che la tua gatta feroce lo squarci con i suoi artigli e beva il suo sangue freddo e consumato. Il fantasma di Dickon te ne sara grato.

— Che cosa ti fa pensare che siamo disposti a farti dei favori, piccolo fantoccio piagnucoloso? — gli domando acidamente la vecchia strega. — Ho riconosciuto la tua voce. Tu sei il sudicio cucciolo di quel burlone dell’Uomo Nero.

— Si, ma adesso il fratello grande di Dickon sta languendo nelle celle del Santuario, dove i preti crudeli torturano i suoi pensieri. Non puo piu proteggere Dickon adesso. Puoi uccidere Dickon senza pericolo.

— E inutile che implori, sudicio nanerottolo, perche noi non ti faremo nessun favore. Indietro, Grimalkin! — La gatta aveva proteso il muso con aria tracotante e stava minacciando Dickon con la zampa tesa. — E cosi, alla fine, quell’impertinente del tuo padrone e caduto dal filo sul quale si ostinava a fare l’equilibrista, eh?

— Si, Madre Jujy, e tutta la Nuova Stregoneria sta per fare la sua stessa brutta fine. Molte streghe e molti stregoni sono stati catturati. Se Dickon fosse riuscito a portare a termine la missione che gli aveva affidato suo fratello, forse alla Stregoneria restava qualche speranza. Ma adesso Dickon giace qui, al buio, sottoterra, smarrito e impotente. Uccidi Dickon prima che lo uccida il suo tormento.

— Parla piu forte, sudicio nanerottolo. Non capisco neanche la meta di quello che dici! — protesto Madre Jujy chinandosi ulteriormente. — E si puo sapere perche tu, piccolo sgorbio ingrato e disubbidiente, non puoi portare a termine la tua missione? Perche ti sei fermato qui a piangere e a lagnarti, brutto scansafatiche che non sei altro? — E cosi dicendo pungolo il demonietto con la punta del bastone.

— Dickon ha esaurito la sua scorta di sangue. Il poco che gli e rimasto non gli basterebbe a compiere cento passi e a ogni istante che passa diventa piu freddo. Se Dickon potesse bere del sangue fresco, allora correrebbe veloce come il vento. Ma qui non c’e sangue fresco.

— Ma tu ci stai insultando, sudicio nanerottolo — sbotto Madre Jujy alzando in aria il bastone. — Nelle mie vene e in quelle di Grimalkin scorre lo stesso sangue che scorre in quelle del tuo padrone, e per quanto vecchie e appassite siamo, ti assicuro che e piu che buono!

— Chiedo perdono, Madre Jujy! Dickon non intendeva mancarvi di rispetto. Dickon si riferiva solo al sangue che lui puo bere.

— Brutto presuntuoso d’un cencio peloso! Che cosa ti fa pensare di aver diritto di decidere quale sangue bere e quale non bere?

Il piccolo demone la fisso con i grandi occhi pieni di rimprovero. — Non prenderti gioco di Dickon con tanta crudelta. Tu odi Dickon e appena avrete finito di tormentarlo tu e la tua gatta feroce lo ucciderete.

— Sentitelo, il signor so-tutto-io! — sibilo Madre Jujy con tale veemenza, che Dickon si fece ancor piu piccolo per la paura. — Hai forse la presunzione di dare ordini a quelli migliori di te? Berrai il sangue di Grimalkin e se non ti piacera te lo farai piacere!

E, senza indugiare, oltre afferro il minuscolo demonietto per la collottola. Ma Grimalkin, intuendo che la sua padrona stava per coinvolgerla in qualcosa di poco piacevole, si allontano di alcuni metri. Contemporaneamente, Dickon urlo: — Il sangue di un gatto ucciderebbe Dickon come i suoi artigli. Anche il tuo sangue, Madre Jujy, potrebbe ucciderlo.

Per un attimo sembro che Madre Jujy fosse sul punto di spedire lo stremato demone a raggiungere il gatto a suon di bastonate.

— Ah, e cosi il mio sangue non sarebbe abbastanza buono per te, eh? — urlo con la voce strozzata dalla rabbia. — Il sangue di Madre Jujy non sarebbe abbastanza buono per un sudicio nanerottolo avvizzito? Avanti, qui svelto, prima che Madre Jujy ti riduca in poltiglia e faccia a Grimalkin una giacca rossa con la tua pelliccia!

E, strattonandosi la veste, si scopri la spalla giallastra e ossuta.

— Madre Jujy dice sul serio? — le chiese il demone con voce flebile, scrutandola dall’ingrata posizione in cui si trovava. — Madre Jujy non sta ingannando Dickon?

