Harrison si sporse in avanti, appoggio i gomiti sulle ginocchia e fisso la ragazza. «Sorprendente», disse. «A che ora hai avuto la visione?»

Melanie si strinse nelle spalle.

«Fra le cinque e le nove», rispose per lei Bodie. «Vale a dire fra le quattro e le otto, ora del Pacifico.»

Harrison inarco un sopracciglio e guardo Joyce.

«E proprio quando e successo», confermo Joyce. Sembrava leggermente spaventata.

«Che cosa hai visto, esattamente?»

«Ho visto papa che veniva investito da un’auto.»

«Puoi descrivere la macchina?»

«Credo di no.»

«Il conducente?»

Melanie scosse la testa.

«Peccato che la tua visione non fosse piu dettagliata. Queste informazioni non sarebbero da tenere in considerazione, ma se si potesse stabilire l’identita del guidatore, potremmo trovare prove sufficienti a inchiodarlo. Detesto l’idea che qualcuno se la cavi dopo quanto e accaduto.»

Pen si rivolse a Joyce. «Tu eri la. Hai visto che cosa e successo?»

«Non molto bene. Era buio e pioveva. Quello che so per certo e che si trattava di un’auto sportiva. Non mi ricordo neppure il colore.»

«Non hai preso il numero di targa?»

«E successo cosi in fretta.»

«Come e successo?» volle sapere Melanie.

«Eravamo andati a cena da Gerard’s

«Un locale di Beverly Hills», spiego Harrison. «Sul Canon.»

Pen annui. «Ci sono stata. E il ristorante preferito di papa.»

«Ci siamo andati quest’anno per il tuo compleanno», riprese Joyce. «Ti ricordi dove aveva parcheggiato?»

«Nel parcheggio della banca di fronte.»

«E la che ha parcheggiato ieri sera. Mette sempre la macchina in quel punto, quando andiamo da Gerard’s.» Joyce guardo Harrison. «Whit preferiva percorrere qualche isolato a piedi piuttosto che lasciare l’auto nelle mani di un addetto al parcheggio.»

«Non lo sapevo», disse Harrison.

«Relitti della societa», aggiunse Pen, citando probabilmente suo padre.

«A ogni modo, poiche pioveva, lui mi ha lasciato fuori dal ristorante. Gli ho detto che poteva farsi portare la macchina dal ragazzo del locale. Pioveva, si sarebbe inzuppato. Ma lui ha replicato: ‘La pioggia si asciuga. Non ho nessuna intenzione di affidare la mia macchina a quel cretino’. Comunque, io sono uscita e sono rimasta ad aspettarlo sotto la pensilina. Lui aveva parcheggiato dietro la banca. E proprio all’angolo. La banca, non il parcheggio. Questo e sul retro. Credo che non abbia voluto andare fino all’angolo e usare il passaggio pedonale perche era fuori strada. Cosi ha attraversato. Il semaforo all’angolo era rosso e non c’erano auto. Non in senso contrario, comunque. Poi all’improvviso questa macchina lo investe.» Joyce serro le labbra in una linea sottile e fisso la tazzina del caffe che teneva sulle ginocchia. Quando riprese a parlare, la sua voce era piu acuta di prima e tremava. «Non ho visto l’auto finche non lo ha colpito. Mi pare che stessi guardando da un’altra parte. L’ho visto scendere dal marciapiede, non c’era traffico, e poi ho sentito un colpo spaventoso, ho guardato e lui stava rotolando sopra questa macchina sportiva. L’auto non ha neppure rallentato dopo averlo investito. Whit… giaceva sulla strada, era scattato il verde, altre auto cominciavano ad avanzare verso di lui. Sono corsa fuori e… nessuna lo ha colpito. Io agitavo disperatamente il braccio.»

«Dio santissimo!» mormoro Pen.

«Nessuno nelle altre auto ha visto quando e stato investito?» domando Bodie.

«Non lo so. Le prime hanno rallentato, mi sono passate di fianco e hanno proseguito. Tre o quattro. Poi qualcuno si e fermato, ma non aveva visto niente.»

«E l’addetto al parcheggio o il portiere del ristorante?» chiese Pen.

