— E fatta! — esclamo Nevyn. — E finita.

Jill sollevo lo sguardo in tempo per vederlo battere tre volte il piede contro il terreno: adesso al posto del corpo restava soltanto una manciata di cenere bianca. Ad uno schioccare delle dita di Nevyn una brezza leggera si levo a disperdere anche quelle ceneri, per poi cessare improvvisa com’era sorta.

— Adesso la sua anima e libera dal corpo e in viaggio verso l’Aldila — spiego Nevyn, quindi si giro verso il gwerbret e aggiunse: — Nel rhan di Vostra Grazia stanno succedendo cose davvero strane.

— Non ne dubito — balbetto Blaen. — Per il nero posteriore del Signore dell’Inferno, quello cos’era?

— Dweomer, naturalmente. Cosa credevi che fosse?

Pallido in volto, con la bocca contratta, Blaen indietreggio di un passo, e Nevyn gli indirizzo un sorriso paziente e gentile, come quello che una madre rivolge ad un figlio che si sia imbattuto in qualcosa che e troppo giovane per capire.

— E tempo che nel regno tutti apprendano la verita sul dweomer — prosegui, — e Vostra Grazia avra il privilegio di essere uno dei primi. Ora vorresti permettere a me e a Jill di congedarci da te per un po’? Ho questioni urgenti da sbrigare in citta.

Blaen abbasso lo sguardo sull’acciottolato, ancora intriso di calore, e rabbrividi.

— Se il mio signore lo desidera — replico, elevando bruscamente il rango di Nevyn, — io non ho obiezioni.

Nevyn infilo subito il braccio sotto quello di Jill e la condusse via con decisione.

— Sono dannatamente contenta di vederti — osservo lei. — Ho avuto una paura terribile.

— E ne hai avuto motivo. Ora ascoltami, bambina: il pericolo non e ancora cessato, quindi restami vicino e fa’ esattamente quello che ti dico.

Jill si senti quasi prossima a piangere per la delusione, perche aveva creduto che una volta che il vecchio fosse arrivato i rischi sarebbero cessati.

— Quando ho evocato la tua immagine, ti ho vista proteggere Ogwern il ladro — continuo Nevyn. — Accompagnami da lui: se tu hai passato dei brutti momenti, la scorsa notte, sono certo che anche ad Ogwern e successo lo stesso. Qualcuno ti stava tormentando per vendicarsi della morte di Evy.

— Evy? Come sai il suo nome?

— Me lo ha detto lui poco fa, naturalmente. Dal momento che era morto ormai da qualche tempo non mi ha potuto rivelare molto di piu, perche la sua ombra stava gia cominciando a indebolirsi e a dissolversi, quindi l’ho mandato incontro al suo giudizio anche se mi sarebbe piaciuto cavargli qualche altra informazione.

Quei discorsi di spettri indussero Jill a irrigidirsi per la paura.

— Suvvia — la rassicuro pero Nevyn, — e una cosa del tutto normale, ma questo non e il momento piu adatto per spiegarti ogni cosa. Vediamo prima cosa e successo ad Ogwern.

Quando arrivarono al Drago Rosso scoprirono che Nevyn aveva ragione ad essere preoccupato, perche il locandiere spaventato spiego loro che Ogwern si era sentito male la notte precedente e si trovava nelle sue stanze. Mentre si affrettavano a raggiungere la bottega del sarto Jill si tenne nei vicoli meno frequentati per innato sospetto nei confronti delle guardie cittadine e per timore del fratello di Evy. Quando bussarono alla porta di Ogwern fu l’Airone che venne ad aprire.

— Ho sentito che Ogwern stava male — spiego Jill, — ed ho portato un erborista di cui possiamo fidarci.

— Siano ringraziati gli dei — replico il giovane, con sincera devozione. — E stata una notte orribile. Non avrei mai creduto di poter essere lieto di vedere una dannata guardia, ma se Sua Grazia non avesse messo di sentinella alla porta quel tizio robusto giuro che Ogwern si sarebbe gettato dalla finestra.

Nevyn annui con espressione cupa, quasi si fosse aspettato proprio una cosa del genere. Una volta dentro trovarono Ogwern disteso a letto con una logora coperta azzurra tirata su fino al collo massiccio; anche se aveva lo sguardo fisso al soffitto, il re dei ladri appariva piu terrorizzato che malato.

— La scorsa notte e stato come trovarsi nel terzo inferno — spiego l’Airone. — Stavamo bevendo un boccale al Drago Rosso quando di colpo lui ha cominciato a tremare e a farneticare.

— Non ne voglio sentir parlare — intervenne Ogwern, tirandosi la coperta sulla testa. — Lasciatemi libero di morire in pace, tutti quanti.

