— Gia, — disse Angus. — Mia madre ne ha uno in gabbia.

Un’ora dopo la sirena lancio un altro ululato spaventoso, di quelli che annunciavano un incidente, un disastro, un incendio. — Dannazione, — disse Bosco. — Non capita spesso di sentire un puma che fa questo chiasso di giorno.

— Nelle giornate coperte, si, — disse Garth. — O se e incattivito.

— Io ne ho sentito uno, stanotte, — disse Frankie. — Lo stesso, probabilmente.

Demetrios pote accettarlo. Quando, dopo un po’, risuono un altro stridio, fievole e distante, si rimprovero di avere udito il fischio d’una fabbrica o la sirena del mezzogiorno. Ma chiese al ragazzo che aveva l’orologio del Tempo Antico: — Che ore sono, Angus?

— Mezzogiorno in punto, uomo Demetrios.

I clacson delle automobili — il pomeriggio a meta della sua fuga — i clacson delle automobili…’. o almeno uno strombettare, un barrire confuso. Era la nebbia a generare quella pazzia? Nell’ultima mezz’ora gli era parso che si sollevasse. Di tanto in tanto Demetrios aveva scorto la chiazza bianca del sole, troppo forte per guardarla direttamente. Era un alce o un cervo che bramiva? Un gufo che lanciava il suo richiamo in pieno giorno? Vide Garth aggrottare la fronte e Frankie guardarlo con aria interrogativa, ma nessuno ne parlo, e poco dopo il suono s’interruppe.

Notarono un cartello con la scritta STRADA SENZA USCITA.

— Un crocicchio, eh? — disse Bosco.

— Dio, — disse Garth. — Vorrei saper leggere.

Bosco guardo Demetrios. — Non so che cosa c’e scritto, ma si puo vedere un’altra strada che arriva qui, da nord e da sud.

Il cartello era di antico metallo, e le lettere in rilievo erano in parte cancellate. Piu oltre continuavano le chiazze nere e il disordinato manto verde della strada del Tempo Antico. — Insegnero a leggere a te e a Frankie, — disse Angus. — Oppure lo fara Demetrios, o lo faremo insieme.

— Anche Solitaire puo insegnare un po’, — disse la fragile dama incinta. — Una volta Solitaire conosceva un po’ i libri.

— I libri rendono insoddisfatta la gente, — disse Bosco.

— L’insoddisfazione non mi dispiace, — disse Demetrios. Bosco scrollo le spalle, amabilmente: non riteneva che fosse il caso di discuterne. — Continuiamo verso ovest. Se e davvero una strada senza uscita potremo tornare indietro.

Il vecchio asfalto continuava piu solido che mai. Forse qualcuno aveva fatto uno scherzo, dimenticato da molto tempo; oppure la strada era stata allungata dopo la posa del cartello; oppure chi lo trasportava se ne era stufato e l’aveva piantato li in terra… il mondo e pazzo. Quando piu tardi la compagnia comincio a udire un vago ruggito, che si sentiva nei piedi e nelle ginocchia e nelle viscere, Demetrios. rifiuto di pensare a camion pesanti che sfrecciavano su un’autostrada, nell’aria inazzurrata dai veleni, per nutrire una citta mostruosa. — Deve esserci una cascata, qui vicino, — disse Bosco.

La strada deviava verso sud. Il rumore diminui. Quando venne il momento di accamparsi per passare la notte, lo sentivano ancora tuonare nel terreno, ma non ci pensavano piu.

Tanto tempo fa, un giorno o due prima di Aberedo, sognai che mio padre era vivo, e mi dispiacque, sebbene lo avessi amato, sebbene fossimo stati amici in un modo piu agevole e migliore di quanto possano esserlo di solito padre e figlio, perche non era vanitoso. Se con una bacchetta magica o una preghiera potessi far tornare il Tempo Antico, cosa farei?…

Demetrios rimugino anche sui suoi ricordi delle carte topografiche del Tempo Antico. Non potevano incontrare grandi fiumi prima del Delaware. Gli si stavano gia avvicinando? Il suono continuava incessante, come un caos che parlasse nel sonno.

Angus faceva le prime due ore di turno di guardia. Garth e Frankie avrebbero fatto il turno successivo, poi Bosco; Demetrios e il Professore avrebbero fatto l’ultimo, quello che portava all’alba. Demetrios si avvoltolo nella sua coperta, ma temeva il sonno: non voleva sognare Hesterville. Al di la del fuoco, Solitaire e il Professore sedevano e parlavano. Ella muoveva le labbra, accosto all’orecchio di lui, e la faccia del Professore esprimeva innumerevoli cambiamenti di dubbio, consenso, riflessione, concordanza. Egli aveva messo da parte il suo liuto. Faceva di rado gesti esplicativi con le mani, ma spesso le sue dita danzavano sul ponte del braccio destro, e Solitaire le seguiva con lo sguardo. Ah, paisa! Forse tu non parli perche non ne hai bisogno? Se le voci giungono fino a te, se alcuni ti amano e capiscono le tue risposte, e sufficiente?

