«Per questo motivo parlammo cosi tanto di me durante la visita. Ero andata da lui sperando che mi infondesse coraggio e fu quello che ottenni. Harald mi disse di mandare a quel paese papa e mamma e continuare a suonare. Mi disse anche che il mondo era ormai pieno di cravatte con la testa che sapevano gestire una banca, ma che pochissimi sapevano suonare uno strumento bene come me.» E si affretto ad aggiungere: «Le ‘cravatte con la testa’ erano sue parole, era il suo modo di esprimersi».

«E lei cos’ha deciso di fare, se non sono indiscreta?» chiese Thora incuriosita.

«Continuare a suonare», rispose Elisa sorridendo amaramente. «Mi sono comunque iscritta a Economia e comincero tra breve a frequentare. Di solito si decide di fare una cosa e si fa poi l’opposto, no?»

«Allora tuo padre dev’essere contento adesso», intervenne Matthew.

«Beh, contento… In questa famiglia e difficile essere contenti. Soprattutto ora.»

«Elisa, so che e doloroso per lei discutere della propria famiglia, ma dopo aver letto lo scambio di e-mail che Harald tenne con suo padre, non abbiamo avuto l’impressione che i due andassero molto d’accordo.» Thora tacque per un momento e poi aggiunse: «E inoltre abbiamo anche ragione di ritenere che i rapporti non fossero buoni neppure tra madre e figlio.»

Elisa bevve un sorso di vino prima di rispondere. Guardando Thora dritta negli occhi, affermo: «Harald era il fratello migliore che si potesse desiderare. Forse non era una persona come tutte le altre, soprattutto negli ultimi tempi», Elisa tiro fuori la lingua e la tocco con le dita a forma di forbici, riferendosi a quella biforcuta di Harald, «ma avevo cieca fiducia in lui. Era un gentiluomo, e non soltanto nei miei confronti. Con nostra sorella era stato un tesoro. Nessuno era capace di prendersene cura come faceva lui.» Poi, abbassando gli occhi tristi verso il bicchiere sul tavolo davanti a loro, prosegui: «Mamma e papa, loro… Non so come spiegarlo… Non trattavano mai Harald con rispetto. Io ricordo di aver sempre ricevuto abbracci, carezze e infinito amore da loro, cose che invece non li ho mai visti fare nei confronti di Harald. Loro… era come se non lo sopportassero!» Poi si corresse in fretta. «Non che fossero cattivi o violenti con lui, sia chiaro, pero proprio non lo potevano amare. Non so perche si comportassero cosi, davvero non riesco a trovarne una spiegazione plausibile.»

Thora cerco di nascondere meglio che poteva il suo disprezzo per quella famiglia. Senti un brivido percorrerle la spina dorsale, e desidero intensamente trovare l’assassino di quel povero ragazzo. Per lei non c’era niente di piu agghiacciante che crescere privi dell’affetto famigliare. Il bisogno che i figli avevano dell’amore dei genitori era un dato di fatto innegabile, e negarlo alle proprie creature era un crimine dei piu efferati. Non c’era da meravigliarsi se Harald era diventato cosi strano. A un tratto Thora si accorse di essere impaziente di incontrare la madre il giorno dopo. «Si», disse allora per rompere il silenzio. «La cosa non suona per niente bene. Benche i due fatti siano forse completamente estranei l’uno all’altro, questa mancanza di contatto con i suoi genitori spiega almeno i suoi comportamenti anticonformisti. Ma questo e sicuramente un argomento che non le va di discutere con una sconosciuta, per cui mi sembra opportuno ritornare a quella sua famosa visita…»

Elisa sorrise risollevata. «Come vi stavo dicendo poco fa, parlammo a lungo di me e dei miei problemi. Harald si dimostro un vero signore e non fece altro che assecondarmi. Tra l’altro mi porto con se a visitare la Laguna Blu, a vedere un geyser e a fare delle passeggiate per il centro, e qualche sera restammo a casa a vedere dei DVD, a cucinare e a rilassarci.»

Thora tento di immaginarsi Harald fare il bagno alla Laguna Blu, ma non riusci. «Qual e l’ultimo film che avete visto, se lo ricorda?»

Elisa sorrise. «Il Re Leone, anche se la cosa suona incredibile.»

Matthew fece l’occhiolino a Thora per rimarcare il fatto che non aveva affatto mentito sul titolo del DVD che aveva trovato nel lettore. «Ma per caso ti ha spiegato quale fosse il campo delle sue ricerche?»

«No, non mi ha detto che poche cose», rispose Elisa pensierosa. «Comunque era di ottimo umore, ed era evidente che qui in Islanda si trovava proprio benone. Io non l’avevo mai visto cosi felice prima di allora. Forse il suo buonumore era dovuto alla lontananza da casa, da mamma e papa. O forse al libro che aveva trovato.»

«Il libro?» chiesero Thora e Matthew all’unisono. «Che libro?» ribadi Matthew.

Elisa era chiaramente stupita dalla loro reazione. «Il vecchio libro, no? Il Malleus maleficarum. Non l’avete visto a casa sua?»

«Ce n’erano diverse edizioni. Tu a quale ti riferisci? Te l’ha mostrato per caso?»

