La bottega di Gavra occupava la meta anteriore di una casa che si trovava dall’altra parte della strada rispetto alla taverna di suo fratello. Ogni mattina, quando si accingeva ad iniziare il lavoro, lei lasciava vagare lo sguardo sugli scaffali coperti di erbe e di recipienti, sulle botti e sulle anfore, e sulla pelle secca di coccodrillo che pendeva sotto la grondaia.

La mia casa, pensava, e la mia bottega. Tutto mio.

Era una cosa rara infatti che una donna di Cerrmor possedesse qualcosa a nome proprio e non per conto del marito o del fratello; con l’approssimarsi dell’inverno, lei aveva in quel periodo una quantita di clienti che soffrivano di febbri e di congestioni polmonari, di geloni e di dolori alle ossa, e lavorava per lunghe ore nella camera anteriore. In aggiunta a tutto questo, aveva anche un altro problema pressante da risolvere: il fidanzamento di Ebrua, perche sebbene lei si fosse lasciata dominare dall’amore, voleva per la figlia un solido matrimonio convenzionale.

Per fortuna il ragazzo che piaceva ad Ebrua era un bravo giovane di sedici anni, Arddyn, figlio minore di una prospera famiglia che commerciava in pelli conciate. Dopo aver formalmente discusso del fidanzamento con il padre del ragazzo, Gavra si reco alla fortezza per consultarsi con Mael. In un certo senso, quella era una cosa sciocca, considerato che Mael non aveva mai conosciuto la famiglia di Arddyn e che aveva visto sua figlia soltanto da una notevole distanza, ma lui ascolto ogni cosa con espressione grave, applicando la sua mente brillante al problema con una tale intensita da far comprendere a Gavra il suo intento di fingere, come faceva anche lei, che avessero una normale vita coniugale.

— Mi sembra un buon matrimonio per gente come noi — osservo infine.

— Oh, senti come parla il mio regale amore. Gente come noi… davvero!

— La mia signora dimentica che non sono altro che un umile filosofo. Quando avro finito il mio libro i sacerdoti del tempio ne faranno stilare cinquanta copie dagli scribi ed io ricevero una moneta d’argento per ciascuna di esse. Questa, amore mio, e la sola fortuna di cui io disponga al mondo, quindi speriamo che la famiglia di Arddyn non sia avida per quanto concerne la dote.

— Penso che si accontenteranno della sua quota di proprieta della bottega e forse di un po’ d’argento.

— E questo e un bene. Una ragazza che ha per padre un filosofo e davvero sfortunata.

Gavra stava lasciando la fortezza quando s’imbatte in Nevyn, che passo familiarmente il braccio sotto il suo e la accompagno fino alla bottega, dove poterono parlare in privato perche i figli di Gavra erano in cucina a cenare.

— Oggi fa freddo — osservo Nevyn, posando un paio di ceppi nel focolare e accendendoli con uno schiocco delle dita. — Ho una cosa piuttosto importante da dirti: credo di avere ottime probabilita di far liberare Mael.

Gavra trattenne il respiro con un sussulto.

— Per ora non gliene parlare — prosegui il vecchio. — Non voglio infatti destare le sue speranze soltanto per poi vederle crollare, ma tu devi essere informata, perche hai molte cose da sistemare prima di partire.

— Partire? Oh, via, pensi che Mael vorra che vada con lui?

— Se mai ne hai dubitato per un solo istante, questa e la prima cosa stupida che ti abbia mai visto fare.

Improvvisamente, Gavra senti la necessita di sedersi e si appollaio su uno sgabello accanto al fuoco, sfregandosi le mani tremanti.

— Ho paura che non ci sia altra scelta che quella di rimandarlo in Eldidd — continuo Nevyn. — Vuoi andare con lui?

Gavra guardo gli scaffali, la stanza, tutto cio per cui aveva lavorato cosi duramente e che si sarebbe lasciata alle spalle, insieme ad una figlia sposata… e cosa avrebbe detto Dumoryc, quando gli avrebbe presentato uno sconosciuto dicendogli che era suo padre?

— Sai — osservo Nevyn, — e probabile che finiate per stabilirvi lungo il confine occidentale di Eldidd, e la non c’e un erborista decente nel raggio di chilometri.

— Capisco. Allora potrei avviare una nuova bottega per Dumoryc e lasciare questa ad Ebrua. Sarebbe una dote splendida, che mi permetterebbe di far stilare il contratto di matrimonio come voglio io.

— Infatti. E probabilmente finirai per dover mantenere anche il tuo brillante marito.

— Eldidd comincia ad apparirmi interessante — affermo Gavra, sollevando lo sguardo con un sorriso. — E poi, naturalmente, io amo il mio uomo.

