e in Florida.»

«Ma non puoi andare avanti cosi, sola, spaventata…»

Infilando uno spazzolino a spirale nella canna della pistola, Laura replico: «Sono spaventata, e vero, ma sono preparata. Per tutta la vita sono rimasta ferma, mentre le persone che amavo mi sono state tolte. Non ho fatto altro che sopportare. Bene, al diavolo tutto quanto. D’ora in avanti combattero. Se qualcuno vorra portarmi via Chris, dovra prima passare sul mio cadavere. Dovra combattere una guerra».

«Laura, so che cosa stai passando, ma lasciami fare per un attimo l’analista e lasciati dire che non stai tanto reagendo a una minaccia reale, ma piuttosto iperreagendo a un senso di impotenza di fronte al destino. Non puoi sfidare la Provvidenza, amica mia. Non puoi giocare a poker con Dio e aspettarti di vincere solo perche hai una pistola nella borsetta. Voglio dire, hai perso Danny in una circostanza tragica, d’accordo, e forse potresti dire che Nina Dockweiler sarebbe vissuta se qualcuno avesse regalato una pallottola all’Anguilla alla prima occasione, ma quelli sono gli unici casi in cui la vita delle persone che tu amavi avrebbe potuto essere salvata grazie alle armi. Tua madre e morta dandoti alla luce. Tuo padre e morto d’infarto. Abbiamo perso Ruthie in un incendio. Imparare a difenderti con le armi va bene, ma e fondamentale che tu abbia delle prospettive, devi accettare la nostra vulnerabilita, o finirai in un manicomio insieme con persone che parlano alle gambe dei tavoli e mangiano vestiti a colazione. Facciamo le corna, ma che succederebbe se Chris si ammalasse di cancro? Tu sei pronta a far saltare in aria chiunque osi toccarlo, ma non puoi uccidere il cancro con una pistola e temo che tu sia cosi follemente determinata a proteggerlo, che cadrai a pezzi se qualcosa del genere succedesse, qualcosa che non puoi controllare, che nessuno puo controllare. Sono preoccupata per te, Laura.»

Laura scosse la testa e provo un moto di tenerezza per l’amica. «Lo so, Thelma, ma puoi stare tranquilla. Per trentatre anni ho solo sopportato, ora reagisco come meglio posso. Se il cancro dovesse colpire me o Chris, mi rivolgero ai migliori specialisti, tentero ogni cura possibile. Ma se tutto questo non dovesse servire a nulla, se per esempio Chris dovesse morire di cancro, allora accettero la sconfitta. La lotta non esclude la sopportazione. Io posso lottare e, se perdo, posso ancora resistere.»

Thelma la fisso a lungo. Poi, scuotendo il capo in segno di approvazione concluse: «Questo e cio che speravo di sentirti dire. Okay. Fine della discussione. Parliamo d’altro. Quando hai intenzione di comprarti un carro armato, Shane?» .

«Oh, me lo consegneranno lunedi.»

«Obici, granate, bazooca?»

«Martedi. Ma che mi dici del film con Eddie Murphy?»

«Abbiamo concluso il contratto due giorni fa.»

«Non mi dire! La mia Thelma sara la protagonista di un film con Eddie Murphy?»

«La tua Thelma apparira in un film con Eddie Murphy. Non credo di potermi ancora qualificare come protagonista.»

«Hai avuto un ruolo come quarta protagonista nel film con Steve Martin e terza in un film con Chevy Chase. E adesso come seconda, giusto? Quante volte sei stata ospite nello show Tonight? Otto volte, mi pare, non e cosi? Sii sincera, sei una star.»

«Forse di scarsa grandezza. Non e curioso, Shane? Due come noi che vengono dal nulla, dal McIlroy, e sono arrivate in alto. Strano no?»

«Non cosi strano», replico Laura. «Le avversita rendono un uomo forte e la forza ha successo. E sopravvive.»

2

Stefan aveva lasciato la neve sulle San Bernardino Mountains e un istante piu tardi era nel tunnel all’altro capo della Via del Lampo. Il tunnel somigliava a una grande botte rovesciata, simile a quelle che si trovano nei luna park, a parte il fatto che la superficie interna era di rame invece che di legno e non girava sotto i suoi piedi. Aveva un diametro di circa tre metri e mezzo ed era lungo circa quattro. Compiuti pochi passi raggiunse il laboratorio principale dell’istituto, dove era sicuro che uomini armati stavano aspettandolo.

