— Infatti — replico Ogretoryc, e il modo in cui si espresse convinse Primilla della sua sincerita, come anche il gesto carico di disprezzo con cui getto la lettera in grembo a sua moglie.
Scrollando il capo con alterigia, Camlada raccolse la lettera e la lesse, mentre Primilla osservava le correnti di paura e di sospetto che volteggiavano come demoni nella sua aura.
— La mia signora e soddisfatta? — chiese Ogretoryc, secco e sprezzante.
— Il mio signore pensava che avrei potuto non esserlo?
Allorche i loro sguardi s’incrociarono, Primilla si affretto a voltarsi e a far finta di ammirare una composizione floreale; dopo un momento Ogretoryc distolse lo sguardo da quello della moglie con un piccolo ringhio sommesso.
— Permettimi di accompagnarti alla porta, buona dama — disse quindi. — Hai la mia gratitudine per avermi consegnato quella lettera.
E non aggiunse altro fino a quando non furono ben lontani dal raggio uditivo di sua moglie.
— Puoi dirmi dove si trova Mael? — chiese allora.
— E a Cannobaen, Altezza.
— E quello che pensavo. Bada pero di non dirlo a nessun altro finche non avro sistemato ogni cosa: la mia amata moglie puo benissimo continuare a cuocere nell’incertezza ancora per un po’.
Ogni mattina Mael e Gavra uscivano per fare una lunga passeggiata sulle alture e ammirare l’oceano. Dal momento che il ricordo di Cannobaen lo aveva tormentato durante tutto il suo esilio, Mael stentava ancora a credere di essere veramente li, di sentire il calore del sole sulla schiena e di respirare l’aria pungente e pervasa dal profumo del mare. Spesso nel pomeriggio saliva sulla torre e sedeva vicino alle ceneri del fuoco del faro per osservare la strada, e con il passare del tempo comincio a chiedersi quanti giorni di appagamento ancora gli restassero, perche ogni giorno senza una risposta da Abernaudd era un cattivo presagio che parlava di intrighi di corte.
Quando infine la risposta giunse, essa lo colse pero di sorpresa. Mael era nella sua camera, intento a tracciare delle righe su una pergamena con l’ausilio di stilo e di righello, quando il figlio di Avascaen, Maryl, fece irruzione nella stanza.
— Altezza, alle porte ci sono venticinque uomini, e tuo figlio e con loro.
Quasi senza soffermarsi a riflettere, Mael afferro il suo minuscolo coltello per aguzzare la punta delle penne e corse fuori. Gli uomini stavano smontando di sella in mezzo ad una cordiale confusione e Mael non ebbe difficolta a individuare in mezzo ad essi suo figlio, perche gli somigliava notevolmente. Sorridendo, Ogretoryc venne verso di lui e gli tese la mano.
— Mi rallegra il cuore vederti, padre. Per tutta la vita ho sentito parlare di te, ed ora finalmente c’incontriamo.
— Infatti — rispose Mael, stringendo la mano offertagli.
— La tua lettera mi ha addolorato. Ti giuro che non hai nulla da temere.
— Allora la corte e cambiata dall’ultima volta che ci sono stato.
— Ho ricevuto parecchi consigli poco raccomandabili, se e questo che intendi… ma uccidero il primo uomo che osera levare la mano contro di te.
Ogretoryc parlo con una tale nota di sincerita che Mael senti quasi il desiderio di piangere per il sollievo.
— Te ne sono grato — rispose semplicemente.
Ogretoryc si giro, sollevando lo sguardo verso la torre.
— Sai, non ero mai stato qui prima d’ora. Quando ero bambino, mia madre non ci e mai venuta, perche il ricordo di quanto tu amavi questo posto la faceva soffrire, e quando sono cresciuto sono rimasto lontano in guerra per la maggior parte del tempo. E tuo. L’ho trasferito a tuo nome, e il re ha generosamente annesso un titolo alle terre. Ho le lettere di nomina nelle sacche della mia sella.
— Per gli dei! E stato generoso da parte tua.
