Jason apri la porta. Tre pol in uniforme grigia occupavano l’ingresso, con le pistole a tubo puntate su di lui. — Il signor Taverner? — chiese il pol con i gradi.
— Si.
— Lei e in custodia di protezione, quindi la preghiamo di seguirci e non allontanarsi o perdere in alcun modo il contatto fisico con noi. I suoi effetti personali, se ne possiede, verranno recuperati piu tardi e le saranno consegnati ovunque lei verra trasferito.
— Okay — disse lui. Non provava quasi nulla.
Alle sue spalle, Ruth Rae emise uno strillo soffocato.
— Anche lei, signora — disse il poliziotto con i gradi, accennando a Ruth col manganello.
— Posso prendere il cappotto? — chiese timidamente lei.
— Andiamo. — Il poliziotto supero di scatto Jason, afferro Ruth Rae per un braccio e la trascino fuori dall’appartamento, in corridoio.
— Fai quello che ti dice — le consiglio Jason sottovoce.
Ruth piagnucolo: — Mi metteranno in un campo di lavori forzati.
— No — disse Jason. — Probabilmente ti uccideranno.
— Lei e proprio un uomo simpatico — commento uno dei pol, mentre lui e i suoi colleghi trascinavano Jason e Ruth Rae giu per la scala con il corrimano in ferro battuto fino a pianterreno. Nel parcheggio c’era un trabifurgone della polizia; tutt’attorno, diversi pol armati. Avevano un’aria passiva e annoiata.
— Mi faccia vedere la sua tessera d’identita — disse a Jason il pol con i gradi. Tese la destra e aspetto.
— Ho un pass della polizia valido sette giorni. — Con mani tremanti, Jason lo tiro fuori, lo mostro all’altro.
Studiando il pass, il pol chiese: — Lei ammette liberamente, di sua spontanea volonta, di essere Jason Taverner?
— Si.
Due pol lo perquisirono con mani esperte, in cerca di armi. Lui lascio fare in silenzio, ancora stordito, assente. L’unica cosa che provasse era un vago rimpianto perche non aveva fatto quel che sapeva che avrebbe dovuto: andarsene. Lasciare Las Vegas. Sparire in un luogo qualunque.
— Signor Taverner — disse il pol con i gradi, — l’ufficio di polizia di Los Angeles ci ha chiesto di prenderla in custodia di protezione e di trasferirla, con la dovuta sollecitudine e cura, alla sede dell’accademia di polizia nel centro di Los Angeles. La procedura ha gia avuto inizio. Ha qualche lamentela da fare sul trattamento che le e stato riservato?
— No — rispose Jason. — Non ancora.
— Salga nella parte posteriore del trabifurgone — disse il poliziotto, indicando il portellone spalancato.
Jason obbedi.
Ruth Rae, salita al suo fianco, comincio a mugolare tra se, nel buio, dopo che il portellone venne richiuso. Lui le cinse una spalla col braccio e la bacio sulla fronte. — Cos’hai fatto? — gemette lei, con la voce roca per il bourbon. — Perche vogliono ucciderci?
Un agente si trasferi dall’abitacolo sul retro, insieme a loro. Disse: — Non la faremo fuori, signora. Portiamo solo tutti e due a Los Angeles. Nient’altro. Si calmi.
— Non mi piace Los Angeles — piagnucolo Ruth Rae. — Non ci vado da anni.
— Anch’io. — L’agente chiuse il divisorio tra cabina di guida e retro del furgone e lascio cadere la chiave in una feritoia, per passarla agli uomini in cabina. — Ma dobbiamo imparare a conviverci. Esiste.
— Probabilmente staranno passando al setaccio tutto il mio appartamento — si lamento Ruth Rae. — Guarderanno dentro ogni cosa, romperanno tutto.
— Non c’e dubbio — disse Jason in tono incolore. Adesso gli faceva male la testa e si sentiva la nausea. Era stanco. — Da chi ci porteranno? — chiese all’agente. — Dall’ispettore McNulty?
