Thora sedeva alla sua scrivania e picchiettava ritmicamente il bordo con una matita. Matthew la osservo in silenzio per un po’. «Ho sentito dire che i Rolling Stones stanno cercando una nonna alle percussioni», disse alla fine.

Thora smise di tamburellare e poso la matita. «Non ci crederai, ma fare cosi mi aiuta a pensare meglio.»

«A pensare? Perche ti metti a pensare proprio ora?»

Il giorno prima Thora gli aveva raccontato il tentativo disperato di Halldor di far ricadere l’attenzione su Briet, ma dopo aver passato una notte insonne a pensarci, la colpevolezza della ragazza non le sembrava piu cosi improbabile.

«Mi pare che la nostra indagine stia procedendo bene, se si escludono alcuni punti ancora oscuri.», riprese a parlare Matthew, «ma credimi, quando la polizia comincera a mettere sotto torchio quello studente, salteranno subito fuori i soldi scomparsi e forse anche il manoscritto, se mai esiste.»

E guardando fuori della finestra aggiunse: «Andiamo piuttosto da qualche parte a fare un brunch, anche se in ritardo». Era appena arrivato all’ufficio di Thora, dopo essersi svegliato troppo tardi.

«Impossibile. Oggi e la giornata di riposo dei ristoratori», menti Thora. «I locali non riaprono prima di mezzogiorno». Matthew sospiro. «Ma sopravviverai anche a questo. Di la ci sono dei biscotti, te li faccio portare subito», e prese il telefono per chiamare la segretaria. «Bella, mi servirebbe il pacco di biscotti vicino alla caffettiera.» Nell’aria aleggiava il secco «Vieniteli a prendere» di risposta, cosicche si affretto ad aggiungere: «Non e per me, ma per il nostro ospite.» Poi riattacco e si rivolse di nuovo a Matthew: «Non ti sembra il caso di verificare le accuse contro Briet? Forse sono fondate.»

Matthew rovescio il capo all’indietro e si mise a fissare il soffitto per un instante, prima di risponderle. «Ma non ti rendi conto che Halldor e stato messo con le spalle al muro?» Thora annui. «Nient’altro di cio che abbiamo sentito o visto avvalora un coinvolgimento di Briet nel nostro caso, se non il fatto che e una ragazza squilibrata, che ha preso parte a liturgie diaboliche con tanto di membra umane arrostite.»

«Ma forse ci e sfuggito qualcosa di importante», ribadi Thora con poca convinzione.

«Del tipo? No, mi dispiace, mia cara, ma alla fin fine sembrerebbe proprio che Hugi sia il vero omicida di Harald e che il suo amico abbia completato l’opera. L’unica questione ancora irrisolta e quella del denaro scomparso. La cosa piu probabile e che i due abbiano inventato la storia del manoscritto ritrovato per ingannare Harald, facendogli credere che loro sapevano dove si trovava. Devi riconoscere che Halldor era in una posizione privilegiata per poter creare una storia credibile, in qualita di traduttore del suo amico. Niente di piu facile che prendere i soldi per il fantomatico acquisto e far fuori Harald per metterlo a tacere. La spiegazione che Halldor ha fornito circa la maglietta di Hugi non sta in piedi.»

«Ma…» In quell’istante Bella fece il suo ingresso trionfale senza bussare. Aveva disposto i biscotti su un vassoio e versato del caffe in una tazza. Una sola tazza. Thora era certa che se i biscotti fossero stati per lei, Bella le avrebbe lanciato dalla porta il pacco ancora chiuso, mirando alla testa.

«Mille grazie», disse Matthew nel ricevere quelle delizie. «Certe persone non comprendono l’importanza della colazione», aggiunse indirizzando un’occhiata ironica a Thora e facendo l’occhiolino a Bella, la quale guardo Thora con sufficienza prima di sorridere da un orecchio all’altro a Matthew e uscire soddisfatta.

«Le hai fatto l’occhiolino», esclamo Thora meravigliata.

Matthew le fece due volte l’occhiolino. «Ora l’ho fatto due volte a te. Sei contenta?» continuo mettendosi in bocca un biscotto con grande teatralita.

«Stai attento, lei non e fidanzata e potrei dirle in quale albergo stai pernottando.» In quel momento squillo il suo cellulare.

«Salve, sto parlando con Thora Gudmundsdottir, vero?» chiese una voce femminile che Thora non riconobbe.

«Si, sono io.»

«Sono Gudrun, la proprietaria dell’appartamento affittato ad Harald», si presento la donna.

