in modo da far capire che non le voleva affatto.
— Ecco, neanch’io credo che il difetto stia nel condizionamento, signore. Non abbiamo difficolta a vivere insieme. E che tutti sono spazientiti, stanchi di continuare a fare le stesse cose, da settimane e settimane.
— Allora sono ansiosi di combattere? — Non c’era sarcasmo, nella sua voce.
— Vogliono uscire dall’astronave, signore, uscire dalla routine.
— E
Continuo su questo tono, tra botta e risposta, per un bel pezzo. Nessuno se la sentiva di tradurre in parole il fatto fondamentale che i nostri, uomini e donne, avevano avuto a disposizione piu di un anno per rimuginare sulla futura battaglia, e potevano diventare solo piu apprensivi. E adesso c’era un incrociatore taurano che ci seguiva, e accorciava le distanze… avremmo dovuto affrontarlo prima che mancasse un mese all’assalto al suolo.
Gia la prospettiva di arrivare al pianeta portale e di giocare ai soldati era abbastanza brutta. Ma almeno hai una possibilita di influenzare la tua sorte, in un combattimento al suolo. Ma quello schifo di starsene seduti dentro a un guscio, a far parte del bersaglio, mentre l’
Adesso stava tenendo Ching sui carboni accesi, la solita vecchia scena. Io gualcivo tra le dita l’organigramma che ci aveva consegnato.
Conoscevo quasi tutti i reduci del massacro di Aleph. Nel mio plotone, gli unici nuovi erano Demy, Luthuli e Heyrovsky. Nella compagnia (scusatemi, la 'Forza d’Attacco') avevano complessivamente venti rincalzi per i diciannove che avevano perduto nell’incursione su Aleph. Un’amputazione, quattro morti e quattordici psicopatici, vittime di un condizionamento troppo zelante all’odio.
Non riuscivo a mandare giu quel '20 mar 2007' in fondo all’organigramma. Ero nell’esercito da dieci anni, sebbene soggettivamente sembrassero meno di due. La dilatazione temporale, e chiaro. Anche con i balzi tra le collapsar, viaggiare da stella a stella divora il calendario.
Dopo questa incursione, probabilmente avrei potuto congedarmi e farmi mettere in pensione a paga piena… se fossi sopravvissuto all’incursione, e se non avessero cambiato i regolamenti a nostro danno. Veterano con vent’anni di servizio, e venticinque anni di eta.
Stott era arrivato alla conclusione quando bussarono alla porta: un colpo solo e molto forte. — Avanti — disse lui.
Un guardiamarina che conoscevo di vista entro con fare disinvolto e consegno a Stott un foglio di carta senza dire una parola. Resto li mentre Stott leggeva, insaccandosi giusto con l’esatta misura di insolenza. Tecnicamente, Stott non faceva parte della gerarchia cui lui apparteneva; e del resto, nella Marina, Stott era antipatico a tutti.
Stott restitui il foglio al guardiamarina e lo fisso senza guardarlo.
— Avvertite le vostre squadre che le manovre evasive preliminari avranno inizio alle 2010, tra cinquantotto minuti. — Non aveva guardato l’orologio. — Per le 2000 tutti dovranno essere nei gusci antiaccelerazione. At- tenti!
Ci alzammo e, senza entusiasmo, scandimmo in coro: — Fatti fottere, signore. — Ci sentimmo molto idioti.
Stott usci dalla sala a grandi passi. Il guardiamarina gli andava dietro, con un sorrisetto maligno.
Girai l’anello sulla posizione 4, il canale del mio vicecomandante di squadra, e dissi: — Tate, qui Mandella. — Nella sala, tutti gli altri facevano come me.
Dall’anello usci una voce metallica. — Qui Tate. Cosa succede?
— Chiama gli uomini e digli che dobbiamo essere nei gusci per le 2000. Manovre evasive.
— Merda. Ci avevano detto che mancavano ancora parecchi giorni.
— Penso che sia capitato qualcosa di nuovo. Forse il commodoro ha avuto un’idea brillante.
— Il commodoro puo ficcarsela dove dico io. Sei su in salone?
— Gia.
— Mi porti una tazza quando arrivi, okay? Con un po’ di zucchero.
— Okay. Venite giu tra una mezz’ora.
— Grazie. Comincio a rastrellarli.
C’era un movimento generale in direzione del distributore di soia. Mi misi in fila dietro il caporale Potter.
— Cosa ne dici, Marygay?
— Io sono solo un caporale, sergente. Non mi pagano per…
— Sicuro, sicuro. Ma dicevo sul serio.
— Be’, non e necessario che sia una faccenda molto complicata. Magari il commodoro vuole semplicemente che proviamo di nuovo i gusci.
— Ancora una volta, prima di quella buona.
— Uhm-uhm. Forse. — Lei prese una tazza e ci soffio sopra. Aveva un’aria preoccupata; una sottile linea verticale le bisecava lo spazio tra le sopracciglia. — O magari i taurani avevano gia un’astronave che ci aspettava da queste parti. Mi sono chiesta spesso perche non fanno come facciamo noi a Stargate.
Scrollai le spalle. — Stargate e un’altra faccenda. Ci vogliono sette o otto incrociatori in movimento continuo, per coprire gli angoli d’uscita piu probabili. Noi non possiamo permetterci di coprire piu di una collapsar, e non possono permetterselo neanche loro.
— Non lo so. — Marygay non disse piu niente, mentre riempiva la tazza. — Magari siamo andati a finire nel loro equivalente di Stargate. O magari hanno dieci volte piu astronavi di noi. O cento volte. Chi lo sa?
Io riempii e zuccherai due tazze e ne tappai una. — Impossibile saperlo. — Tornammo a uno dei tavoli, stando attenti alla soia, che nell’alta gravita tendeva a schizzare via.
— Forse Singhe sa qualcosa — disse lei.
— Forse si. Ma per arrivare fino a lui dovrei passare attraverso la Rogers e Cortez. E Cortez mi salterebbe alla gola, se provassi a disturbarlo in questo momento.
— Oh, io a Singhe posso arrivarci direttamente. Noi… — Mi guardo con aria molto seria, mentre le spuntava qualche fossetta. Noi abbiamo fatto amicizia.
Sorseggiai un po’ di soia bollente e cercai di darmi un tono indifferente. — E per questo che sei sparita mercoledi notte?
— Dovrei controllare il mio elenco — disse Marygay, e sorrise. — Mi pare che lui sia il lunedi, mercoledi e venerdi nei mesi con la erre. Perche? Disapprovi?
— Be’… accidenti, no, naturalmente no. Ma… ma lui e un ufficiale! Un ufficiale di
— E distaccato presso di noi, e quindi fa parte dell’esercito. Marygay giro l’anello e disse: — Elenco. — E a me: — E tu e la piccola, graziosa Miss Harmony?
— Non e la stessa cosa. — lei bisbigliava nell’anello un numero.
— Si che lo e. Ci tenevi a farlo con un ufficiale. Depravato. — L’anello belo due volte. Occupato. — Com’e?
— Discreta. — Cominciavo a riprendermi.
— E poi, il guardiamarina Singhe e un perfetto gentiluomo. E per nulla geloso.
— Non lo sono neanch’io — dissi. — Se mai ti facesse soffrire, dimmelo, e gli spacchero il gnigno.
Lei mi sorrise, al di sopra della tazza. — Se il tenente Harmony facesse soffrire te, dimmelo e
— D’accordo. — Ci stringemmo solennemente la mano.
