— Vedremo, — disse Garth, e la faccia di Frankie si allontano nell’oscurita, come una candela che si spegne.
Bosco disse: — Hai dei veri amici, tu. — Lo disse in tono d’invidia.
— Vieni con noi? Un altro amico ci farebbe comodo.
— A tua disposizione. Dove pensi che andrete?
— All’ovest… ah, non so. Dovremo decidere tutti insieme. Io sogno di andare all’ovest… eppure tutti i posti che conoscevo sono sott’acqua.
— Come i Nomadi di Gammo… li ho sempre in testa. Tu sei uno di quelli del Tempo Antico?
— Avevo tredici anni, quando caddero le bombe. Amavo un mondo, nell’altro mi sento perso. Ma quello vecchio non c’e piu. Bisogna seguire la corrente del tempo.
… Quel giorno la mia Madam Estelle non scrisse altro sul diario, sebbene non avesse bevuto lo spirito di granturco; anzi quel pomeriggio bevve pochissimo te. Alle sette la casa era piena di clienti, e le ragazze lavoravano a pieno ritmo, e fino a quel momento Madam Estelle era stata occupata, troppo occupata e preoccupata per scrivere la Storia della sua Vita, e lo sono anch’io, io che scrivo questo libro, perche devo dire come Angus, figlio di Steven, si presento alla porta secondaria della Casa di Madam Estelle, come un fornitore o un mendicante, e venne fatto entrare dalla ragazza chiamata Solitaire, la quale vide che l’angoscia e la collera gli rodevano il cuore e le viscere, e la stanchezza lo vinceva, e il suo grande cane grigio non poteva proteggerlo. Raccontarlo mi da da fare e mi preoccupa — e sempre cosi, con le passioni — dovrei scolpire il Padrenostro sui noccioli di ciliegia, ma Dio, non c’e da guadagnarci da vivere.
— Egli vuole entrare, allora? — disse Solitaire, ed egli entro nella cucina dove Madam Estelle sedeva davanti all’innocente te del mattino — niente spirito di granturco, solo l’ultima tazza tranquilla di quel giorno — entro voltandosi indietro a guardare il vicolo, come un uomo inseguito, e chiese di Demetrios, e si senti rispondere che l’uomo Demetrios era andato al Palazzo del Comune qualche ora prima e non era tornato. — Brutto affare, — disse Angus.
Solitaire stava guardando dentro di lui: con il suo camice da schiava, le guance sporche di grigio, un turbante di tela rozza sui capelli. Disse: — Egli e tutto graffiato dai rovi. Una volta Solitaire si e graffiata con i rovi e ha visto una buca nel ruscello che non aveva fondo, l’acqua nera cadeva nel cuore della terra… egli vuole venire a sedersi e a riposare, proprio egli? — E Angus, nella sua angoscia, vide che era preoccupata per lui in un modo in cui nessuno, prima, si era mai preoccupato.
Ella tocco la testa di Brand. Il cane uggiolo dolcemente e appoggio la spalla contro la coscia minuta della ragazza, troppo educato per metterle le zampe addosso, a lei cosi esile. — Gli sei simpatica, — disse Angus. — Non aver paura ne di lui ne di me. — Il travestimento da schiava non era infallibile, era una tenda per gli altri. Egli guardo oltre, senza neppure notarlo, e scopri il cuore della stranezza.
Ella disse: — Solitaire non ha paura. Oh, ella ha trovato l’affetto e la bonta qui, un po’ di tempo fa. Ma cos’e successo, che ha fatto male a lui?
Angus era sbalordito. Nello sfinimento e nel turbamento, dopo la notte di violenza (dopotutto lo sappiamo tutti, e potete saperlo anche voi, che sua madre era diventata l’amante del Senatore Pry, l’uomo del giorno, e strumento di Re Brian nell’epurazione, il che era un po’ come pisciare sulla memoria di suo padre, e per Angus l’amabilita della vita nella Citta Interna era stata strappata via come il coperchio d’una fogna) nella sua infelicita Angus capi che Solitaire si riferiva a lui. — Oh, — disse. — Anch’io ho visto le acque nere. Sapevo che c’erano, dovevo saperlo.
— Bene, — disse Madam Estelle, — siediti, siediti. Prendi un po’ di te, e cosa vuoi dal nostro uomo Demetrios?
— Devo avvertirlo. — Presto, ebbero da lui le informazioni necessarie, il suo nome, la sua posizione nel pazzo mondo, e il suo incontro con Demetrios, o forse devo dire che le ebbe Madam Estelle, perche Solitaire non faceva domande, si aggirava guardandolo, ora dalla luce, ora dall’ombra. Sembrava trasparente, uno spettro di bellezza macchiata portato qua e la dal vento, una luce prigioniera sospinta dal girare di uno specchio.