— Adesso mi dai anche della bugiarda? — gracchio la vecchia strega. — Ancora una domanda del genere e ti pentirai di avere la lingua tanto lunga. Avanti, mangia, sudicio nanerottolo! — concluse bruscamente attaccandoselo alla spalla.

Per alcuni secondi ci fu silenzio. Poi Madre Jujy si dimeno nervosamente. — Mi fai solletico — protesto.

— Madre Jujy ha la pelle dura — si scuso Dickon.

Di nuovo sembro che la strega fosse sul punto di farlo volare al capo opposto della galleria. Le sue gracili membra tremavano per la rabbia.

— La pelle dura? La pelle dura? Quand’era giovane Madre Jujy aveva la pelle piu morbida di tutta Megateopoli! Razza di orribile fantoccio senza sesso che non sei altro! Per te e un onore anche solo appoggiarci sopra la tua bocca avvizzita!

A poco a poco, la sua sfuriata si ridusse a un acido borbottio, che alla fine si acquieto. Per lunghi minuti, il silenzio freddo e umido che li circondava fu interrotto soltanto dai miagolii di gelosia di Grimalkin, che misurava con impazienza l’oscurita del tunnel, lanciando occhiate assassine al nuovo cucciolo della sua padrona.

Alla fine, il demonietto alzo la testa. Adesso i suoi movimenti erano rapidi e straordinariamente pieni di vitalita.

— Dickon si sente leggero come l’aria — cinguetto con grande vivacita. — Nessun compito e troppo difficile per lui adesso. — Poi assunse di colpo un tono di grande rispetto. — Il tuo sangue era molto, molto buono, Madre Jujy, anche se era pieno di strane emozioni. Non ha fatto alcun male a Dickon. Oh, Madre Jujy, come potra mai ripagarti Dickon? Come potranno suo fratello e i compagni di suo fratello saldare il loro debito? La mente di Dickon e troppo piccola per poter misurare l’importanza del favore che gli hai reso. Dickon non ha parole per descrivere…

— Per descrivere che cosa? Come stai a sprecare tempo prezioso ad adularmi, mentre il mondo intero attende l’esito della tua missione? — lo interruppe Madre Jujy. — Sparisci! — E con la mano libera gli diede una spinta che, nel debole gesto delle dita, si confuse con una rapida carezza al pelo ramato.

Lui le restitui un sorriso grinzoso. Quindi, con uno scatto fulmineo, che fece tremare l’aria umida della galleria e lascio la povera Grimalkin a prendere a zampate il vuoto, si dileguo nell’oscurita, nella direzione opposta a quella dalla quale la strega era venuta.

Per molti minuti, Madre Jujy insegui con lo sguardo l’ombra di Dickon inghiottita dalla tenebra, mentre dalla candela che le tremava fra le dita incerte, cadevano minuscole goccioline di cera che, appena toccavano il suolo freddo, si indurivano e sbiancavano.

— Forse ce la faranno — mormoro fra se e se, la voce rotta da un’emozione che non avrebbe mai confessato a nessuno se non a Grimalkin. — Che Satanas li aiuti. E chissa, forse ce la faranno davvero.

18

Lentamente, e trascinando i piedi, che gli sembravano diventati di piombo, come se l’aria stessa si fosse ispessita per intralciargli il cammino, Jarles fece ritorno al proprio appartamento, nelle cripte del Santuario. La sua mente era offuscata da un oscuro senso di colpa, che trovava ancor piu odioso in quanto si detestava e si disprezzava per il fatto di provarlo.

In ogni corridoio si imbatteva o veniva raggiunto alle spalle da sacerdoti che correvano in entrambe le direzioni, gli occhi stralunati dal panico. Uno di questi, un prete grasso e insignificante del Secondo Circolo, lo fermo e cerco di attaccare discorso.

— Desidero congratularmi per la sua elevazione al Quarto Circolo — disse, senza quasi prender fiato fra una parola e l’altra. — Lei si ricordera senz’altro di me, eminenza. Io sono Fratello Chulian… la sua vecchia guida…

Dalla sua aria di scusa e dal modo in cui si torceva nervosamente le mani, sembrava che stesse cercando il coraggio per chiedergli un favore; o, forse, nel generale clima di paura e di incertezza che si era creato, stava semplicemente cercando il maggior numero possibile di appigli a cui aggrapparsi.

Jarles lo fisso con disprezzo e prosegui senza rispondergli.

Le cripte erano quasi deserte. Le squadre d’assalto avevano setacciato l’intero Santuario alla ricerca dei Fanatici e adesso se ne erano andate per condurre i prigionieri al carcere generale del palazzo, che era separato da quella secondario in cui, prima di venire nominato Sommo Gerarca, Goniface rinchiudeva i suoi personali

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