— Non stai per morire — ribatte Nevyn, secco. — Io sono un erborista, buon signore, quindi abbassa quella coperta e descrivimi i tuoi sintomi.

La coperta scivolo verso il basso quanto bastava per rivelare gli occhi scuri di Ogwern.

— Sto impazzendo. Oh, malvagia, malvagia, malvagia sorte. Preferisco morire piuttosto che impazzire, quindi preparami un veleno indolore, erborista.

— Non faro nulla del genere, percio smettila di dire sciocchezze e parlami di quanto e successo.

— Ecco, in verita non so cosa dire. All’improvviso sono stato assalito dal terrore, mio buon signore, ed ho cominciato a tremare e a sudare. Sapevo di essere perduto, capisci, ero certo che sarei morto qualsiasi cosa avessi fatto. — Ogwern s’interruppe poi aggiunse, con voce fievole: — Non avevo mai provato un simile terrore in tutta la mia vita.

— E subito dopo ha cominciato ad urlare che era meglio morire in fretta che lentamente — intervenne l’Airone. — Ha afferrato la sua daga, e noi gli siamo saltati addosso per disarmarlo, poi io e un paio dei ragazzi lo abbiamo accompagnato qui, piu o meno quando e arrivata la guardia del gwerbret. Dopo che ha tentato di buttarsi dalla finestra lo abbiamo legato al letto, ma lui ha continuato a delirare e a urlare che voleva morire.

— Ah, comincio a capire — commento Nevyn. — Poi all’alba si e improvvisamente calmato.

— Infatti. — Ogwern si sollevo a sedere con espressione d’un tratto speranzosa, rivelando cosi di essere completamente vestito sotto le coperte. — E stata una cosa improvvisa come il cadere della febbre.

— Esatto, ma non si trattava di febbre, bensi di veleno. Ogwern, tu devi avere in citta un nemico che ha messo una particolare sostanza nelle tue bevande, l’oleofurtiva tormenticula smargeddinni — dichiaro il vecchio, scandendo con gusto quel nome imponente. — Per fortuna, la tua mole ti ha salvato da una dose letale. Quel veleno crea squilibrio negli umori, dando la prevalenza a quelli caldi e umidi su quelli secchi e freddi, su cui poggiano le facolta razionali. Quando il corpo comincia a risentire degli effetti del veleno, la mente non e in grado di capire cosa sta succedendo e non riesce a reagire razionalmente, e in questo modo il veleno raddoppia il suo effetto.

— Oh, dei! — sussurro Ogwern. — Una cosa davvero infernale, buon signore.

— D’ora in poi devi stare sempre in guardia. Quanto ai residui del veleno, per due settimane mangia soltanto cibi freddi e asciutti, come pane, mele, la parte bianca del pollo, il tutto a freddo. In questo modo purificherai gli umori.

— Lo faro, buon erborista. Oh dei, ho visto la morte davvero da vicino.

Dal momento che non stava per morire, Ogwern si decise ad alzarsi dal letto e insistette per pagare Nevyn con una moneta d’argento.

— In un certo senso e un peccato che non sia malato — osservo poi, con aria cupa, — perche cosi questo pomeriggio dovro affrontare quel dannato gwerbret. Ascolta, Jill, di il meno possibile e attieniti al fatto di aver agito come mia guardia del corpo, lasciando il resto a me.

— Ha dedicato ore all’elaborazione di questa storia — interloqui l’Airone. — E un vero capolavoro.

Quando se ne andarono, Nevyn insistette per passare dal tempio di Bel che sorgeva vicino al fiume per deporre la moneta di Ogwern, di certo rubata, nella ciotola delle donazioni per i poveri, e mentre camminavano Jill continuo a guardarsi nervosamente intorno, quasi aspettandosi di vedere nemici balzare fuori dalle mura delle case.

— Nevyn, come ha fatto il fratello di Evy a far arrivare il veleno nella birra di Ogwern? — chiese.

— Cosa? Oh, e evidente che riesco a mentire con la stessa disinvoltura di una daga d’argento se anche tu hai creduto a quelle sciocchezze. Ho inventato tutto sul momento per tranquillizzare Ogwern: ha bisogno di stare in guardia, ma non potevo dirgli la verita perche non ci avrebbe creduto.

— Vuoi dire che non si e trattato realmente di veleno?

— No. Il nome che ho usato era formulato nell’antica lingua dei Rhwman e significava piccolo tormento color smeraldo per ladri grassi.

— Allora cosa e successo?

Nevyn si guardo intorno lungo la riva del fiume. A parte due ragazzi fermi vicino al bordo dell’acqua e intenti a sorvegliare il bestiame al pascolo, nelle vicinanze non c’era nessuno.

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