mostro alcun segno di esaurimento, e le misurazioni del mattino segnavano un livello leggermente piu alto di quelle serali, com’e normale dopo un buon sonno, e le foto indicavano ottimo stato di salute. Poi una notte sogno il suo vampiro, e il mattino seguente il campo di energia vitale risulto notevolmente piu basso, e le fotografie sembravano fatte a un uomo malato di consunzione o di una di quelle malattie che minano l’organismo alla base…” — Carlsen alzo lo sguardo sulla moglie. — Che te ne pare? — disse.
Jelka chiese: — Poi cos’e successo?
— Non so. Ho letto solo fin qui. Ma da quello che ho capito, tende a dimostrare che ogni individuo e, in diversa misura, un vampiro d’energia.
Jelka si era seduta vicino alla finestra. — A me sembra un caso evidente di perversione sessuale. Tutta quella storia della bara eccetera… — disse.
Carlsen scosse la testa. Tutto a un tratto aveva l’impressione di aver capito, anzi, di aver sempre saputo. Lentamente disse: — No. E questo che rende il caso interessante. Lei ha cominciato a insinuarsi in lui penetrando la sua sfera affettiva. — Jelka lo guardo sorpresa, talmente era insolito quel linguaggio sulle labbra del marito. — Non capisci? — continuo Carlsen. — Comincia con l’adularlo, dicendogli che e un genio e che lei vuole appartenere a un uomo di genio, in altre parole gli si offre senza condizioni. Poi, scoperte le sue fantasie erotiche, i suoi sogni di violenza carnale, sostituisce se stessa ai sogni, rendendolo completamente dipendente da lei. Da quel momento comincia a sottrargli energia. E poi si arriva alla stretta finale, Quando e certa di averlo reso suo schiavo, Nina gli dice che lui deve sottomettersi totalmente. In altre parole, capovolge la situazione.
Jelka disse: — Conosco anch’io un paio di donne cosi. — Si alzo. — Be’, continua a leggere. Sono impaziente di sapere com’e andata a finire.
Un quarto d’ora piu tardi torno con il carrello della colazione. — Adesso hai l’aria di stare meglio — disse.
— Infatti mi sento molto meglio. Devo aver dormito troppo profondamente. Che profumo di buone cose!
Jelka raccolse il libro che Carlsen aveva lasciato cadere sul pavimento. — Allora, e riuscito a curarlo? — chiese.
Carlsen rispose, con la bocca piena: — Si, ma lo racconta in modo poco soddisfacente. Non spiega quale metodo ha seguito. Dice soltanto che il paziente ha cambiato il suo orizzonte sessuale.
Jelka si sedette e si mise a leggere. — Si, e poco chiaro. Non potresti scrivere all’autore? — Guardo la pagina del frontespizio. — Oh, no, dev’essere gia morto. Questo e stato stampato nel duemilaventitre, quasi cinquant’anni fa.
Dallo schermo venne un richiamo. Jelka blocco il video e si servi solo del ricevitore audio. Dopo un attimo disse: — E Hans Fallada.
— Passamelo.
Sullo schermo comparve la faccia di Fallada. — Buon giorno — disse lo scienziato. — Ricevuto il mio dattiloscritto?
— Si, grazie. Ho appena cominciato a leggerlo. Ci sono novita?
— Nessuna. Ho parlato adesso con Heseltine. Tutto e tranquillo. Ma oggi pomeriggio alla Camera ci sara un’interrogazione sull’ordine di far rientrare la “Vega” e la “Jupiter”. Vi ho chiamato per avvertirvi. Se vi piombano addosso i giornalisti, dite che non sapete niente. O limitatevi a un commento vago sull’opportunita di non fare le cose in modo affrettato.
— D’accordo. A proposito, voi l’avete letto tutto il libro di von Geijerstam, “Vampirismo psichico”?
— Si, tanti anni fa. Perche?
— Sto leggendolo adesso. Sembra che condivida molto delle vostre teorie. Eppure voi non ne date un giudizio positivo.
— Si, quel testo e un lavoro serio. Ma le sue opere successive sono pura pazzia. L’autore ha finito col sostenere che gran parte delle malattie mentali sono causate dai fantasmi e dai demoni.
— Il primo caso di cui parla, ricordate la storia dello scultore, e affascinante. Sarebbe interessante scoprire com’e riuscito a guarirlo. Averlo guarito significa aver scoperto un sistema di difesa contro il vampirismo.
