stava ancora in piedi. Poi, all’improvviso, crollo a terra e non si mosse piu.

Le donne avevano smesso di gridare e fissavano attonite e sgomente lo spaventoso spettacolo. Poi, sempre insieme e all’improvviso, reagirono. Rimettendosi a urlare come pazze si accalcarono verso l’uscita, spingendosi e trascinando con loro la sentinella e l’altro capitano, contagiati dal panico.

Eric senti il gruppo allontanarsi di corsa. Poi torno il silenzio. Un silenzio rotto solo dai lamenti e dal vaniloquio di Thomas.

Eric si drizzo in piedi, incapace di ricostruire l’accaduto. Walter, lo Straniero, aveva detto che quella palla rossa era un’arma, ma funzionava in modo completamente diverso dalle armi che conosceva lui o di cui aveva sentito parlare. Chissa, forse gli antenati avevano posseduto armi simili. Quello, pero, era un prodotto della Scienza titanica. Cos’era? Come aveva fatto a distruggere la testa di Stephen?

Nella bisaccia ne aveva ancora un bel po’, forse gli sarebbe tornata utile. Ma per il momento aveva altro a cui pensare. Doveva approfittare dell’occasione. Non sapeva quanto sarebbe durata la confusione dovuta al panico e da un momento all’altro poteva arrivare una banda di guerrieri. Non c’era tempo da perdere. Imponendosi di vincere il disgusto, si chino sul cadavere insanguinato, e riusci ad afferrare la lancia che Stephen stringeva ancora in pugno. Adesso non aveva tempo per tagliare i legacci che gli stringevano i polsi, ma in seguito anche la lancia gli sarebbe servita.

«Alzati, zio Thomas» intimo poi. «Dobbiamo andarcene subito. Svelto, alzati.»

Il ferito lo fisso con occhi vacui. «…corridoi lunghissimi come non hai mai visto ne immaginato» stava mormorando. «E lampade dappertutto. Corridoi e corridoi…»

Per un attimo, Eric penso di abbandonarlo. Suo zio gli sarebbe stato solo d’impaccio e avrebbe potuto compromettere il successo della fuga. Ma lui non aveva il coraggio di andarsene abbandonandolo in quelle condizioni.

«Alzati» torno a ripetere. «E un ordine. Guerriero Thomas. Eric l’Occhio ti ordina di alzarti e di seguirlo.»

Ancora una volta, il tono perentorio fece il miracolo. Con sforzo palese e a prezzo di dolori lancinanti, il ferito riusci a mettersi in piedi. Ricadde pero subito. Non aveva la forza di stare in piedi. Eric si affretto a sorreggerlo, e sostenendolo come poteva riusci a trascinarlo alla meglio fino all’imbocco del cunicolo.

Fu una fatica improba, perche avevano tutti e due le mani legale, e lui poteva sorreggere il peso morto di Thomas solo con le spalle e coi fianchi. Ma Thomas era finalmente riuscito a reggersi in piedi, per quanto vacillando.

Trascinandosi dietro la lancia, Eric usci dal ripostiglio con il ferito. Il grande cunicolo centrale era deserto. Ovunque si notavano i segni di una fuga precipitosa. Armi, vasellame, oggetti disparati erano sparsi qua e la, dove i loro atterriti proprietari li avevano lasciati cadere. Davanti al Tumulo Reale si ergeva il Palco, ormi completato. I corpi delle due mogli di Thomas dovevano essere stati portati via in precedenza, perche non c’erano piu.

Ricordandosi di avere sentito i passi dei fuggitivi perdersi lungo il cunicolo di sinistra, Eric decise di voltare a destra.

Come aveva previsto, zio Thomas costituiva un grosso problema. Ogni pochi passi si fermava ansimando e gemendo, e sprecava il poco fiato che aveva continuando a parlare della Gente di Aaron con frasi spezzate e per lo piu prive di senso. Eric doveva spingerlo a spallate, per indurlo a rimettersi in cammino.

Raggiunta la rete dei corridoi esterni, Eric comincio a sentirsi un po’ piu tranquillo. Ma fu solo dopo molte svolte e giri, dopo avere percorso molte diramazioni, qundo si trovarono in una zona di cunicoli completamente disabitati da tempo, che tiro finalmente un sospiro di sollievo. Allora si fermo, e aiutandosi con la punta della lancia riusci finalmente a segare i legacci. Quindi, slego le mani di Thomas, poi, passandogli un braccio intorno alla vita, e tenendolo stretto a se riusci a farlo camminare. Naturalmente procedevano adagio, sia perche Thomas era allo stremo delle forze, sia perche era cosi massiccio che Eric faceva fatica a reggerlo. Tuttavia il giovane continuo a camminare, perche voleva mettere la maggiore distanza possibile ira loro e il resto dell’Umanita.

Non sapeva ancora dove andare, ma un posto valeva l’altro. Ovunque fossero andati, non sarebbero mancati certamente i pericoli mortali.