«No, non ne era ancora entrato in possesso.» Improvvisamente la ragazza si zitti, poi riprese a parlare. «E probabilmente non l’aveva ancora ricevuto nemmeno quando venne assassinato. L’aveva trovato troppo poco tempo prima.»

«Sai se aveva intenzione di andarlo a prendere?» chiese Matthew. «Te ne aveva parlato?»

«No», sospiro Elisa. «In realta non gli domandai niente in proposito. Forse avrei dovuto farlo?»

«No, non sarebbe cambiato niente», la rassicuro Matthew. «Ma, piuttosto, ti aveva detto perche quel libro era tanto particolare?»

Il volto di Elisa si illumino. «Si, e che storia interessante. Aspettate, com’era?» Prima di riprendere il discorso, ci penso su per un attimo. «Ti ricordi delle lettere antiche del nonno, vero?» disse rivolgendosi a Matthew, che annui. Thora suppose che fossero quelle contenute nella cartella di cuoio, provenienti da Innsbruck. «Harald era come il nonno, pareva ammaliato da quelle lettere che leggeva continuamente, da cima a fondo. Era convinto che chi le aveva scritte avesse perpetrato una vendetta atroce nei confronti di Kramer per fare giustizia delle sevizie subite da sua moglie.» Guardando Thora, le chiese: «Lei sa chi era questo Kramer, vero?»

Thora annui. «Si, anzi, ho persino letto il suo capolavoro, se cosi si puo definire, il Maglio delle streghe.»

«Io invece non mi sono abbassata a tanto, ma del suo contenuto ne so abbastanza perche nella mia famiglia nessuno ne scampa. Harald aveva il chiodo fisso di scoprire che cosa fosse successo ai personaggi della vicenda. Io cercai di fargli notare che, essendo fatti vecchi di oltre cinquecento anni, era escluso arrivare alla verita, ma lui non se ne dava per vinto. La Chiesa si era occupata del caso e secondo lui gran parte dei relativi documenti si erano conservati nel corso dei secoli. La sua iscrizione ai corsi universitari di Storia si collegava alla speranza di poter rinvenire tutta la documentazione sulla vicenda. Anche la scelta della tesi di laurea sulle persecuzioni contro le streghe serviva per rendere le sue ricerche piu credibili. Harald di quell’argomento ne sapeva piu di ogni altro, armato com’era della collezione del nonno e del suo stesso entusiasmo.»

«Almeno suo nonno era stato buono con lui?» chiese Thora per ottenere una conferma di quanto supponeva.

«Certamente», disse infatti Elisa. «Passavano molto tempo insieme. Stavano sempre a parlare fra di loro anche dopo che il nonno era finito in ospedale, senza speranza di guarigione e ormai completamente tagliato fuori dal mondo. Come potete ben capire, il nonno gli voleva bene piu che a ogni altro di noi ragazzi, forse anche per compensare il fatto che Harald viveva come un estraneo nella sua stessa famiglia. Gli trasmise l’interesse per le storie dei roghi delle streghe. Quei due erano capaci di stare a discutere dell’argomento all’infinito.»

«E i suoi studi di Storia avevano portato a nuove informazioni?» domando Thora. «Aveva trovato qualcosa di interessante?»

«Si o almeno cosi asseriva lui. Attraverso l’Universita di Berlino, per esempio, pote entrare nell’Archivio Vaticano. Ando a Roma dopo il primo anno di studi e ci resto a lungo, mi sembra per quasi tutta l’estate. Sosteneva di aver trovato un documento nel quale Kramer faceva richiesta di sferrare un altro attacco contro le streghe di Innsbruck, poiche si era convinto che fossero state loro a sottrargli una copia del libro che aveva redatto. Kramer diceva di tenere molto a quell’edizione in particolare perche conteneva le modalita da seguire per ottenere i migliori risultati nell’eliminazione della magia e nella persecuzione delle streghe. Era molto preoccupato perche le streghe avrebbero potuto utilizzare quel volume per fargli capitare addosso qualche terribile diavoleria, per cui era determinato a recuperare il libro a qualunque costo. Harald mi riferi di non essere riuscito a trovare la risposta del Vaticano alle sue richieste, ma non esistendo testimonianze di sorta su un ritorno di Kramer a Innsbruck, e probabile che le autorita ecclesiastiche gli avessero negato il permesso. Harald era comunque molto eccitato perche pensava di aver capito quale fosse il libro rubato a Kramer, quello che doveva finire all’inferno: l’edizione personale e originale del Malleus maleficarum, la piu antica copia conosciuta di quel famigerato volume. In ogni modo, Harald aveva scoperto che era una copia leggermente diversa da quella pubblicata l’anno dopo, anche perche, essendo l’originale, era sicuramente scritta a mano, con miniature e disegni autografi. Inoltre l’altro autore del volume, quel tale Sprenger, doveva aver detto la sua nell’edizione definitiva dell’opera, e quelle modifiche erano il nocciolo della ricerca di Harald, che aveva in mente di separare le due mani nella scrittura dell’opera. Anzi, c’e chi afferma che il povero Sprenger in realta non avesse scritto proprio un bel niente.»

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