smeriglio, che giro la testa incappucciata verso di lui, quasi avesse riconosciuto in quell’uomo un’anima simile alla sua. Seduta vicino alla finestra. Camlada si agito a disagio sul suo seggio.

— Naturalmente — replico, con un sorriso accuratamente studiato, — siamo molto felici della liberazione di Mael, ma e davvero buffo pensare che mio suocero sia diventato uno scriba.

Ogretoryc le scocco un’occhiata in tralice che avrebbe potuto significare una quantita di cose, tutte rabbiose.

— Ti ringrazio, buona Primilla — disse quindi. — Portero subito questa piccola bellezza al mio falconiere.

Dal momento che era chiaro che l’udienza era finita, Primilla esegui una riverenza e si ritiro nell’area pubblica della grande sala reale, affollata da numerosi supplici e da parecchi curiosi, soffermandosi a parlare con i consiglieri e con gli scribi che conosceva. In questo modo riusci a raccogliere parecchi accenni secondo cui molte persone importanti di corte sarebbero state felici di vedere Mael reinserito nella sua antica posizione e suo figlio ridotto al semplice rango di erede. Forse era una reazione dettata dai sentimenti o dal senso dell’onore… forse. Primilla ando a cercare il Consigliere Cadlew e gli chiese senza mezzi termini perche tutti fossero cosi impazienti di vedere Mael tornare come signore di Aberwyn e di Cannobaen.

— Sembri dannatamente interessata agli affari di Mael — osservo il consigliere.

— E ovvio, perche la corporazione deve sapere come meglio investire i suoi doni: non ci piace coltivare il favore del nobile sbagliato.

— Ben detto. Bada pero di non riferire ad altri le mie parole. La Principessa Camlada ha cominciato a darsi arie fin da quando suo marito e diventato Principe di Aberwyn, e sono parecchi quelli a cui piacerebbe vederla ridotta ad una condizione inferiore, senza contare che a parecchie vedove piacerebbe poter consolare il Principe Mael negli anni della maturita.

— Capisco. Quindi e soltanto una questione di donne?

— Tutt’altro. La principessa non ha offeso soltanto le dame di corte, e le vedove a cui ho accennato hanno fratelli che apprezzerebbero l’occasione di poter guadagnare influenza.

— Vedo. Tu credi che Mael verra reinserito nel suo rango?

— Nel suo interesse spero di no, perche una cosa del genere sarebbe indubbiamente pericolosa per la sua salute. Adesso pero non caverai piu da me un’altra parola, buona dama.

Primilla si disse che quanto aveva appreso era gia piu che sufficiente e provvide a contattare subito Nevyn, perche non desiderava vedere Mael tornare a casa soltanto per essere avvelenato dai suoi stessi parenti.

Dalla finestra della camera di Mael il cortile di Dun Cerrmor appariva piccolo e ordinato come il giocattolo di un bambino. Cavalli minuscoli trottavano sull’acciottolato appena visibile, uomini altrettanto minuscoli andavano avanti e indietro per poi scomparire oltre piccole porte, e soltanto i rumori piu forti fluttuavano fino alla finestra della torre. Quel pomeriggio, Mael era appoggiato al davanzale, intento a osservare il panorama ormai familiare quando senti la porta che si apriva alle sue spalle.

— Che tutti s’inginocchino al cospetto di Glyn, re di tutto Deverry — scandi una delle guardie.

Mael si giro e s’inginocchio proprio nel momento in cui il re entrava nella stanza: per un momento, i due si studiarono a vicenda con una sorta di sconcertato stupore per il modo in cui entrambi erano invecchiati dal loro ultimo incontro.

— Da oggi — disse infine Glyn, — sei un uomo libero.

— Vostra Altezza ha i miei umili ringraziamenti.

Glyn lascio vagare per un momento lo sguardo per la stanza poi se ne ando, portando le guardie con se; una volta solo, Mael rimase a lungo inginocchiato a fissare la soglia vuota, fino a quando Nevyn apparve in essa.

— Alzati, amico mio — lo incito il vecchio. — E tempo di mettere alla prova le tue ali.

Nel seguire Nevyn lungo la scala buia e ricurva, Mael fisso le mura che lo circondavano, il soffitto che lo sovrastava, il volto di ogni persona che incontrarono. Quando infine sbucarono nel cortile la luce del sole gli si riverso sopra come un’ondata d’acqua e nel sollevare lo sguardo lui fu assalito da un senso fisico di vertigine di fronte alle mura della torre che si ergevano sopra e non piu sotto di lui. Afferrandolo per un braccio, Nevyn lo sostenne finche la sensazione non fu passata.

