ci vedo meglio. Voi mettetevi in catena dietro di me.

— E piu di un’ora che non mi chiami Bullo.

Molti momenti piu tardi (non un tempo misurabile), mentre la Compagnia avanzava in quella che per Demetrios era una galleria di tenebra ininterrotta, con le dita agganciate alla cintura di Garth, la mano di Solitaire nella sua, gli altri come anelli di una catena di nervi che per un po’ faceva di loro un unico corpo, la voce sommessa di Frankie arrivo a Demetrios: — E tu non chiamarmi piu Peste. — Poi, qualche volta, la voce di Frankie avvertiva, abbastanza chiara perche la sentisse anche Bosco, in fondo alla fila: — Camminate di traverso, — oppure: — Rovi, rovi. — Oppure: — Un tronco abbattuto, non cadete. — Poi finalmente (dopo un tempo non misurabile): — Il cervello della banda vede il chiaro di luna, piu avanti… — E un’onda leggera d’ilarita scorse lungo tutta la Compagnia, poiche lo stesso Frankie aveva passato la sua osservazione con una risata.

Entrando nella radura pallida dietro a Garth e a Frankie, Demetrios non vide subito la casa infestata, perche era accovacciata nell’angolo piu buio dello spazio rischiarato dalla luna, dove la foresta l’aveva stretta con braccia di vite selvatica, e aveva spinto nel cortile anteriore un pino che adesso era alto il doppio dell’edificio, senza riuscire tuttavia a catturare ancora quella cosa antica. I suoi occhi scoprirono una pennellata di luce lunare su una superficie di ardesia che non era stata la natura a disporre, e tre occhi di finestre senza vetri sopra l’urlo muto di un vano senz’uscio. Garth disse, meditabondo: — Dentro, i pavimenti sono di pietra. I semi non ci possono trovare neanche una crepa, altrimenti avrebbero fatto come quel pino, dovunque arriva un raggio di sole.

— Stile coloniale? — disse Demetrios. — Per Dio, credo di si. Non ho mai saputo che ci fosse. Avrei potuto inventarle una storia apposta.

— Non c’era ragione di saperlo, — disse Garth. — Adesso siamo a piu di un miglio dalla Strada del Sud, e qui non viene mai nessuno. Che cos’e lo stile coloniale?

— Tempo Antico molto antico, prima di… diciamo, dell’eta delle meraviglie. Questa casa puo essere stata costruita piu di trecento anni fa.

— C’e una casa coloniale nella Citta Interna, — disse Angus. — La tengono in perfetto stato. Si chiama Museo Olandese.

— Olandese, — disse Bosco. — E un altro nome di quei maledetti indiani. No, ho visto una vecchia casa a Albany, mi pare che la chiamassero coloniale, solo che il governo non permetteva di entrarci.

Solitaire rabbrividi nel cavo del braccio di Demetrios; Babette aveva fatto il segno della Ruota. — Ah, quelli che abitavano qui erano solo esseri umani, — disse Demetrios, — e morti da molto tempo; e questo e solo un edificio che non va facilmente a pezzi. — Una civetta lancio il suo richiamo e usci svolazzando da una finestra, per portare un’ombra attraverso la luna. — I muri sono robusti, Garth?

— Sono robusti… pietra. Dentro resta un poco di intonaco e di rifiniture di legna, qualcuno deve avere rubato tutto un po’ per volta. Anche le tegole del tetto, dietro non ce n’e quasi piu… No, Frankie, no! — Perche Frankie si era avvicinato al vano nero della porta e parlava come un gufo: — Tuuuu… chi e? Tuuu… chi e? — E alla protesta di Garth rispose: — Perche, non dobbiamo entrare?

La casa infestata stava serena nei suoi trecento anni. Udirono mormorare arpe eolie, un fruscio della fauna modesta che in quel secolo aveva deciso di stabilirsi li. Il Professore raggiunse Frankie sulla soglia, con aria protettiva. Bosco stava borbottando: — Abbiamo qualcosa per far luce? Il posto non mi spiacerebbe, con un po’ di luce.

— Nel mio zaino ho qualche torcia di pino con il portatorcia, — disse Garth.

— Solitaire puo accenderne una, — disse Solitaire.

— Va bene. — Tutti, incluso se stesso, penso Demetrios, avevano aspettato quell’approvazione di Angus. Al riparo della giacca allargata di Angus, Solitaire accese una fiamma con esca e acciarino. Due visi dorati si fronteggiarono, in una loro isola di luce. Solitaire era cosi immersa nelle sue scoperte che Garth dovette toccarle la mano, per ricordarle la torcia ch’egli reggeva, in attesa.

