«Non sono esattamente cervelli,» disse Nicodemus. «Si chiamano transmog, anche se non so bene perche. Una volta qualcuno mi disse che era un abbreviativo di transmogrificazione. Esiste, questa parola?»

«Non so,» disse Horton.

«Be’, comunque,» disse Nicodemus, «ho un transmog da chef ed uno da medico ed uno da biochimico… ecco, per darti un’idea. Un intero corso universitario racchiuso in codice in ognuno di essi. Una volta li ho contati tutti, ma adesso ho dimenticato quanti sono. Un paio di dozzine, direi.»

«Quindi, forse riuscirai davvero a riparare il tunnel di Carnivoro.»

«Io non ci farei conto,» rispose Nicodemus. «Non so cosa contenga il transmog da ingegnere. Ci sono tanti tipi diversi d’ingegneria… chimica, meccanica, elettronica.»

«Almeno avrai una conoscenza generica nel campo.»

«E vero. Ma il tunnel di cui ha parlato Carnivoro probabilmente non e stato costruito dagli umani. Gli umani non ne avrebbero avuto il tempo.»

«E invece potrebbe darsi. Gli umani hanno avuto a disposizione quasi mille anni, per fare parecchie cose. Ricorda cosa e stato possibile realizzare nei cinquant’anni di cui mi hai parlato tu.»

«Gia. Lo so. Forse hai ragione. Forse non era sufficiente affidarsi alle navi. Se gli umani avessero contato esclusivamente sulle navi, non sarebbero arrivati tanto lontano e…»

«Ci sarebbero arrivati, se avessero realizzato il volo a velocita superiori a quella della luce. Forse, realizzato quello, non vi sono piu limiti naturali. Forse, quando hai spezzato la barriera della luce, non c’e piu un limite alla velocita.»

«Non saprei, ma non credo che ci siano riusciti,» disse Nicodemus. «Ne sentii parlare molto, durante il periodo successivo al mio arruolamento nel progetto. Sembrava che nessuno avesse un vero punto di partenza, una vera comprensione di cio che entrava in gioco. Molto piu probabilmente, gli umani sono atterrati su un pianeta molto meno lontano di quello su cui ci troviamo noi, hanno scoperto uno dei tunnel, e adesso usano quelli.»

«Ma non soltanto gli umani.»

«No, questo risulta chiaro dalla presenza di Carnivoro. Non possiamo immaginare quante altre razze li usino. E Carnivoro? Se non rimettiamo in funzione il tunnel, vorra imbarcarsi con noi.»

«Dovra passare sul mio cadavere.»

«Sai, anch’io la penso come te. E un personaggio piuttosto bizzarro, e potrebbe essere un vero problema ibernarlo. Prima di tentarlo, dovremmo conoscere la chimica del suo organismo.»

«Il che mi ricorda che non torneremo alla Terra. Che cosa ci si prepara? Dove ha intenzione di andare Nave?»

«Non saprei,» disse Nicodemus. «Ne abbiamo parlato di tanto in tanto, vedi. Nave, ne sono sicuro, non cercava di nascondermi niente. Ho l’impressione che non sappia neppure lei che cosa ha intenzione di fare. Andare e basta, immagino, e vedere cosa riesce a trovare. Ti rendi conto, ovviamente, che se vuole Nave puo ascoltare tutto quel che diciamo.»

«Questo non mi preoccupa,» disse Horton. «Siamo tutti chiusi nello stesso barattolo di vermi. Tu per molto piu tempo di quanto tocchera a me. Quale che sia la situazione, dovro accettarla, perche non ho altre basi. Sono quasi a mille anni da casa, e mille anni piu indietro della Terra, in questo momento. Nave, senza dubbio, ha ragione di affermare che se tornassi sarei uno spostato. Si puo accettarlo intellettualmente, certo, ma mi da una sensazione strana alla bocca dello stomaco. Se gli altri tre fossero qui, immagino, sarebbe diverso. Mi sento orribilmente solo.»

«Non sei solo,» disse Nicodemus. «Hai Nave e me.»

«Si, credo di si. A quanto pare, continuo a dimenticarlo.»

Si alzo da tavola. «E stata una cena splendida,» disse. «Vorrei che avessi potuto mangiare con me. Prima di andare a letto, pensi che mi rovinerei l’apparato digerente se prendessi un’altra fetta di quell’arrosto freddo?»

«Per colazione,» disse Nicodemus. «Se ne vuoi una fetta per colazione.»

