avrebbe significato che si sarebbe trovata di continuo forzatamente in contatto con cose strane che non era in suo potere controllare o influenzare. Poi si ricordo di Nevyn e del fatto che stava arrivando.

Piu di una volta aveva avuto modo di vedere il vecchio contattare gli altri maestri del dweomer attraverso il fuoco. Per quanto ne sapeva, quella era una cosa che soltanto un maestro poteva fare, preclusa a chi come lei era ignorante in materia, ma si alzo lo stesso e si avvicino lentamente alle candele ammassate nei candelabri. Durante quel suo primo consapevole tentativo di servirsi del dweomer si senti dapprima stupida, poi imbarazzata e infine spaventata, ma si costrinse a fissare le fiamme e a pensare a Nevyn. Per un momento fu consapevole soltanto dell’oscurita della propria mente, poi uno strano genere di pressione si ando creando contro qualcosa di inspiegabile, proprio come quando capita di dimenticare un nome che si conosce bene e si fruga nella mente con assoluta frustrazione per quell’improvviso vuoto di memoria.

La sua paura ando aumentando, paura di usare il dweomer, paura di chi la stava braccando, e continuo a crescere fino a quando lei ricordo di colpo qualcosa che in qualche modo aveva sempre saputo, e cioe che la paura era la chiave che le serviva, che un sentimento intenso era lo strumento per infrangere le mura presenti nella sua mente.

— Nevyn! — grido. — Aiutami!

Un momento piu tardi vide, nitido e danzante sulla fiamma delle candele, il volto del vecchio con le sopracciglia cespugliose alzate in un’espressione di sorpresa e lo sguardo preoccupato.

— Siano ringraziati gli dei che mi hai chiamato — scandi la sua voce nella mente di Jill. — Da giorni stavo cercando di raggiungerti.

Il suo tono era cosi pratico che Jill scoppio in una risatina quasi isterica.

— Cerca di restare calma, altrimenti perderai la visione — l’avverti lui, in tono brusco. — Pensa a cio che stai facendo come ad un combattimento, bambina. Tu sai come concentrare la tua volonta.

Adesso che Nevyn lo aveva detto, lei si rese conto che era vero: si trattava di una concentrazione molto simile a quella fredda e letale che lei evocava nello studiare le mosse di un avversario.

— Prima ti stavo osservando e ho visto quell’uomo avvelenarsi — prosegui Nevyn. — Non mi meraviglia che tu sia tanto turbata. Ora ascolta: i nostri nemici sembrano essere dannatamente forti. Tu sai che cosa vogliono?

— Quell’opale che ho con me, o armeno credo che si tratti dell’opale, perche quel piccolo bastardo continua a cambiare forma.

Nevyn ridacchio in maniera tale che Jill senti evaporare la propria paura.

— E l’opale, non ci sono dubbi, e ammetto che gli spiriti che lo custodiscono tendono a volte ad essere irritanti. Vedi, quella pietra e un talismano delle nobili virtu, e gli spiriti prendono un po’ troppo sul serio la virtu dell’orgoglio. Ma dimmi, l’ombra di quell’uomo morto e venuta a disturbarti?

— Non lo so. Qualcuno lo ha fatto. Ti ho chiamato perche pensieri estranei continuavano a infilarsi nella mia mente e sentivo qualcuno che mi braccava.

— Allora non si tratta di lui. Non ti preoccupare, porro io un sigillo su di te. Ora va’ a dormire e riposa, bambina. Io sono quasi a Dun Hiraedd.

L’immagine svani. Anche se si distese sul letto, Jill lascio le candele accese e poso la daga d’argento sul cuscino; era certa che non si sarebbe mai addormentata, ma di colpo si sveglio in una stanza piena di sole. Fuori, nel corridoio, senti un paggio fischiare, e quel semplice suono umano le parve la musica piu bella che avesse mai udito. Alzatasi, si accosto alla finestra: in basso la luce del sole batteva sugli uomini che andavano e venivano ridendo e chiacchierando, e adesso sembrava impossibile credere alle battaglie condotte con il dweomer. Lei sapeva pero che la notte precedente aveva usato la sua volonta per contattare Nevyn tramite il fuoco… con un brivido si allontano dalla finestra e si affretto a vestirsi, perche voleva avere altra gente intorno.

Una volta che fu scesa nella grande sala il ricordo della paura si ritrasse al limitare della sua mente. Gli uomini della banda di guerra sedevano ai tavoli intenti a fare colazione scherzando fra loro, mentre i servi si affaccendavano avanti e indietro, e Blaen era di ottimo umore, tanto che prese a chiacchierare con lei come se avesse del tutto dimenticato lo straniero che si era avvelenato nella sua citta. Intorno a loro, i funzionari di corte, il ciambellano, il bardo e i consiglieri vennero a turno a dare il buon giorno al loro signore, indirizzando a lei un grave inchino. Jill fu contenta di vedere che Blaen stava bevendo birra e non sidro con la colazione; mentre mangiava, il gwerbret spezzo un pezzo di pane dolce con le noci e glielo porse con un gesto gentile.