— La mente e una cosa dannatamente strana — osservo il vecchio.

— Lo e davvero. Mi sento come se fossi stregato o qualcosa del genere.

All’inizio, il rumore e la confusione minacciarono di sopraffare Mael: gli sembrava che tutto il cortile fosse pieno di uomini che gridavano, ridevano e conducevano per la briglia cavalli i cui zoccoli tamburellavano sonoramente sull’acciottolato, mentre una quantita di serve andavano avanti e indietro con secchi d’acqua, carichi di legna da ardere e bracciate di vivande; gli intensi colori della bandiera rossa e argento di Cerrmor erano dappertutto e abbagliavano il suo sguardo di recluso. Dopo alcuni minuti, pero, lo stordimento di Mael si tramuto in avidita e lui prese a camminare lentamente per assaporare ogni cosa, da uno splendido lord che gli passava accanto a cavallo ad un mucchio di vecchia paglia vicino alle stalle. Quando uno dei mastini da caccia del re gli concesse di accarezzarlo sulla testa, lui ne fu tanto compiaciuto da sentirsi quasi come un bambino idiota, deliziato da tutto perche incapace di dare alle cose un giusto valore. Allorche pero espresse quella sua osservazione a Nevyn, il vecchio scoppio a ridere.

— E chi puo dire se un bambino idiota non sia il piu saggio fra tutti noi? — ribatte poi. — Andiamo nelle mie camere. Gavra ci dovrebbe raggiungere fra breve.

Gavra stava pero gia aspettando nella spartana camera di ricevimento di Nevyn, e non appena la vide Mael le corse incontro, prendendola fra le braccia e baciandola.

— Oh, amore mio — disse, — ho paura di credere a tutto questo. Continuo a pensare che domani ci sveglieremo per scoprire che si e trattato soltanto di un sogno crudele.

— E dannatamente meglio che non sia cosi, dopo tutti i fastidi che ho avuto con la bottega! Gli accordi necessari per trasferirla ad Ebrua mi hanno causato una tale emicrania che ho dovuto ricorrere ad alcune delle mie stesse erbe!

Nevyn calcolo che avrebbero impiegato circa quattro giorni per raggiungere il confine con Eldidd dove, secondo gli accordi, una guardia d’onore inviata dalla corte di Eldidd sarebbe stata in attesa del principe. Durante la terza notte di viaggio, mentre erano accampati circa quindici chilometri ad ovest di Morlyn, un diverso comitato di ricevimento venne pero loro incontro: Primilla e due giovani muniti di bastoni. Con un grido di saluto, Nevyn si affretto ad andare loro incontro mentre ancora smontavano di sella, e Mael lo segui a passo piu lento.

— Cosa succede? — domando Nevyn.

— Ecco, temo di avere delle notizie che potrebbero non essere piacevoli.

— Davvero? — intervenne Mael. — A corte mi vogliono avvelenare?

— Vedo che il filosofo non ha dimenticato la sua antica vita di principe — osservo Primilla. — Non sono certa che tu corra un vero pericolo, ma d’altro canto non e mai saggio correre rischi inutili, quindi siamo venuti per scortarti in un luogo sicuro fino a quando non avro la certezza che potremo affrontare la gente di corte alle nostre condizioni e non alle loro.

— Ti ringrazio — disse Nevyn. — Non ho evitato a questo ragazzo di finire impiccato soltanto perche morisse avvelenato.

— Non ti preoccupare. Sgusceremo fra i boschi come volpi e poi… — Primilla fece una pausa e sorrise, concludendo: — E poi ci rinchiuderemo nella tana come tassi.

Dal momento che quello era il periodo in cui i contadini venivano a portare i carri carichi di legna da ardere che costituivano la loro tassa primaverile a favore del faro di Cannobaen, per tutta la settimana Avascaen si era alzato parecchio prima del tramonto per dare loro una mano a scaricare i carri e ad ammucchiare la legna nelle lunghe baracche destinate a quello scopo. In quel particolare giorno, nel vedere la nube di polvere sulla strada, Avascaen suppose che si trattasse di un’altra consegna.

— Ecco che arriva qualcun altro — disse ad Egamyn. — Corri a vedere in quale baracca rimane ancora del posto vuoto.

Con un sospiro annoiato, Egamyn si allontano a passo lento mentre Avascaen spalancava le porte scricchiolanti per poi immobilizzarsi con la mano ancora posata sulla sbarra arrugginita e con lo sguardo fisso sul

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