spiegazioni. Questo era certo, nel caso che Arthur l’Organizzatore fosse al corrente degli avvenimenti che si erano svolti e si stavano svolgendo nei cunicoli. Sicuramente in questo caso, avrebbe appostato delle sentinelle.
Ma Eric non ne incontro. Senti invece delle voci non appena fu entrato nel cunicolo piu basso. E a mano a mano che si avvicinava alla biforcazione, le voci diventavano sempre piu forti. Quando infine usci nello spiazzo quadrato, era gia preparato a quello che vide: decine di Stranieri, piu o meno malconci, che discutevano, chiacchieravano, gesticolavano. Ognuno aveva la sua lampada legata alla fronte, e il locale era illuminato in modo abbacinante.
I feriti piu gravi, quelli privi di sensi, erano sdraiati vicino al muro, e abbandonati a se stessi; quelli che invece potevano ancora reggersi o erano appena contusi, stavano raggruppati al capo opposto del cunicolo, formando circolo intorno a Walter l’Armatolo, e ad Arthur l’Organizzatore, e ciascuno voleva dire la sua, raccontare quello che gli era successo, criticare il comportamento degli altri, mettere in evidenza i difetti o i punti deboli dei progetti di Walter o delle direttive di Arthur.
Appena li aveva visti, Eric aveva pensato di avere davanti a se i superstiti di un popolo dopo una disastrosa battaglia. La sua impressione corrispondeva alla realta. Li erano raccolti i fautori della Scienza titanica, o, per lo meno, quelli che erano riusciti a sopravvivere e a fuggire dopo che gli altri abitanti dei cunicoli li avevano sopraffatti e scacciati.
Chiunque essi fossero, ormai erano la sua gente. Gli unici compagni che gli rimanevano. Eric si fece avanti. Un uomo volto la testa, lo guardo e sorrise: «Eric! Ehi, Eric!» chiamo.
L’uomo sovrastava gli altri di tutta la testa e portava i capelli sciolti, non raccolti sulla nuca con un laccio, come gli Stranieri. Quella era la testa di un guerriero dell’Umanita.
A forza di gomiti, Eric e il guerriero si fecero strada uno incontro all’altro, e molto prima che s’incontrassero, Eric riconobbe l’uomo. Alto, magro, nervoso, scattante. Il guerriero della banda di Thomas che gli aveva sempre reso la vita difficile, l’uomo col quale, per poco, non aveva avuto un duello prima del Furto: Roy il Corridore.
A quanto sembrava, Roy non pensava piu al loro antagonismo. Quando finalmente furono uno di fronte all’altro, abbraccio con calore Eric, ed esclamo: «Finalmente una faccia nota! Eric l’Unico, se tu sapessi quanto sono felice di rivederti!»
Eric s’irrigidi un poco, cercando di svincolarsi dall’abbraccio: «Eric l’Occhio» si affretto a correggere. «Sono diventato Eric l’Occhio.»
L’altro sollevo le mani per placarlo. «Ma sicuro, Eric l’Occhio! Scusami. Ti prometto che d’ora in avanti non me lo dimentichero. Eric l’Occhio. Come vuoi tu, ragazzo mio. Basta che siamo amici. Parliamo un po’. Sto impazzendo in mezzo a questa gente, questi guerrieri da burla, queste mezze donne che non fanno che blaterare… E non so che cosa sia successo da noi. Qual e la nostra situazione?»
«Non facciamo piu parte dell’Umanita» rispose Eric, e poi gli racconto tutto quello che era successo da quando era rientrato dopo il Furto. «Siamo dei Fuorilegge» concluse. «Tu, io e tutti gli altri della banda di Thomas. Chi e rimasto?»
«Nessuno, per quanto mi risulta. Credevo di essere l’unico superstite, finche non sei arrivato tu. Me la sono cavata soltanto perche ero di sentinella in fondo al corridoio quando ci hanno assalito di sorpresa. Ho sentito il rumore, e sono corso indietro. Stephen Fortebraccio e la sua banda, insieme a un folto gruppo di Stranieri, stavano massacrando i nostri. Appena mi hanno visto hanno tentato di raggiungermi, ma io non ci ho pensato due volte e mi sono messo a correre… mandando al diavolo il giuramento del guerriero. E, credimi, se pensi di avermi mai visto correre svelto, ebbene ti sbagli. Facevo dei balzi cosi lunghi che per poco non mi spaccavano in due. E intanto quelli continuavano a scagliarmi contro le lance. Non ne ho mai viste tante, ma per fortuna non mi hanno colpito. Dopo tutto, cosa vuoi aspettarti da degli Stranieri?» aggiunse con disprezzo. «Non riuscirebbero nemmeno a colpire il vecchio Franklin, grasso com’e, seduto sul suo tumulo. Diciamo piuttosto che sono stato fortunato perche nessuno degli uomini di Stephen ha partecipato all’inseguimento. E poi, come ti ho detto, correvo… Diavolo come correvo! Non ci ho messo molto a seminarli tutti, e quando finalmente mi sono sentito al sicuro mi sono fermato per riprendere fiato. Poi mi sono diretto a un’altra porta, naturalmente, ed eccomi qua.»
«Conoscevi questo posto? Ci eri gia stato prima?»
