parenti che mi ospiteranno, ed e ai parenti che si rivolge sempre la mente di un vecchio.

Quando lascio Cerrmor, Nevyn si reco dapprima a Cannobaen, per fare visita a Mael e a Gavra. Anche se la guerra infuriava lungo il confine di Eldidd il suo aspetto di vecchio e trasandato erborista gli permise di sgusciare con facilita fra le linee e di puntare indisturbato verso la costa. Sul finire di un dorato giorno d’estate, quando le rose selvatiche erano in piena fioritura lungo la strada, Nevyn raggiunse la fortezza: l’antico stemma dei principi di Aberwyn era stato rimosso dalle porte e al suo posto ce n’era uno nuovo rappresentante due tassi che lottavano e il motto: Noi teniamo duro.

Allorche Nevyn condusse all’interno delle mura il cavallo e il mulo Mael, che adesso appariva abbronzato e vigoroso, gli venne incontro con un grido di saluto e con un ampio sorriso, stringendogli la mano fra le proprie.

— Sono lieto di vederti, ma cosa ci fai qui, tanto lontano dagli importanti affari del regno? — domando.

— Glyn e morto, ed io ho lasciato la corte.

— E morto? Non lo sapevo.

— Mi sembri rattristato, amico mio.

— In un certo senso lo sono. Quali che siano stati i suoi motivi, Glyn e stato il mecenate piu generoso che uno studioso abbia mai avuto. Dopo tutto mi ha nutrito per vent’anni, giusto? Piu di un nobile ha ricevuto lunghe dediche per assai meno. Ma ora vieni dentro. Gavra sara lieta di vederti ed abbiamo una nuova figlia da mostrarti.

Oltre alla nuova nata, Mael aveva anche un altro tesoro da condividere con Nevyn, un libro assai raro che aveva trovato in un tempio di Wmm nel corso di una delle sue rare visite ad Aberwyn. Quella notte, i due fecero a turno nel leggere a voce alta l’antica traduzione di un dialogo scritto da un saggio dei Rhwman, Tull Cicryn, e nei giorni che seguirono piu di una volta rimasero alzati fino a tardi per discutere di quei pensieri risalenti all’Alba dei Tempi.

— Questo libro mi e costato una dannata quantita di denaro — commento Mael. — Gavra ha pensato che fossi impazzito, e forse ha ragione, ma i preti sostengono che si tratta del solo libro di Cicryn che sia sopravvissuto all’esilio.

— E cosi, ed e un peccato che non ne abbiamo altri. La storia antica sostiene che Cicryn era un uomo molto simile a te, un principe dei Rhwmanes che ha perduto il potere perche ha sostenuto il pretendente sbagliato al trono e che ha poi dedicato alla filosofia il resto della sua vita.

— Spero che il suo esilio non sia stato troppo aspro, ma senza di esso forse non avremmo avuto questi Discorsi Tuscani. Intendo includere le sue argomentazioni contro il suicidio nel mio nuovo libro, perche quella sua immagine centrale e decisamente adatta e impressionante, la dove lui afferma che noi siamo come le sentinelle di un esercito, nominate dagli dei per ragioni che non possiamo conoscere, e che quindi uccidersi equivale a disertare dal proprio posto.

— Come mi pare di aver commentato all’indirizzo di un giovanissimo principe, molto tempo fa.

— Proprio cosi — rise con disinvoltura Mael, — e avevi ragione. A questo proposito, c’e una cosa che avevo intenzione di dirti. Se vorrai restare con noi per il resto della tua vita sarai il benvenuto. Non ti posso offrire lo splendore di una corte, ma Cannobaen ha un clima mite d’inverno.

— Sei molto generoso e la tua offerta mi tenta davvero, ma ho dei parenti presso cui andare.

— Parenti? Ma certo, e ovvio che tu abbia dei parenti. Stavo cominciando a pensare che gli uomini del dweomer sbucassero gia adulti dal terreno.

— Come i ranocchi dal fango caldo? Non siamo tanto strani… non del tutto, comunque.

