gruppo che stava sopraggiungendo lungo la strada: cavalieri… muli da soma… quella strana donna con le mani sporche di azzurro… e dietro di loro… non poteva essere… e tuttavia era lui, capelli grigi o meno. Con un grido che era quasi un singhiozzo, Avascaen si precipito lungo la strada per dare al Principe Mael il benvenuto a casa, e quando si aggrappo alla sua staffa in segno di fedelta Mael si chino verso di lui dalla sella.
— Guarda come siamo cambiati entrambi, Avascaen! Quando sono partito eravamo ragazzi, mentre ora siamo ingrigiti tutti e due.
— Infatti, mio principe, ma vederti mi rallegra lo stesso.
— Cosi come io sono lieto di rivedere te. Puoi darci ospitalita?
— Cosa? Ma certo, Vostra Altezza. Siete arrivati proprio al momento giusto, perche Scwna ha cominciato ad arieggiare le tue camere, come fa ogni primavera, e adesso devono essere tutte pulite e in ordine per te.
— Davvero? Lo fa ogni primavera?
— Ogni primavera. Noi siamo come tassi, mio principe, teniamo duro.
Mael scese di sella e afferro la mano del custode, stringendola con vigore; quando scorse le lacrime che brillavano negli occhi del principe, Avascaen si senti a sua volta prossimo alla commozione.
— Adesso io non sono piu un principe — affermo quindi Mael, — e mi ritengo onorato di considerarti un amico. Ho qui con me la mia nuova moglie e mio figlio, e questa volta prego proprio di essere tornato a casa per restarci.
Quando il gruppo entro nel cortile, Egamyn, Maryl e Scwna corsero fuori per salutare i nuovi venuti, e Avascaen indirizzo al suo secondogenito un sorriso compiaciuto.
— Non ti avevo detto che sarebbe tornato? — commento.
Ed ebbe la soddisfazione di vedere suo figlio restare a bocca aperta per lo stupore.
Dopo un pomeriggio trascorso in amichevole compagnia e una cena per celebrare l’avvenimento, Avascaen usci per accendere il faro. Mentre il cielo cominciava a tingersi di un grigio perlaceo strappo alcune scintille al suo acciarino, accese l’esca secca e soffio su di essa fino a farla ardere bene. A quel punto comincio ad aggiungere ceppi finche il fuoco prese a bruciare intenso per inviare il proprio avvertimento sul mare, ed infine si accosto al parapetto per abbassare lo sguardo sulla rocca, le cui finestre brillavano allegre per la luce delle lanterne: il principe era tornato a casa.
Il mondo gli parve un luogo soddisfacente e permeato di giustizia. Piu tardi, quando la luna piena era al suo zenit, Mael sali sulla torre. Ansante, con il fiato corto, il principe si appoggio al parapetto.
— Devi avere gambe dannatamente robuste — osservo.
— Oh, dopo un po’ ci si abitua.
Insieme, rimasero a contemplare il mare e le onde coperte di schiuma tinta d’argento dalla luna che si abbattevano sulla piccola, pallida striscia di spiaggia.
— Ti ho detto che sono stato tenuto sulla sommita di una torre per tutto il tempo della mia prigionia? — chiese infine Mael.
— Ma guarda che strano. E cosi tu eri la che guardavi in basso mentre io qui facevo la stessa cosa.
— Proprio cosi, ma qui il panorama e dannatamente piu ampio di quello di cui godevo io. Voglio rimanere a Cannobaen per il resto della mia vita, ma la cosa dipendera dal Principe Ogretoryc, perche adesso la tenuta appartiene a lui e non piu a me.
— Se avra il coraggio di buttarti fuori, allora si dovra trovare un altro custode per il faro — dichiaro Avascaen, poi riflette per un momento sul problema e aggiunse: — Senti, mio fratello ha piu terra di quanta sia in grado di coltivarne da solo, e se si dovesse arrivare a questo ci accogliera di certo presso di se.
— Ti ringrazio. Anch’io potro guadagnare qualche moneta scrivendo lettere a pagamento.
Per alcuni minuti i due condivisero un amichevole silenzio.
— A proposito — chiese poi Mael, — sono mai passate di qui delle navi?
— Dannatamente poche, ma non si puo mai sapere quando qualcuno puo aver bisogno del faro.
Dal momento che tutta la sua strategia si basava sul fatto di dimostrare che Mael era ormai una persona del tutto inadatta alla vita di corte, Primilla chiese al principe di scrivere al piu presto possibile una lettera al figlio, e il risultato la lascio molto soddisfatta.