«Non hanno visto. Il portiere stava facendo entrare alcuni clienti e i ragazzi del parcheggio erano occupati a sistemare le vetture. A ogni modo, qualcuno ha chiamato la polizia, credo. Sono arrivati, gli agenti e un’ambulanza.» Joyce sospiro profondamente. Rimase silenziosa per qualche secondo fissando la tazzina del caffe, poi disse: «E cosi difficile credere che una cosa simile sia potuta accadere!»

«Come?» insiste Melanie. «Quell’auto che sbuca dal nulla…»

«Indubbiamente ha fatto una curva dal Canon», ragiono Harrison, «e il conducente l’ha visto quando era troppo tardi.»

«Bastardo», sussurro Melanie. «Non se la cavera.»

9

«Lui… o lei», osservo Harrison. «Puo darsi che perda il sonno per questa faccenda, sempre che non sia stato troppo ubriaco per accorgersi di quanto succedeva, ma se qualcuno non ha preso il numero di targa, se la cavera tranquillamente. Mi sono occupato di parecchi casi che si riferivano ad auto pirata. Senza il numero di targa, si fa un buco nell’acqua.»

«Non m’importa chi e stato», confesso Joyce. «Voglio dire, m’importa, ma…»

«Dovrebbe importarti», la interruppe Harrison. «A parte le conseguenze penali e il ritiro della patente, stiamo parlando di un caso di proporzioni sensazionali. Ammettendo che il guidatore fosse assicurato…»

«Come fai a pensare in termini legali in questo momento? Whit giace in una stanza d’ospedale, mezzo…» La donna non fini la frase.

Mezzo morto, concluse Bodie per lei. O per tre quarti? Sette ottavi? La frase gli si rigiro nella mente.

«Scusami», disse Harrison. «Non avrei dovuto parlarne. E un punto discutibile, comunque. Probabilmente non sapremo mai chi era il conducente.»

Joyce si porto la tazzina alle labbra e bevve un sorso di caffe. Chiaro che la bevanda era diventata fredda, ormai. La donna fece una smorfia, si alzo dalla sedia e ando a posare la tazzina sul tavolo. Tornando al suo posto, riusci a sorridere e si rivolse a Melanie: «Spero che tu non voglia tornare subito a scuola».

«Non subito», rispose Melanie. «Voglio restare finche…» La ragazza scrollo le spalle. «Non abbiamo ancora deciso, ma non posso certo andarmene con papa in queste condizioni. Forse Bodie dovra rientrare, ha ottenuto una supplenza…»

«Posso fare in modo che qualcuno si occupi delle mie classi», disse lui. «Per alcuni giorni, almeno.»

«Qui ci sono tante stanze», suggeri Joyce.

Bodie ripenso all’invito di Pen. Avrebbe preterito fermarsi a casa sua, non c’era dubbio. «Non saprei», disse.

«Nessun disturbo, credetemi. Non potete andare in un motel. Sono sicura che Whit non lo permetterebbe, se fosse qui. Finche restate in citta, questa e casa vostra. D’accordo?»

«D’accordo», acconsenti Melanie. «Grazie.»

Pen abbasso gli occhi. Sembrava offesa di essere stata ignorata, ma non lo disse.

Bel colpo, Mel.

«Avete mangiato?» s’informo Joyce.

«Abbiamo fatto colazione da Pen», rispose Bodie.

«Voi due dovete essere esausti. Forse volete rinfrescarvi.»

«Io non vedo l’ora di dormire», dichiaro Melanie.

«Bene, allora perche non andate a riposare? Avete con voi la vostra roba?»

«Fuori, nell’auto», disse Bodie.

«Okay. Harrison, perche non dai una mano ai ragazzi a portare i bagagli? Io vado a prendere lenzuola e asciugamani puliti.»

«Pen, tu rimani?» domando Bodie.

Вы читаете Melodia in nero
Добавить отзыв
ВСЕ ОТЗЫВЫ О КНИГЕ В ИЗБРАННОЕ

0

Вы можете отметить интересные вам фрагменты текста, которые будут доступны по уникальной ссылке в адресной строке браузера.

Отметить Добавить цитату