anche lei esisteva in uno stato di trauma, era stordita quasi come tutti gli altri. Il vecchio padre di Seiji… abituato ad insegnare le fantasie medievalistiche, e agli adulti… fece del suo meglio per dargli un’istruzione basilare: leggere, scrivere, far di conto, un po’ di storia. Mori quando Seiji aveva dodici anni. Teru tiro avanti come poteva… Seiji non era un ragazzino docile. Quando lui aveva gia quattordici anni, sua madre era ancora convinta che sarebbe cresciuto di colpo, sebbene le sue mani e i suoi piedi non fossero grossi come quelli dei bambini destinati a crescere. La solitudine, a Hoton, era estrema, in parte…

— … a causa di vecchie vanita, — disse Blynken. — Dopo la guerra, in generale i gruppi colpiti cercavano di unirsi ad altri, come voi ci avete detto della gente sperduta che affluiva a Nuber. Ma non ando cosi a Hoton, e neppure a Lowelltown. La pensavano ancora che fosse il mondo a dover andare da loro; e poteva anche arrivare con stupida crudelta. Cosi, immobili, nell’attesa di tempi migliori, quelle cittadine fantasma erano preda dei fuorilegge, dei nuovi selvaggi. Seiji aveva quindici anni e lavorava con sua madre nel campo di granturco quando arrivarono all’improvviso tre uomini a cavallo e portarono via Teru. Seiji venne scagliato da una parte…

— Addentai il polso di quello che mi aveva afferrato, e lo sentii scricchiolare. Lui urlo, io caddi sulla terra, e quelli scomparvero.

— Poi vide altri della stessa banda che incendiavano, e massacravano i suoi vicini per il gusto di farlo. Scappo nei boschi e fu raggiunto da alcuni superstiti di Hoton e di altre cittadine devastate. Formarono una specie di banda. Gli altri stimavano Seiji nonostante la sua piccolezza, perche per un po’ fu piu feroce dei giganti, e piu sveglio di tutti nell’imparare a vivere nei boschi e a cacciare. La sveltezza e il silenzio con cui si muove tra gli alberi sono straordinari. Partecipo a certe azioni di rappresaglia…

— … che preferisce non ricordare, — disse Nod. — Non trovammo mai gli uomini che avevano portato via mia madre. A diciassette anni mi resi conto che anche noi stavamo diventando dei banditi, non migliori del resto. Lasciai i miei compagni, vissi solo nella foresta per due anni, visitando le zone abitate dagli umani come un’ombra, ad ascoltare. Avevo bisogno di poco. Le punte di freccia le ricavavo dalle selci, le faccio ancora adesso. Ne vale la pena… le preferisco, con il mio arco leggero. Quando mi occorreva qualcosa che non potevo ottenere senza rubare, avevo…

— …l’abitudine, per capriccio, di lasciare qualcosa in cambio, — disse Wynken. — Per esempio, una pelle di coniglio per una matassa di filato.

Il signor Virgil osservo: — Guai a chiunque altro che osasse interrompere cosi.

— Loro non conoscono i segnali, uomo Virgil, — disse Wynken.

— A me, non mi hanno ammazzata, — disse Solitaire.

— Beh, tu sei una cara bambina, — disse Nod. — Facciamo qualche eccezione.

— In effetti era qualcosa di piu di un capriccio, — continuo Wynken, — perche allora e anche adesso Seiji ha piu principi morali delle sue mogliettine, che cercano di ispirarsi al suo esempio eppure fanno solo modesti progressi, uhm. (Hai usato la prima persona singolare, Solitaire, tesoro.) Avevano, certo, l’educazione di cui lui ha parlato, ma qualche volta se ne dimenticano. Se ne erano dimenticate la prima volta che Seiji le osservo, standosene invisibile nella foresta, mentre avanzavano per una strada deserta, senza avere un’idea di dove andavano, perche avevano perduto la lucidita. A quel tempo, si potrebbe dire, erano temporaneamente idiote. Vedete, Lowelltown era stata spopolata da una malattia. Non sappiamo neppure di che epidemia si trattasse. La non c’era piu nessun dottore del Tempo Antico; e forse poteva essere una malattia nuova… febbre violenta, eruzioni cutanee, gonfiori ghiandolari, collasso improvviso. La cittadina era sopravvissuta alle pestilenze postbelliche, alla difterite; alla Peste Rossa dell’Anno Sedici, ma questa ripuli la lavagna. Voglio dire… tutti, tranne mia sorella e io, la bella e la nanetta, spiegatelo un po’ voi. Quando capimmo quel che era successo, pensammo solo ad andarcene, ad avviarci per quella strada, senza altra meta che la fuga. Blynken, che allora io conoscevo come Sophia, voleva…

— … morire, o almeno dicevo cosi, ma tu mi facevi sdraiare all’ombra, Miranda, e mi tenevi la testa sulle ginocchia e mi dicevi. «No, tu vivrai…» E cosi sono vissuta. Per un po’ dormii cosi profondamente che un mondo si allontano da me, ma…

— … tutti i mondi, — disse Nod, — possono essere pieni d’illusioni e non solo di verita, e i loro filosofi possono restare sbalorditi.

