— Solo una goccia.
La osservo mentre preparava la tazza, e senti dentro di se un miscuglio di sensazioni. L’attimo passato nella sua mente gliel’aveva fatta conoscere piu di quanto sarebbe stato possibile in settimane di intimita. Il potere di penetrare i pensieri piu segreti di una bella donna gli dava grande soddisfazione e insieme lo turbava. Gli sembrava la prova che stava tramutandosi in un altro.
Peggy Heseltine poso caffe e brandy sul tavolino.
— Curioso — disse — ma ho la sensazione di conoscervi bene. Forse perche vi ho visto spesso alla televisione.
Le loro mani si sfiorarono mentre lei gli porgeva lo zucchero. Carlsen rimise la zuccheriera sul tavolino, e prese una mano della donna. Guardandola negli occhi le chiese: — Ditemi, riuscite a leggere i miei pensieri?
Lei lo guardo sorpresa, ma non tento di liberare la mano.
Penetrando nella mente della donna lui seppe che Lady Heseltine stava per rispondere di no, poi lei si trattenne, e permise che la sua mente si facesse piu ricettiva. Subito lui senti un accenno di comunicazione. Peggy disse, esitando: — Credo… credo che potrei.
Lui le lascio la mano, e subito i pensieri della donna diventarono remoti, imprecisi, come una cattiva comunicazione via-cavo. Lei disse: — Che cosa puo significare?
— Vostro marito vi ha detto dei vampiri?
Lei annui.
— Allora dovreste saperlo.
Come obbedendo a una suggestione, lei gli si sedette accanto, sul divano. Lui le riprese la mano, posando il pollice al centro del polso, le altre dita premute sul dorso. Sapeva istintivamente che questo contatto avrebbe favorito la ricezione. Lei abbasso lo sguardo, concentrandosi, Era ancora troppo confusa per riuscire a leggere i pensieri di lui con chiarezza, ma Carlsen era perfettamente conscio di una comunicazione a due sensi. Anche lei percepi le risposte-sensazioni. Il kimono si era aperto lasciando intravedere l’orlo di pizzo del reggiseno. Senza aver visto la direzione dello sguardo di Carlsen, la donna alzo una mano alla scollatura. Poi si accorse che lui sorrideva, e arrossi, rendendosi pero conto dell’assurdita di quel pudore perche, in realta, era come se fosse li nuda.
Per dieci minuti rimasero seduti in assoluto silenzio. Piu che comunicare fra loro, si osservavano. Lui era penetrato nella mente consapevole di lei, vedeva se stesso attraverso gli occhi della donna, ed era conscio del calore del corpo della donna. Un’ora prima lei aveva fatto il bagno e si era lavata i capelli. Lui sentiva la soddisfazione che provava lei nel sentirsi riposata e fresca, con addosso il profumo leggero dei sali da bagno. Carlsen non si era mai reso conto, prima, che la consapevolezza dell’essenza femminile fosse tanto dissimile da quella maschile. A un certo punto un gatto persiano salto in grembo a Peggy e le strofino il muso sul petto, facendo le fusa, e lui colse in un lampo le sensazioni del gatto, e si stupi di nuovo dell’enorme differenza rispetto alle sue. Per un momento rimase stordito al pensiero di milioni di individui, ognuno un universo a se, ognuno unico, come un pianeta ancora da esplorare.
Un teleschermo suono al piano di sopra, poi tacque. Lei ritrasse la mano, controvoglia. Disse a voce bassa: — Il caffe si sara raffreddato.
— Non importa. — Bevve il brandy, gustandolo.
— Credete che questo sia motivo sufficiente per un divorzio? — chiese Peggy. Il tono scherzoso suono falso.
Lui rispose con serieta: — In un certo senso, si.
Lei alzo il bicchiere e lo fece tintinnare contro quello di Carlsen. — Avete mai fatto l’amore con una tale rapidita, prima d’ora? — chiese.
— Fatto l’amore? — disse lui.
— Ritengo che si sia trattato di questo. Non siete d’accordo?
Dava sollievo parlarsi normalmente, senza ricorrere ad alcun altro tipo di comunicazione. Lei disse: — Adesso non provo piu curiosita sul vostro conto. Mi sembra di conoscervi come se fossimo amanti da anni. Mi sembra di essermi data a voi e di avervi rivelato tutti i miei segreti. Essere amanti non significa questo?