«No, proprio qui non c’ero mai stato. Ma sai, noi della banda di Thomas eravamo tutti affiliati alla Scienza titanica, chi piu chi meno. Tuo zio ci aveva convertito poco per volta. E spesso, quando uscivamo a razziare cibo, lui entrava qua dentro e lasciava uno di noi fuori, di guardia. E ci aveva insegnato come fare per arrivare fin qui, in caso di emergenza, se avessimo avuto bisogno di aiuto. Aiuto!» Roy il Corridore si guardo intorno, facendo una smorfia. «Aiuto da questi smidollati chiacchieroni? Gli Stranieri non sanno fare altro che parlare, parlare, parlare.»
Eric ammise che aveva ragione, ma in quel momento almeno, che altro potevano fare? Tuttavia disse che avrebbero potuto almeno appostare delle sentinelle.
«L’ho detto anch’io, al loro capo, ad Arthur l’Organizzatore» disse Roy. «Ma cosa vuoi aspettarti da questi Stranieri? Non sono guerrieri, loro. Arthur non mi ha nemmeno badato, e si e limitato a chiedermi se sapevo che ci fossero affiliati alla Scienza titanica nelle altre bande dell’Umanita. Possono assalirci da un momento all’altro, e lui pensa alle organizzazioni segrete.»
«E piu forte di lui» disse Eric. «Dopo tutto e un Organizzatore. Cosi come tu sei un Corridore e io un Occhio. Se tu perdessi le gambe e io diventassi cieco, come ci sentiremmo? Arthur ha perso la sua organizzazione. E un Organizzatore senza organizzazione. Devi ammettere che per lui e terribile.»
«Puo darsi. Ma, sono fatti suoi, non miei. Io sono sempre in grado di correre piu svelto di chiunque altro… Ah, dimenticavo: mi ha anche detto che se tu o tuo zio riuscivate a tornare qui, doveva farvi qualche domanda. Adesso ti porto da lui.»
Mentre si facevano strada fra la ressa, Roy si chino a sussurrare nell’orecchio di Eric: «Lasciami pero dire, Eric, che ora come ora non ci serve un Arthur l’Organizzatore. Quello che ci occorre e un bravo capitano, uno di prim’ordine, com’era tuo zio. Sapeva sempre cosa fare, sia quando vinceva sia quando perdeva. Quello si che era un uomo… E pensare che adesso ingrassa le fogne. Non riesco a crederci.»
Arthur l’Organizzatore si stacco dal gruppetto di Stranieri vociferanti che lo attorniava, esclamando: «Benvenuto, Eric! Benvenuto di tutto cuore. Mi hanno detto che tuo zio non e riuscito a salvarsi, ma spero proprio che non sia vero.»
«Invece e vero, purtroppo» disse Eric. «L’ho sepolto io stesso.» E racconto all’Organizzatore quello che aveva appena raccontato a Roy.
Quando ebbe finito, Arthur rimase a lungo pensoso, e infine commento: «Proprio come gli altri… Il capo ucciso, i suoi uomini sterminati, salvo pochi costretti alla fuga. E, in ogni caso, un attacco di sorpresa. Devo ammettere che si e trattato di un’organizzazione perfetta, da come tutto e filato liscio. Certo, non tutto e riuscito come doveva, prova ne sia che tu e Roy siete riusciti ad arrivare fin qui. Ma sono inezie in confronto alla perfetta riuscita del piano.»
«Lieto che tu sia in grado di apprezzarlo… Noi, pero, lo apprezziamo un po’ meno. Siamo distrutti, non abbiamo piu speranze.»
«Non e ancora detto» rispose Arthur, circondando le spalle di Eric con un braccio. «Una fase e chiusa, e adesso se ne apre un’altra, ecco tutto. Per citare la Scienza ancestrale dei nostri antenati: azione uguale a reazione. In questo momento, la reazione predomina, e l’azione, la nostra azione, deve ricostituire le proprie forze e cercare nuove vie. Tutti i cunicoli umani ci sono preclusi, ma abbiamo a disposizione quelli dei Titanici. Vi andrebbe l’idea di una piccola spedizione?»
Eric arretro di un passo: «Una spedizione? In territorio titanico? Ma perche? A quale scopo?»
«Per conoscere meglio la Scienza titanica. In altre parole, per mettere in pratica quello che andiamo predicando. Noi siamo uomini di Scienza titanica, ma quali dimostrazioni di questa Scienza siamo in grado di offrire a quelli che vogliamo convertire? Ben poche. Sappiamo si molte cose, ma un po’ di tutto, e niente a fondo. Ora io dico questo.» Aveva alzato la voce, ed Eric si accorse che gli altri avevano smesso di parlare e lo stavano ascoltando tutti. «Se dobbiamo essere scienziati titanici, siamolo fino in fondo, con completa cognizione di causa. Cerchiamo di strappare ai Titanici tutti i segreti, cosi, quando torneremo dalla nostra gente, potremo offrire prove inconfutabili delle nostre convinzioni. Solo in questo modo saremo in grado di distruggere dalle fondamenta la Scienza ancestrale.»
«Ha ragione!» esclamo una voce entusiasta.
«Certo. Arthur ha trovato quello che ci voleva.»
