Il salotto e lo studio di Willy Sheener erano ammobiliati come se ci vivesse un uomo normale. Del resto Stefan non era neppure sicuro di quello che si era aspettato di trovare. Forse le prove della demenza di quell’uomo, ma non certo una casa linda e ordinata.
Una delle camere da letto era vuota, mentre l’altra era decisamente strana. Il letto era costituito da un nudo e stretto materasso posato sul pavimento. Le federe dei cuscini e le lenzuola erano quelle usate per i bambini, con dei conigli tutti colorati. Il comodino e il cassettone erano a misura di bambino, di un azzurro pallido, con figure di animali stampate sui lati e sui cassetti: giraffe, conigli, scoiattoli. Sheener possedeva anche una collezione di
All’inizio Stefan penso che quella stanza avesse lo scopo di attirare i bambini del vicinato e Sheener fosse cosi maniaco da cercare le sue prede persino vicino a casa, dove il rischio era maggiore. Ma nell’alloggio non c’erano altri letti e l’armadio e i cassetti non contenevano che abiti da uomo. Alle pareti erano appese fotografie incorniciate dello stesso ragazzo dai capelli rossi; alcune lo ritraevano da bambino, altre quando aveva circa sette o otto anni, e il volto era chiaramente quello di Sheener. Stefan comincio a realizzare che l’unico frequentatore di quella casa era Willy Sheener. Quella creatura viscida dormiva proprio li. Evidentemente, di notte si ritirava in un fantasioso mondo infantile, e in quella sua misteriosa regressione notturna trovava senza dubbio la pace che cosi disperatamente andava cercando.
Fermo al centro di quella strana stanza, Stefan si senti allo stesso tempo rattristato e disgustato. Sembrava che Sheener non molestasse i bambini solo e principalmente a scopo sessuale, ma per assorbire la loro giovinezza, per ritornare a essere bambino come loro; attraverso la perversione sembrava che cercasse di discendere non tanto nello squallore morale, quanto in una perduta innocenza. Era patetico e allo stesso tempo spregevole, impreparato alle prove che si presentano nella vita di un adulto e, proprio a causa di cio, pericoloso. Stefan rabbrividi.
7
Il suo letto nella stanza delle gemelle Ackerson ora era occupato da un’altra bambina. A Laura fu assegnata una stanzetta a due letti all’estremita nord del terzo piano, vicino alle scale. La sua compagna, Eloise Fischer, aveva nove anni, le lentiggini e portava le treccine. Inoltre aveva un atteggiamento troppo serio per una bambina. «Da grande faro la ragioniera», informo Laura. «Mi piacciono molto i numeri. Si puo sommare una colonna di numeri e ottenere sempre la stessa risposta tutte le volte, non ci sono sorprese con i numeri, non sono come le persone.» I genitori di Eloise erano stati condannati per detenzione di stupefacenti e mentre il tribunale decideva quale parente dovesse prendersi cura di lei, era stata mandata all’istituto McIlroy.
Appena Laura ebbe sistemato le sue poche cose, corse nella stanza delle Ackerson. Entro gridando: «Sono libera! Libera!»
Mentre Tammy e l’altra ragazza quasi la ignorarono, Ruth e Thelma le corsero incontro e l’abbracciarono. Era proprio come tornare a casa.
«Non piacevi alla tua famiglia?» chiese Ruth.
«Hai usato il piano Ackerson?» domando Thelma.
«No, li ho uccisi tutti nel sonno.»
«Certo che e una bella trovata», commento Thelma.
Rebecca Bogner, la nuova ragazza, aveva undici anni. Tra lei e le Ackerson non correva buon sangue. Ascoltando Laura e le gemelle, Rebecca comincio a dire: «Ma siete strambe, troppo strambe» e poi: «Accidenti quanto mistero», con una tale aria di superiorita e disprezzo che avveleno l’atmosfera con un’efficacia pari a un’esplosione nucleare. Laura e le gemelle uscirono e andarono a rifugiarsi in un angolo del cortile, dove poter scambiarsi le notizie di cinque settimane, senza i commenti di Rebecca.