Fallada annui, pensoso. — E vero, sarebbe interessante. Von Geijerstam ormai deve essere morto. Pero aveva molti studenti e seguaci. Forse l’ambasciata svedese puo esserci utile.
Jelka, che stava per uscire, disse: — Perche non ti rivolgi a Fred Armfeldt?
Carlsen disse a Fallada: — Aspettate un momento.
Jelka ripete: — Fred Armfeldt, quello che si e ubriacato alla festa per il tuo ritorno. E addetto culturale all’ambasciata svedese.
Carlsen fece schioccare le dita. — Certo! Lui potrebbe aiutarci — disse a Fallada. — Un tale dell’ambasciata svedese, che io conosco. Lo chiamo subito.
— Bene — disse Fallada. — Chiamatemi appena scoprite qualcosa. Adesso vi lascio finire la colazione. — Evidentemente aveva notato il vassoio sul letto.
Carlsen fece una bella doccia, si raso e si vesti, poi chiamo l’ambasciata svedese.
Disse chi era, e chiese di parlare con il signor Fredrick Armfeldt. Un momento dopo era in comunicazione con un giovane perfettamente rasato e con le guance rosa. Era Armfeldt, addirittura entusiasta di ricevere una telefonata del celebre Carlsen. — Oh, Comandante, che piacere! — disse subito. — Posso esservi utile?
Carlsen gli chiese informazioni sul conte von Geijerstam. Armfeldt scosse la testa. Non ne aveva mai sentito parlare. — Avete detto che e un medico? — chiese.
— Psichiatra. E autore di un libro dal titolo “Vampirismo psichico”.
— Oh, in tal caso sara facile trovarlo nell’elenco degli autori svedesi. Ne ho una copia in biblioteca… Aspettate un momento… — Riapparve subito con un grosso volume. Lo sfoglio mormorando: — Froding, Garborg… ah, ecco, Geijerstam, (von) Gustav… E lui?
— No, Ernst von.
— Si, c’e. Ernst von Geijerstam. Psicologo e filosofo. Nato a Norrkoping il due giugno millenovecentottantasette. Studio all’Universita di Lund e all’Universita di Vienna… Che altro vi interessa?
— Quando e morto? — chiese Carlsen.
Armfeldt guardo il frontespizio del libro per vederne la data. — Non e morto. Questo e stato stampato l’anno scorso. Vediamo… dovrebbe avere pero la bellezza di… novantatre anni.
Cercando di dominare l’entusiasmo, Carlsen domando: — Non c’e un indirizzo recente?
— Si… Heimskringla, Storavan, Norrland. E una zona di montagne e laghi.
Carlsen scrisse l’indirizzo sul margine del “Times”.
— C’e il numero di telefono?
— No, ma se vi serve potrei forse trovarlo.
— No, non occorre. Avete gia fatto fin troppo.
Si scambiarono qualche convenevole, si misero d’accordo per incontrarsi una sera, e si salutarono. Carlsen chiamo subito Fallada. — Ho appena scoperto che von Geijerstam e ancora vivo — disse.
— Davvero? E dove abita?
— A Storavan. Cosa ne dite di mandargli un telegramma? Puo darsi che il mio nome non gli torni nuovo, dopo tutta la pubblicita che mi hanno fatto…
Fallada scosse la testa. Disse lentamente: — No, sara meglio che sia io a mettermi in contatto. Avrei gia dovuto farlo molti anni fa. Da parte mia e stata tutta pigrizia colpevole, e una grossa stupidita. Lo sapevo bene che era stato il primo a riconoscere il fenomeno del vampirismo mentale! Mi date l’indirizzo completo per favore?
Carlsen passo il resto della mattinata seduto nel solario a leggere. Voleva leggere per primo il dattiloscritto di Fallada, ma si lascio invece tentare da “Vampirismo psichico”. Era arrivato quasi a meta quando Jelka rientro con le due bambine.
Il teleschermo suonava in continuazione: giornalisti che volevano un commento sul richiamo delle navi spaziali. Carlsen rispose a due o tre poi prego Jelka di dire che lui non c’era.
Alle due, dopo una colazione a base di insalata mista, Carlsen stava giocando coi bambini nella piscina, quando Jelka venne a dirgli che il dottor Fallada era al teleschermo.
Carlsen rientro e ando a parlare con lo scienziato.
Fallada gli chiese: — Che programma avete per oggi pomeriggio?
— Nessuno, tranne leggere il vostro libro.