— Credo di si. — Olaf si sentiva stanco ma rilassato.
Lei disse: — Avete ancora paura di trasformarvi in vampiro?
Solo allora lui si rese conto che non aveva desiderato di prendere energia vitale da lei.
— Dio mio! — disse.
— Che c’e?
— Comincio a capire. Potrebbe essere l’immortalita! Loro potrebbero semplicemente trasferirsi in nuovi corpi!
Si mise a ridere. Lei aspettava una spiegazione.
— Incredibile — riprese Carlsen. — Questa mattina von Geijerstam mi ha detto che non sto tramutandomi in vampiro, ma che sto solo prendendo coscienza del vampirismo che esiste in tutti noi. Non ho capito cosa volesse dire o, meglio, mi e sembrato che dicesse delle sciocchezze. Adesso capisco che aveva ragipne. Mi chiedo come faceva a saperlo.
— Forse possiede caratteristiche femminili che voi non avete.
— Cioe?
— Io l’ho sempre saputo, anche se non me ne sono mai resa conto tanto chiaramente come negli ultimi dieci minuti. Credo che molte donne lo intuiscano. Quando una donna s’innamora, e perche vuole conoscere un uomo, entrargli sotto la pelle, diventare parte di lui. Probabilmente il masochismo e una distorsione di questo desiderio d’essere assorbito, di darsi completamente e interamente. D’altro canto, in generale agli uomini interessa solo il possesso fisico di una donna, sentire che l’hanno conquistata. E non si rendono conto, quindi, del desiderio di assorbirla.
— E quello che afferma Fallada nel suo libro, quando parla di cannibalismo.
Lei rise. — E in gamba, il nostro Hans.
Olaf ando a guardare dalla finestra gli alberi illuminati dalle luci al neon di Eaton Square.
— Von Geijerstam ha detto un’altra cosa. Lui crede che l’umanita sia arrivata a una svolta della sua evoluzione. Mi chiedo…
Lei gli si accosto, e Carlsen senti il desiderio di toccarla. Si sposto subito.
— Cosa c’e? — chiese lei.
— Io… c’e in me qualcosa che vuole assorbire la vostra energia.
Lei gli tese una mano. — Prendetela, se ne avete bisogno. — Vedendo che lui esitava, aggiunse: — Sono io che voglio concedervela. — Gli prese una mano e se l’appoggio sulla gola nuda. Carlsen cerco di dominare la bramosia improvvisa che lo invase mentre faceva scorrere la mano sotto il kimono. Ed ecco che l’energia comincio ad affluire in lui. Abbasso lo sguardo sulla faccia della donna. Le labbra erano esangui, ma l’espressione era calma. La sua stanchezza scompariva a mano a mano che lui riceveva la forza della donna. Che tentazione quella di chinarsi ad aspirare l’energia direttamente dalle sue labbra! Ma si trattenne. Mentre ritraeva la mano, lei si mosse con aria sognante, e si lascio cadere sul divano, gli occhi chiusi.
Olaf le chiese premuroso: — State bene?
— Si. — La voce di Peggy era un sussurro. — Stanca ma… felice. — Alzo gli occhi a guardarlo. Lui fu sorpreso dall’espressione della donna: gli ricordo Jelka, sua moglie, quando l’aveva guardato, esausta, dopo la nascita di Jeanette.
Peggy Heseltine disse: — Vi dispiace salire a vedere cosa stanno facendo Hans e Percy?
Evidentemente temeva che i due uomini scendessero e la vedessero in quelle condizioni.
— Ci vado subito.
— Primo piano, porta a destra.
Sali i gradini lentamente. La voce di Fallada gli arrivo attraverso la porta chiusa. Busso ed entro. — Lady Heseltine mi ha mandato a cercarvi.
Sir Percy sorrise.
Fallada disse: — Oh, sara meglio scendere!
Olaf si affretto ad aggiungere: — Non preoccupatevi vi scusera.
Heseltine si alzo dalla scrivania per stringergli la mano.
— Vi trovo bene, Carlsen — disse Heseltine, alzandosi. — Fallada mi ha raccontato le vostre incredibili