«Sta bene, allora,» disse Horton. «C’e ancora una cosa che mi preoccupa. Con la vostra organizzazione, non avete bisogno di un umano, in questa spedizione. Quando incominciai l’addestramento, un equipaggio umano aveva un senso. Ora non l’ha piu. Tu e Nave potreste svolgere la missione da soli. Data la situazione, perche non ci hanno semplicemente buttati nella spazzatura? Perche si sono presi la briga di caricarci a bordo?»

«Tu stai cercando di mortificare te stesso e la razza umana,» disse Nicodemus. «Non e altro che la reazione traumatica a quel che hai appena appreso. L’idea fondamentale era di mettere a bordo conoscenza e tecnologia, e l’unico modo possibile era metterle nelle persone degli esseri umani che le possedevano. Quando le navi partirono, pero, un altro modo per fornire tecnologia e conoscenza era stato trovato nei transmog, che potevano trasformare un robot semplice come me in un multispecialista. Ma anche cosi, ci sarebbe mancato un fattore… la strana qualita dell’umanita, la condizione biologica umana che ancora non abbiamo e che finora nessun roboticista e riuscito a conferirci. Tu hai parlato del robot istruttore e del tuo odio per lui. E quanto succede quando si supera un certo limite, nel perfezionamento robotico. Si acquisiscono buone capacita, ma l’umanita che deve controbilanciarle e carente ed i robot, anziche diventare piu umani, divengono arroganti e insopportabili. Forse sara sempre cosi. L’umanita puo essere un fattore irrealizzabile artificialmente. Una spedizione alle stelle, suppongo, potrebbe funzionare in modo efficiente se a bordo della nave vi fossero solo i robot e il loro equipaggiamento di transmog, ma non sarebbe una spedizione umana: e questa e le altre erano imperniate proprio su questo… cercare pianeti dove potesse vivere la gente della Terra. I robot, certamente, potrebbero effettuare osservazioni e prender decisioni, e nove volte su dieci le osservazioni sarebbero esatte e le decisioni giuste: ma la decima volta, le une e le altre potrebbero essere errate perche i robot guarderebbero il problema con occhi robotici e prenderebbero decisioni con cervelli robotici, privi del fattore importantissimo della qualita umana.»

«Le tue parole sono consolanti,» disse Horton. «Spero solo che abbia ragione tu.»

«Ho ragione, credimi.»

Nave disse: Horton, sara meglio che vada a letto, adesso. Domattina verra a trovarti Carnivoro, e dovresti dormire un po’.

8.

Ma addormentarsi era difficile. Mentre stava li, sdraiato, a guardare l’oscurita, la stranezza e la solitudine si riversavano su di lui, la stranezza e la solitudine che fino a quel momento aveva tenuto lontane.

Solo ieri, aveva detto Nicodemus. E stato solo ieri che sei entrato in ibernazione, perche tutti i secoli che sono passati da allora per te significano meno di niente.

Era stato solo ieri, penso, con un po’ di stupore e di amarezza. E adesso era solo, a ricordare e a rimpiangere. A rimpiangere, li nell’oscurita di un pianeta lontanissimo dalla Terra, raggiunto, per quanto lo riguardava, in un batter d’occhio, per scoprire che la sua patria e la gente di ieri erano sprofondati negli abissi del tempo.

Helen morta, penso. Morta, posta a giacere sotto lo scintillio d’acciaio di stelle ancora piu estranee, sul pianeta sconosciuto di un sole non registrato, dove i ghiacciai d’ossigeno solido si levavano contro lo sfondo nero dello spazio e la roccia primordiale stava incorrosa da millenni e millenni, un pianeta immutabile come la stessa morte.

Loro tre, insieme… Helen, Mary, Tom. Mancava soltanto lui… mancava perche era stato nel cubicolo numero uno, perche uno stupido robot piedipiatti e pasticcione non sapeva pensare ad altro sistema che procedere in ordine numerico.

Nave, sussurro mentalmente.

Dormi, disse Nave.

Vai al diavolo, disse Horton. Non puoi trattarmi come un bambino. Non puoi dirmi cosa devo fare. Dormi, tu dici. Apri una falla, tu dici. Dimentica tutto, tu dici.

Non ti diciamo di dimenticare, disse Nave. E un ricordo prezioso, e finche devi rimpiangere, tienilo stretto. Quando rimpiangi, sappi che piangiamo con te. Perche anche noi ricordiamo la Terra.

Ma non vi ritornerai. Hai intenzione di andare avanti. Dopo questo pianeta, hai intenzione di

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