Quando se ne ando, Nevyn sguscio via una mattina all’alba, prima che la famiglia si svegliasse, per evitare a tutti il dolore della separazione. Mentre si allontanava, si giro a guardare il pallido bagliore del faro di Cannobaen che splendeva sulla cima della torre e seppe che non avrebbe mai piu rivisto Mael. Gli sarebbe piaciuto avere davvero dei parenti presso cui recarsi, ma i pochi distanti parenti che ancora gli restavano si trovavano presso una delle varie corti in guerra, che ora lui avrebbe dovuto evitare per qualche tempo: semplicemente, doveva far finta di morire. Dopo parecchi anni, un altro Nevyn l’erborista avrebbe potuto presentarsi di nuovo nei luoghi in cui lui era gia stato senza che ci fossero persone in grado di porre domande imbarazzanti in merito alla sua vita insolitamente lunga.

Incamminandosi, decise di recarsi in qualche villaggio di confine del territorio di Cantrae, dove avrebbe potuto mettere le sue capacita al servizio della popolazione di quel regno lacerato, e si chiese se avrebbe rivisto Brangwen, che forse era gia rinata in un nuovo corpo. Non poteva comunque fare altro che seguire il proprio intuito e lasciare che quella casualita che era qualcosa di piu del puro caso lo guidasse. Con un lungo e doloroso sospiro indirizzo il cavallo sulla strada che portava a nord, sentendosi molto stanco nonostante la sua lunghissima esistenza che ad altri uomini sarebbe parsa una cosa meravigliosa.

Mael, Signore di Cannobaen, e sua moglie Gavra vissero molti lunghi anni felici e infine morirono di vecchiaia a pochi giorni di distanza uno dall’altra. A mano a mano che la sua reputazione di saggezza ando crescendo, lui divenne noto come «Mael il Veggente» e venne cosi inserito in quella categoria di uomini che nell’Alba dei Tempi erano stati conosciuti come «vati». Anche se la gente di Deverry lo chiamava Mael y Gwaedd, nella lingua di Eldidd il suo nome divenne Maelwaedd, un titolo che per lungo tempo venne poi trasmesso ai suoi discendenti.

ESTATE, 1063

Non si deve mai parlare di «vincolare» uno spirito dentro un cristallo o un talismano. Se lo spirito sceglie di servirti in questo modo, cio sara un bene reciproco, perche esso acquisira conoscenza e potere come ricompensa. Lasciamo dunque al Sentiero Oscuro tutti i discorsi di vincolo e di sottomissione.

Dal Libro Segreto di Cadwallon il Druido

Era uno splendido giorno d’estate e il sole scintillava sulle acque del fiume Lit. Lord Camdel, un tempo incaricato del Bagno del Re, cantava mentre cavalcava lungo il fiume… soltanto frammenti di canzoni mescolati senza un ordine preciso perche stava incontrando una notevole difficolta a ricordare le parole. In effetti, aveva difficolta a ricordare qualsiasi cosa, come per esempio perche stesse attraversando quelle solitarie colline della provincia dell’Yr Auddglyn. Di tanto in tanto, quell’interrogativo gli affiorava nella mente, ma per quanto ci riflettesse sopra non trovava mai la risposta e gli sembrava assolutamente giusto essere a centinaia di chilometri dalla corte, con un misterioso pacchetto di gioielli nelle sacche della sella. Sapeva di aver rubato i gioielli, ma non era piu in grado di rammentare il perche o chi fosse stato il loro proprietario.

— Devo essere ubriaco — confido al castrato sauro che montava, — ma perche sono venuto proprio qui ad ubriacarmi?

Alcuni chilometri piu avanti la strada che seguiva il fiume descriveva una brusca svolta e nell’aggirarla Camdel scorse tre uomini a cavallo che… lo sapeva, anche se in modo confuso… lo stavano aspettando. Naturalmente di trattava di Sarcyn e di Alastyr, e il terzo uomo doveva essere il fratello di Sarcyn! Senza dubbio doveva quindi essere venuto fin li per comprare dell’oppio con i gioielli. Finalmente tutto cominciava ad avere un senso.

— Ben incontrato, amico mio — lo saluto Alastyr. — Sei pronto a venire con noi?

Camdel apri la bocca per assentire, ma in quel momento un pensiero improvviso gli affioro nella mente.

Non seguirli! esso gli ingiunse. Ti faranno del male!

Quel pensiero fu cosi intenso e urgente che senza neppure soffermarsi a riflettere Camdel assesto uno strattone alle redini per far girare il cavallo.

— Fermo! — esclamo Sarcyn, spronando per raggiungerlo. Fuggi! urlo la voce

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