Doveva avere espresso il suo dilemma a mezza voce, perche, con sua grande sorpresa, Thomas si mise a parlare con voce fievole ma coerente.

«La porta del territorio titanico, Eric» disse. «Quella da dove sei uscito per il Furto. Andiamo la.»

«Perche?» chiese il giovane.

Non ebbe risposta. Thomas aveva reclinato la testa sul petto. Il breve momento di lucidita era passato. Eppure il vecchio guerriero continuava a camminare, come un automa.

Territorio titanico. Erano piu al sicuro la che fra gli esseri umani? Chissa.

Tuttavia Eric ubbidi. Dovevano compiere un ampio arco attraverso un dedalo di corridoi per arrivarci, ma Eric conosceva la strada. In fin dei conti sono Eric l’Occhio si disse. Ma si corresse subito. No, ormai sono Eric il Fuorilegge, senza casa e senza famiglia. All’infuori del moribondo che lui trascinava dietro, tutti gli erano nemici.

10

Thomas il Distruggitrappole era rimasto ferito gravemente durante l’attacco di sorpresa che aveva distrutto la sua banda. In circostanze normali sarebbe stata Sarah la Guaritrice a occuparsi di lui, e grazie all’abilita e alla lunga esperienza l’avrebbe curato e guarito. Invece…

Lo sforzo sostenuto e la tensione della fuga lo avevano svuotato delle ultime forze. Aveva gli occhi vitrei e le spalle cadenti. Pareva un sonnambulo che camminasse barcollando verso la morte.

Quando si fermarono per riposare, Eric lavo con cura le ferite con l’acqua della borraccia e fascio le piu profonde con pezzi di stoffa strappati dalla bisaccia. Di piu non poteva ne avrebbe saputo fare. Del resto Thomas era ormai ridotto in uno stato tale che nessuno avrebbe potuto fare qualcosa per lui.

Il pensiero che fra poco si sarebbe ritrovato solo in quei cunicoli bui e deserti terrorizzava Eric. Invano cerco di fare trangugiare allo zio un po’ di cibo e acqua; il ferito non riusciva nemmeno a inghiottire. Da quando si erano fermati, il suo respiro si era fatto piu leggero e piu rapido, e il suo corpo scottava.

Per quanto lo riguardava, Eric mangio invece il piu possibile. Non toccava cibo da parecchio, e chissa quando avrebbe avuto tempo di mangiare ancora. Mangiando, continuo a tenere gli occhi fissi su Thomas, steso accanto a lui, e intanto cercava disperatamente di formulare un piano d’azione. Pero non riusci a escogitare niente di meglio che trascinarsi appresso il moribondo, sorreggendolo, e continuare la marcia verso il territorio dei Titanici.

Una volta messo in posizione eretta, Thomas riusciva a camminare, ma strascicava sempre di piu i piedi, e dopo un po’ Eric fu costretto a fermarsi ancora perche aveva la sensazione di trascinare un morto.

Quando aiuto lo zio a stendersi, noto che il suo corpo si abbandonava, afflosciato. Thomas rimase steso a terra, gli occhi sbarrati che fissavano, senza vederlo, il soffitto a volta del corridoio, su cui la lampada che portava legata alla fronte disegnava un cerchio luminoso.

Il battito del cuore era debolissimo, appena percettibile.

«Eric» sussurro con un filo di voce.

«Si, zio.»

«Ascoltami… Cresci in fretta. Voglio dire… diventa adulto… sul serio. E la tua unica possibilita. Un ragazzo come te… qui nei cunicoli, o cresce in fretta o e perduto… Non…» Un violento accesso di tosse gli squasso il petto. «… Non credere ciecamente in niente e in nessuno. Impara… e diventa uomo. Ma presto, Eric… presto.»

«Mi ci provero. Faro tutto il possibile.»

«Perdonami per averti trascinato in questa vicenda… Non ne avevo il diritto. Dopo tutto, la tua vita ti appartiene. Tu… le mie mogli… la banda. Ho condotto tutti alla morte… E colpa mia.»

Eric dovette fare uno sforzo per non piangere. «E stato per la Causa, zio Thomas» disse. «Non e colpa tua.»

Un gorgoglio sinistro usci dalle labbra del moribondo, ed Eric penso che fosse il rantolo della morte. Poi, con raccapriccio capi che era una risata, ma cosi orribile quale mai aveva sentito prima.

«La Causa?» fece Thomas. «Quale Causa? Lo sai… lo sai qual era… la Causa? Volevo diventare il capo…

Вы читаете Gli uomini nei muri
Добавить отзыв
ВСЕ ОТЗЫВЫ О КНИГЕ В ИЗБРАННОЕ

0

Вы можете отметить интересные вам фрагменты текста, которые будут доступны по уникальной ссылке в адресной строке браузера.

Отметить Добавить цитату