avventure svedesi. Accomodatevi. Whisky?
— No, grazie. Ho gia preso un brandy.
— Allora un altro brandy. — Mentre glielo versava, Heseltine chiese: — Che valore date a questa faccenda del Primo Ministro?
Carlsen disse: — Non so cosa pensare. Non ne so molto piu di voi. Ho solo sentito la mia voce sul nastro.
— E non vi ricordate di aver parlato?
— Non ricordo niente di quello che e successo mentre ero sotto ipnosi.
— Ecco… — Heseltine esitava, cercando le parole — …ho passato tutto il pomeriggio a Downing Street. Mi sembra assolutamente incredibile che…
Venne interrotto dal teleschermo. Premette un pulsante e disse: — Pronto!
— Sir Percy? C’e il Capo Duckett in linea.
Un momento dopo si senti una voce con l’accento largo dello Yorkshire. — Salve, Percy, sono ancora io.
— Novita?
— Novita? Si. Ho fatto fare indagini su quell’Arthur Pryce. Dirige una fabbrica di materiale elettronico a Penistone, subito fuori Holmfirth.
— E l’ospedale?
— Quello e un problema. Ce ne sono cinque nella zona di Huddersfield, incluso quello geriatrico. L’unico vicino a Holmfirth, pero, e il “Thirlstone”.
— Thirlstone? Non e un manicomio?
— Si, per pazzi criminali. E in collina, a due chilometri dalla citta.
Heseltine riflette un momento, poi disse: — Va bene, Ted, va bene. Ci siete stato molto utile. Ci vedremo domani, probabilmente.
— Ve ne occupate personalmente? — Duckett era sorpreso.
— Se sara necessario. Arrivederci.
Mentre Heseltine spegneva il teleschermo, Carlsen disse: — E quello.
Heseltine lo guardo sorpreso. — Thirlstone? Come fate a dirlo?
— Non lo so. Ma se si tratta di un manicomio criminale, e proprio il posto che loro sceglierebbero.
Fallada disse, eccitato: — Ha ragione! Anche prima di andare da von Geijerstam mi era venuto in mente che… che probabilmente loro possono invasare certe persone senza bisogno di ucciderle. Quando poi ho visto com’era cambiata la calligrafia di Magnus, dopo che lui aveva fatto il Pellegrinaggio Nero, ho capito di colpo che era diventato due persone… nel suo stesso corpo.
Heseltine chiese: — Chi diavolo e questo Magnus?
— Vi spieghero poi. Quello che voglio dire adesso e che un ospedale psichiatrico potrebbe essere il rifugio ideale per un vampiro. Se e ancora in quella zona, la aliena dovrebbe essere proprio li.
— In questo caso — Heseltine diede un’occhiata all’orologio — mi chiedo se sia prudente aspettare fino a domani. — Guardo Carlsen, poi Fallada. — Cosa ne pensate?
Fallada si strinse nelle spalle. — Per me, sono pronto ad andare in qualsiasi posto anche subito. Ma Olaf, non so. Ha moglie e figli che l’aspettano.
Carlsen disse. — Si, ma mi piglieranno quando arrivero.
— In questo caso… — Heseltine premette una serie di pulsanti, e aspetto. — Pronto, il sergente Parker per favore… oh, Parker, ho bisogno di una cavalletta. Devo andare nello Yorkshire. Potete portarci la?
— Saro da voi fra un quarto d’ora, appena torna Culvershaw.
— Magnifico. Scendete in Belgrave Square, e chiamatemi appena arrivato.
Chiuse la comunicazione e si rivolse a Carlsen.
— Comandante, se volete chiamare vostra moglie… Poi vedro di mettermi in contatto con il direttore del “Thirlstone” per informarlo della nostra visita.
Venti minuti piu tardi, le luci al neon della citta sparivano in lontananza, sotto di loro. Davanti, al limite del campo visivo, le costellazioni piu lontane spiccavano come una gigantesca pista aerea. Volavano molto al di sotto della normale quota del traffico aereo, filando a circa cinquecento chilometri all’ora. In basso, sull’autostrada, passava un flusso ininterrotto di automobili.
