Un rumore soffocato nella stanza di Putney… dopo un attimo la porta si apri, rivelando una piu forte luce di candele e Putney che giaceva sulla sua branda, ad occhi sbarrati, legato e imbavagliato. Un ragazzo, un cane e un uomo si precipitarono alla porta della cella, mentre Garth restava a far la guardia a Putney. Angus si sfilo la maschera fatta con una calza e la ripose nella giacca grigia. Accanto a lui, rigido e con il pelo irto sul dorso, Brand studiava il buio e gli odori. — Accidenti! — Angus stava lottando con la chiave.
— Forse non e quella giusta, — disse Frankie, a ragione. Angus spalanco l’uscio. — Il cervello della banda, — disse il ragazzo con la maschera.
Angus strinse Demetrios in un rapido abbraccio, baciandogli le guance ispide. — Temevo per te. Ti hanno? …
— No, niente di male. Sto benissimo. — Lo stordimento turbinava in lui. Chi sa riconoscere la gioia e il dolore al momento della loro presenza? Solo le intensita diverse della luce; piu tardi, ricordando, diamo loro un nome. — Questo e Bosco, che vuole venire con noi. Conosce le foreste e le strade, e posti che non abbiamo mai sentito nominare.
— Avvicinati un po’ di piu, Bosco, ti dispiace? Sono miope. — Bosco entro nel campo dell’implacabile ispezione. Angus, il ragazzo cortese e confuso di ieri non era sparito, ma semplicemente nascosto in Angus il comandante, perche non c’era tempo per lui. — Bene… bene. Vieni con noi. — Sembrava che nessuno contestasse ad Angus il diritto di decidere. In quella situazione critica, qualcuno doveva essere li, pronto, con un si o un no razionale: tanto valeva fosse Angus, il quale diceva che il potere fa schifo, ma ne capiva l’esercizio.
— Sono dentro per aver rubato un maialino da latte, Mister.
— Magari ti chiedero di insegnarmi come si fa. Ne e rimasto un po’?
— L’hanno preso i poliziotti. — Bosco guardava nella cella numero uno, e quando Demetrios stava per raggiungerlo, gli borbotto sottovoce: — Tieni lontano il ragazzo.
L’uomo nella cella numero uno era disteso nudo sul pavimento, a bocca aperta, il sangue raggrumato sulle ferite; il suo petto era immobile, e Demetrios lo conosceva. Demetrios si volto e passo un braccio intorno alle spalle di Frankie. — Andiamo a parlare con Garth. — Passando davanti ad Angus, indico la cella numero uno con un movimento degli occhi. — Holman Shawn.
Nella stanza di Putney, Garth stava di guardia alla porta d’ingresso: dai fori della maschera scintillava un fuoco azzurro. — Tutto bene, uomo Demetrios?
— Tutto bene, Garth.
— Del tuo sogno, mia zia ha detto… — Garth lancio un’occhiata alla faccia arrossata e attenta di Putney. — Beh, piu tardi.
— Voglio le mie vitamine, voglio le mie vitamine.
— Le avrai, le tue vitamine, nonno, — disse la voce cordiale di Bosco.
— Davvero? Dio ti benedica.
Dalla curva del braccio di Demetrios, Frankie alzo gli occhi e fece una domanda che era gia una risposta: — Cosa c’era nell’altra cella, che non volevi lasciarmi vedere?
Demetrios ricordo: a dodici anni solo uno sciocco non sa che l’altra faccia della medaglia e il dolore; e Frankie non era uno sciocco. — Un morto, Frankie… Era un abramita. L’hanno lasciato li dopo averlo picchiato. L’hanno lasciato morire. — Frankie sbarro gli occhi insondabili: l’oceano non pensa al perdono. — E l’altra faccia, Frankie. L’altra faccia del giorno piu avventuroso delle nostre vite.
CAPITOLO 9
VENGO SOLO PER VEDERTI PARTIRE
Dicono che un artista deve rappresentare i suoi tempi. Non dicono perche; forse pensano che sia lo specchio a creare l’immagine. Se l’artista protesta, Procuste e sempre la pronto con la sua fida sega arrugginita.