— Probabilmente no — rispose affabile il pol, mentre il trabifurgone si alzava con fragore nell’aria. — “Parlan di me gli sfaccendati in piazza, mi canzonano pure i bevoni”, e stando a loro e i1 generale di polizia Felix Buckman che vuole interrogarla. — Spiego: — La citazione era dal Salmo 69, versetto 13. Io sono qui con voi come testimone di Geova. “Ecco dunque ch’io sto per crear cieli nuovi ed una terra nuova. Non si ricorderanno piu le cose passate, non torneranno piu in mente”:
— Un generale di polizia? — chiese Jason, incredulo.
— Cosi si dice — rispose il cordiale e fanatico pol testimone di Geova. — Non so cosa abbiate combinato voialtri, ma di certo l’avete fatta grossa.
Ruth Rae singhiozzo nel buio.
— Ogni carne e come erba — intono il fanatico della religione. — Come maria giovanna di bassa qualita, probabilmente. Poiche un bambino ci e nato, un successo ci e stato donato. Gli storpi saranno raddrizzati, i dritti piegati.
— Ha uno spinello? — gli chiese Jason.
— No. Li ho finiti. — Il pol fanatico religioso batte con le dita sul divisorio di metallo. — Ehi, Ralf, potresti passare uno spino a questo fratello?
— Ecco qua. — Dalla feritoia spunto un braccio coperto da una manica grigia, una mano che stringeva un pacchetto spiegazzato di Goldies.
— Grazie — disse Jason, accendendo. — Ne vuoi uno? — chiese a Ruth Rae.
— Io voglio Bob — gemette lei. — Voglio mio marito.
Chino in avanti, muto, Jason fumo e medito.
— Non smetta di sperare — disse nel buio il poliziotto stretto al suo fianco.
— E perche dovrei avere delle speranze? — chiese Jason.
— I campi di lavori forzati non sono poi cosi male. Ce ne hanno fatto visitare uno al corso di addestramento di base. Ci sono le docce, e letti con i materassi, e attivita ricreative come la pallavolo. Attivita artistiche. Si possono coltivare hobby come l’artigianato, ha presente? Per esempio, fare candele. A mano. E i familiari possono mandare pacchi, e una volta al mese loro o gli amici possono venire a trovarla. — Aggiunse: — E si puo professare la propria fede nella propria chiesa preferita.
Jason disse, sardonico: — La mia chiesa preferita e il mondo libero, all’aperto.
Dopo di che cadde il silenzio. A parte i rumorosi scoppiettii del motore del trabifurgone e il pianto sommesso di Ruth Rae.
14
Venti minuti piu tardi, il trabifurgone atterro sul tetto dell’accademia di polizia di Los Angeles.
Jason Taverner, tutto intirizzito, scese, si guardo attorno, fiuto l’aria satura di smog, vide di nuovo, sopra di se, il cielo giallastro della piu grande citta del Nordamerica. Si volto per aiutare Ruth Rae a scendere, ma il giovane e cordiale poliziotto con le manie religiose aveva gia provveduto.
Attorno a loro si raccolse un gruppo di pol di Los Angeles, molto interessati ai nuovi venuti. Parevano rilassati e allegri. Jason non vide cattiveria in nessuno di loro, e penso: “Quando ti hanno preso, diventano gentili. E solo quando devono chiuderti nella rete che sono crudeli. Perche e ancora possibile che tu riesca a scappare. Mentre qui, adesso, questa possibilita non esiste”.
— Ha tentato il suicidio? — chiese un sergente di Los Angeles al pol fanatico religioso.
— No, signore.
Allora era per questo che l’avevano portato li.
Quell’idea non aveva mai sfiorato Jason, e probabilmente nemmeno Ruth Rae… Tranne magari solo come una pura ipotesi: compiere un gesto estremo, concepito in teoria ma mai preso in seria considerazione per…
— Okay — disse il sergente di Los Angeles agli uomini di Las Vegas. — Da questo momento assumiamo formalmente la custodia dei due sospetti.
I pol di Las Vegas tornarono a bordo del trabifurgone, che si alzo in volo per rientrare in Nevada.