Heseltine disse: — Lasciando Londra sto violando gli ordini.
— Perche?
— Sono tenuto a dipendere direttamente dal Ministero dell’Interno, dovrei quindi comunicare a quegli uffici ogni nuovo sviluppo dell’inchiesta. Il Primo Ministro voleva appunto vedermi per coordinare le ricerche degli alieni.
Carlsen chiese: — Lui ha espresso qualche idea su come procedere?
— No. In realta si e limitato a insinuare, ma senza dirlo chiaramente, che voi e Fallada siete un po’ matti. Comunque e stato elaborato un complesso sistema di rapporti.
Fallada disse, disgustato: — E se non ci sara niente da riferire, questo gli bastera per dimostrare che non c’e pericolo.
Tacquero per qualche minuto, assorto ognuno nei suoi pensieri. Poi Heseltine disse: — Esiste un modo per provare se un individuo e un vampiro?
Carlsen scosse la testa. Fallada lo guardo sorpreso. — Certo che esiste — disse. — L’abbiamo provato su di te questa mattina.
— E sarebbe? — chiese Heseltine.
— Radioestesia.
— Non mi sembra che abbia dimostrato gran che oltre al fatto che sono di sesso maschile — disse Carlsen.
— Ma tu ti sei perso la parte piu interessante perche dormivi! — protesto Fallada.
Heseltine disse: — Ti dispiacerebbe spiegarti meglio?
— Ci si serve di un pendolo come fanno i rabdomanti — disse Fallada. — Il pendolo reagisce alle diverse sostanze e da distanze diverse, cioe sessanta centimetri per un maschio e oltre settanta per una femmina. Il conte ha detto che se n’era servito a suo tempo per scoprire se un suo paziente era posseduto da un vampiro. Tenuto sopra il paziente alle diverse altezze, il pendolo aveva reagito sia alla lunghezza d’onda maschile sia a quella femminile. Ecco perche abbiamo fatto quella prova su Olaf.
— E il risultato?
— Il pendolo ha dato entrambe le reazioni. Ma non e tutto. Von Geijerstam ha fatto notare che alla stessa distanza usata per rivelare una presenza femminile si ottiene anche l’indicazione di un pericolo. Allora e stata fatta su Olaf un’altra prova a distanza di oltre un metro, distanza che vale per il sonno e la morte. Oltre questa non si dovrebbero piu avere reazioni dal pendolo, perche la morte segna il limite massimo. Mentre Olaf dormiva, la vecchia lettone ha provato dunque da un metro, e ha ottenuto una reazione fortissima. Poi a uno e settanta, un metro cioe oltre la distanza valida per la lunghezza d’onda femminile, e quell’aggeggio diabolico si e messo a descrivere cerchi amplissimi.
Heseltine chiese: — Questo che cosa significa?
— Il conte non ha dato una spiegazione esplicita, ha detto che il significato poteva essere questo: qualsiasi fosse la fonte della reazione, si trattava di cosa gia morta.
Carlsen si senti rizzare i capelli sulla nuca. Con voce tesa disse: — Non ci credo. Quelle creature sono vive, eccome!
Fallada si strinse nelle spalle. — Ho ripetuto solo quello che ha detto von Geijerstam. Personalmente non credo nemmeno che quelle creature siano soprannaturali.
Heseltine disse: — Dipende da che cosa intendi per soprannaturale.
— Be’, le anime dei morti… i fantasmi, o come diavolo vuoi chiamarli.
— Carlsen risenti la sensazione, ormai familiare, che il mondo fosse diventato improvvisamente estraneo. Era abituato al vuoto dello spazio, ma anche ai confini del sistema solare non aveva mai perso il senso di appartenenza alla Terra, di far parte della razza umana. Adesso provava una spaventosa impressione di gelo interno, come se stesse avventurandosi dove nessun essere umano avrebbe potuto seguirlo. Guardando le luci del