Le tenebre erano alleggerite da una luna confusa; allo zenit brillava Vega, e poche altre luci eterne. Una musica transeunte turbo Demetrios, spaventosa come il rumore della radio di un’auto silenziosa di passaggio in lontananza; egli udi o immagino il rombo smorzato del motore, il passaggio dei pneumatici sull’asfalto umido. E accadde ancora. Adesso poteva vedere, nella profondita della notte, parte della configurazione della Grande Orsa. La nebbia si stava sicuramente dissolvendo sotto la brezza; vedeva ondeggiare il merletto nero dei rami estivi. Il vento li faceva strusciare uno contro l’altro e vi soffiava il suo respiro musicale… Solitaire gli si inginocchio accanto. — Angus ha steso la sua coperta vicino all’abete, — disse lei, — prima di montare di guardia.

— Si. — La mano di Solitaire era morbida, un po’ pesante sul braccio di Demetrios.

— Demetrios e Solitaire non fanno niente.

— Niente.

— Anche Paisa lo sa. E una necessita.

— Capito.

— Angus e delicato. Il bambino non correra pericoli, quando lui fara l’amore.

— Vai da lui. Questo non e il Tempo Antico.

— Com’era nel Tempo Antico, uomo Demetrios?

— Ah, niente. Vai da lui, amore. — Fino a quel momento, Demetrios non era stato sicuro che il suo amore per Angus fosse abbastanza saldo per indurlo a dire cosi. Le vecchie mitologie muoiono a fatica; ma Solitaire avrebbe capito, a modo suo; era impossibile misurare la forza o l’orientamento della sua saggezza, tanto simile alla sua follia (cosi aveva detto una volta Madam Estelle) che era difficile tracciare una linea di demarcazione.

Forse il ghiaccio azzurro di Vega non era completamente sgombro dalla nebbia. Demetrios udiva e sentiva la cascata che continuava, ma non per sempre, solo fino al prossimo terremoto, al prossimo cambiamento di clima sull’orologio dei quattro miliardi di anni… Quale che fosse il tempo stabilito dalla scienza prima di cessare d’esistere. Si sveglio, pesantemente, dal sonno. Bosco stava ravvivando il fuoco con altra legna. — E il mio turno?

— No, e solo mezzanotte. Continuo io. Mi dispiace di averti disturbato.

— Non importa. Tutto tranquillo?

— Abbastanza. Garth e Frankie hanno sentito un lupo… non era vicino. Poteva essere solo un coyote, dice Garth.

— Il verso era troppo profondo, — disse Frankie, e stese la coperta accanto a Demetrios. — Era un lupo solitario.

— Non e presuntuoso? Se fosse mio fratello…

— Pensa cosa mi son perso! — cinguetto Frankie e si sdraio per dormire. Garth si arrotolo nella coperta dall’altra parte, ma Frankie era inquieto e poco dopo bisbiglio: — Demetrios, hai molto sonno? Ti spiacerebbe raccontarmi una storia?

— Non disturbarlo, — sbadiglio Garth.

— Non mi disturba. — Demetrios si levo a sedere, drappeggiato nella coperta. La notte aveva portato il freddo della foresta, troppo intenso per quella stagione, e le ossa gli dolevano: non si adattavano bene a dormire per terra. — Certo, Frankie. E solo la verita che nei tempi andati, a Peranelios, c’era un giovane pittore, meravigliosamente abile, anche se non so dirti se divento famoso, benche io sappia tutto. Si chiamava Mastro Giovanni e voleva dipingere gli eroi.

— Dipingere e come cantare?

— Un po’ si e un po’ no. — Demetrios attiro a se Frankie nel cavo del braccio; con la mano sinistra alimento il fuoco con i ramoscelli. Il calore acquietava i dolori. — E abbastanza simile, e raccontare storie e un po’ l’uno e un po’ l’altro. Mastro Giovanni (che non era molto piu vecchio di te) non aveva altra ambizione che diventare il piu grande pittore mai esistito. Consulto lo Scimmione Calvo (il critico piu rispettato di Peranelios), e quello gli chiese: «Vuoi essere il piu grande pittore che sia mai esistito, oppure vuoi dipingere?». Poiche in un certo senso era il

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