Laura parve sorpresa. «Avete fatto tutto cio per ritornare a McIlroy?»
«Questo e altro», confesso Ruth.
«Ma non vi sentivate… in colpa a rompere le loro cose?»
«E stato piu difficile per Ruth che per me», confido Thelma. «Io ho il diavolo in corpo, mentre Ruth e la reincarnazione di un’oscura e sdolcinata suora del quattordicesimo secolo di cui non abbiamo ancora identificato il nome.»
Nel giro di un giorno Laura capi che non desiderava rimanere con la famiglia Teagel, ma cerco di adattarsi illudendosi che la loro compagnia fosse preferibile a un ritorno al McIlroy.
La vera vita non era che uno scenario nebuloso per Flora Teagel, a cui interessavano solo le parole crociate. Trascorreva intere giornate seduta al tavolo della sua cucina, sempre avvolta in un maglione — qualunque tempo facesse — e riempiva, una dopo l’altra, riviste di parole crociate, con una dedizione che era allo stesso tempo stupefacente e idiota.
Quando si rivolgeva a Laura, solitamente era per darle una lista di lavori da sbrigare, oppure per chiederle aiuto quando si trovava di fronte a qualche definizione complessa. Quando Laura lavava i piatti, Flora spesso se ne usciva con domande del tipo: «Qual e la parola di sei lettere per indicare gatto?»
La risposta di Laura era sempre la stessa: «Non lo so».
«’Non lo so, non lo so, non lo so’», la scimmiottava la signora Teagel. «Sembra che tu non sappia molto, ragazza mia. Non presti attenzione a scuola? Non ti interessano la lingua, le parole?»
Laura ovviamente era
Il marito, Mike, era un camionista tracagnotto, con la faccia da bambino. Trascorreva le serate seduto in poltrona, assorto nella lettura del
Laura pensava che queste storie fossero stupide, illogiche e senza senso, ma non poteva certo dirglielo. Del resto, se l’avesse fatto, non si sarebbe nemmeno offeso. Al contrario, l’avrebbe guardata con compatimento e poi, con una pazienza esasperante e con un fare irritante da saputello, tipico di chi studia tanto ma rimane sempre ignorante, avrebbe iniziato a spiegarle come funziona il mondo. Lentamente. Ripetutamente. «Laura, ci sono ancora tante cose che devi imparare. I capoccioni che stanno a Washington,
Su un punto Flora e Mike erano perfettamente d’accordo: prendere in affidamento un bambino per ottenere gratuitamente un servo. Laura doveva lavare, occuparsi del bucato, stirare e cucinare.
La loro unica figlia, Hazel, aveva solo due anni in piu di Laura ed era terribilmente viziata. Hazel non cucinava mai, non lavava mai i piatti, non faceva mai il bucato, ne puliva la casa. Nonostante avesse solo quattordici anni, aveva le dita delle mani e dei piedi perfettamente curate e dipinte. Se dalla sua eta fosse stato sottratto il numero di ore che aveva trascorso a imbellettarsi di fronte allo specchio, avrebbe avuto solo cinque anni.
«Quando fai il bucato», spiego a Laura proprio il giorno in cui arrivo, «devi mettere dentro prima i
Laura penso che aveva gia letto quel libro e aveva gia visto quel film. Perdiana, aveva preso il posto di
«Vedi, io diventero una grande attrice, oppure una modella», le spiego Hazel, «percio il mio viso, le mie mani e il mio corpo sono il mio futuro e devo proteggerli.»
La visita della signora Ince, la magrissima assistente sociale che si occupava del caso, era stata fissata per sabato mattina, 16 settembre, e Laura aveva intenzione di chiedere di essere rimandata all’istituto McIlroy. La minaccia rappresentata da Willy Sheener le sembrava un problema secondario rispetto alla vita quotidiana con i Teagel.
Quando la signora Ince arrivo, trovo Flora che stava lavando per la prima volta in due settimane i piatti. Laura invece era seduta al tavolo, in cucina, con un libro di parole crociate che le era stato messo fra le mani solo quando il campanello aveva cominciato a squillare.
Durante la parte della visita dedicata a un colloquio privato con Laura nella sua stanza, la signora Ince si rifiuto di credere a cio che Laura le stava raccontando riguardo a tutto il lavoro che le avevano assegnato. «Ma cara, il signore e la signora Teagel sono dei genitori esemplari e poi non mi sembri cosi provata dal lavoro, anzi, hai persino messo su qualche chilo.»
«Io non li sto accusando di farmi soffrire la fame», replico Laura. «Ma non ho mai tempo per fare i compiti e poi ogni sera vado a letto esausta…»
«Inoltre», la interruppe la signora Ince, «da queste famiglie non ci si aspetta semplicemente che ospitino i bambini, ma che li educhino, e cio significa insegnare loro come comportarsi, instillare i buoni valori e l’amore per il lavoro.»
La signora Ince non offriva alcuna speranza.
Laura si risolse ad adottare il piano delle Ackerson per disfarsi di una famiglia che non voleva. Comincio a mettere poca cura nei lavori domestici. Quando era lei a occuparsi dei piatti, erano macchiati e rigati. E quando stirava faceva delle gran pieghe sui vestiti di Hazel.
Dato che la distruzione della maggior parte della sua collezione di libri le aveva insegnato ad avere un profondo rispetto per la proprieta, Laura non voleva rompere i piatti o qualsiasi altra cosa appartenesse ai Teagel, percio sostitui quella parte del piano Ackerson con il disprezzo e lo scherno. Un giorno Flora chiese una parola di sei lettere che significasse «una specie di bue» e Laura rispose: «Teagel». Una sera Mike comincio a raccontare una storia di dischi volanti, che aveva letto sull’
La logica conseguenza di tanta insolenza fu una sculacciata. Con le sue grandi mani callose Mike non aveva certo bisogno di un battipanni. Ma Laura si morse un labbro e non gli diede la soddisfazione di vederla piangere. Dalla soglia della cucina, Flora grido: «Basta, Mike. Non lasciarle dei segni». Ma lui smise di battere Laura solo quando la moglie entro nella stanza e gli fermo la mano.
Quella notte Laura si addormento con fatica. Per la prima volta aveva impiegato il suo amore per le parole, il potere del linguaggio, per raggiungere l’effetto desiderato e le reazioni dei Teagel erano la prova che poteva usare le parole nel modo giusto. Ma ancora piu eccitante era il pensiero, ancora troppo embrionale per essere compreso appieno, che forse aveva la capacita non solo di difendersi, ma di farsi strada nel mondo grazie alle parole, magari persino come autrice di quel genere di libri che le piacevano tanto. Con suo padre aveva parlato dei suoi sogni di diventare medico, ballerina, veterinario, ma erano stati discorsi cosi, tanto per dire. Nessuno di quei sogni l’aveva riempita di eccitazione come la prospettiva di diventare una scrittrice.
Il mattino seguente, quando scese in cucina, trovo i Teagel riuniti per la colazione. «Ehi, Mike», lo canzono Laura, «ho appena scoperto che nello sciacquone in bagno vive un calamaro intelligente che viene da Marte».
«Ma che cosa stai dicendo?» le chiese Mike.
Laura sorrise. «Notizie esotiche.»
Due giorni piu tardi Laura veniva rimandata all’istituto McIlroy.
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