— C’e una cosa che ti devo dire — prosegui Ogretoryc. — Alcuni anni fa, quando hanno mandato quella lettera che ti disconosceva, tutti erano certi che Glyn ti avrebbe impiccato. Io avrei implorato il re di non inviare quella lettera, ma all’epoca ero lontano dalla corte. — Ogretoryc fece una pausa e si decise infine a guardare in volto il padre. — Mia moglie a fatto in modo che io fossi assente quando si e tenuto il consiglio in cui il re ha preso quella decisione… l’ho scoperto soltanto molto piu tardi.
— Al tuo posto non me ne farei una colpa, perche dubito che il re avrebbe prestato orecchio alla tua supplica. Ti chiedo pero il favore di non dover mai essere costretto a incontrare tua moglie.
— Sto per ripudiarla. Potra vivere il resto della sua vita in un tranquillo luogo di ritiro.
La malizia che permeava la voce di Ogretoryc disse a Mael che lui aveva scelto per la moglie la punizione piu adeguata.
Il mattino successivo Ogretoryc parti per tempo, promettendo di tornare presto se soltanto i combattimenti estivi lo avessero permesso. Mael rimase a salutarlo vicino alle porte e ando poi in cerca di Gavra, trovandola intenta a studiare il tratto di cortile adiacente all’orto di Scwna.
— Cosa stai facendo? — le chiese.
— Stavo pensando di togliere questo tratto di acciottolato per piantare un po’ di erbe mediche. Scwna mi ha detto che qui c’e molto sole.
— Lo vedo. Per anni la gente parlera dell’eccentrica Lady Gavra di Cannobaen e delle sue erbe.
— Non posso essere una dama. Lo rifiuto.
— Non puoi rifiutare. Hai sigillato la tua sorte quando mi hai sposato. Sai, molte ragazze si sono conquistate un titolo con la loro bellezza, ma tu sei la prima di cui io abbia mai sentito parlare che lo abbia conquistato con un decotto di erbe febbrifughe.
Quando Gavra scoppio a ridere Mael la bacio e si limito poi a tenerla stretta a se, sotto la calda luce del sole.
TRE
Nell’estate del 797, nel suo cinquantesimo anno d’eta Glyn, Gwerbret di Cerrmor e aspirante re di tutto Deverry, mori per un attacco di cuore. Sebbene Nevyn fosse da tempo preoccupato per le condizioni di salute del re, quella fine repentina lo colse alla sprovvista. Una mattina Glyn lascio la fortezza alla testa dei suoi uomini e a mezzogiorno venne riportato indietro morto: la crisi lo aveva colto mentre stava montando a cavallo ed era morto nel giro di pochi minuti. Mentre la regina affranta e le sue cameriere lavavano e componevano il corpo, il figlio maggiore di Glyn, Camlan, assunse la carica di sovrano al cospetto dei suoi fedeli vassalli: nella grande sala il sommo sacerdote di Bel dapprima gli imparti la benedizione e poi gli appunto sul plaid l’enorme spilla regale. Mentre i vassalli venivano avanti ad uno ad uno per inginocchiarsi davanti al loro nuovo signore, Nevyn approfitto della confusione per sgusciare via e raggiungere le sue camere: era giunto per lui il momento di lasciare Cerrmor.
A tarda notte, il vecchio era intento a preparare i bagagli quando il nuovo re lo mando a chiamare. Camlan si era gia trasferito negli appartamenti reali ed era fermo accanto al camino, di fronte al quale Nevyn aveva tante volte visto suo padre passeggiare con irrequietezza. Trentenne, di struttura robusta, il nuovo sovrano era attraente quanto lo era stato suo padre, ed era altrettanto alto ed eretto.
— Ho sentito dire che intendi lasciarci — affermo. — Speravo che mi avresti servito come hai fatto con mio padre.
— Il mio signore e molto gentile — replico Nevyn, sospirando al pensiero delle necessarie menzogne che avrebbe dovuto proferire, — ma la morte di tuo padre e stata un duro colpo per una persona vecchia come me. Non ho piu la forza di addossarmi i doveri di corte, mio signore, e desidero soltanto trascorrere nella quiete i miei ultimi anni, onorando la memoria di tuo padre.
— Sentimenti molto nobili. Allora lascia che ti assegni un po’ di terra nelle vicinanze di Cerrmor, come ricompensa per i lunghi anni in cui ci hai serviti.
— Il re e davvero generoso, ma dovrebbe conservare simili favori per uomini piu giovani di me. Ho dei