Era gia ottobre e le giornate erano ancora calde, anche se verso le cinque del pomeriggio l’aria cominciava a diventare piu frizzante. Infilarono le giacche e si sedettero sui rami piu bassi di un grande albero tropicale, ormai abbandonato dai bambini piu piccoli che erano gia andati a prepararsi per la cena.
Non erano trascorsi cinque minuti che Willy Sheener fece la sua apparizione con una sega elettrica. Si mise a potare un’eugenia a pochi passi da loro, ma la sua attenzione era focalizzata su Laura.
A cena, l’Anguilla era come al solito dietro il bancone del self-service e distribuiva latte e fette di torta alle ciliegie. Aveva serbato la piu grande per Laura.
Il lunedi mattina inizio a frequentare una nuova scuola dove gli altri bambini avevano gia avuto quattro settimane a disposizione per conoscersi e fare amicizia. Ruth e Thelma seguivano alcuni dei suoi corsi e cio rese piu facile l’adattamento, ma questa situazione non fece che rammentarle quanto instabile fosse la condizione di un’orfana.
Il martedi pomeriggio, tornando da scuola, la signora Bowmaine la fermo all’entrata. «Laura, posso vederti nel mio ufficio?»
La signora Bowmaine indossava un vestito a motivi floreali rosso porpora, che faceva a pugni con le tende e la tappezzeria del suo ufficio, dove invece i motivi floreali erano rosa pastello e color albicocca. Laura prese posto su una sedia a fiori rosa.
La signora Bowmaine era alla scrivania e intendeva sistemare in fretta la faccenda di Laura per poi passare ad altri impegni. La signora Bowmaine era uno di quei tipi sempre indaffarati, con mille cose da fare.
«Eloise Fischer e andata via oggi», le comunico la signora Bowmaine.
«Chi si prendera cura di lei?» chiese Laura. «So che le sarebbe piaciuto andare da sua nonna.»
«E infatti e proprio cosi. Andra da sua nonna.»
Laura fu contenta per Eloise e in cuor suo spero che quella bambina lentigginosa, con le treccine, la futura contabile, potesse trovare qualcosa in cui credere al di la dei freddi numeri.
«Ora non hai compagne», disse la signora Bowmaine. «E non c’e un letto libero altrove, quindi non potrai spostarti con…»
«Posso dare un suggerimento?»
La signora Bowmaine ebbe un fremito d’impazienza e consulto l’orologio.
Laura disse in fretta e furia: «Ruth e Thelma sono le mie migliori amiche e le loro compagne sono Tammy Hinsen e Rebecca Bogner. Ma io credo che Tammy e Rebecca non vadano tanto d’accordo con Ruth e Thelma, quindi…»
«Noi vogliamo che voi impariate a convivere anche con persone diverse da voi. Stare insieme a delle bambine con cui andate gia d’accordo non e costruttivo per il vostro carattere. Resta comunque il problema che fino a domani non posso provvedere a nuove sistemazioni; oggi sono troppo occupata. Quindi voglio sapere se posso fidarmi a lasciarti sola questa notte nella tua camera.»
«Fidarsi di me?» chiese Laura un po’ confusa.
«Dimmi la verita, signorina. Posso fidarmi a lasciarti da sola stanotte?»
Laura non riusciva a immaginare che tipo di problema potesse esserci a lasciare solo un bambino per una notte. Forse si aspettava che Laura si barricasse nella stanza tanto da dover costringere la polizia a far saltare la porta.
Laura si senti confusa e offesa. «Certo, non ci sono problemi. Non sono una bambina. Andra tutto bene.»
«Be’… d’accordo. Dormirai da sola stanotte, ma domani sistemeremo la faccenda.»
Dopo aver lasciato l’ufficio della signora Bowmaine e avere imboccato i grigi corridoi, salendo le scale verso il terzo piano, Laura improvvisamente penso:
Arrivata sul pianerottolo del secondo piano cambio direzione, scese i gradini a due a due e ritorno di corsa verso l’ufficio della signora Bowmaine, ma quando giro l’angolo poco ci manco che si scontrasse proprio con
