l’Anguilla. Aveva uno spazzolone e un carrello su cui erano sistemati lo strizzatoio e un secchio d’acqua profumata di pino.
Le rivolse un largo sorriso. Forse era solo la sua immaginazione, ma Laura fu certa che lui sapesse gia che avrebbe trascorso la notte da sola.
Gli sarebbe passata davanti e sarebbe andata dalla signora Bowmaine a chiederle di cambiare stanza per quella notte. Non avrebbe mosso accuse contro Sheener, altrimenti avrebbe fatto la fine di Denny Jenkins: screditata agli occhi del personale, tormentata lentamente e inesorabilmente dai suoi nemici; ma avrebbe trovato una scusa plausibile per quel suo repentino ripensamento.
Considero anche la possibilita di scagliarsi contro di lui, spingergli la testa dentro il secchio, dargli un calcio nel sedere e dirgli che lei era piu cattiva di lui e che avrebbe fatto meglio a starle alla larga. Ma era diverso dai Teagel. Mike, Flora e Hazel erano gretti, petulanti, ignoranti, ma relativamente sani di mente. L’Anguilla invece era malato e non c’era modo di sapere come avrebbe reagito se l’avesse steso.
Alla sua esitazione, egli rispose con un ghigno deforme.
Un rossore colori le pallide guance e Laura, immaginando che potesse essere una vampata di desiderio, ne fu disgustata.
Si allontano, ma non oso correre finche non risali le scale e fu uscita dalla sua visuale. Poi si precipito nella stanza delle Ackerson e racconto tutto.
«Dormirai qui stanotte», propose Ruth.
«Certo», convenne Thelma, «starai nella tua stanza finche non sara finito il controllo della sera, poi verrai qui.»
Dal suo angolo dove, seduta sul letto, stava facendo i suoi compiti di matematica, Rebecca obietto: «Abbiamo solo quattro letti».
«Dormiro sul pavimento», replico Laura.
«Ma questo e contro le regole», ribatte Rebecca.
Thelma le mostro il pugno e la guardo con aria minacciosa.
«Okay, va bene», si arrese Rebecca. «Non ho mai detto di non volere che lei rimanesse qui. Sottolineavo solo il fatto che era contro le regole.»
Laura si aspettava che Tammy protestasse, invece la ragazza rimase supina sul letto, sopra le coperte a guardare fisso il soffitto, apparentemente persa nei suoi pensieri ed estranea ai loro progetti.
Nella sala da pranzo, davanti a un piatto di carne di maiale immangiabile con contorno di pure colloso e pisellini verdi duri come legno e sotto l’occhio vigile dell’Anguilla, Thelma attacco: «Sai perche la signora Bowmaine voleva sapere se poteva fidarsi di lasciarti da sola?… Ha paura che tenti il suicidio».
Laura era incredula.
«Dei bambini l’hanno fatto», le spiego Ruth con tono di triste. «Ecco perche ci mettono almeno in due, anche in stanze molto piccole. Stare soli per molto tempo… pare che faccia scattare l’impulso.»
Thelma riprese: «Non permetteranno mai che io e Ruth dividiamo una delle stanze piccole poiche, visto che siamo due gemelle identiche, pensano che siamo proprio come
«Ma questo e ridicolo», sospiro Laura.
«Certo che e ridicolo», confermo Thelma. «L’impiccagione e un tipo di suicidio non sufficientemente spettacolare. Le sorprendenti sorelle Ackerson, Ruth e
Nel salone le conversazioni si tenevano con toni sottovoce, perche il personale passava fra i tavoli per tenere sotto controllo la situazione. La signorina Keist, una delle insegnanti interne, passo dietro il tavolo dove Laura sedeva con le Ackerson e Thelma bisbiglio: «Gestapo».
Quando la signorina Keist fu passata, Ruth continuo: «Le intenzioni della signorina Bowmaine sono buone, ma il suo problema e che non ci sa fare. Se solo avesse dedicato un po’ del suo tempo per capire che tipo di persona sei, Laura, non si sarebbe certo preoccupata di un tentato suicidio. Tu sei una che sopravvive.»
