di una sonda trasmittente.
Hugh, ma non Janice, colse una sfumatura di degnazione nel tono del Crotonita. — Sara interessante esaminarla se affiorera, e pare proprio che stia salendo.
— Forse qualche indigeno verra ad aspettarla — disse la donna pensierosa, — Potrebbe affiorare automaticamente, o puo darsi che la stiano riportando su per la manutenzione e la lettura dei dati. Forse dovremmo portarci sul bordo e vedere. Non dovreste trasmettere, fargli sapere che siamo qui? Per voi la lingua locale non e un problema…
Rekchellet rispose con un’alzata di spalle quasi umana. — Sanno che siamo qui. A Pwanpwan mi pare che gli abbiamo comunicato i nostri piani in modo abbastanza particolareggiato, ed essendo dei volatili hanno una cultura uniforme, quindi la notizia si sara diffusa su tutto il pianeta.
Se quello che stiamo facendo e tanto importante per loro, riflette Hugh, tenendo avvedutamente quella considerazione per se.
— Se aspetteranno la sonda, li vedremo — prosegui l’artista. — In caso contrario, sara l’occasione giusta per esaminare meglio la loro tecnologia. Non sembrano sempre disposti a rivelarci tutto.
Janice corrugo la fronte; non era mai felice quando il suo deciso apprezzamento per le persone si scontrava con qualche manifestazione delle loro qualita meno ammirevoli. Suo marito, comunque, le risparmio eventuali commenti.
— Jan! La tua tuta ha terminato la terapia! Come va il torace?
Lei si drizzo a sedere adagio, si stiracchio, piego gambe e braccia, e respiro profondamente parecchie volte. — Ho un leggero mal di testa, ma sono di nuovo a posto, credo. Andiamo a controllare l’antenna. Immagino che Venz abbia tenuto d’occhio i segnali. — Lancio uno sguardo in direzione del pallone.
Rekchellet ripose l’attrezzatura da disegno e spicco il volo. — Certo. Vediamo se riusciamo a ricavare qualche dato sulla distanza di quella sorgente. Adesso potrebbe essere abbastanza vicina, e con l’interferometria… — Lascio la frase in sospeso e si allontano battendo le ali; gli Erthumoi s’incamminarono verso la slitta e l’antenna alla loro andatura. Erano meno ottimisti sul rilevamento della distanza attraverso ghiaccio piu o meno sporco e strati termici multipli in alto mare, ma c’era sempre una possibilita; e tenere le obiezioni e i dubbi per se favoriva la tranquillita della vita d’equipe. I Crotoniti si consideravano — in parte a ragione — i direttori del gruppo, anche se i subalterni stavano diventando abbastanza abili nell’inserire le proprie idee nelle crepe che esistevano tra le mire divergenti degli alati nei confronti della popolazione indigena.
Quando furono abbastanza vicini da sentire il suo traduttore, si accorsero che Venzeer stava infervorandosi. — L’intensita del segnale sta proprio aumentando, e la direttrice e piu orizzontale, e verso la sponda. Io propongo di andare a vedere di che si tratta; sta emergendo, senza dubbio. Che ne dici, Rek? Dovrai registrare quella cosa quando affiora, comunque. Gli altri possono controllare i segnali mentre guidano.
Sono appena cinque o sei chilometri.
— D’accordo — disse subito la donna. — Possiamo permetterci di interrompere il contatto per un po’. — Il gruppo non aveva radio, naturalmente, per via della caratteristica degli indigeni, e i ricevitori neutrinici erano troppo pesanti per essere trasportati dagli alati.
I Crotoniti volarono in direzione del sole senza aggiungere altro. Hugh e Janice controllarono di nuovo gli ormeggi del pallone, salirono a bordo del mezzo di trasporto e avviarono il fusore.
Non potevano osservare bene l’antenna da dov’erano seduti, dato che la piattaforma scoperta coi comandi dei volatili — usati di rado — era proprio sopra di loro. La donna, tuttavia, monitorizzo attentamente i suoi dati direzionali.
Dovettero procedere lentamente, in parte a causa di una foschia che andava infittendosi, in parte per minimizzare la resistenza aerodinamica incontrata dall’enorme pallone nell’atmosfera densa. Con l’assenza momentanea dei volatili, la rottura di altri cavi d’ormeggio avrebbe potuto compromettere l’intero progetto. Era anche consigliabile, per sicurezza, evitare la vegetazione, poiche la maggioranza degli organismi indigeni usava lo ione azotidrato invece dell’atp. Quindi, prevedevano di raggiungere il margine dell’iceberg gigante molto tempo dopo i Crotoniti. Probabilmente i Crotoniti avrebbero trovato e smontato il congegno segnalatore prima che gli Erthumoi potessero fare qualcosa per impedire quella che perfino Janice considerava una mossa scorretta. Perfino Janice era abbastanza preoccupata da approfittare dell’assenza dei Crotoniti per inviare un rapido rapporto via raggio neutrinico all’astronave d’esplorazione erthuma in orbita attorno a Habranha. Se i volatili avessero ingannato gli indigeni, almeno qualcuno l’avrebbe saputo.