A modo loro erano buone invenzioni: rami di pino fasciati di stracci, talvolta impregnati di olio di pino… o trementina, se insistete. Il ramo e aguzzo, in modo che lo si puo infilare in una specie di candeliere, che puo essere piantato nel terreno, oppure in una grappa a muro; intorno al foro c’e una guardia, come l’impugnatura di un fioretto, per proteggere la mano di chi lo regge. Una buona torcia brucia bene e con calma per diverso tempo. L’era dell’elettricita avrebbe potuto facilmente produrre in massa quegli oggetti, per venderli come antichita, ma la storia dice che, a suo danno eterno, non li produsse… per via del pericolo degli incendi.

Garth levo alta la sua buona torcia. La Compagnia lo segui nella casa silenziosa.

CAPITOLO 10

… SE POSSO INSEGNARVI A ESSERE PAZIENTI…

Quelli che credono che tutto sia gia stato detto e fatto, ti saluteranno come nuovo, eppure chiuderanno la porta dietro di te. E poi ripeteranno che tutto e gia stato detto e fatto.

Eugene Delacroix, DIARIO, 1824.

La torcia di Garth, incuneata in un alare del camino, spandeva la sua luce sul volto di Angus, che stava seduto e aveva Brand sdraiato accanto a se. Demetrios guardava quella cara immagine con occhi assonnati. E il veleno della gelosia, le esigenze, il peccato della possessivita? Senza dubbio un vecchio poteva mantenere il proprio cuore immune da queste follie, almeno tra quella gente tanto dolce. L’affanno deve bruciare, inevitabilmente, perche c’e uno che ama ed uno che e amato? Bisogna trovare una compensazione. Per Angus e Solitaire era un po’ diverso: per qualche tempo sarebbero stati arsi entrambi dalla stessa febbre. Ricordava che qualcosa di simile, un tempo, aveva sfolgorato per lui e per Elizabeth di Hartford, e forse avrebbe ancora avuto un po’ di calore, se ella non fosse morta. La morte l’aveva disperso, e adesso egli si accorgeva che non riusciva a ricordare bene il colore degli occhi di Elizabeth.

Il liuto del Professore inviava domande negli angoli pieni di ragnatele, mandando gli echi a giocare a rimpiattino. La piccola torcia apriva sull’infinito il soffitto della grande stanza. Solitaire sedeva accanto a Demetrios sulla loro coperta, e Babette stava a gambe incrociate, dall’altra parte, e la sua ombra grassoccia danzava sul muro insieme alle ombre di Angus e di Solitaire; Demetrios poteva guardare la sua faccia larga e buona, voltandosi indietro. Ne avrebbe sentito la mancanza, se si fossero diretti all’ovest tra le foreste. Avrebbe sentito la mancanza di Madam Estelle, delle ragazze, e persino di Nuber, alla quale aveva affidato quarantasette anni della sua vita.

Bosco, sempre pronto ad arraffare tutte le comodita possibili, si era arrotolato nella coperta di Garth, mentre questi e Frankie facevano il primo turno di guardia. Poi Angus e Bosco avrebbero vegliato fino alle prime luci e poi, aveva proposto Angus, si sarebbero avviati per una strada tra le foreste, che si snodava a sudovest della casa infestata, mantenendosi per il primo tratto parallela alla Grande Strada del Sud, che, fino ai confini di Katskil, sarebbe stata malsicura per i fuggiaschi. Garth e Frankie, una volta avevano percorso quella strada tra i boschi per un miglio, quando erano scappati di casa. A quei tempi la loro madre era ancora viva, e l’amore e la coscienza li avevano spinti a tornare indietro.

Prima che cadesse l’ultimo fiore della torcia, Demetrios si addormento. La modesta locomotiva sbuffava e avanzava verso ovest, con il fumaiolo panciuto, verso ovest, oltre Aberedo, sferragliando e tossendo polvere. Si fermo a un serbatoio d’acqua, dove un uomo con il nome Abel Kane ricamato sulla tuta avverti il macchinista: — Attento, uomo, la scarsita d’acqua e terribile. E che Loro l’adoperano per coprirci la terra, e non ne resta molta. Non si puo rimettere indietro l’orologio ai tempi di Noe, nossignore. Probabilmente nessuno sapra come si ritrova fino a quando Loro avranno fatto… uhm… la finalizzazione idraulica.

(Io che scrivo so bene come mi ritrovo. Il mio problema e sapere dove non mi ritrovo.)

La donna con la cesta della spesa si sporse davanti a Demetrios per chiedere a un contadino sordo: — Che cos’ha detto quell’uomo? — Una bambina triste, con le adenoidi e il gozzo, seduta di fronte, guardava senza sorridere mai. Demetrios rispose per il sordo, o almeno avrebbe voluto farlo: — Andiamo a Hesterville, a vedere la Scarsita d’Acqua. — La donna non lo ascoltava. La madre della bambina triste fissava Demetrios con antipatia. Ma

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