strimpellare su quella chitarra da cinque dollari che aveva. E non era mai riuscita a imparare un solo accordo. Okay, era carina, in quel suo modo disordinato e sporco. Te lo concedo. Se ti piacciono gli articoli dozzinali.
— Come tirava avanti? — chiese Jason. Aveva conosciuto Monica Buff solo superficialmente, attraverso Ruth. Ma in quel periodo aveva avuto con lei una veloce, incredibile relazione.
— Rubava nei negozi. Aveva quella grossa borsa di vimini che aveva trovato a Baja California. La riempiva di roba e poi usciva dal negozio con la borsa gonfia, enorme.
— Com’e che non l’hanno mai beccata?
— Si che la beccavano. Le davano una multa e arrivava suo fratello con i soldi, cosi lei tornava in circolazione. Ricominciava a camminare a piedi nudi, dico sul serio!, per la Shewsbury Avenue di Boston e a fregare tutte le pesche nei reparti di frutta e verdura dei supermercati. Dedicava dieci ore al giorno a quello che chiamava “shopping”. — Ruth lo scruto con occhi di fuoco. — Lo sai cosa ha continuato a fare senza essere mai scoperta? — Abbasso la voce. — Dava da mangiare agli studenti in fuga.
— E per questo fatto non l’hanno mai arrestata? — Sfamare o ospitare uno studente fuggito dal campus significava due anni in un clf, la prima volta. La seconda, la condanna era di cinque anni.
— No, mai. Se pensava che i pol stessero per eseguire un controllo a sorpresa, telefonava a una centrale e raccontava che un uomo stava cercando di introdursi in casa sua. Poi faceva uscire lo studente e lo chiudeva fuori. I pol arrivavano e trovavano qualcuno che stava prendendo a pugni la porta, proprio come aveva detto lei. Cosi quelli portavano via lo studente e lasciavano libera lei. — Ruth ridacchio. — Una volta l’ho sentita fare una di queste telefonate ai pol. Da come l’aveva messa lei, l’uomo…
Jason disse: — Monica e stata la mia donna per tre settimane. Cinque anni fa, all’incirca.
— L’hai mai vista lavarsi i capelli?
— No — ammise lui.
— E non portava le mutandine — aggiunse Ruth. — Perche mai a un bell’uomo come te dovrebbe interessare una relazione con un mostriciattolo sporco, scalcinato e rognoso come Monica Buff? Non potevi portarla da nessuna parte. Puzzava. Non si lavava mai.
— Ebefrenia — disse Jason.
— Si. — Ruth annui. — La diagnosi era questa. Non so se lo sai, ma e scomparsa. E uscita per uno dei suoi shopping e non e piu ritornata. Non l’abbiamo piu rivista. Probabilmente a quest’ora sara morta. E stringera ancora tra le braccia quella borsa di vimini trovata a Baja. E stato il grande momento della sua vita, quel viaggio in Messico. Per l’occasione
— Mi piaceva il suo senso dell’umorismo — rispose Jason. “Non e giusto” penso “paragonare Ruth Rae a una ragazza di diciannove anni. Nemmeno a Monica Buff. Pero il confronto era continuamente presente nella sua mente. E gli rendeva impossibile sentirsi attratto da Ruth Rae. Per quanto a letto fosse brava, e ora anche molto esperta.
“La sto usando” penso. “Come Kathy ha usato me. Come McNulty ha usato Kathy.
“McNulty: ma non e che io ho addosso un microtrasmettitore?”
Jason Taverner afferro di corsa i vestiti e li porto in bagno. Seduto sull’orlo della vasca, comincio a ispezionarli minuziosamente.
Gli ci volle mezz’ora. Ma alla fine riusci a individuarlo. Per quanto minuscolo fosse. Lo getto nel water e tiro l’acqua. Scosso, torno in camera da letto. “Cosi sanno dove mi trovo” si rese conto. “Non posso restare qui.
“E ho messo a rischio la vita di Ruth per niente.”
— Aspetta — disse.
— Si? — Ruth se ne stava appoggiata, stanca, alla parete del bagno, con le braccia conserte sotto il seno.
