moscia che aveva assunto in precedenza e fece il possibile per ricomporsi. Il suo aspetto da ragazzino rimase, ma la metamorfosi fu quasi completa. Quando riprese la parola, la sua voce era diventata piu ampia e matura. «Faccio fatica a mantenere l’attenzione. Mi hanno dato dei calmanti che mi hanno rintronato.» Thora lo guardo bene negli occhi, velati e con le palpebre cascanti. «Comunque cerchero di rispondervi.»

«Come vi incontraste, tu e Harald?» chiese Thora.

«Lo conobbi in una discoteca del centro. Ci parlai per un po’ e mi sembro subito un tipo simpaticissimo. Di li a poco lo presentai anche a Halldor.»

«Chi sarebbe questo Halldor?» riprese Thora.

«Halldor Kristinsson. Uno studente di Medicina», rispose Hugi con un tono di fierezza. «Siamo amici da una vita. Da piccoli eravamo vicini di casa, a Grafarvogur. Lui si che e uno intelligente, per niente il tipo del professore. Voglio dire, uno sempre disposto a divertirsi con noi.»

Thora prese nota. Hugi stava parlando del ragazzo che non era potuto andare alla festa la sera in cui Harald venne ucciso, quello che invece aveva aspettato i suoi amici al bar. «Eravate molto amici, tu e Harald?»

«Si, certo. Ma non cosi intimi come Harald e Halldor. Harald veniva qualche volta da me per comprare…» Hugi si fermo di colpo a meta frase e assunse un aspetto turbato.

«Non gliene importa niente a nessuno del tuo ridicolo spaccio di droga, per come stanno le cose al momento. Vai pure avanti», intervenne Matthew brusco.

Il pomo di Adamo di Hugi andava su e giu mentre lui decideva come proseguire. «D’accordo. Ogni tanto mi diceva che ero il suo migliore amico; penso pero che lo dicesse solo per scherzare, quando doveva comprare della roba da me. Comunque era uno tosto, completamente diverso da tutti quelli che ho conosciuto.»

«In che senso?» domando Thora.

«Per prima cosa aveva le tasche piene di soldi e stava sempre a offrirci da bere o altro. Poi il suo appartamento era una cosa mai vista, e la sua auto…» Prima di proseguire, ci penso un po’ su. «Ma non era solamente questo, anzi. Era molto, molto piu fico di tutti quelli che ho incontrato. Non aveva paura di niente, inventava sempre qualche nuova pazzia e riusciva non so come a trascinarci tutti con se. E poi quella roba che si era fatto impiantare su tutto il corpo… nessuno osava imitarlo. Nemmeno Halldor, che ne aveva una voglia matta, ma aveva paura di rovinarsi la carriera. Figuratevi che si pentiva persino di un piccolo tatuaggio sul braccio. Mentre invece ad Harald non importava nulla del futuro, niente di niente.»

«Anche perche, come abbiamo visto, di futuro non gliene rimaneva poi cosi tanto», intervenne Matthew. «Che cosa facevate insieme, di cosa parlavate?»

«Non mi ricordo niente di preciso. Le solite cose.»

«Ti ha messo qualche volta al corrente delle sue ricerche sulle persecuzioni alle streghe?» chiese Thora speranzosa.

«Streghe?» Hugi sbuffo. «All’inizio non parlavano d’altro. Anzi, quando cominciai a frequentare il suo gruppo, mi invito a far parte del loro circolo di magia.»

Matthew lo interruppe. «Circolo di magia? Di che stai parlando?»

«Malleus qualcosa. Doveva essere una societa di dilettanti di pratiche magiche, me l’aveva presentata come una roba filosofica…» Hugi cerco di evitare lo sguardo di Thora, arrossi un poco e si rivolse a Matthew. «Invece era tutta un’altra cosa. Non pensate che fossimo come Harry Potter, anzi. La nostra setta era imperniata su quattro elementi: sesso, stregoneria, droga e ancora sesso.» Sorrise. «Per questo mi piaceva partecipare. A me della storia, della filosofia o della magia nera non interessava proprio un fico secco, ne delle rune o delle formule magiche che recitavano. Io volevo solamente divertirmi. Le ragazze erano carine.» Hugi perse per un attimo la concentrazione, probabilmente per richiamare alla memoria dolci momenti trascorsi con quelle affascinanti creature. «In ogni caso, alcune delle storie che raccontavano erano forti. Mi ricordo quella di una donna incinta che era stata condannata al rogo, e che partori avvolta dalle fiamme. Dei monaci salvarono il neonato dalla pira, ma poi decisero di ributtarcelo perche poteva essere contaminato dall’indole stregonesca della madre. Harald giurava che era la verita.»

Thora fece una smorfia e riporto Hugi al presente. «Chi faceva parte di questa setta segreta? Chi erano le ragazze caline?»