— E quando lei si sveglio Nod era gia arrivato, e stava la, nudo e bellissimo, con il suo arco…

— … e di poco piu alto di te, Miranda. Cosi i miei pensieri corsero per i millenni, e tutti erano in lode della vita…

— … e il vento aveva giocato con i capelli sulla tua fronte, mentre dormivi, e i tuoi seni erano bianchi e vergini.

— E le prime parole che lui disse dopo che Blynken si sveglio furono: «Venite con me, cosi avremo cura l’uno dell’altro e non saremo soli».

— Percio io capii che era di una sostanza migliore degli dei, cioe di carne e di sangue. E adesso vi spieghero i nostri nomi, ma lo faro sottovoce, perche il nostro eroe, senza il quale il Circo Sawyer Finn ora potrebbe essere in rovina, sembra si sia addormentato. La spiegazione e semplice: nostra madre, che non ricordiamo bene, conosceva quella strana poesiola e la musica che l’accompagnava, e ce la cantava per farci addormentare, e quando lei mori, continuo nostro padre e…

— … qualche volta me la cantavate quando avevo sonno, nei pomeriggi afosi o nelle notti nella foresta e negli altri posti che abbiamo conosciuto, e cosi l’imparai. E la cantai per te, Wynken, quando il sonno ti abbandono, nei momenti terribili dopo che perdemmo la nostra piccina. Poi quando incontrammo il Circo, e T.S. ebbe la bonta di invitarci ad unirci a loro, e ci chiese come ci chiamavamo, noi pensammo, perche non prendere il nome da un frammento della fantasia del Tempo Antico? E vero che noi siamo spiriti diversi, ma Shakespeare non e per tutte le occasioni e… gia, — disse Nod, — Frankie si e addormentato davvero. Russa come un delfino molto piccolo.

— E dove mai…

— … hai sentito russare un delfino molto piccolo?

— Nei tuoi sogni.

Sabato 24 agosto

E piu di un mese che il mio vecchio Demetrios se ne e andato, e qualche volta Babette e io ci chiediamo chissa cosa gli e successo. Ma e un Gioco che non si puo nutrire di Niente. Oggi Babette ha detto: Non c’e niente di troppo grande perche tu non possa guardarlo.

Il Professore fu il Primo. Mi sembra che fu dodici anni fa quando arrivo sul Portico dietro casa con il suo Liuto, e suono e mi guardo nel suo Modo Particolare. E fu dieci anni fa che Demetrios venne da me?… Mi confondo. Prima di Babette comunque. Solitaire e stata qui solo due anni ma io l’Amavo piu di quanto loro immaginano. Non volevo andare a letto con lei come ho fatto con Fran qualche volta, neanche Amore Materno ma un Amore che era voglia di aiutare, perche era piu forte le Volte che lei aveva le Crisi era come vedere un Angelo in una Ragnatela.

Me e Babette sappiamo bene, anche se non lo diciamo, che probabilmente non vedremo piu quei tre e neanche Garth e quel suo Fratellino cosi vispo e nemmeno quel giovane Aristocratico… era un Tipo a posto, mi piaceva. Credo che fara del bene a Solitaire, almeno ci provera. E quel Tale che Demetrios si e portato dietro dalla Prigione, Babette dice che era un Tipo Pratico. Bene, ma se torneranno non sara presto, e c’e quella gnocca dura nel mio seno destro.

Spero di continuare a non parlarne con Babette solo perche mi sento sola, perche lei cosa potrebbe fare? Non c’e un Dottore del Tempo Antico in tutta Nuber, e tutti i Chirurghi del tempo nuovo probabilmente si guadagnano da vivere come Barbieri, possono tenerseli. Credo di poter aspettare il mio momento senza troppa confusione, non sarei la Prima e non saro l’Ultima. Perche qualcuno dovrebbe avere paura della Morte se non si e convinti che poi c’e un aldila! Io non ne sarei capace. Dopo Marcus avevo provato e provavo ancora quando arrivai a Nuber, anche se dentro di Me continuavo a dirmi, Sei sciocca, non basta volere una cosa perche sia cosi.

Mister Fleur lui sapeva. Mi diceva, tranquillo e gentile, diceva: — Steli, sei mai svenuta? — Io dicevo si, un paio di volte. Lui diceva: — Dev’essere cosi. Il sangue non si muove nel Cervello, il respiro nei Polmoni, niente Pensare, niente Sentire. Se non c’e Pensiero ne Sentimento, non c’e la Persona. Non disprezzare il

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