— I microtrasmettitori — disse adagio Jason — danno solo delle indicazioni approssimative. A meno che non ci sia un apparecchio sintonizzato sul loro segnale a rintracciare la posizione esatta. Prima di allora…
Non poteva esserne sicuro. Dopo tutto, McNulty lo aveva aspettato nell’appartamento di Kathy. Ma si era recato li grazie al segnale del microtrasmettitore o perche sapeva che Kathy ci viveva? Stordito da troppa ansieta, sesso e scotch, non riusciva a ricordare. Seduto sull’orlo della vasca, massaggiandosi la fronte, si sforzo di pensare, di ricordare esattamente cosa avesse detto McNulty quando lui e Kathy, rientrati nella stanza, l’avevano trovato ad aspettarli.
Pero poteva sempre darsi che avesse indicato loro solo l’area in generale. E che i pol avessero dedotto, correttamente, che doveva trattarsi dell’appartamento di Kathy.
Con la voce rotta, disse a Ruth Rae: — Porca miseria, spero di non averti messo i pol alle calcagna. Sarebbe troppo. — Scosse la testa, nel tentativo di schiarirsi le idee. — Hai del caffe bollente?
— Vado a schiacciare qualche pulsante in cucina. — Ruth Rae, a piedi nudi, vestita solo di un braccialetto di legno, si trasferi dal bagno in cucina. Un attimo dopo torno con una grossa tazza di plastica. Sopra c’era stampata la scritta dacci dentro. Lui la prese e bevve il caffe fumante.
— Non posso restare qui — disse. — E, comunque, tu sei troppo vecchia.
Lei lo fisso con un’espressione grottesca, da bambola fracassata, calpestata. Poi scappo in cucina. “Perche l’ho detto?” si chiese Jason. “La tensione, le mie paure.” La segui.
Ruth apparve sulla soglia. Aveva in mano un piatto di ceramica con la scritta souvenir della knotts berry farm. Si scaglio addosso a Jason e gli scaravento il piatto sulla testa. La sua bocca si contorceva come una creaturina appena nata, viva da pochi istanti. All’ultimo momento, Jason riusci a sollevare il gomito sinistro. Venne colpito li. Il piatto si frantumo in tre pezzi dai contorni frastagliati, e dal suo gomito schizzo del sangue. Lui guardo il sangue, i frammenti del piatto sulla moquette, poi Ruth.
— Mi spiace — mormoro lei in un debole sussurro. Le parole parevano mute. I serpenti nati da poco si contorcevano di continuo, chiedendo scusa.
Jason disse: — Spiace a me.
— Ti metto un cerotto. — Lei fece per andare in bagno.
— No — la fermo lui. — Me ne vado. Il taglio e pulito. Non si infettera.
— Perche me l’hai detto? — chiese Ruth, rauca.
— E stata la mia paura di invecchiare. Mi sta prosciugando. Non mi rimane quasi piu energia. Nemmeno per un orgasmo.
— Pero te la sei cavata molto bene, prima.
— Ma e stato l’ultimo. — Jason torno in bagno. Lavo via il sangue dal braccio, continuo a lasciare scendere acqua fredda sul taglio finche non comincio la coagulazione. Cinque minuti, cinquanta; non avrebbe saputo dirlo. Resto li, con il gomito sotto il rubinetto. Ruth Rae era scomparsa. Dio sapeva dove. Probabilmente a spifferare tutto ai pol, si disse Jason, stancamente. Era troppo esausto per preoccuparsene.
“Al diavolo!” penso. “Dopo quello che le ho detto, non potrei biasimarla.”
10
— No — disse il generale di polizia Felix Buckman, scuotendo la testa. — Jason Taverner esiste. In qualche modo e riuscito a far sparire i dati da tutte le banche in cui sono depositate le matrici. — Riflette. — E sicuro di potergli mettere le mani addosso, se fosse necessario?
— Purtroppo ci sono delle brutte notizie, signor Buckman — rispose McNulty. — Ha trovato il microtras e l’ha tolto di mezzo. Quindi non sappiamo se sia ancora a Las Vegas. Se ha un po’ di buonsenso, avra tagliato la corda. E quasi certamente e cosi.
— Sara meglio che lei venga qui. Se Taverner e in grado di sottrarre dei dati dalle nostre banche, materiale che viene direttamente dalle fonti di base, deve presumibilmente essere coinvolto in attivita di importanza enorme. Fino a che punto erano precisi i rilevamenti sulla sua posizione?
— Si trova, o si trovava, in uno degli ottantacinque appartamenti di un’ala di un complesso residenziale di