«A Ogretoryc, Principe di Aberwyn e di Cannobaen, e mio figlio, Mael il filosofo manda i suoi saluti. Vostra Altezza, sebbene non ci siamo mai scambiati neppure due parole, si addice ad un padre di essere franco con la propria progenie. So benissimo che tu desideri conservare la posizione e gli onori di cui godi alla corte di mio fratello il re e non desidero altro che vederteli mantenere. Dopo la mia lunga prigionia sono infatti divenuto un umile studioso, inadatto ai doveri della guerra e del governo, e tutto cio che voglio e vivere il resto del tempo che mi rimane nella dimora di campagna di Cannobaen oppure, se Vostra Altezza cosi preferisce, come comune abitante del villaggio vicino. Potrai trasmettermi la tua decisione tramite Primilla, capo della corporazione dei tintori, perche temo per la mia vita nell’ambiente di corte e non nutro nessun desiderio di assaporare la liberta soltanto per essere avvelenato poche settimane piu tardi. Tuo padre, Mael il filosofo.»
Quando Primilla ebbe finito di leggere la lettera, Mael si appoggio allo schienale della sedia e le indirizzo un sorriso enigmatico.
— Dovrebbe andare benissimo — osservo la donna.
— Ottimo. Sai, e strano essere umili con il proprio figlio. Se per loro non era sufficiente che fossi stato disconosciuto, adesso ho anche abdicato, e per usare il modo di esprimersi del nostro Avascaen, questo dovrebbe sistemare per bene le cose.
Quando torno ad Abernaudd, Primilla attese un giorno intero prima di consegnare la lettera, in modo da poter prima sentire gli ultimi pettegolezzi, e dal momento che la corte e l’intera citta ne erano pieni nello stesso modo in cui un nido di vespe e pieno di pungiglioni, i suoi amici ebbero parecchie cose da riferirle. Il re aveva effettivamente mandato al confine una guardia d’onore per ricevere Mael, ma essa aveva invece trovato la soltanto Nevyn, un consigliere di Cerrmor, e il Principe Cobryn di Cerrmor, i quali avevano informato la scorta che il Principe Mael aveva preferito viaggiare da solo. Tutti avevano sospettato un tradimento, non da parte di Cerrmor ma di Ogretoryc.
— Io sostengo invece che in questa corsa stanno scommettendo tutti sul cavallo sbagliato — commento Cadlew. — Se c’e stato un tradimento, dietro di esso non c’e il principe ma la principessa. Alcuni degli uomini a lei fedeli avrebbero potuto mandare una banda di guerra a dare la caccia a Mael.
— Davvero? Supponiamo per un momento che il filosofo non sia morto. Qualcuno ha idea di dove potrebbe essere?
— Ci sono molte supposizioni al riguardo, ma la voce che circola con maggiore insistenza e quella secondo cui Mael si sarebbe recato presso i ribelli di Pyrdon, che gli avrebbero dato asilo per creare problemi qui in Eldidd. Fortunatamente, i ribelli sono troppo deboli per sostenerlo in un tentativo di conquistare il trono… almeno per ora. Dopo tutto, chi puo biasimare un uomo che e stato principe per voler riavere cio che era suo?
L’indomani, Primilla fece la sua visita al principe e alla principessa. Il volto di Camlada era tanto teso da lasciar pensare che non dormisse da alcune notti, mentre Ogretoryc appariva soltanto perplesso.
— Ho una lettera per te da parte di tuo padre, Altezza — disse subito Primilla.
Ogretoryc si alzo in piedi di scatto mentre Camlada s’incurvo in avanti sul suo seggio e fisso con occhi sgranati Primilla che porgeva a suo marito il messaggio in questione.
— E dove hai visto mio padre?
— Sulla strada… Vostra Altezza sa che io viaggio spesso. Tuo padre mi e parso molto angosciato e quando ha saputo che ero diretta ad Abernaudd mi ha chiesto di consegnarti questa lettera.
— Il sigillo e senza dubbio quello di Aberwyn — osservo Ogretoryc, rigirando il rotolo di pergamena fra le mani. — Deve essere quello che aveva con se quando e stato catturato.
Mentre leggeva la missiva, Camlada continuo a fissarlo con occhi che tradivano un eccessivo timore.
— Bene — commento infine Ogretoryc, — questo dovrebbe far cessare tutte quelle voci secondo cui io lo avrei fatto assassinare mentre era in viaggio. Scusami, buona dama, temo di aver dimenticato le regole della cortesia, ma nelle ultime settimane ho avuto il cuore gravato da molti problemi.
— Naturalmente, Vostra Altezza. Senza dubbio ti e stato difficile sopportare la preoccupazione per la vita di tuo padre.