Il laboratorio era deserto.

Stupito, si arresto per un momento guardandosi attorno incredulo. Tre pareti della stanza erano occupate, dal pavimento al soffitto, da apparecchi che ronzavano e ticchettavano, incustoditi. Gran parte delle lampade erano spente, e la stanza risultava illuminata da una debole luce, quasi soprannaturale. Il macchinario alimentava il tunnel e metteva in evidenza i segnali dei quadranti e degli indicatori, che si accendevano di verde pallido e arancione perche l’attivita del tunnel — che era una breccia nel tempo, un tunnel per ogni dove — non veniva mai interrotta; una volta chiuso, poteva infatti essere riaperto solo con grande difficolta e un enorme dispendio di energia.

In quel periodo, poiche il lavoro di ricerca non era piu focalizzato sullo sviluppo del tunnel in se, il laboratorio principale era frequentato dal personale dell’istituto solo per la manutenzione ordinaria delle macchine e, ovviamente, quando era in corso una spedizione. In caso contrario, Stefan non sarebbe mai stato in grado di fare i numerosi viaggi segreti e non autorizzati che aveva intrapreso per controllare, e a volte correggere, gli eventi della vita di Laura.

Non era insolito trovare il laboratorio deserto per la maggior parte della giornata, ma ora era piuttosto strano, perche avevano mandato Kokoschka a fermarlo e sicuramente stavano aspettando di sapere come se la fosse cavata sulle gelide montagne della California. Dovevano aver considerato la possibilita che Kokoschka fallisse e che dal 1988 ritornasse l’uomo sbagliato, e quindi il tunnel avrebbe dovuto essere sorvegliato finche la situazione non si fosse risolta. Dov’era la polizia segreta? Dov’erano i fucili con cui si era aspettato di essere accolto?

Guardo il grande orologio sulla parete e vide che erano le undici e sei minuti, ora locale. Era come sarebbe dovuto essere. Il suo viaggio aveva avuto inizio alle undici meno cinque del mattino e ogni spostamento terminava esattamente undici minuti dopo la partenza. Nessuno sapeva il perche, ma indipendentemente dalla permanenza del viaggiatore del tempo nel luogo di destinazione, alla base passavano solo undici minuti. Era rimasto sulle San Bernardino Mountains per circa un’ora e mezzo, ma nella sua vita del suo tempo erano trascorsi solo undici minuti. Se fosse rimasto con Laura per mesi prima di premere il pulsante giallo sulla cintura, attivando il segnale, sarebbe comunque ritornato all’istituto undici minuti dopo la sua partenza.

Ma dov’erano le autorita, le armi, i colleghi furiosi che esprimevano la loro indignazione? Dopo aver scoperto la sua ingerenza nella vita di Laura, dopo aver mandato Kokoschka a sorprendere lui e Laura, perche se n’erano andati dal tunnel quando dovevano attendere solo undici minuti per sapere il risultato di quel confronto?

Stefan si tolse gli scarponi, il cappotto, la fondina e li nascose in un angolo dietro delle attrezzature. Li aveva lasciato il camice bianco quando era partito per il viaggio. Lo indosso. Perplesso, ancora preoccupato nonostante non avesse trovato comitati ostili ad accoglierlo, usci nel corridoio e ando in cerca di guai.

3

Alle due e mezzo di domenica, Laura era davanti allo schermo del computer nello studio accanto alla camera da letto padronale. Indossava il pigiama e una vestaglia e fra un sorso e l’altro di succo di mela lavorava al nuovo libro. L’unica luce nella stanza proveniva dalle lettere verdi sullo schermo e da una piccola lampada da tavolo puntata su alcune pagine che erano state stampate il giorno precedente. Accanto al manoscritto era posata una rivoltella.

La porta che dava sul corridoio era aperta. Laura non chiudeva mai le porte, tranne quella del bagno, perche una porta chiusa avrebbe potuto impedirle di sentire i passi furtivi di un estraneo in un’altra parte della casa. La casa aveva un sistema d’allarme sofisticato, ma lei teneva comunque le porte interne aperte, per sicurezza.

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