«Harald era la nostra guida spirituale; poi veniva Halldor, una specie di braccio destro del capo; io; Briet, studentessa universitaria di Storia, penso l’unica che ne faceva parte per interesse reale; Brian, anche lui studente di Storia; Andri, che studiava Chimica; e Marta Mist, che era tutta presa da queste nuove teorie femministe. Lei si che e una spina nel fianco, insopportabile, sempre a parlare di donne qui, donne la, e di come siano da sempre oppresse, discriminate e bla bla bla. Con i suoi discorsi non faceva altro che deprimerci e rovinarci tutto il divertimento. Harald la prendeva spesso in giro, la chiamava Nebel, il che la faceva innervosire parecchio. Significa ‘nebbia’ in tedesco. Come Mist in islandese, capito il gioco di parole?» Thora annui, mentre Matthew rimase fermo come una statua di sale. «Questo era il nucleo del gruppo, anche se ogni tanto entravano dei nuovi adepti, che pero non duravano molto come noi. Comunque non seguivo bene quello che facevano, come ho detto non mi interessava per niente la magia, ma solo il contorno.»

«Tu dici che Halldor era il suo braccio destro. In che senso?» chiese Thora.

«Loro due stavano sempre insieme a lavorare su qualcosa. Credo che Halldor lo aiutasse con delle traduzioni o qualcosa di simile. Era sottinteso che nel momento in cui Harald fosse tornato in patria, il suo braccio destro avrebbe preso il suo posto, il che lo rendeva molto fiero. Halldor era come stregato da Harald.»

«Halldor e omosessuale?» chiese Matthew.

«No, sicuramente no. Ma stravedeva per lui, non so se mi spiego. Halldor proviene da una famiglia povera, come me d’altronde. Harald lo riempiva di denaro, di regali costosi e di elogi e Halldor in cambio lo adorava. Si vedeva bene che ad Harald la cosa era assai gradita. Ma con Halldor non era sempre cosi buono e caro. C’erano delle volte in cui lo umiliava volutamente davanti a noi. In ogni modo, poi pensava a farsi perdonare in modo che Halldor non se la prendesse troppo. Era un rapporto alquanto strano.»

«Come ti faceva sentire il fatto che il tuo migliore amico si fosse morbosamente legato al nuovo arrivato? Non ti sei mai ingelosito?» chiese Thora.

Hugi sorrise. «No, per niente. Eravamo sempre buoni amici. Harald sarebbe rimasto qui in Islanda solamente per un breve periodo e sapevo che, partito lui, le cose sarebbero tornate come prima. Anzi, ammetto che mi faceva piacere vedere Halldor nella parte dell’ammiratore. Fino ad allora lui era stata la persona che io ammiravo di piu, cosicche ritrovarlo ora nei miei stessi panni, per cosi dire, era una gradita novita. Non che Halldor mi trattasse come Harald trattava lui, ne dal punto di vista della generosita, ne da quello della cattiveria.» Il volto di Hugi si scuri all’improvviso. «Non l’ho ammazzato per riconquistarmi il mio amico. Non era una faccenda del genere.»

«No, ci credo», lo rassicuro Matthew. «Ma dimmi piuttosto una cosa. Se non l’hai ucciso tu, chi l’avrebbe fatto? Non puoi non avere dei sospetti. Certo non e stato ne un suicidio ne un incidente.»

Lo sguardo di Hugi cerco di nuovo il pavimento. «Non ne ho idea. Se sapessi qualcosa l’avrei gia detto. Non mi piace stare rinchiuso qui dentro.»

«Pensi che lo abbia ucciso il tuo amico del cuore?» domando Thora. «Lo stai proteggendo?»

Hugi fece di no con il capo. «Halldor non sarebbe capace di ammazzare una mosca. Non se ne parla neppure. Poi ve l’ho detto che idolatrava Harald.»

«Si, ma ci hai anche detto che spesso Harald si comportava malignamente nei suoi confronti, umiliandolo persino di fronte a tutti gli altri. Chissa, forse gli e saltata la mosca al naso e non si e piu potuto controllare. Cose del genere capitano», insiste Thora.

Hugi risollevo lo sguardo, piu caparbio di quanto lo fosse stato fino ad allora. «No. Halldor non e uno di quelli. Sta studiando per diventare medico. Lui vuole aiutare la gente a vivere, non a morire.»

«Hugi mio, mi dispiace darti questa delusione, ma ti posso garantire che anche i medici hanno fatto morire la gente nel corso dei secoli. Tutte le professioni hanno la loro mela bacata», intervenne Matthew con sarcasmo. «Ma se non e stato Halldor, chi allora?»

«Forse Marta Mist», balbetto Hugi senza convinzione. Era evidente che la ragazza non era tra le sue predilette. «Forse Harald l’aveva chiamata Nebel una volta di troppo.»

«Marta Mist, si», disse Matthew. «Sarebbe un’ipotesi ineccepibile, se la ragazza non avesse un alibi di ferro. Come tutti gli altri della setta magica. Eccetto Halldor, il cui alibi e il piu debole. Non e da escludere che sia

Вы читаете Il cerchio del male
Добавить отзыв
ВСЕ ОТЗЫВЫ О КНИГЕ В ИЗБРАННОЕ

0

Вы можете отметить интересные вам фрагменты текста, которые будут доступны по уникальной ссылке в адресной строке браузера.

Отметить Добавить цитату