbia mai avuto modo d’incontrare la Principessa Maddyan.
— In effetti non ho mai avuto tale onore, ma ho sentito dire che era una moglie dolce e devota.
— Lo era. Tutti l’adoravano, ma guarda a cosa le e servito. Adesso che e morta mi dispiace tanto per lei.
— Di diritto, dovresti ora avere il suo rango.
— Non ho nessun rango, buona dama, e non ne avro uno finche mio suocero non sara morto. Oh, sembra cosi orribile da parte mia, ma e solo che sono cosi spaventata perche potrebbe succedere anche a me cio che e capitato a Maddyan, di passare la vita a corte appartata e senza la minima influenza o il minimo prestigio… ed io non sono neppure simpatica quanto lei agli occhi del re.
— Posso comprendere i tuoi timori, mia signora.
Primilla comprendeva pero anche un’altra cosa: pur non avendo conosciuto suo padre, Ogretoryc vedeva sua moglie tutte le notti. Andandosene, decise che sarebbe stato meglio contattare immediatamente Nevyn tramite il fuoco per riferirgli le ultime velenose notizie da lei raccolte.
In qualita di piu fidato consigliere di Glyn, Nevyn aveva diritti che andavano molto al di la di quelli dei semplici cortigiani. Non appena ebbe finito di parlare con Primilla, il vecchio si reco quindi negli appartamenti reali senza neppure farsi preannunciare da un paggio. In passato, gli era spesso capitato di domandarsi se fosse lecito fornire al re informazioni militari ottenute tramite il dweomer, ed ora che quella situazione si era effettivamente presentata giunse alla conclusione che era giusto farlo, semplicemente perche le pretese di Eldidd al trono erano tanto deboli da marchiare chiaramente quel sovrano come un usurpatore. A capo della guardia del re c’era adesso il Principe Cobryn, che era cresciuto fino a diventare un giovane di ventun’anni alto, snello, avvenente e cosi simile a Dannyn che a volte Nevyn e il re trovavano doloroso guardarlo in volto.
— Cio di cui devi discutere e urgente, mio signore? — chiese Cobryn. — Se lo desideri, io posso ritirarmi.
— E urgente, ma riguarda anche te — replico Nevyn, inchinandosi in direzione di Glyn, che era in piedi accanto al camino. — Eldidd sta richiedendo un enorme prestito ai maestri delle corporazioni di Abernaudd, e penso che ci sia un solo posto dove lui intenda spendere tutto quel denaro: sui nostri confini.
— Gia — convenne il re. — Mi stavo chiedendo per quanto tempo ancora saremmo riusciti a sfruttare il nostro prigioniero nella torre. Bene, Cobryn, questo significa che dovremo modificare i nostri piani per i combattimenti estivi fino ai piu piccoli dettagli. Scommetto che Eldidd riversera le sue truppe oltre il nostro confine prima ancora che noi abbiamo il tempo di ricevere il messaggio formale in cui Mael viene disconosciuto… e non ho bisogno del dweomer per esserne certo.
— Proprio cosi — convenne Cobryn, con una fredda risata. — Ma quei bastardi troveranno una sorpresa ad attenderli.
— Mio signore — intervenne Nevyn, — hai intenzione di far valere la tua minaccia e di impiccare il Principe Mael?
Glyn si massaggio il mento con il dorso della mano, riflettendo sulla questione. Sempre massiccio, il suo volto si era fatto squadrato e grasso con gli anni, e le guance avevano assunto un colore florido.
— Mi recherebbe dolore impiccare un uomo impotente, ma Eldidd potrebbe non lasciarmi altra scelta. In ogni caso, non faro nulla fino a quando non avro in mano l’atto formale di disconoscimento, perche Eldidd potrebbe anche cambiare idea all’ultimo istante, mentre non sarebbe piu possibile riportare in vita il principe una volta che fosse stato impiccato.
Quella settimana stessa il Principe Cobryn parti con cinquecento uomini lungo la strada costiera che portava al confine con Eldidd, mentre sul mare lo seguivano navi da guerra e navi mercantili cariche di viveri. Dopo tre settimane di ansia arrivarono i primi messaggeri, annunciando che era stata ottenuta una schiacciante vittoria sulle forze d’invasione di Eldidd, colte di sorpresa. Due giorni piu tardi giunse a corte un araldo del sovrano di Eldidd per consegnare una lettera in cui il re disconosceva Mael e lo sostituiva formalmente con suo figlio Ogretoryc. Immediatamente Nevyn sali sulla torre per informare Mael della cosa.
Al suo arrivo trovo il principe, ora non piu tale, seduto allo scrittoio ingombro dei libri a lui tanto cari e di fogli di pergamena sparsi qua e la, l’inizio di un suo commento all’
— Ci sono alcune notizie dannatamente brutte per te — annuncio Nevyn.
— Sono stato disconosciuto? — chiese Mael, in tono piatto e quasi secco. — Ho immaginato che sarebbe successo, quando ho sentito le guardie parlare di una guerra lungo i confini.
— Temo che sia cosi.
— Allora vuol dire che le idee di Ristolyn riguardo alla virtu mi serviranno a qualcosa. Sembra che lo scopo di tutta la mia vita sia stato quello di morire con dignita sulla piazza del mercato, e mi pare che a tale scopo la forza d’animo sia la virtu piu indicata… non credi?
— Ascolta. Se soltanto potro dire una sola dannata parola al riguardo tu non sarai impiccato.
— Questo mi da una certa speranza, o almeno suppongo che sia speranza. Forse pero sarebbe meglio essere impiccato e viaggiare libero verso l’Aldila che restare qui a marcire. Sai, il tempo che ho trascorso in questa stanza e piu lungo di quello che ho trascorso come Principe di Eldidd… pensa un po’, ho vissuto oltre meta della mia vita come ospite di Glyn.
— Scommetto che la liberta nell’Aldila non ti apparirebbe piu cosi attraente quando ti trovassi veramente con il cappio intorno al collo. Tornero da te non appena avro parlato con il re.
Era ormai tardo pomeriggio quando gli affari di corte permisero finalmente a Nevyn di conferire in privato con il suo signore. Insieme, si recarono nel giardino alle spalle della rocca; la un salice piegava i suoi lunghi rami verso l’acqua di un ruscello, i roseti erano coperti di boccioli rossi come il sangue e costituivano il solo tocco di