Per una serie di ragioni, Nevyn decise di far coincidere la liberazione di Mael con l’avvento della primavera. Innanzitutto, i re del Popolo Fatato lo avvertirono che quell’inverno sarebbe stato pieno di violente tempeste, ma il motivo principale fu che lo stesso Mael avrebbe rifiutato di lasciare la sua prigione fino a quando non avesse visto il suo libro adeguatamente copiato, un compito che avrebbe richiesto mesi. Mentre gli scribi del tempio di Wmm lavoravano alla stesura delle copie, Nevyn lavoro per convincere il re, trovando un grande alleato nel suo profondo senso dell’onore. Essendo un uomo generoso per natura, Glyn trovava in Mael una causa di profondo imbarazzo e un prigioniero troppo patetico perche lo si potesse assassinare, soprattutto adesso che gli eruditi sacerdoti lodavano la sua mente di brillante studioso e lo definivano un ornamento per il regno. Quando ritenne che fosse arrivato il momento giusto, Nevyn chiese senza mezzi termini al re che Mael venisse liberato e che gli venisse permesso di rientrare in Eldidd senza troppo chiasso.

— In effetti, consigliere, sarebbe la cosa migliore. Cerca di escogitare una ragione che ci permetta di rilasciarlo onorevolmente. Che io sia dannato se permettero ad Eldidd di beffarsi della mia debolezza, ma d’altro canto non posso piu tollerare il pensiero di quel principe che marcisce nella mia torre.

Alla fine, fu la ribellione di Pyrdon a fornire loro la ragione che cercavano. Avendo un disperato bisogno di un’estate tranquilla per poter domare la ribellione, il sovrano di Eldidd offri infatti a Glyn dell’oro perche si trattenesse dall’effettuare razzie e Glyn non soltanto accetto l’offerta, ma solennizzo anche l’occasione offrendosi di liberare il principe prigioniero in cambio di un pagamento simbolico di dieci cavalli. Dopo molti scambi di araldi e uno strano ristagnare delle trattative da parte di Eldidd, l’accordo venne sigillato e firmato quando ormai l’inverno cedeva il passo alla primavera. Soltanto allora Nevyn si decise ad informare Mael della sua buona sorte.

Allorche sali nella sua camera, trovo Mael intento ad accarezzare una copia del suo libro, rilegata in cuoio e accuratamente stilata nella sottile calligrafia degli scribi del tempio. Il principe era cosi impaziente di mostrargliela che trascorse una buona mezz’ora prima che Nevyn potesse venire all’effettivo motivo della sua visita.

— La cosa veramente meravigliosa e che il re ha intenzione di sovvenzionare la stesura di altre venti copie — concluse Mael. — Tu ne conosci il perche?

— Si, e un modo per solennizzare la tua liberazione. Ha intenzione di lasciarti andare la prossima settimana.

Mael sorrise, accenno a parlare, poi il volto gli si raggelo in un’espressione d’incredulita e le sue unghie affondarono nella morbida rilegatura di cuoio del volume che aveva in mano.

— Io verro con te fino al confine con Eldidd — prosegui Nevyn. — Gavra e tuo figlio ci raggiungeranno fuori di Cerrmor. Ebrua invece rimarra qui, ma non la si puo certo biasimare per questo: ama suo marito, e non ti ha mai conosciuto.

Mael annui, talmente pallido che il suo volto appariva bianco come neve.

— Oh, per il Signore dell’Inferno — sussurro. — Mi chiedo se quest’uccello in gabbia si ricordi ancora come si fa a volare.

Anche se adesso vivevano a corte in uno splendido appartamento di piu stanze, il Principe Ogretoryc e sua moglie non avevano dimenticato i tempi in cui Primilla era stata la sola persona a rendere loro omaggio, ed erano di solito disposti a riceverla in quelle occasioni che dedicavano agli artigiani e ai mercanti. Il principe era un giovane alto con i capelli corvini e gli occhi azzurri come fiordalisi, dotato di una rude avvenenza e di un’indole incline ad essere espansiva finche non veniva contrariato. Quella particolare mattina, Primilla gli porto in dono un costoso smeriglio da usare per il suo sport preferito, la caccia con il falcone. Immediatamente il principe prese il volatile sul polso e gli indirizzo qualche verso di richiamo.

— Ti ringrazio, buona dama, e un piccolo falco adorabile.

— Sono estremamente onorata che piaccia a Vostra Altezza. Quando ho sentito che il padre di Vostra Altezza stava per essere liberato ho pensato che ci volesse un dono per celebrare l’occasione.

Gli occhi di Ogretoryc improvvisamente si ombrarono e lui prese a dedicare una grande attenzione allo

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