Invece, i due Erthumoi arrivarono a destinazione in tempo, per due motivi. La recente inclinazione dell’iceberg aveva fatto si che il mare si avvicinasse parecchio; o forse, piu correttamente, aveva portato gli esploratori piu vicino a esso. ora il mare era solo a poco piu di un chilometro dal punto di partenza della slitta. Inoltre, la cosa che stava emettendo i segnali non era ancora affiorata al loro arrivo. Rekchellet era ad alcune centinaia di metri di quota e sembrava intento a disegnare la nuova linea di galleggiamento, quando gli umani arrestarono il mezzo di trasporto. Il vento di Latoscuro aveva ripreso a spirare, sgombrando la foschia, anche se in lontananza, a sinistra rispetto al sole, si scorgeva un’altra bufera di neve. Mentre il veicolo si fermava, l’artista- registratore atterro accanto a loro, riponendo la propria attrezzatura.
— Tutto a posto, questa volta.
— Cosa intendi dire? — chiese Janice.
— Prima, quando ho lasciato cadere il blocco, non sono stato abbastanza svelto e non ho salvato i dati, e si e mosso qualcosa quando l’acqua ha sballottato il blocco, cosi ho perso l’ultima registrazione. Molto imbarazzante. Non accadra piu.
Hugh rimase piuttosto sorpreso; strano che un Crotonita confessasse un errore non solo in prossimita di orecchie umane, ma addirittura, direttamente a un Erthuma. Meglio non dare rilievo alla cosa, comunque, cosi Hugh si limito a chiedere se ci fossero novita riguardo i segnali. Venzeer, tornato accanto all’antenna non appena era riapparsa, riferi, ignorando il fatto che Janice avesse continuato a monitorizzarli.
La direzione dei segnali era ancora al di sotto dell’orizzontale, e adesso era quasi costante; solo l’intensita crescente indicava che la sorgente era ancora in movimento. Sembrava quasi che qualcosa stesse viaggiando verso di loro lungo il pendio dell’interfaccia ghiaccio-oceano, anziche salire semplicemente attraverso l’acqua.
La risacca era forte, un fatto ne sorprendente ne prevedibile su Habranha, cosi nessuno del gruppo pote avvicinarsi molto alla sponda, e con il sole immobile di fronte a loro era difficile osservare. Grendel — il nome dato dagli esploratori erthuma alla nana rossa di Habranha — brillava a meno di venti gradi sopra l’orizzonte. Quando l’iceberg si fosse unito al continente anulare, l’astro si sarebbe presentato a un’altezza circa doppia, questo pero solo tra centinaia e centinaia di chilometri. Tutto quello che si poteva vedere facilmente al largo era che parecchia vegetazione era stata divelta dalla brusca inclinazione dell’iceberg e adesso veniva spinta verso di loro. Parte della vegetazione era gia bruciata; alcune piante stavano fumando mentre rotolavano tra i frangenti, e molte di quelle ancora sott’acqua — non tutta la flora habra galleggiava — probabilmente stavano causando il ribollire di schiuma in superficie. Altre, senza dubbio, stavano aspettando che qualcosa le aiutasse a scaricare elettricita.
Gli esploratori osservarono le onde abbaglianti che avanzavano verso di loro, si sollevavano in creste e si frangevano. Una scena abbastanza consueta per tutti… ma quel che segui era leggermente diverso. La risacca non aveva sabbia da spostare. Le onde scivolavano per centinaia di metri lungo il ghiaccio liscio in lieve pendenza, perdendo energia molto lentamente nella debole gravita di Habranha. Nonostante il fluido fosse pressoche privo di increspature, era difficile vedere se trascinasse con se soltanto alghe marine o anche qualcos’altro. I quattro membri della squadra osservarono con estrema attenzione, ognuno con un’idea particolare a proposito di quel che sarebbe apparso.
Probabilmente si sarebbe trattato di una sfera, penso Hugh, dato che l’ipotetico strumento doveva essere stato progettato per operare a centinaia di chilometri di profondita. Rekchellet sembrava aver accantonato quel fattore, aspettandosi a quanto pareva un congegno allo stato solido, ma l’uomo non ne era tanto sicuro.
Si sbagliavano tutti. Qualcosa che non era decisamente una pianta apparve alla fine quasi di fronte a loro — non era una coincidenza, dato che guidati dall’antenna si erano accostati il piu possibile alla traiettoria della sorgente dei segnali — ma per oltre un minuto non riuscirono a scorgere che pochi dettagli mentre il moto ondoso la spingeva sempre piu in prossimita della sponda.
Non era una sfera, bensi un oggetto dai contorni irregolari, e i quattro esploratori avanzarono piano con debita cautela per evitare le piante cariche. La cosa finalmente tocco la sponda e per un attimo, prima che arrivasse l’ondata successiva, rimase allo scoperto. Era ancora troppo lontana perche gli Erthumoi potessero vedere bene, ma entrambi i Crotoniti emisero dei fischi di sorpresa.