«Si, salve.» Thora scrisse il nome su un foglio e lo mostro a Matthew. Poi aggiunse due punti di domanda in fondo per fargli capire che ne sapeva quanto lui della chiamata.

«Non so se sto telefonando alla persona giusta, ma siccome avevo il suo biglietto da visita sottomano… Sa, il fatto e che ho trovato una scatola qui dentro, pochi giorni fa. Era di Harald ed era piena di…» La donna esito come per cercare le parole.

«Si, ne sono al corrente», intervenne Thora per risparmiarle la fatica di descrivere le parti di corpo cucinate.

«Ah, si? Ottimo.» Dalla voce traspariva il sollievo. «Come puo ben immaginare, presi uno spavento terribile e solamente ora mi sono resa conto che, nel panico del momento, mentre correvo via dalla lavanderia avevo stretto nel pugno un documento antico.»

«Mi pare di capire che non l’ha consegnato alla polizia.»

«No, appunto. Avevo intenzione di farlo, ma nella confusione del momento me ne sono dimenticata. Cosi l’ho appena ritrovato accanto al telefono in cucina.»

«Che tipo di documento e?»

«Beh, pare una vecchia lettera. Antichissima. Mi sono ricordata che voi stavate appunto cercando una cosa simile e ho pensato che magari sarebbe stato meglio consegnarla a voi anziche alla polizia.» Thora udi la signora tirare il fiato prima di continuare. «Gli investigatori hanno gia tanto su cui indagare. Non vedo come questa lettera possa riguardarli.»

Thora scarabocchio sul foglio di prima le parole «Lettera antica???» Matthew sollevo le sopracciglia e si prese un altro biscotto.

Al telefono Thora disse: «Ci farebbe molto piacere darle almeno un occhiata. Potremmo venire a trovarla adesso?»

«Ehm, va bene. Sono a casa. C’e soltanto una cosa.» La donna tacque.

«Che cosa?» chiese Thora guardinga.

«Ho paura di aver stretto un po’ troppo la lettera nella fuga. Ero completamente sotto choc. Ma non e proprio del tutto rovinata…» Poi ammise: «E per questo motivo che non ho avuto il coraggio di riferirlo alla polizia. Non volevo che si mettessero a fare tante storie vedendo che l’ho praticamente stracciata. Spero invece che voi mi capiate.»

«Non si preoccupi. Ora veniamo.» Thora riattacco a si alzo in piedi. «Devi portarti i biscotti con te. Mi dispiace, ma stiamo per uscire. Forse abbiamo ritrovato la lettera danese scomparsa!»

Matthew prese in fretta e furia due biscotti e un altro sorso di caffe. «La lettera che il professore stava cercando?»

«Si, lo spero.» Thora afferro la borsetta e si avvio verso la porta. «Se e veramente quella, possiamo andare a restituirla a Gunnar e cogliere l’occasione per farci dire qualcosa di Briet.» Contenta per come stavano andando le cose, Thora lancio un sorriso malizioso a Matthew. «Anche se non si trattasse di quella famosa lettera, potremmo far finta di non saperlo.»

«Stai forse pensando di ingannare quel poveraccio?» le chiese Matthew fingendosi scandalizzato. «Non direi che sia una bella cosa da fare, non ti pare? Anche considerando tutto quello che ha dovuto sopportare negli ultimi tempi.»

Thora si volto verso di lui mentre percorreva il corridoio e gli sorrise di nuovo. «L’unico modo per scoprire se la lettera sia quella incriminata e di andare personalmente da Gunnar, no? E se cosi fosse, il sollievo per averla ritrovata ce lo rendera particolarmente grato e pronto a tutto per aiutarci. Due o tre domande su quella Briet non saranno certo un grosso peso per lui.»

Thora non sorrideva altrettanto entusiasticamente mentre sedeva al tavolo della cucina di Gudrun con la lettera fra loro tre. Gunnar non sarebbe affatto rimasto entusiasta nel ricevere il prezioso documento in quelle condizioni. Magari avrebbe preferito addirittura che rimanesse smarrito. «Lei e sicura che non fosse gia danneggiata quando la tiro fuori dalla scatola?» domando Thora mentre cercava di appiattire con prudenza gli spessi fogli senza far staccare il pezzo che era stato praticamente strappato via.

La signora abbasso vergognosa lo sguardo sulla carta. «Sicurissima. Devo averla rovinata cosi nell’agitazione. Ero uscita di senno in quel momento.» Sorrise come per scusarsi. «Forse e possibile incollarla di

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