Ella vedeva un ragazzo dai capelli bruni sfumati di rosso, che ora non portava una tunica bianca anche se sicuramente era nato per portarla, ma una giacca grigia da operaio, un perizoma grigio, sandali lussuosi. Al polso aveva un orologio fantastico, che risaliva chiaramente al Tempo Antico, e alla cintura aveva un coltello dal fodero di pelle; sulla schiena non portava arco e faretra, ma uno di quei lunghi portatutto… nel posto da dove vengo io li chiamiamo zaini. Vide un volto bello e grave — uomo, ragazzo, angelo, non e il caso di chiederselo — che veniva a lei dal nulla: era nei guai e aveva bisogno di lei.
Angus vide una ragazza che portava segreti innocenti come indumenti protettivi; e cosi avrebbe sempre pensato di lei, anche quando i segreti vennero messi in disparte.
Perdonatemi se tiro cosi per le lunghe. Prometto di informarvi di tutto, perche avete il diritto di sapere tutto. Ma per me, che racconto la storia, l’essenziale e cio che vide Madam Estelle: che Solitaire non era uno spettro ma una donna innamorata. Puo capitare a chiunque… peccato che di solito non abbiamo un preavviso. E Madam Estelle vide che nello stesso tempo era successo anche ad Angus… una delle coincidenze piu rare a questo mondo, e in quasi tutti i mondi che conosco.
— Di che parte dell’ovest sei, Demetrios?
— Missouri. A quei tempi lo chiamavano Midwest. Hai viaggiato molto in quella direzione?
— Non molto. Un paio d’anni fa sono arrivato fin sulle coste del Mare d’Acqua Dolce… e cosi che lo chiamano i trappers; ero con un gruppo di loro, per la stagione. Il nostro campo base era un piccolo villaggio chiamato Shatawka, ci abitavano quasi solo gli indigeni. Chiamavano il mare lago Erie, e dicevano che si poteva bere. Io ci ho provato, bisogna sempre provare tutto… Gesu! Mai fidarti di un indigeno. Pero nell’entroterra i ruscelli e le fonti sono buoni da bere. E una brutta zona, per via dei terremoti. Mica scosse forti, ma piccole, tutti i giorni, come se Dio o qualcun altro non la smettesse mai di borbottare. Dicono che un giorno fara venire un terremoto in grande stile. I castori non hanno paura dell’uomo… Ce ne sono tanti, la e piu a nord. Prendevamo anche le volpi argentate e le martore… naturalmente quei maledetti ratti rossi continuano a vuotarti le trappole. E facile trovare la selvaggina. Mentre c’eravamo noi, ci fu una gran paura per via di un puma… derubava un villaggio piu a nord, ma noi non l’abbiamo mai visto. Non l’ho mai visto, e qualche volta mi domando se non se lo fosse inventato la gente…
Una voce disinvolta, gutturale, una faccia tozza, dall’aria innocente, sulla trentina, nella luce delle candele… Demetrios provo un senso di calore umano nei suoi confronti. Insicuro e teso, come se si fosse gia avventurato a sfidare le strade e le foreste, con le forze che lo abbandonavano e senza una meta, trovava incoraggianti i discorsi di Bosco. Bosco non era un narratore: conosceva quelle cose direttamente, con i suoi sensi e con pochissima immaginazione: il contatto di una mano sul remo; il buio, il fetore acre, i pericoli di una miniera; il silenzio della giungla che non e silenzio ma ribollire di vita, la passione latente nella sovrabbondanza, una pazienza come la lenta, ardente pazienza del serpente, un’attesa che puo prorompere in un ruggito o in un grido, ma solo per qualche ragione. Serviva a passare il tempo…
— Spero di avere anch’io diritto A una dimora in cielo… — Non canta mai altro?
— No, da quando sono qui io, solo quei due versi. E le sue vitamine. E un po’ a casa sua, qui, dice Putney… ogni volta che lo lasciano andare fa subito qualcosa di sporco per tornare. Vedi… stufato nutriente, nessuna preoccupazione tranne le sue vitamine, chissa cosa sono. La cella numero uno… e diverso. Hanno portato qui quell’uomo ieri notte, lo hanno buttato dentro… non ce la faceva a camminare. Per un po’ non ho sentito altro, di lui, se non il respiro. L’ho chiamato e ho bussato sul muro, non e servito a niente, e non sono riuscito a cavare una parola da Putney. E non ho piu sentito il respiro, da quando hanno condotto dentro te. Il piatto che Putney ha portato via non era stato toccato. Lasciano morire la gente apposta incidentalmente, qui a Nuber?
— Non l’avevo mai creduto. — E che ne sai tu di tutto, Demetrios, tu che ti sei riempito la