una strada interessante, per poi appassionarsi ad altro e imboccare una nuova via. Abbiamo anche una lista di soggetti da proporre agli studenti in caso di mancanza di idee.»

«Visto pero il grande interessamento da parte di Harald per l’argomento della caccia alle streghe», riprese Matthew, indicando le pareti della stanza per sottolineare il suo punto di vista, «un tema che lo aveva affascinato sin da piccolo, mi sembra assai improbabile che all’improvviso fosse stato preso dalla riforma luterana, con tutto il rispetto.»

«Harald era cattolico, come forse gia sapete», disse Gunnar ricevendo un cenno di assenso dagli altri due. «Cio che lo attraeva era soprattutto il peggioramento delle condizioni di vita della gente comune subito dopo l’avvento del luteranesimo nel 1550, e la profonda miseria in cui caddero i piu sfortunati. La Chiesa cattolica aveva parecchie proprieta qui in Islanda, ma in seguito alla riforma questi beni vennero trasferiti in blocco al sovrano danese, lasciando il popolo nell’estrema indigenza. Non scordatevi che la Chiesa, tra le altre cose, si prendeva cura dei poveri, praticando l’elemosina e procurando vitto e alloggio ai poveri. Tutto cio svani con un colpo di spugna all’arrivo dei protestanti. Questo era un capitolo della storia locale che aveva sicuramente attirato l’interesse di Harald, dal momento che molto raramente la Chiesa cattolica e stata vista sotto questa luce benevola dai vari ricercatori. Un’altra cosa che lo affascinava era il fatto che i preti e i vescovi cattolici islandesi avessero il permesso di formarsi una famiglia, e che quindi avessero moglie e figli, fatto assolutamente inammissibile nelle altre nazioni cattoliche dell’Europa del tempo, come lo e ancor oggi.»

Matthew non sembro affatto persuaso. «Si, probabilmente ha ragione. Che lei sappia, gli incontri tra Harald e Thorbjorn a cui accennava prima erano di natura prettamente accademica oppure i due avevano altri interessi in comune?»

«Come capirete, io non ne so niente», rispose Gunnar. «Ma a dire il vero non mi pare che avessero strani intrallazzi. Pero non e che li seguissi passo per passo, dato che non e affatto il mio compito. Gli studenti del corso di master sono quasi del tutto indipendenti nelle loro ricerche. Vi consiglio invece di parlarne direttamente con Thorbjorn. Se volete potrei presenziare al vostro incontro.»

Matthew guardo Thora, che fece di si con il capo. «Si, grazie, accettiamo la sua proposta», disse Matthew. «Non appena sa che Thorbjorn ha un momento libero, ci puo chiamare. Cosi come si puo mettere in contatto con noi se le viene in mente qualcos’altro che potrebbe rivelarsi determinante», e consegno a Gunnar il suo biglietto da visita.

Anche Thora tiro fuori il suo biglietto da visita dalla borsetta e lo passo al professore. «Controlleremo anche se la lettera che stava cercando si trova tra le carte sotto la nostra custodia.»

«Ve ne sarei molto grato. Si tratta di una situazione incresciosa per tutta la facolta e sarebbe uno scandalo dover comunicare lo smarrimento di un documento del genere. Purtroppo non ho con me un biglietto da visita, ma potete chiedere di me al centralino dell’universita.» Gunnar si alzo in piedi.

«Per quanto concerne invece gli amici di Harald», lo trattenne Matthew. «Ci potrebbe mettere in contatto con qualcuno di loro? Vorremmo discutere con quelli che lo conoscevano meglio, e vedere se possono fornirci degli elementi utili. Ci interessa sapere soprattutto che cosa combinavano insieme. Questa mattina abbiamo cercato di contattarne un paio, ma non hanno voluto parlarci.»

«Vi riferite ovviamente agli studenti che facevano parte di quella loro societa», intui subito Gunnar. «E fattibile. Il gruppo di solito si incontrava in una delle nostre sale, e in effetti spero che in seguito alla morte di Harald la compagnia si sfaldi, perche quello spazio andrebbe utilizzato per qualcosa di piu degno. Ma io purtroppo non decido tutto da solo e percio posso fare ben poco per cambiare le cose al momento. Potrei comunque mettervi in contatto con due dei nostri studenti legati a quella combriccola, attraverso i quali potreste raggiungere gli altri.»

«Ci farebbe un immenso piacere», accetto Thora sorridendogli. «Ma perche ritiene la societa indegna della vostra facolta?»

Gunnar riflette brevemente prima di rispondere. «Il fatto e che circa sei mesi fa ci fu uno spiacevole incidente che, ne sono convinto, era legato a quella societa, anche se non posso dimostrarlo. Per sfortuna.»