Mentre raccoglieva sul bordo del piatto quel cibo decisamente immangiabile, Thelma riprese: «Tammy Hinsen una volta e stata trovata nel bagno con un pacchetto di lamette, mentre cercava il punto giusto per tagliarsi le vene».
Laura fu improvvisamente impressionata da quel misto di umorismo e tragedia, di assurdita e di estremo realismo, che caratterizzava la loro vita al McIlroy. Un attimo prima si prendevano in giro scherzosamente e subito dopo stavano discutendo le tendenze suicide delle ragazze che conoscevano. Realizzo che si trattava di un’introspezione che andava al di la della sua eta e appena fu ritornata nella sua stanza annoto quella considerazione sul diario che aveva appena iniziato.
Ruth era riuscita a risputare sul piatto il cibo. «Un mese dopo l’incidente delle lamette», incalzo, «organizzarono una perquisizione a sorpresa nella nostra stanza, alla ricerca di oggetti pericolosi. Scoprirono che Tammy aveva una lattina di benzina e dei fiammiferi. La sua intenzione era quella di andare nelle docce, cospargersi di benzina e darsi fuoco».
«Oh, mio Dio.» Laura penso all’esile e pallida biondina, con le borse sotto gli occhi, e le sembro che il suo piano di immolarsi fosse solo un desiderio di accelerare il lento fuoco che da tanto tempo la stava consumando dall’interno.
«La mandarono via per circa due mesi in terapia intensiva», riprese Ruth.
«Quando torno», continuo Thelma, «i grandi affermarono che era migliorata, ma a noi sembro uguale.»
Dieci minuti dopo che la signorina Keist aveva terminato il suo giro notturno nelle camere, Laura lascio il suo letto. Il corridoio deserto del terzo piano era illuminato solo da tre lumicini. In pigiama, con un cuscino e una coperta, si affretto a piedi nudi verso la stanza delle Ackerson.
Solo la lampada sul comodino di Ruth era accesa. Sussurro: «Laura, tu dormi nel mio letto. Io mi sono sistemata sul pavimento».
«Be’, rimetti a posto tutto e torna nel tuo letto», le ordino Laura.
Ripiego piu volte la coperta per fare un giaciglio morbido sul pavimento, che sistemo ai piedi del letto di Ruth, dopodiche vi si sdraio con il suo cuscino.
Dal suo letto Rebecca Bogner borbotto: «Finiremo tutte nei guai per questa faccenda».
«Ma che cos’hai paura che ci facciano?» chiese Thelma. «Che ci leghino a un palo, ci cospargano di miele e ci lascino in pasto alle formiche?»
Tammy stava dormendo o fingeva di dormire.
Ruth spense la luce e si ritrovarono immerse nell’oscurita.
La porta si spalanco e la luce centrale venne accesa. Vestita di rosso, lo sguardo torvo e minaccioso, la signorina Keist entro nella stanza. «Ah, e cosi! Laura, che cosa stai facendo qui?»
Rebecca Bogner disse in tono di disapprovazione: «Ve l’avevo detto che ci saremmo cacciate nei guai».
«Torna immediatamente nella tua stanza, signorina.»
La tempestivita con cui era apparsa la signorina Keist parve un po’ sospetta e Laura rivolse lo sguardo a Tammy Hinsen. La biondina non stava piu fingendo di dormire; ora stava appoggiata su un gomito e sorrideva. Evidentemente aveva deciso di aiutare l’Anguilla, forse nella speranza di ritornare a essere la sua preferita.
La signorina Keist scorto Laura nella sua stanza. Laura si infilo nel letto e la signorina Keist la guardo per un momento. «Fa caldo, apriro la finestra.»
Ritornando accanto al letto, fisso Laura attentamente. «C’e qualcosa che vuoi dirmi? C’e qualcosa che non va?»
Laura prese in considerazione per un istante la possibilita di raccontarle dell’Anguilla. Ma che cosa sarebbe successo se la signorina Keist avesse aspettato di cogliere l’Anguilla sul fatto e se lui non si fosse presentato? Laura non avrebbe mai piu potuto accusare l’Anguilla, perche aveva un