Spesso nella notte, a Nuber, dal suolo si leva una nebbia, che fluisce intorno alle case solitarie… le case lo sono sempre: isole che la gente ha messo insieme a palate, come luoghi di riposo lungo il viaggio. La nebbia assorbe il tocco terreno dei passi, il suono delle risate sottovoce, i mormorii d’amore e d’incoraggiamento. La nebbia e un’ambiguita e una meraviglia. La si respira come un vapore e si diventa, diciamo, piu saggi; nella nebbia si trova almeno una saggezza confusa, una capacita di dire quello che non si direbbe mai alla luce del giorno o sotto gli inviti stravaganti della luna.
Lungo i viali e le strade dove anche gli alberi dormicchiavano, la nebbia salita dal suolo si univa a un vapore che arrivava a ondate da oriente, dal varco tra le colline. La notte odorava d’aria salmastra, della selvaggia solitudine dell’oceano. La nebbia cedeva talvolta alla persuasione d’una candela ancora accesa a una finestra, oppure si diradava per rivelare la spinta dell’angolo di un edificio, di un palo per legare i cavalli, di una staccionata. In quella traversata, Garth e Frankie erano le guide. A Demetrios davano l’impressione di un mondo medievale: gli archi di frassino e le faretre facevano parte di loro, pratici come il fucile d’un soldato del ventesimo secolo. Entrambi conoscevano ogni giravolta come una volpe conosce la sua collina, conoscevano ogni passo, dalla triste baracca in cui erano nati, all’ombra del Muro di Re Brian, fino alla Grande Strada del Sud. La sezione dove i Giardini finiscono e lasciano che la citta si sollevi contro al Muro viene chiamata Outer Wall Street; alcune baracche si appoggiano a quella massa, e la pioggia sgocciola attraverso le giunture raffazzonate. Il padre dei due ragazzi, quando lavorava, raccoglieva per le strade il letame, e lo vendeva agli agricoltori a prezzi da fame.
Demetrios li seguiva e di tanto in tanto toccava le loro camicie o le loro borse, per trarne conforto. Il bastone di noce soddisfaceva la sua mano destra. Dietro di lui venivano Angus, Brand e Bosco.
— Dobbiamo arrivare lontano, stanotte? — Appena ebbe finito di parlare, Demetrios si irrito di quel suono lagnoso che gli era uscito dalla gola. Angus non poteva avere dormito per tutta la notte precedente, quand’era incominciata l’epurazione; doveva avere attraversato i confini dell’inferno, mentre Demetrios se ne stava comodo a letto con Solitaire e il Professore.
— Non molto lontano, Demetrios, — rispose gentilmente Angus. — Abbiamo pensato, dopo aver raggiunto gli altri, di andare avanti fino alla casa infestata, che e piuttosto lontana dalla Strada del Sud, e di fermarci la a riposare, almeno fino alle prime luci. Ho sentito che nessuno ci si avvicina, per paura dei fantasmi.
— Va bene.
— Ma non dobbiamo restarci molto, Mister Angus, — disse Garth. — Loro potrebbero lanciare i cani sulle tracce di Demetrios o sulle tue, e i cani di solito non si fanno fermare dai fantasmi, e neanche gli uomini, almeno di giorno.
— Persino nella Citta Interna c’e qualcuno che non ci crede. — Il tono della voce di Angus non era tutto divertimento. — Come me.
— Davvero? — La voce di Garth era turbata, e il turbamento venne riecheggiato da un incerto suono gutturale, da parte di Bosco, laggiu in fondo nel buio… non era un buio pesto: la luna esercitava il suo potere sulla nebbia, e i viaggiatori avevano l’impressione di essere nuotatori che salgono alla superficie, in nuove dimensioni di respiro e di movimento. — Uomo Demetrios, mia zia ha interrogato il libro sul tuo sogno. Il libro ha detto che la