— Ah, mi fara piacere rivedere mio cugino — osservo. — Abbiamo passato insieme molti bei momenti quando eravamo ragazzi. Eravamo tutti e due paggi a Dun Cantrae, e il vecchio gwerbret era un tipo piuttosto rigido, per cui noi ci divertivamo a organizzare uno scherzo dopo l’altro. — Blaen s’interruppe e sollevo lo sguardo quando un paggio gli si avvicino con passo affrettato. — Cosa c’e, ragazzo?

— Fuori c’e uno strano vecchio, Vostra Grazia. Dice di doverti vedere immediatamente per una questione della massima importanza ma e vestito come un mendicante e sostiene che il suo nome e nessuno.

— E Nevyn, sia resa grazie a tutti gli dei! — esplose Jill.

— Conosci quest’uomo? — domando Blaen, sorpreso.

— Si, e prego Vostra Grazia di parlare con lui, nell’interesse di Rhodry, oltre che nel mio.

— D’accordo, allora. Accompagnalo dentro, ragazzo, e ricorda di essere sempre cortese con chi e anziano, trasandato o meno che sia.

Mentre il paggio si allontanava Jill rabbrividi, assalita dalla sensazione che la soleggiata e affollata sala fosse divenuta d’un tratto irreale. Quasi avesse avvertito il suo cambiamento d’umore Blaen si alzo in piedi e fisso con espressione leggermente accigliata la soglia da cui Nevyn era appena sbucato; il vecchio avanzo verso di lui con il lacero mantello marrone che gli si agitava sulle spalle e s’inginocchio in segno di omaggio con una facilita che piu di un giovane cortigiano gli avrebbe di certo invidiato.

— Domando perdono per aver richiesto l’attenzione di Vostra Grazia, — disse, — ma si tratta di una cosa davvero urgente.

— Qualsiasi uomo che la richieda ha diritto alla mia giustizia. Cosa turba il tuo cuore, buon signore?

— Quell’uomo che si e avvelenato la notte scorsa.

— Dei! — esclamo Blaen, stupefatto. — La notizia si e gia diffusa cosi in fretta?

— Si, Vostra Grazia, per coloro che hanno orecchi per sentire. Sono venuto per risparmiarti la fatica di seppellire quello stolto. Sai dove si trova il suo corpo?

— Dimmi, e un tuo parente?

— Ecco, si potrebbe anche dire che lo e, visto che ogni clan ha la sua pecora nera.

Perplesso, il gwerbret scocco un’occhiata a Jill.

— Per favore, Vostra Grazia, facciamo come dice lui — supplico lei.

— D’accordo, allora. Non puo certo venirne nulla di male.

Consumato com’era dalla curiosita, Blaen scorto di persona Nevyn e Jill nella sala delle guardie, interrogando una di esse. Risulto che il cadavere era stato avvolto in una coperta e deposto in una baracca usata di solito per immagazzinare la legna da ardere: insieme, Nevyn e Jill lo trascinarono fuori sull’acciottolato, poi Nevyn gli si inginocchio accanto e tiro indietro la coperta per osservare la faccia del morto.

— Non lo riconosco — disse infine, — e in un certo senso questo e un brutto segno.

Sedutosi all’indietro sui talloni appoggio quindi le mani sulle cosce e rimase a lungo a fissare il corpo con un atteggiamento cosi rilassato e lo sguardo cosi appannato da far supporre a Jill che fosse entrato in trance. Di tanto in tanto, la sua bocca si mosse senza emettere suoni, come se stesse parlando con qualcimo, e alla fine lui sollevo lo sguardo scuotendo il capo per poi rialzarsi con espressione triste.

— Questo era un povero pesce piccolo — disse, — intrappolato in una rete non sua. Bene, e ora di avviarlo al riposo che gli spetta.

Segnalando a Jill e a Blaen di trarsi indietro, Nevyn si pose davanti alla testa del cadavere e sollevo le braccia come se stesse pregando il sole, mantenendo a lungo quella posizione con espressione concentrata prima di abbassare lentamente le mani in un arco che le porto a indicare con la punta delle dita il morto disteso sull’acciottolato. Dal corpo si levo allora un fuoco innaturale e spettrale, fatto di irregolari lingue azzurre e argentee; Nevyn pronuncio poi tre parole incomprensibili e le fiamme divennero incandescenti, alzandosi ancora di piu. Con un’imprecazione, Blaen sollevo un braccio a proteggersi il viso ed anche Jill si copri gli occhi con le mani mentre le giungeva all’orecchio un gemito tormentato, un lungo sospiro che esprimeva terrore e al tempo stesso, incomprensibilmente, sollievo, proprio come quello di un ferito che sapesse di essere prossimo a trovare nella morte la liberazione dalla sofferenza.

Вы читаете L'incantesimo dei druidi
Добавить отзыв
ВСЕ ОТЗЫВЫ О КНИГЕ В ИЗБРАННОЕ

0

Вы можете отметить интересные вам фрагменты текста, которые будут доступны по уникальной ссылке в адресной строке браузера.

Отметить Добавить цитату