scosse la testa. Jamieson riprese: — Allora permettetemi di raccontarvela. Se non sbaglio, Piri Reis era un pirata turco nato intorno all’anno in cui Colombo scopri l’America. Nel millecinquecentotredici e nel millecinquecentoventotto, Piri Reis disegno due carte del mondo. La cosa sorprendente, prego tutti di prestare attenzione, e che quelle carte non solo mostravano l’America del nord, quella scoperta da Colombo, ma anche il Sud America, fino alla Patagonia e alla Terra del Fuoco. E quei paesi non erano ancora stati scoperti! Anche i Vikinghi, che arrivarono nell’America del Nord cinque secoli prima che Colombo la scoprisse, non andarono mai oltre l’America Settentrionale. E non e tutto. Le carte di Piri Reis portavano anche la Groenlandia. Niente di strano fin qui, anche i Vikinghi conoscevano la Groenlandia. Ma, in un punto, Piri Reis indicava due baie, due insenature, dove le carte moderne segnano terra. Il fatto incuriosi i geologi, e una spedizione di scienziati ando in Groenlandia a fare misurazioni sismografiche. Cosi si venne a scoprire che Piri Reis aveva ragione, e che le carte moderne erano sbagliate. Infatti quello che le nostre carte mostravano non era in realta terra ma uno spesso strato di ghiaccio che ora copre le due baie. In altre parole, Piri Reis aveva indicato la Groenlandia com’era prima che venisse coperta dal ghiaccio, cioe com’era migliaia di anni fa.

Tutti stavano ascoltando attentamente, anche Fallada.

Jamieson continuo: — Noi crediamo che per compilare le sue carte, Piri Reis si sia basato su carte molto antiche, carte antiche forse come questa, anche di piu. — Batte col dito sulla carta posata davanti a lui. — E carte come questa non possono essere state tracciate da esseri umani, a quel tempo. La nostra civilta non era ancora in grado di produrre documenti di questo genere. — Si rivolse a Fallada, chiedendogli, con forza quasi ipnotica: — Non credete possibile che le antiche carte di cui Piri Reis si servi per compilare le sue fossero state fatte dagli stessi alieni che poco fa avete definito vampiri?

Fallada esito un attimo, poi rispose: — Si, e possibile.

— Allora e anche possibile che questi alieni abbiano visitato il nostro pianeta almeno una volta, e probabilmente piu di una, senza fare danni?

Fallada, Carlsen e Bukowsky si misero a parlare tutti e tre insieme. Fu la voce di Bukowsky a prevalere. — E questo che non riesco a capire. Mi sembra ingiustificato correre tanti rischi. Anche se ci fosse solo una possibilita su un milione che quegli esseri siano pericolosi, non e il caso di rischiare. Sarebbe come portare sul nostro pianeta un germe sconosciuto, di cui si ignorano le caratteristiche.

Rawlinson disse: — Io sono d’accordo su questo.

Jamieson sorrise, imperturbato. — Lo siamo tutti. E per questo che ora stiamo discutendo.

Bukowsky disse: — Potremmo sentire quello che ha da dire il dottor Fallada?

— Certo! — Jamieson si rivolse a Fallada. — Vi prego, dottore.

Sentendosi puntati addosso gli sguardi di tutti, Fallada si tolse gli occhiali e per darsi un contegno si mise a pulire le lenti. Disse: — Ecco, in breve, credo di aver stabilito senza possibilita di dubbio che queste creature extraterrestri sono vampiri… vampiri di energia.

Jamieson lo interruppe. — Scusate se lo dico, ma non c’era bisogno di stabilirlo. Sappiamo tutti quello che e successo a quel giovane giornalista.

Fallada stava chiaramente perdendo la pazienza. Fece un evidente sforzo per dominarsi, e disse: — Non credo che abbiano capito bene quello che intendevo dire. Ho sviluppato un metodo per scoprire se qualcuno e stato ucciso da un vampiro piuttosto che da un omicida di altro genere. Per spiegarmi meglio, ho scoperto un sistema per indurre un campo di vita artificiale, o di artificiale energia vitale, nei corpi di persone morte da poco. Ora, quando un corpo e stato prosciugato da un vampiro, non riesce a mantenere il campo di energia artificiale. E come un pneumatico forato: l’energia entra ed esce subito, non puo essere trattenuta. Ecco, vedete…

Esito un attimo e Jamieson ne approfitto per chiedere: — Quando avete fatto questa scoperta?

— Oh… circa due anni fa.

— Due anni! — esclamo il Primo Ministro. — Stavate gia lavorando sul vampirismo da due anni?