«Che cosa accadde?» chiese Matthew.

«Non dovrei nemmeno parlarne…» esito il professore, quasi rimpiangesse di averlo fatto. «Il tutto fu messo subito a tacere, prima che se ne spargesse la voce, e non venne mai denunciato.»

«Che cosa?» chiesero Matthew e Thora all’unisono.

Gunnar indugio ancora, poi sbotto: «Trovammo un dito».

«Un dito?» Di nuovo Matthew e Thora espressero simultaneamente la loro sorpresa.

«Si, una delle donne delle pulizie trovo un dito fuori del loro stanzino. Anzi, ancora mi pare di sentire le sue grida di terrore, poveraccia. Il dito venne inviato al laboratorio di Patologia dell’universita, dove accertarono che apparteneva a una persona anziana, probabilmente un uomo, e che fosse andato in gangrena.»

«E una cosa simile non venne denunciata alle autorita?» chiese Thora in preda allo sconcerto.

Gunnar arrossi. «Vorrei veramente rispondervi positivamente, ma non appena finimmo le analisi ci sembro fuori luogo andare a comunicarlo alla polizia. Era gia passato tanto tempo dal ritrovamento, e poi ci furono di mezzo le vacanze estive, e altre cose del genere…»

Thora non capi la questione delle vacanze estive in relazione a un fatto cosi grave. Ma allora erano stati fortunati se nessuno era in permesso di maternita quando era stato ritrovato il cadavere di Harald? O se il dipartimento di Storia non aveva preso la decisione di farsi in proprio le indagini, senza rivolgersi alle forze dell’ordine? «Ma pensa un po’…»

«E del dito che cosa ne avete fatto poi?» domando allora Matthew.

«Uhm, cioe, in effetti lo abbiamo buttato via», borbotto Gunnar. Il rossore si estese dalle guance fino alle radici dei capelli. «Il dito comunque non c’entra con l’omicidio e percio ci e sembrato inutile parlarne adesso con la polizia, e sottostare di nuovo alle sue fastidiose procedure. Inoltre, anche loro hanno ben altro a cui pensare.»

«Ma pensa un po’!» ripete Thora. Dita mozzate, occhi strappati, lettere che raccontano di orecchie tagliate. Che altro sarebbe venuto alla luce?

18

Thora stiracchio la schiena, poi si riappoggio allo schienale della sedia. Aveva appena terminato di collegare l’ultimo cavo elettrico al computer e ora non le rimaneva altro che accenderlo. Lei e Matthew si erano sistemati nello studio di Harald dopo aver salutato l’ineffabile professore. «Devo confessarti che la teoria tua e della famiglia Guntlieb di un omicida misterioso mi sta convincendo sempre di meno.» Thora accese il computer e subito si udi il ronzio soffuso che di solito accompagna le operazioni di attivazione. «Il dettaglio del sangue sui vestiti di Hugi, tanto per fare un esempio. Come si giustifica alla luce della tua ipotesi?» Matthew non rispose, permettendole di proseguire il suo monologo. «E le carte che hai mostrato al professore? Io non vedo proprio la connessione tra l’omicidio e la tesi universitaria, soprattutto perche Harald non seguiva certo un percorso lineare nell’acquisizione delle sue fonti.»

«Sono sicuro della mia teoria», affermo Matthew senza guardare Thora direttamente in volto.

Qualcosa nel suo comportamento la colpi. Non era da lui evitare il suo sguardo, inoltre si era accorta di come fissasse con insistenza lo schermo del telefonino, quasi sperasse in qualche telefonata per potersi sottrarre a quell’imbarazzante conversazione. Thora incrocio le braccia e lo guardo torva. «Mi stai nascondendo qualcosa!»

«Beh, spero proprio di non averti rivelato tutti i miei segreti durante il nostro breve periodo di intimita», disse con forzata allegria.

«Sciocchezze. Lo sai benissimo che cosa intendo dire. C’e sotto qualcosa di piu dei soldi scomparsi e degli occhi.» Thora aveva ancora delle grosse remore nel discutere a viso aperto quell’argomento. Anzi, non le era ancora riuscito di mettere insieme una frase che scorresse senza impaccio: le parole che le venivano in mente non potevano esprimere quel che intendeva dire. «In realta non e emerso niente altro per proseguire le nostre indagini, se si eccettuano alcune e-mail abbastanza vaghe e il dito lasciato in universita.»

Matthew si rimise in tasca il cellulare. «Anche se ti stessi nascondendo qualcosa, devi credermi quando ti dico che Hugi non puo aver ucciso Harald, o che perlomeno non ha agito da solo.»

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