Fallada annui. — Infatti. Ho scritto un trattato su questo argomento.

Fu la volta di M’Kay. — Come avete potuto scrivere sui vampiri, prima di questa storia? Come vi siete documentato? — chiese.

— Il vampirismo e un fenomeno molto piu comune di quanto si immagina — disse Fallada. — Esso ha un ruolo basilare in natura, come nelle relazioni umane. Esistono molti predatori che assorbono il campo vitale della loro preda oltre che mangiarne la carne. Gli esseri umani questo lo sanno istintivamente. Non mangiamo forse le ostriche vive? Perche facciamo bollire vive le aragoste? Anche quando mangiamo verdure e frutta, non preferiamo una mela appena colta, una carota appena strappata, a verdura e frutta vecchia o congelata?

M’Kay disse: — Andiamo! Questa mi sembra una sciocchezza. Preferiamo cibi freschi perche hanno miglior sapore, non perche sono vivi.

Rawlinson disse: — Personalmente preferisco la selvaggina frollata.

Carlsen si accorse che Fallada stava davvero per perdere la pazienza, questa volta, e intervenne: — Se permettete, posso spiegare una cosa?

Con la massima cortesia, Jamieson disse: — Anzi, vi prego, Comandante.

— Oggi sono stato nel laboratorio del dottor Fallada — disse Carlsen — e ho visto il cadavere della ragazza trovata sulla linea ferroviaria. Dopo aver assistito a due esperimenti, uno sul suo corpo e uno su un altro cadavere, non mi e rimasto piu alcun dubbio sul fatto che quella ragazza sia stata uccisa da un vampiro.

Jamieson scosse la testa, pensoso. Era evidentemente perplesso. — Da cosa vi viene questa certezza?

— Ve l’ho detto. Dall’esperimento del dottor Fallada. Il cadavere della ragazza non riusciva a trattenere il campo di energia vitale artificiale.

— Potete darmi qualche particolare sulla morte di questa ragazza? — chiese Jamieson al Commissario Heseltine.

Heseltine disse: — E stata strangolata, e il corpo e stato gettato sui binari da un ponte, il Ponte di Putney.

Jamieson si rivolse a Fallada. — E un atto di tale violenza non potrebbe avere l’effetto descritto, sul campo vitale della vittima?

— Si, ma in grado minore. Molto minore.

— Quando e stata uccisa, la ragazza?

Heseltine preciso: — Poco prima delle tre di ieri mattina.

— Non capisco… A quell’ora i tre alieni non erano gia morti?

Fallada disse: — Non credo che fossero morti. Io sono convinto che sono ancora in circolazione.

— Ma come…

Fallada riprese: — Io sono convinto che possono impossessarsi del corpo di altre persone. La extraterrestre che e fuggita dall’Istituto non e morta in Hyde Park. Ha attirato un uomo nel parco, si e impossessata del suo corpo, poi ha fatto in modo che sembrasse un omicidio di natura sessuale. Credo che anche gli altri due siano in giro, liberi. Hanno semplicemente lasciato i loro corpi nell’Istituto Spaziale, e si sono impossessati dei corpi di altri.

Segui un lungo silenzio.

Il Ministro dell’Interno e il Ministro dello Spazio guardavano fisso il piano del tavolo, e si astennero da ogni commento. Jamieson disse: — Dovete ammettere, dottor Fallada, che le vostre affermazioni possono suonare assurde. Quali prove avete a sostegno di questa storia?

Fallada disse: — Non e questione di avere o non avere prove. E questione di logica. Quegli esseri, secondo tutte le apparenze, dovrebbero essere morti. Eppure troviamo cadaveri svuotati d’ogni energia vitale. Questo fa pensare che gli altri non siano affatto morti.

— Quanti cadaveri sono stati trovati?

— Due. La ragazza della ferrovia, e l’uomo che l’avrebbe uccisa, Clapperton.

— L’uomo che l’avrebbe uccisa? — disse il Primo Ministro guardando il Commissario come a chiedergli schiarimenti.

Heseltine spiego: — La ragazza trovata sulla ferrovia pare che sia stata strangolata da Don Clapperton, il corridore automobilistico. Il dottor Fallada ritiene pero che Clapperton fosse invasato da uno di quegli esseri…

— Capisco. Immagino che sia morto anche Clapperton.

— Infatti.

— E il suo cadavere… e anch’esso nelle condizioni di quello della ragazza?

— Non lo sappiamo ancora — rispose Fallada. — L’hanno mandato al mio laboratorio per le prove.

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